Fondazione

Fondazione:
l’accoglienza si fa cultura

La Casa della carità è un luogo aperto: a tutte le persone in difficoltà e a tutte quelle riflessioni che nascono dal condividere la quotidianità con chi è solo, fragile, escluso.

(102-1, 102-3, 102-4, 102-5, 102-45) (G4-3, G4-5, G4-6, G4-7, G4-17)
ValoriStoriaOrganizzazioneStakeholderComunicazione e Raccolta Fondi

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è un’organizzazione che ha sede nel quartiere periferico di Crescenzago e che il suo fondatore, l’allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, ha voluto come luogo di accoglienza e di cura delle persone più fragili e disagiate e, allo stesso tempo, come laboratorio capace di promuovere cultura e socialità proprio a partire dalle storie e dal vissuto dei tanti che ogni giorno frequentano la Casa.

Le due aree di intervento della Fondazione sono, quindi, l’Accoglienza e l’Accademia. Nell’Accoglienza sono comprese le numerose attività di ospitalità, di servizio e di sostegno a favore di chi è in difficoltà. Nell’Accademia sono riunite le diverse attività e iniziative culturali rivolte all’intera cittadinanza.

Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna, sacerdote con una lunga esperienza di lavoro e intervento al fianco dei più poveri, scelto dal cardinal Martini per guidare la Casa della carità fin dalla costituzione della Fondazione.

A sinistra, don Colmegna con il Cardinal Martini, in visita alla Casa della carità nel 2005

Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”
Sede legale e operativa: via Francesco Brambilla, 8/10 – 20128 – Milano
Anno di costituzione: 2002 | Anno di inizio attività: 2004
Codice fiscale: 97316770151| Partita IVA: 08241220964

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è una fondazione di religione e di culto. Al suo interno opera un ramo Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale).

La Fondazione è iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Milano, (numero d’ordine 393 della pagina 648 del volume 2°), all’anagrafe unica delle Onlus (protocollo n. 0933) e alla prima sezione del Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati (art. 54 DPR 18 ottobre 2004 n. 334 – numero di iscrizione A/915/2014/MI).

La Fondazione opera sul territorio della città di Milano e della Regione Lombardia.

 

Valori

(102-16) (G4-56)

La Casa della carità crede nella dignità e unicità di ogni persona, nel valore dell’ascolto, nell’importanza della relazione. L’impegno della Fondazione è per una società che promuove i diritti di tutti i cittadini e contrasta la politica dello scarto, che danneggia le persone e il pianeta. Un impegno che si concretizza accogliendo quelli che il suo fondatore, il Cardinal Carlo Maria Martini, ha definito “gli ultimi degli ultimi”.

Le persone accolte dalla Fondazione, infatti, per le loro storie e le loro fragilità, sono cittadini che faticano a trovare una collocazione in strutture d’altro tipo. Nella Casa della carità, invece, trovano una sistemazione non solo accogliente, ma soprattutto capace di rispondere ai loro bisogni. Tutto ciò nella convinzione che lavorare per l’inclusione sociale di chi è escluso porti benefici a tutta la società, creando benessere, sicurezza e coesione sociale.

Lo stile della Casa della carità è laico, inclusivo e basato sul dialogo. Le radici di questa impostazione affondano nel Vangelo e nel dettato della lettera pastorale Farsi Prossimo, scritta dal cardinal Martini nel 1985 ed esplicitamente richiamata nello statuto della Fondazione. Nel rispetto del mandato del cardinal Martini, la Fondazione alterna interventi in convenzione con le istituzioni a interventi in gratuità, da sempre un tratto qualificante del suo agire, completamente finanziati dai contributi di enti e dalle donazioni dei cittadini.

Due abitanti delle case popolari seguiti dal progetto Scegliere insieme la strada di casa – Foto: Marco Garofalo

Grazie alle azioni in convenzione, sostenute da fondi pubblici, la Casa della carità si inserisce nel sistema di welfare cittadino con l’idea di dare una valenza pubblica al suo operato, da sempre inteso come servizio all’intera città. Grazie alle azioni in gratuità, la Fondazione è in grado di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di reagire in modo rapido ed efficace di fronte alle diverse emergenze metropolitane e di sperimentare nuove soluzioni, per poi restituirle alle istituzioni perché vengano rese strutturali all’interno proprio del sistema di welfare. In tal senso, un esempio concreto è il lavoro svolto sul tema della residenza anagrafica delle persone senza dimora, portato avanti per anni dalla Casa della carità e confluito nel 2018 in un progetto del Comune di Milano.

Un’altra intuizione che il cardinale Martini ha lasciato in dote alla Fondazione è la convinzione che dalla conoscenza, dall’ascolto e dalla relazione con le fasce più fragili della popolazione nascano idee importanti per tutta la cittadinanza, proposte utili alla collettività, riflessioni capaci di interloquire con l’intera società. Coltivando questa preziosa indicazione, la Casa della carità si occupa di accoglienza e di cultura fin dalla sua nascita nel 2004, quando hanno preso il via le attività sociali ed è stato ospite della Fondazione per un convegno il sociologo Zygmunt Bauman: da allora, attraverso l’Accoglienza e l’Accademia, le attività della Fondazione procedono lungo percorsi che si intrecciano, si contaminano e si arricchiscono a vicenda.

Il tema della salute, al centro delle attività 2018 dell’Accademia, è in quest’ottica paradigmatico. La Casa della carità lavora, da sempre, per garantire il diritto alle cure delle persone più escluse e, partendo dai loro bisogni, ha avviato un percorso di riflessione culturale e proposta politica, Casa Salute, per migliorare il sistema sanitario pubblico cui accede l’intera popolazione.

Donatori

Dal punto di vista dei proventi, la Casa della carità vive grazie a due fonti principali: da un lato, le convenzioni e i progetti con le istituzioni; dall’altro, i contributi di enti e le donazioni dei cittadini. Tutte le attività sociali e culturali non coperte da finanziamenti pubblici, come il centro d’ascolto, l’ospitalità di persone fragili ed intere famiglie in difficoltà e i corsi di italiano per adulti, solo per fare alcuni esempi, sono possibili grazie al contributo dei donatori. Nel 2018, hanno sostenuto la Casa della carità 19.322 donatori. Grazie anche a loro, la Fondazione ha potuto aiutare 4.609 persone in difficoltà e lanciare nuovi progetti di accoglienza.

Volontari

All’interno della Casa della carità, i volontari ricoprono un ruolo strutturale e vitale. A seconda delle disponibilità e delle inclinazioni di ciascuno, sono coinvolti in un ampio spettro di attività, con ruoli e responsabilità differenti. Il loro impegno è coordinato dall’Associazione Volontari Casa della carità, alla quale sono tutti regolarmente iscritti. Nel 2018, sono 103 i cittadini che si sono impegnati come volontari alla Casa della carità, di cui 62 donne e 41 uomini. Nel corso dell’anno, 17 nuovi volontari hanno iniziato a prestare servizio alla Casa della carità.

Alla Casa della carità svolgono attività di volontariato anche alcuni detenuti della casa di reclusione di Bollate, grazie all’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, che garantisce la possibilità di uscire temporaneamente dal carcere per svolgere attività lavorative e di volontariato. La Fondazione collabora anche con l’Associazione Volontari Francescani.

 

Dipendenti e collaboratori

(102-7) (G4-9)

I lavoratori della Casa della carità sono animati da passione e dedizione e, con il loro eterogeneo patrimonio di competenze e professionalità, rappresentano una delle principali risorse della Fondazione. Complessivamente, nel corso di tutto il 2018, le attività della Casa della carità sono state realizzate grazie al lavoro di 126 persone, di cui 65 uomini e 61 donne. Tra questi, si contano 91 dipendenti, 66 dei quali con un contratto a tempo indeterminato. I consulenti (partita IVA) sono stati invece 19, mentre i collaboratori 16 (Co.co.co e Collaborazioni occasionali).

 

Storia

2018

(102-10) (G4-13)

Essere aperti, sempre, a tutti, non è stato facile. Ma nel 2018, la Casa della carità ha rinnovato il suo impegno in favore delle fasce più fragili della popolazione. Grazie al sostegno dei donatori, alla passione dei volontari e alla professionalità di dipendenti e collaboratori, in un anno, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone in difficoltà. In un clima generale di crescente chiusura, si è lavorato in favore dell’accoglienza, a livello sia sociale sia culturale, concentrandosi su tre temi principali: i diritti dei più deboli, l’immigrazione e la salute.

I più deboli sono le persone senza dimora che in via Brambilla trovano innanzitutto una risposta a dei bisogni elementari, come quello di farsi una doccia, ma anche la possibilità di costruire relazioni, riscoprire il bello e vedere i loro diritti riconosciuti, come successo con il progetto ResidenzaMI. L’immigrazione la Casa della carità la conosce da sempre e, anche nel 2018, ha continuato a ospitare cittadini stranieri che in Italia vogliono costruirsi un futuro e a impegnarsi a livello culturale: i flussi migratori sono un fenomeno strutturale da affrontare unendo umanità e legalità, rispetto dei diritti e attenzione alle fasce deboli. La salute, infine. Che non è solo l’assenza di malattia, ma un concetto molto più ampio di benessere,  da costruire come comunità, sui territori, nella vita quotidiana. Proprio come ha insegnato a fare Basaglia, che è stato ricordato in un convegno per il quarantesimo anniversario della legge 180. E proprio come sta facendo il progetto Casa Salute che, nel corso dell’anno, ha fatto passi in avanti molto significativi.

Tre temi, quindi, strettamente legati tra loro, che rappresentano le tante facce concrete di quella  “cultura dell’accoglienza” per la quale don Virginio Colmegna, il 10 ottobre, è stato insignito del premio Cittadino europeo 2018. “Un riconoscimento – ha dichiarato il presidente della Fondazione a Bruxelles – che ricevo nome di tutti gli operatori, i volontari e gli ospiti della Casa della carità”.

Un volontario dell’unità mobile Strade nuove con una persona senza dimora – Foto: Marco Garofalo

Non è stato facile nemmeno dal punto di vista economico, il 2018. Ma, a fine anno, la Fondazione è riuscita a chiudere il bilancio in positivo per la quinta volta consecutiva. Le difficoltà legate al calo dei fondi provenienti dalle istituzioni pubbliche, in particolare dal Ministero dell’Interno, sono state superate grazie a un significativo aumento di donazioni e contributi da progetti, soprattutto col Comune di Milano. Le indicazioni positive in materia di sostenibilità economica emerse negli anni precedenti sono state, quindi, confermate, consentendo il prosieguo di tutte le attività sociali dell’anno precedente, il lancio di nuovi progetti e il coinvolgimento di oltre 5mila persone nelle iniziative culturali.

Il 2018, infine, è stato un momento di transizione, durante il quale sono stati messi alcuni dei punti fermi dai quali partire per costruire il futuro della Casa della carità. A gennaio, si è insediato  per cinque anni il nuovo Consiglio di Amministrazione, alla cui presidenza è stato confermato don Virginio Colmegna. In primavera, è stato approvato, inoltre, il nuovo modello organizzativo “ad arcipelago” della Fondazione, all’interno del quale è confluita anche la riorganizzazione delle attività culturali.

Si tratta di due passaggi importanti, completati i quali la Casa della carità può ora concentrarsi sulle sfide poste dalla Riforma del Terzo settore: cambiamento e innovazione, sostenibilità e trasparenza. Nel 2018, la Fondazione ha iniziato a lavorare insieme ai suoi garanti, la Diocesi e il Comune di Milano, per capire come cogliere al meglio le opportunità offerte dalla nuova legislazione.

Organizzazione

(102-18, 102-19, 102-22, 102-23, 102-24) (G4-34, G4-35, G4-38, G4-39, G4-40)

I garanti della Fondazione Casa della carità sono il Sindaco e l’Arcivescovo di Milano. Si tratta di una precisa scelta del Cardinal Martini, presa per sottolineare il coinvolgimento delle autorità civili e religiose della città nell’operato della Casa della carità e il fatto che la Fondazione sia al servizio dell’intera collettività milanese. Ai garanti compete la nomina del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, entrambi organismi di durata quinquennale, rieleggibili.

Il Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri che, secondo lo Statuto della Fondazione, vengono scelti per la loro esperienza in ambito sociale e amministrativo. Il Consiglio di amministrazione cura la programmazione e l’attuazione delle iniziative della Fondazione, approva il bilancio nelle forma preventiva e consuntiva, delibera gli atti di straordinaria amministrazione. Nel 2018, il il Consiglio di amministrazione si è riunito 8 volte.

Il Consiglio di amministrazione entrato in carica ad inizio 2018 è composto da:

  • don Virginio Colmegna, presidente, designato dall’Arcivescovo di Milano (nella foto, sotto)
  • Giuseppe Maria Paolo Garofano, consigliere, designato dal Vicario Episcopale della città di Milano;
  • Gianfranco Crevani, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana;
  • Luca Luigi Arnoldo Formenton Macola, consigliere, designato dal Sindaco di Milano;
  • Massimo Minelli, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana.

Il Presidente della Casa della carità ne è il legale rappresentante e ha ampi poteri per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione della Fondazione, che, grazie alla facoltà di delega, viene gestita insieme al Direttore generale secondo quanto deciso dal Consiglio di amministrazione. Per atti di amministrazione straordinaria, invece, il Consiglio di amministrazione deve chiedere l’autorizzazione alle autorità ecclesiastiche in base alle norme del diritto canonico.

Il Collegio dei revisori è composto da tre persone e ha il compito di garantire la correttezza della gestione amministrativa della Fondazione, controllare la contabilità e l’esattezza del bilancio e presentare la relazione annuale ai garanti. Dal 2018, il Collegio dei revisori è composto da:

  • Costanza Bonelli, designata dall’Arcivescovo di Milano;
  • Silvia Buono, designata dal Sindaco di Milano;
  • Andrea Manzoni, designato dal Sindaco di Milano.

I componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori non hanno diritto ad alcun compenso per l’attività svolta. Il compito di convocare il Consiglio di amministrazione spetta al Presidente.

Struttura organizzativa

(102-20, 102-30, 102-31) (G4-36, G4-46, G4-47)

Nel 2018, il percorso di riorganizzazione della Fondazione, iniziato l’anno precedente, si è concluso con l’approvazione di un nuovo modello organizzativo, definito “ad arcipelago”, e del nuovo conseguente organigramma.

L’immagine dell’arcipelago raffigura le numerose ed eterogenee attività della Casa della carità: tante isole, autonome le une dalle altre e, al tempo stesso, strettamente connesse tra loro. A mettere in comunicazione queste isole sono le equipe, dei gruppi di lavoro periodici e tematici, che si occupano delle attività stesse, dei processi organizzativi e del metodo di lavoro. Le equipe, già presenti nel precedente modello organizzativo, assumono nel nuovo una centralità  ancora maggiore: sono momenti di confronto, discussione e predisposizione all’azione per tutti gli operatori; contribuiscono a creare un patrimonio comune di conoscenze; servono alla manutenzione delle energie, delle conoscenze e degli scambi e sono opportunità di arricchimento reciproco.

La Casa della carità ha scelto un modello organizzativo con queste caratteristiche perché vuole essere sempre più un’organizzazione disponibile ad accogliere le istanze che provengono dai propri operatori e dagli ambienti esterni, ma anche un’organizzazione capace di mantenere questa disponibilità grazie alle equipe: l’obiettivo è riconoscere il valore e la fatica dei membri, sostenendoli e allo stesso tempo sollecitandoli, assegnando loro un esplicito mandato esplorativo, così da poter adeguare le proprie prestazioni ai contesti in continua trasformazione.

Orgranigramma

Il nuovo organigramma ha introdotto tre settori all’interno dei quali sono raggruppate le attività sociali della Fondazione: Sociale e Innovazione, Accoglienza e Ospitalità, Salute. I tre settori, i cui responsabili riferiscono direttamente al Direttore generale, sono a loro volta suddivisi in sette aree operative, ciascuna con il proprio responsabile: Sociale, Penale, Innovazione, Accoglienza, Housing, Emergenza e Salute. Ciascun area operativa è, infine, suddivisa in unità operative, gestite dai coordinatori dei singoli servizi.

Per quanto riguarda le attività culturali, invece, l’Accademia della carità, che risponde direttamente al Presidente della Fondazione, coordina le campagne, le attività della Biblioteca del Confine, artistiche e di spiritualità mentre il SOUQ si occupa delle attività del centro studi e di formazione.

All’interno del nuovo sistema organizzativo, il Direttore generale svolge un ruolo di collegamento fondamentale tra il livello di decisione politica e quello di gestione tecnica della Fondazione. Inoltre, pianifica, gestisce e controlla lo sviluppo e lo svolgimento delle attività, coordinando i responsabili di settori, aree e unità. Il Direttore generale sovrintende le procedure di verifica della qualità, è responsabile della gestione del personale, del piano operativo e della definizione del budget da sottoporre al Consiglio di amministrazione e della relativa gestione.

ORGANIGRAMMA AL 31 DICEMBRE 2018

Clicca qui o sull’immagine per scaricare la versione pdf dell’organigramma

Il Presidente e il Direttore generale svolgono le loro attività in collaborazione con la Presidenza dell’Associazione Amici Casa della carità, la Presidenza dell’Associazione Volontari Casa della carità e con il Comitato di direzione.

Il Comitato di direzione è una delle novità introdotte dal nuovo modello organizzativo. È un’equipe di lavoro che si ritrova settimanalmente ed è composta dal Presidente, dal Direttore generale, dai responsabili dei settori, della formazione e degli uffici Comunicazione e fundraising. L’altra novità è l’equipe della Casa, che si ritrova mensilmente e coinvolge tutti i responsabili delle aree e tutti i coordinatori delle unità operative. Le equipe di unità, organizzate in maniera differente a seconda delle necessità di ciascun servizio, erano già presenti e sono state confermate, ciascuna con i propri momenti di supervisione esterna.

Modello di organizzazione, gestione e controllo

(102-25, 102-16, 102-17, 205-1, 205-2) (G4-41, G4-56, G4-57, G4-58, G4-SO3, G4-SO4)

Dal 2016, la Casa della carità si è adeguata alle indicazioni contenute nel decreto legislativo 231/2001: da allora, la Fondazione è dotata di un Modello di organizzazione, gestione e controllo composto da Modello Organizzativo, Codice Etico (disponibile a questo link) e Regolamento dell’Organismo di vigilanza.

Nel 2018, con il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Fondazione, sono cambiati anche i tre componenti dell’Organismo di vigilanza. I nuovi membri sono: Mariangela Torrente, Laura De Carlo e Niccolò Abriani. A loro disposizione, il Consiglio di amministrazione ha stanziato un budget annuale di 5.000 €, che è stato gestito in totale autonomia. I membri dell’organismo svolgono la loro attività a titolo gratuito.

Per segnalare all’Organismo di vigilanza violazioni o presunte violazioni del Modello organizzativo e del Codice etico, è attivo un indirizzo mail al quale i dipendenti possono scrivere: odv@casadellacarita.org. Le segnalazioni vengono raccolte e conservate per un periodo di dieci anni in un apposito archivio digitale e cartaceo, al quale hanno accesso solo i membri dell’Organismo di vigilanza. Ai segnalanti viene assicurata la riservatezza dell’identità, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Fondazione o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede.

Certificazioni

(102-11, 102-12) (G4-14, G4-15)

La Fondazione è dotata di certificazione ISO 9001, lo standard di riferimento a livello internazionale per il sistema di gestione della qualità. La conformità della Fondazione ai nuovi standard ISO 9001:2015 è stata certificata nel 2018 da SQS, organizzazione leader di valutazione e certificazione per i sistemi di qualità e management, il cui certificato è valido a livello internazionale tramite la rete di partner IQNet.

Per quanto riguarda, invece, il principio di precauzione, sancito dalla Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo, non risulta applicabile alle attività svolte dalla Fondazione.

Una mamma accolta alla Tillanzia con il suo bambino – Foto: Marco Garofalo

Stakeholder

(102-6, 102-12, 102-13, 102-40) (G4-8, G4-15, G4-16, G4-24)

I primi stakeholder della Casa della carità sono i suoi ospiti e le persone in difficoltà con cui ogni giorno lavora. Poi, si contano donatori, volontari e lavoratori. Quindi, vi è un’ampia rete di realtà, pubbliche e private, con le quali la Fondazione collabora per la realizzazione delle sue attività.

Le prime sono l’Associazione Amici Casa della carità e l’Associazione Volontari Casa della carità. Il rapporto della Casa della carità con queste due associazioni è tanto stretto e sinergico che rientrano nel perimetro del Bilancio di sostenibilità e quindi verranno presentate nei paragrafi successivi.

La Fondazione, inoltre, ha una partnership strategica con il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS). Un’altra collaborazione strategica consolidata è quella con l’iBVA – Istituto Beata Vergine Addolorata, con cui porta avanti un progetto di ospitalità residenziale per famiglie.

Nel corso del 2018, inoltre, la Casa della carità ha stretto nuovi legami a livello locale e nazionale. Nel primo caso, è nato un rapporto di collaborazione con l’Associazione ONLUS SON, “Speranza Oltre Noi” che, dal 2017, opera sul territorio dei quartieri Crescenzago e Adriano, dove la Fondazione ha sede, promuovendo un progetto di abitare solidale per persone fragili. La Casa della carità, inoltre, ha collaborato con la cooperativa sociale New Ideas of Welfare, alla quale è affidata la gestione del punto ristoro interno della sede di via Brambilla e con la quale vengono organizzate iniziative culturali comuni. Si è ulteriormente stretta, infine, la partnership con l’Associazione Volontari Francescani.

A livello nazionale, invece, è proseguito l’impegno con le altre realtà promotrici della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene del 2017 e con quelle che si sono aggiunte per Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie. Sempre in ambito culturale, infine, la Casa della carità ha avviato una collaborazione con la neonata Associazione Laudato Si, che ha l’obiettivo di promuovere i valori dell’omonima enciclica di Papa Francesco.

Dal 2013, grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione fa parte dello SPRAR, il Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati promosso dal Ministero dell’Interno.

La Casa della carità aderisce a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e a fio.PSD la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora. In particolare, Vita Casavola, operatrice della Fondazione e responsabile del progetto Diogene, ha fatto parte per tutto il 2018 del Consiglio direttivo di fio.PSD mentre Donatella De Vito, responsabile area Emergenze della Fondazione, è nel gruppo di lavoro dedicato all’Europa e partecipa, a nome di fio.PSD, al gruppo di lavoro europeo dedicato all’immigrazione di FEANTSA – European Federation of National Organisations Working with the Homeless.

La Fondazione è tra i promotori di Reti della carità, un percorso nazionale che riunisce decine di realtà impegnate nella lotta alla povertà ed è tra gli enti fondatori dell’associazione Avvocati per Niente, attiva in ambito giuridico, e della Fondazione Triulza.

La Casa della carità è un membro della Campagna Salute Mentale, che riunisce numerose realtà lombarde impegnate nell’ambito della psichiatria, e del coordinamento lombardo della campagna Mettiamoci in Gioco che, a livello nazionale, contrasta il gioco d’azzardo patologico. Dal 2017, inoltre, la Fondazione è parte del Forum Terzo Settore Milano.

Nel file sottostante è possibile consultare l’elenco delle principali realtà con cui la Fondazione ha avuto relazioni e collaborazioni nel 2018, suddivise in otto macro categorie: enti con cui la Casa della carità ha stabilito delle Associazioni Temporanee di Impresa (ATI) o delle Associazioni Temporanee di Scopo (ATS), enti sanitari, istituzioni ed enti pubblici, società partecipate del Comune di Milano, enti sanitari, scuole ed enti di formazione, organizzazioni sindacali, enti religiosi e organizzazioni della società civile.

Consulta l’elenco degli stakeholder della Fondazione

 

Associazione Amici Casa della carità

Il 2018 è stato un anno ricchissimo di iniziative per l’associazione Amici Casa della carità. Sul fronte sociale, il progetto CON-Lieto-FINE ha realizzato attività rivolte alla promozione culturale e all’inclusione destinate ai bambini delle scuole dell’infanzia e primarie del quartiere Adriano-Crescenzago. Il progetto ha proposto quattro spettacoli teatrali (28 febbraio, 18 aprile, 28 giugno, 19 ottobre) e il laboratorio «Libri senza parole» per mamme con bambini articolato in 8 incontri tra aprile e settembre.

Sul fronte culturale sono stati organizzati la presentazione dei libri “Il cristiano testimone” con il teologo Marco Vergottini (12 gennaio), “Crescenzago e via Padova – La storia e le immagini” (14 gennaio); l’incontro sulla violenza di genere “Mai più sole” (11 aprile); l’evento musicale “Concerto di primavera” (25 maggio); lo spettacolo teatrale “Alla ricerca di Camille Claudel” (24 ottobre). Inoltre, la presidente Maria Grazia Guida e la responsabile dei progetti per minori Isabel Pogany, hanno portato l’esperienza dell’associazione al Meeting nazionale della Società Italiana per la Promozione della Salute (Milano, 1-2 ottobre) mentre sul tema anziani è uscito sul quotidiano Avvenire un lungo articolo di approfondimento con l’appello della nostra associazione a rilanciare anche in Italia la strategia della Salute per tutti per avere “Città amiche degli anziani” (29 luglio).

Nel 2018 siamo stati attivi anche sul piano della promozione dei diritti. Amici Casa della carità ha aderito a “Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia”, documento promosso da un cartello di organizzazioni cristiane, impegnate da decenni nell’ambito delle migrazioni (20 febbraio); ha aderito alla nascita dell’associazione Laudato Si’ (29 maggio); ha elaborato con FIM-CISL Lombardia un manifesto e una campagna di comunicazione che “smonta” una serie di luoghi comuni e false verità rispetto al tema migranti (luglio).  

La conferenza stampa di presentazione di “Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia” – 8 febbraio 2018

Sul fronte dei progetti l’associazione ha continuato anche nel 2018 “Tuteliamoci”, che prevede percorsi di supporto alla cura di pazienti stranieri con patologie oncologiche e ha dato avvio a “Gelateria sociale – artigianato di qualità nel Rione Sanità”, che consiste nell’aprire, al Rione Sanità di Napoli, un laboratorio di creazione di gelato artigianale, dove tenere corsi di formazione per giovani e donne del quartiere e laboratori didattici per le scuole. Il 14 dicembre 2018 l’associazione ha siglato poi un protocollo di intesa con ATS Milano, Comune di Milano, Associazione culturale pediatri, Associazione italiana biblioteche, Nati per leggere, Università Bicocca, Unicef Milano per la realizzazione del progetto “Lettura e salute 0-6”, che prevede la promozione della lettura per i bambini da 0 a 6 anni. In tutto il 2018, inoltre, è stato possibile partecipare ad aste on line di raccolta fondi destinati all’associazione sulla piattaforma web Charity Stars.

Ma il 2018 è stato soprattutto l’anno del sostegno alle iniziative di SON-Speranza oltre noi, associazione nata per garantire un futuro sereno a famiglie dove sono presenti persone con disabilità. L’associazione ha promosso una collaborazione con l’inserto Buone Notizie del Corriere della sera per l’uscita di cinque articoli, in cinque settimane, con l’obiettivo di presentare SON e di raccogliere fondi per il progetto (gennaio-febbraio). Sempre finalizzata al fundraising per SON, Amici Casa della carità ha portato a termine un’ambiziosa operazione realizzata con ClickAid e Coop Lombardia e rivolta al mondo dei social media e delle piattaforme video on line (febbraio-luglio). Ci sono stati poi l’organizzazione della mostra-mercato “Artisti per una speranza oltre noi” in una galleria d’arte sui Navigli a Milano (8-10 maggio) e lo spettacolo teatrale “Concerto d’amore – García Lorca incontra Prévert” (7 giugno). Infine, si segnala il prestigioso Premio alla Virtù Civica «Panettone d’Oro» assegnato a Luciano Scotuzzi, socio dell’associazione Amici Casa della carità oltre che presidente di SON (3 febbraio).

www.amicicasadellacarita.org

Reti della carità

«Reti della carità» è un insieme nazionale di realtà di ispirazione cristiana, e non solo, cui aderiscono anche singole persone, accomunate dall’esperienza tangibile e quotidiana della carità. È una libera aggregazione non costituita, cui aderiscono più di 50 soggetti, nata nel 2013 su impulso dell’associazione «Amici Casa della carità». L’attività principale è riunire i propri aderenti in incontri periodici e itineranti per parlare di società, cultura, politica e fede in chiave di povertà, giustizia sociale e pace, avendo sempre come prospettiva l’idea di Papa Francesco di una Chiesa come ospedale da campo, una Chiesa non ridotta a ONG.

Nel 2018, Reti della carità ha lavorato sul tema dell’occupazione giovanile, in particolare nelle regioni del Sud Italia. Dal primo incontro, tenuto il 22 gennaio a Napoli è scaturito il documento Sud, giovani e Chiesa, che è stato posto all’attenzione del Sinodo dei vescovi sui giovani per essere recepito prima dall’Instrumentum Laboris (punto 155) e poi nel Documento finale (punti 152-153).

Il secondo incontro si è svolto a Civitanova Marche il 13 aprile mentre Il 15 ottobre si è svolto a Napoli il terzo convegno nazionale, dal titolo «Giovani, Sud e Chiesa tra lavoro e legalità».

A ottobre 2018 è uscito il libro «Oltre la cultura dello scarto. Riflessioni su accoglienza, misericordia e carità» (Edizioni Erickson), che propone gli interventi dei relatori ai primi due convegni nazionali di Bologna 2016 e di Roma 2017 sui temi rispettivamente della povertà e delle migrazioni, oltre a diversi contributi degli ospiti invitati agli incontri periodici e itineranti di Reti della carità svolti tra il 2016 e il 2018. Tra gli altri, il volume racchiude testi di Romano Prodi, Livia Pomodoro e i vescovi di Palermo, Corrado Lorefice, di Bologna, Matteo Maria Zuppi, di Ferrara, Gian Carlo Perego.

www.retidellacarita.org

Volontari Casa della carità

Tutti i volontari della Casa della carità sono soci dell’Associazione Volontari Casa della carità, che svolge un ruolo fondamentale di selezione, coordinamento, motivazione e coinvolgimento dei cittadini che scelgono di dedicare gratuitamente del loro tempo alla Fondazione. In collaborazione con gli operatori della Fondazione, l’Associazione si occupa di accogliere i nuovi volontari, introducendoli nella realtà della Casa della carità, spiegandone la mission e le attività, concordando insieme a loro le modalità di impegno e, infine, inserendoli nel progetto o servizio più adatto o più bisognoso di supporto.

La presenza dei volontari è ampia e variegata, con ruoli e responsabilità differenti: il loro apporto è molto rilevante per il funzionamento della Casa della carità, sia a livello pratico che di riflessione, in qualità di cittadini attivi. La presidenza dell’Associazione è inserita stabilmente nel sistema organizzativo della Fondazione, in un confronto costante con i dirigenti e gli operatori. L’Associazione, inoltre, si occupa della formazione dei volontari.

Alla fine del 2018, all’interno dell’Associazione Volontari Casa della carità, è nato il Gruppo Giovani, composto da una dozzina di volontari, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno iniziato a promuovere alcune attività ludico-ricreative (cineforum, uscite, giochi in scatola) per gli ospiti della Casa con la supervisione dei responsabili delle attività di ospitalità residenziale.

Comunicazione e raccolta fondi

(NGO08 | NGO10) (G4-NGO08 | G4-NGO10)

La Casa della carità, fin dai suoi primi anni di attività, ha avuto una particolare attenzione per la comunicazione, intesa in un senso ampio del termine: comunicazione istituzionale, rapporti con i media, relazioni con gli stakeholder e attività di raccolta fondi.

Esistono quindi un ufficio dedicato alla comunicazione e uno alla raccolta fondi, che operano a stretto contatto tra loro e in maniera trasversale tra le attività sociali e culturali della Fondazione.

Un momento dei laboratori di terapia artistica – Foto: Marco Garofalo

Entrambi gli uffici veicolano messaggi fortemente in sintonia con i valori della Fondazione, mettendo sempre al primo posto le persone con cui essa lavora e il rispetto per le loro storie. Inoltre, prestano una forte attenzione ai contenuti, ai linguaggi e alle immagini degli strumenti che utilizzano per raggiungere i loro rispettivi obiettivi, elaborando strategie e tecniche che tengano conto delle istanze etiche e sociali della Casa della carità.

Comunicazione e fundraising sono due ambiti necessari al buon funzionamento della Fondazione, ma sono anche gli strumenti con i quali la Casa della carità partecipa al dibattito pubblico e sensibilizza la cittadinanza.

Comunicazione istituzionale

A partire dalla sua esperienza sociale quotidiana, la Casa della carità propone riflessioni all’interno del dibattito pubblico locale e nazionale, prendendo spesso posizione per voce del suo presidente don Virginio Colmegna.

Inoltre, l’ufficio comunicazione della Casa della carità si impegna a dare voce alle tante persone altrimenti invisibili, anche attraverso le storie di vita di quanti sono accolti o seguiti dalla Fondazione. L’obiettivo è trasformare queste storie in momenti di riflessione politica e culturale sui bisogni della città, contribuendo così a riempire di contenuti concreti un dibattito pubblico che non sia urlato, ma costruttivo per la collettività.

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Per raggiungere questi obiettivi, l’ufficio comunicazione cura il sito internet della Fondazione e collabora alla gestione di quelli dei suoi partner strategici (CeAS, Associazione Amici Casa della carità e Reti della carità), cura la sua presenza sui social media (Facebook, Twitter e Instagram), segue le attività di ufficio stampa, partecipa all’organizzazione degli eventi pubblici e collabora strettamente con l’ufficio Fundraising per le campagne di raccolta fondi.

L’ufficio comunicazione, inoltre, in stretta collaborazione con la segreteria, segue la partecipazione ad iniziative pubbliche, la stesura di testi e le relazioni con i media del presidente della Fondazione don Virginio Colmegna.

Nel 2018, inoltre, l’ufficio è stato coinvolto nella comunicazione della campagna Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie, di cui la Fondazione è stata uno dei promotori nazionali, e in altre iniziative sul tema immigrazione.

Anche nel 2018, come negli anni precedenti, l’ufficio si è occupato di tutti gli aspetti della comunicazione del SOUQ Film Festival, compreso l’aggiornamento del sito della manifestazione.

Tabella 1 - Sito www.casadellacarita.org

 201820172016
Nuove pagine create262212157
Prime visite (%)868670,6
Tempo medio di una visita al sito (minuti)2'23''1'48''2'18''
Pagine medie per visita2,462,362,86

Rapporti coi media

(102-11) (G4-14)

Nel 2018, l’ufficio stampa ha ricevuto 109 richieste da giornalisti italiani e stranieri per informazioni, interviste e interventi a nome della Fondazione o del suo Presidente. Nel corso dell’anno, la Casa della carità e don Virginio Colmegna sono stati menzionati dai media in 626 occasioni. Questo dato è ulteriormente cresciuto rispetto all’anno precedente, quando già aveva fatto registrare un incremento collegato alla campagna nazionale Ero straniero – L’umanità che fa bene. La maggiore esposizione mediatica è legata soprattutto alla consegna del premio “Cittadino Europeo 2018” al presidente della Fondazione don Virginio Colmegna, avvenuta al Parlamento Europeo di Bruxelles il 9 ottobre.

Le prese di posizioni pubbliche della Fondazione sono frutto di confronto tra Presidenza, Direzione generale, Responsabili d’area coinvolti e uffici comunicazione e fundraising. In alcuni casi di particolare importanza, gli argomenti sui quali verranno fatte delle dichiarazioni vengono discussi collegialmente nel corso delle riunioni dell’ufficio comunicazione, degli uffici comunicazione e fundraising oppure insieme ai responsabili d’area.

 

Raccolta fondi

L’attività di raccolta fondi riveste un ruolo cruciale per la Casa della carità: grazie alle donazioni dei cittadini e ai contributi da enti, la Fondazione riesce a svolgere tutte le attività sociali e culturali non coperte da fondi pubblici provenienti da progetti, convenzioni o accreditamenti. Sono le attività in gratuità, che rappresentano il 51,5% di tutte le attività della Fondazione.

La comunicazione della Casa della carità passa, quindi, anche attraverso le relazioni con i donatori, che ricevono con cadenza regolare comunicazioni cartacee e digitali sulle iniziative culturali, sulla vita quotidiana delle persone ospiti alla Casa della carità e sulle riflessioni politiche e spirituali che animano l’agire quotidiano degli operatori.

L’ufficio raccolta fondi lavora in stretta collaborazione con i servizi, i progetti e gli operatori, per raccogliere le storie degli ospiti e per avere aggiornamenti in merito alle diverse attività della Fondazione. Presta, inoltre, grande attenzione alla privacy degli ospiti e alla loro sensibilità in fase di scrittura delle comunicazioni che vengono inviate ai donatori.

La Casa della carità ha l’impegno di massima trasparenza e correttezza nei confronti del donatore o sostenitore in relazione al proprio operato e adotta principi di trasparenza e correttezza nella gestione di donazioni, liberalità e contributi. Come stabilito dal Codice Etico della Fondazione, le risorse ricevute vengono utilizzate secondo criteri di efficacia, pertinenza ed efficienza.

Al donatore è riconosciuta la possibilità di richiedere informazioni in merito alle modalità di utilizzo dei fondi donati e ai risultati conseguiti grazie a suddette donazioni. Inoltre la Fondazione garantisce, se richiesto, il rispetto dell’anonimato del donatore.

Prendendo in esame il bilancio consolidato 2018 della Fondazione alla voce Conto economico, si contano € 4.713.135 di proventi. Di questi, 1.818.129 € provengono da donazioni individuali da parte dei 19.322 donatori attivi della Casa della carità. I fondi provenienti da donazioni hanno avuto un incremento del 18% rispetto al 2017, ottenuto grazie a una serie di azioni mirate da parte dell’ufficio fundraising.

Tabella 2 - Bilancio consolidato, conto economico, proventi 2018 - versione semplificata (euro)

 201820172016
Proventi Attività Tipiche2.774.1702.623.4782.524.541
Donazioni e raccolta fondi1.818.1291.542.8242.575.312
Altri proventi79.92060.66243.846
Accantonamenti70.500363.900100.000
Proventi Finanziari41518.83479.477
TOTALE PROVENTI4.713.1354.609.6995.323.178

Nel 2018, la Casa della carità ha collaborato con alcune importanti aziende, con enti ecclesiastici, associazioni e fondazioni, i cui contributi sono dettagliati nella tabella di seguito.

Tabella 3 - Contributi e donazioni da enti (Euro)

EnteTipo di contributoImporto
Alba LeasingDonazione3.000,00
Amici di Francesco OnlusContributo per progetto16.510,00
Arci MagnoliaContributo per progetto7.410,00
Associazione per un sorriso ONLUSDonazione7.000,00
CiscoContributo per progetto706,00
Fondazione Accademia di ComunicazioneDonazione7.000,00
Fondazione De AgostiniContributo per progetto10.000,00
Fondazione Franca e Alberto RivaDonazione20.000,00
Fondazione VodafoneContributo per progetto75.000,00
Banca Popolare di Milano - Banco BPMContributo per progetto30.000,00
La Batteria SasDonazione2.000,00
Nelke SrlDonazione10.000,00
SIA SpaContributo per progetto14.000,00

Inoltre, hanno disposto importanti donazioni in natura alla Fondazione Pastificio Rana, Galbusera, Asolo dolce, Benetton e l’Oreal.

Donazioni da individui

Nel 2018 l’ufficio Fundraising della Fondazione Casa della carità si presenta sempre più strutturato ed è costante la collaborazione con l’ufficio Comunicazione, il Consiglio di Amministrazione, la Presidenza e la Direzione generale.

Entrando nel dettaglio delle attività di raccolta fondi rivolta a persone fisiche, è possibile distinguere due diverse tipologie di donatori che ricevono aggiornamenti in merito alle attività della Fondazione. La prima è composta dai donatori entrati in contatto diretto con la Fondazione (le cui donazioni compongono il totale della voce “Donazioni” del rendiconto economico) e la seconda da donatori raggiunti tramite un fornitore esterno di mailing, Innovairre (il totale raccolto da questi donatori corrisponde alla voce “Donazioni mailing” del rendiconto economico), che dal 2013 ha il compito di promuovere le attività della Casa della carità sul territorio nazionale.

Le comunicazioni inviate a questi due gruppi di donatori raccontano la Casa della carità, offrendo loro riflessioni da parte del presidente don Virginio Colmegna e ponendo l’attenzione ogni mese su un diverso progetto e su una storia di un ospite, che viene raccolta grazie alla collaborazione con gli operatori. In alcuni casi, le lettere sono corredate da contributi di tipo fotografico, che documentano i diversi momenti all’interno della Fondazione e lo svolgimento dei diversi servizi, biglietti di auguri durante le festività natalizie e materiali cartacei relativi alla campagna 5×1000 della Casa.

Per quanto riguarda le attività di raccolta fondi rivolte ai donatori entrati in contatto diretto con la Casa della carità, il 2018 è stato l’anno di consolidamento della campagna donazioni regolari “Progetto Amico di famiglia”, strutturata e lanciata nel 2017. Nel 2018, come evidenziato nella tabella sottostante, si è registrato un aumento importante del numero delle donazioni regolari, che sono passate da 109 nel 2017 a 167, crescendo quindi del 53%.

Tabella 4 - Donazioni regolari

 201820172016
Donatori regolari attivi16710925
Importo totale (€)36.769,0020.083,0018.511,00

Inoltre, rispetto all’anno precedente, nel 2018 l’importo raccolto dalle campagne annuali, escludendo il mailing esterno, è aumentato del 30% ed è cresciuto in modo significativo il numero delle donazioni, registrando un +34%. Questo andamento è stato determinato dall’aumento della pressioni sui donatori, a discapito di una lieve flessione del numero di donatori attivi (-2%) e di una flessione dei nuovi donatori (-37%).

 

* Sono considerati attivi i donatori che hanno effettuato almeno una donazione nell’anno preso in considerazione.

La tabella di seguito mostra la distribuzione delle donazioni superiori a 5.000 €.

Tabella 5 - Grandi donazioni da privati per fasce d'importo

Donazioni per fasce di importo20182017
Da 5.000 € a 10.000 €2322
Da 10.000 € a 20.000 €1513
Da 20.000 € a 50.000 €85
Superiori a 50.000 €11
Totale4741

Donazioni mailing

Oltre alle attività precedentemente descritte, dalla fine del 2013 è attiva una collaborazione con un fornitore esterno, Innovairre, per un piano di mailing che prevede l’invio di lettere cartacee di richiesta fondi e che ha l’obiettivo di far conoscere i progetti e le iniziative della Fondazione a un bacino sempre più ampio di persone a livello nazionale.

Nel 2018, il piano mailing ha visto un incremento del raccolto annuo (+15% rispetto al 2017), del numero di donazioni (+23%) e anche del numero di donatori attivi (+35%). Grazie a due importanti attività di acquisizione di nuovi contatti è cresciuto anche in modo significativo il numero di nuovi donatori (+269%). La redemption complessiva dei donatori – ovvero il numero di risposte per pezzi inviati – si mantiene in crescita (da 6% nel 2017 a 7% nel 2018), segno di una crescente fidelizzazione nei confronti della mission della Casa della carità.

* Sono considerati attivi i donatori che hanno effettuato almeno una donazione nell’anno preso in considerazione e nell’anno precedente.

Contributo 5 per mille

Il 5 per mille, a bilancio 2018, riguarda le scelte espresse nel 2016, ma è possibile conoscere anche l’importo totale e le scelte effettuate nell’anno finanziario 2017, che andranno a bilancio nel 2019. Data questa premessa, si osserva come, dopo un calo nel 2016, nel 2017, sono tornati a crescere leggermente sia l’importo totale raccolto che il numero di scelte.

Tabella 6 - Contributi 5 per mille

Anno finanziario201720162015
Anno di erogazione201920182017
Importo per scelte espresse (€)62.16960.87267.412
Importo proporzionale
per scelte generiche (€)
1.8402.0092.067
Totale (€)64.01062.82269.479
Scelte1.1601.1221.125

 

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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