Cultura

Accademia: azione sociale e riflessione culturale, insieme

L’Accademia della Casa della carità è un luogo aperto agli interrogativi, alle riflessioni e alle contaminazioni tra saperi diversi, ampi, plurali.

SOUQ – Centro Studi Sofferenza UrbanaBiblioteca del ConfineCampagne SocialiROMA Civil MonitorEventi culturaliFormazioneConoscenza e volontariatoSpiritualità

L’Accademia della carità riunisce le attività culturali della Casa della carità, che si rivolgono a tutta la cittadinanza e che nascono dalla necessità di studiare e rendere patrimonio comune le esperienze maturate nell’intervento sociale quotidiano. Un’attenzione particolare viene riservata al tema della formazione, a cominciare da quella per operatori e volontari della Fondazione. All’interno dell’Accademia operano il SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana e la Biblioteca del Confine, soggetti che, a loro volta, sono fulcro di reti di realtà culturali e sociali diverse, che concorrono a vario titolo a organizzare, promuovere e sostenere le molte iniziative della Casa della carità.

Nel 2018, l’Accademia della Casa della carità, nel suo complesso, ha promosso 164 iniziative culturali, coinvolgendo 5.308 persone. I due dati confermano il trend di crescita iniziato nel 2015. Sono, invece, in calo rispetto all’anno precedente per la conclusione della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, che aveva fatto registrare numeri nettamente superiori a quanto fatto in precedenza.

Nel 2018, si è concluso il processo di riorganizzazione dell’Accademia della carità. Al suo interno, ora, oltre al SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana e alla Biblioteca del Confine, operano quattro aree, dedicate alle campagne sociali, alle attività artistiche, alla formazione e alla spiritualità.

Nel corso dell’anno, il lavoro dell’Accademia ha seguito cinque direzioni principali, occupandosi di tematiche fortemente legate alle attività sociali della Fondazione e strettamente connesse tra loro.

SALUTE

La salute non è l’assenza di malattia, ma un concetto molto più ampio di benessere fisico, psichico, affettivo, relazionale e spirituale. È un bene comune, da costruire come comunità, sui territori, nella vita quotidiana e non solo nei momenti di malattia o acuzie. Quest’idea di salute, che implica l’inclusione sociale, la giustizia e l’accesso ai diritti di base, si radica nell’esperienza di Franco Basaglia, che la Fondazione ha ricordato nel 2018 per il quarantesimo anniversario della legge col suo nome per superare i manicomi. Ed è l’idea di salute che sta alla base di ogni intervento sociale della Fondazione.

La salute così intesa, quindi, non è materia solo per aziende ospedaliere e sanitarie, ma riguarda anche le istituzioni locali, gli enti del terzo settore e, più in generale, tutti i membri della comunità, che possono favorire la creazione di legami di fiducia e condivisione, positivi per i pazienti e per i cittadini più fragili. Per questo, nel 2018, la Casa della carità ha lavorato con numerosi partner per innovare le politiche pubbliche, per favorire processi collettivi e sperimentare nuove forme di partecipazione attiva di tutti gli attori coinvolti e per sviluppare un welfare di comunità capace di rispondere ai bisogni contemporanei.

 

IMMIGRAZIONE

L’immigrazione è un fenomeno strutturale da affrontare unendo umanità e legalità, rispetto dei diritti e attenzione alle fasce deboli. La Casa della carità, che nella sua storia ha contato ospiti di 95 nazionalità differenti, lo sperimenta da anni, accogliendo numerosi cittadini stranieri. L’immigrazione, quindi, non è un’emergenza. Al contrario, se ben governata, può essere una risorsa per le nostre comunità. Perché lo sia davvero, sono urgenti innanzitutto canali sicuri e legali di ingresso in Italia e in Europa. Poi, è necessario puntare su accoglienza di qualità, lavoro e inclusione, non criminalizzando la solidarietà nei confronti dei migranti.

Tutto questo senza mai dimenticare che prima vengono le persone, con la loro dignità e i loro diritti, come ricorda lo slogan Prima le persone” lanciato dalla Fondazione nel giugno 2018, in seguito alla decisione del Governo di non far sbarcare in Italia i migranti salvati nel Mediterraneo. È partendo da queste premesse, unite alla volontà di rendere protagoniste le comunità immigrate, che la Casa della carità, nel 2018, ha continuato il suo impegno per Ero straniero – L’umanità che fa bene e ha rilanciato partecipando a una nuova campagna, Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie.

Sorrisi – Foto: Marco Garofalo

 

ROM, SINTI E CAMINANTI

Nel suo lavoro sociale nelle periferie di Milano, la Casa della carità ha incontrato e accolto molti membri della comunità rom, sinti e camminanti. Al contrario di quanto si pensi comunemente, la maggioranza delle persone appartenenti a questa minoranza non è nomade, ma stanziale e abita in case, ha un lavoro e manda i figli a scuola. A causa di pregiudizi radicati e scelte politiche sbagliate, però, una rilevante minoranza dei rom  vive ancora in insediamenti segregati, in difficili condizioni, senza diritti e accesso ai servizi minimi. La Fondazione lavora con queste persone, accompagnandole in percorsi di inclusione e cittadinanza, che anni di esperienza hanno dimostrato essere possibili.

Contestualmente, la Casa della carità è impegnata anche in attività culturali che mirano a sostenere le sue azioni sociali, promuovendo una maggiore conoscenza delle comunità rom e facendo pressioni sulle istituzioni affinché agiscano in loro favore. In particolare, la Fondazione, nel 2018, si è concentrata sulla Strategia nazionale d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, presentata nel 2011 dall’UNAR. La Casa della carità ha promosso un monitoraggio della strategia volto a capire cosa è stato fatto, cosa non ancora e quali sono le esperienze positive a livello nazionale dalle quali trarre lezioni positive.

 

TERRITORIO

Il bisogno di relazioni è molto forte nelle città contemporanee. E, molto spesso, lo è ancora di più nelle periferie urbane. Per rispondervi, la cultura è uno strumento importante perché crea occasioni di incontro, stimola il confronto e genera socialità. Per questo, la Casa della carità, fin dalla sua nascita, si è impegnata per organizzare delle attività culturali per il territorio sul quale si trova, con una particolare attenzione per i bambini e gli anziani.

Nel corso del 2018, in particolar modo grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici Casa della carità, sono stati organizzati concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e momenti di sensibilizzazione rivolti innanzitutto agli abitanti dei quartieri Crescenzago e Adriano, tutti a ingresso gratuito. Inoltre, la Biblioteca del Confine ha portato avanti un prezioso lavoro con le scuole del territorio, con progetti di promozione della lettura e una particolare attenzione ai temi della multiculturalità.

Incontri – Foto: Marco Garofalo

 

ECOLOGIA INTEGRALE

Il concetto di ecologia integrale è al centro dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco. L’idea è che la difesa e la custodia dell’ambiente non siano separate dalla cura per la condizione umana e dalla lotta contro l’ingiustizia e le diseguaglianze. È un messaggio forte, rivolto a credenti e non credenti, sul quale la Casa della carità ha riflettuto molto, ponendolo alla base del suo operato culturale, in particolar modo collaborando con la neonata Associazione Laudato Si’. L’Enciclica considera il vivente, il modo in cui la vita si riproduce e si rigenera, la fonte normativa delle regole che dovrebbero presiedere anche ai rapporti degli esseri umani tra loro e con l’ambiente.

In questo contesto, lo scarto è la manifestazione principale e più evidente di un’economia di tipo lineare. Un paradigma che non si applica solo alle cose, ma anche al vivente in genere e all’essere umano in particolare. La condizione dei poveri, degli esclusi, degli esseri umani sfruttati finché servono, finché sono produttivi o alimentano il consumo, per poi essere messi ai margini del consorzio umano, è la manifestazione, nel sociale, di un paradigma devastante che investe tutti i rapporti degli esseri umani tra di loro e con la Terra. Perciò è necessaria una conversione ecologica, che porti all’adozione di un sistema economico circolare.

 

SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana

La Casa della carità promuove attività di ricerca scientifica attraverso il SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana. In queste azioni sono coinvolti gli operatori della Casa con l’obiettivo di legare le attività sociali e culturali della Fondazione, in un processo di continua ricerca. In particolare, il SOUQ si occupa dei fenomeni relativi alla sofferenza urbana, vale a dire dei problemi sociali presenti nelle metropoli del mondo: emarginazione, esclusione, povertà, discriminazioni e migrazioni. Le attività di ricerca del SOUQ, nel 2018, si sono concentrate su due temi, quello delle migrazioni, al centro dell’annuario 2018, e quello della salute, in occasione del quarantesimo anniversario della legge Basaglia e, soprattutto, tramite il percorso di Casa Salute.

 

 

Casa Salute

Il 2018 è stato un anno importante per il progetto Casa Salute, iniziato nel 2014 dalla Casa della carità insieme alla Fondazione Santa Clelia Barbieri, con il lancio dell’omonimo manifesto. Intorno a questi principi, si è creato il gruppo interregionale per la Casa della salute, composto da rappresentanti del terzo settore e di numerose aziende sanitarie: le AUSL di Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, l’ASP di Catanzaro, l’USL Toscana Sud Est, l’ASL di Roma (RM2), l’Unione dei Comuni delle Colline Matildiche e l’Associazione La Bottega del possibile di Torino.

In ambulatorio – Foto: Marco Garofalo (L’immagine è a titolo esemplificativo e non ritrae un vero controllo medico al fine di rispettare le norme vigenti in materia di privacy e salute).

Il gruppo interregionale ha riflettuto sul modello delle Case della salute e sulla sinergia tra salute e comunità, per capire come promuovere al meglio iniziative di welfare di comunità nel quadro del sistema italiano. Il lavoro del gruppo interregionale per la Casa della salute è poi confluito nel volume “Salute, partecipazione, democrazia: manifesto per un’autentica Casa della salute” (Derive e Approdi, 2018 – poi ripubblicato nel 2019 con il nuovo titolo “La salute cerca casa”), scritto da Franco Prandi e da Silvia Landra e Marzia Ravazzini, della Casa della carità. Il libro è stato presentato a giugno all’Istituto Superiore di Sanità a Roma.

Il lavoro è quindi proseguito con la creazione di un “Laboratorio di formazione e benchmarking per il community building a tutela della salute”, che ha preso il via nel 2019. Il laboratorio è promosso dal CERGAS SDA dell’Università Bocconi e dal Laboratorio Management e Sanità (MeS) della Scuola Sant’Anna di Pisa, con il sostegno economico di Fiaso e Federsanità ANCI. La Casa della carità, insieme a Fondazione Santa Clelia Barbieri, è membro del Comitato di committenza del progetto e dello steering committee che opera come cabina di regia del laboratorio ed è composto anche da rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni che verranno coinvolte. Nel 2019, prenderanno parte al laboratorio oltre 35 aziende sanitarie su tutto il territorio nazionale.

 

Pubblicazioni

Nel 2018 sono stati pubblicati il diciassettesimo e il diciottesimo numero della rivista on line del centro studi. È stato inoltre dato alle stampe, edito da Il Saggiatore, l’annuario SOUQ 2018 intitolato “Prima le persone” a cura di Marzia Ravazzini e Benedetto Saraceno. Tutti i numero della rivista on line sono disponibili in italiano e inglese, gratuitamente, sul sito www.souqonline.it

 

SOUQ Film Festival – 7^ edizione

A novembre 2018 si è tenuta la settima edizione del SOUQ Film Festival, la rassegna cinematografica di cortometraggi promossa in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. All’iniziativa, che ha avuto una buona presenza di pubblico e un’ampia copertura mediatica, hanno partecipato 30 cortometraggi e 3 lungometraggi fuori concorso, tra cui  “On Her Shoulders”, documentario sulla vita di Nadia Murad, la donna yazida sopravvissuta all’ISIS, Premio Nobel per la Pace.

Una scena tratta da “On Her Shoulders”, documentario sulla vita di Nadia Murad

Ad aggiudicarsi il premio della giuria è stato “Yousef” di Mohamed Hossameldin per la sua “capacità di raccontare, con una regia e una fotografia di grande qualità, una condizione purtroppo comune a molte persone di origine straniera, ovvero essere cittadini per la legge, ma essere considerati ancora stranieri, mostrando dove si insinua il pregiudizio”. A essere premiato dal pubblico in sala è stato invece “Crossings” di Scott Barker, che racconta viaggio di un migrante africano verso l’Europa, attraverso il deserto e il mare.

 

Biblioteca del confine “Carlo Maria Martini”

La Casa della carità ospita la Biblioteca del Confine, dal 2012 intitolata a Carlo Maria Martini e punto di riferimento per ospiti, operatori e volontari della Fondazione, ma anche per gli abitanti del quartiere. Gli operatori della biblioteca promuovono attività di prestito, consultazione e documentazione, ma organizzano anche progetti ed eventi culturali per tutte le fasce d’età, con un’attenzione specifica per i cittadini più giovani e più fragili.

La Biblioteca del Confine fa parte di Bibliorete, un catalogo condiviso di documenti e volumi con altre biblioteche che operano nell’area sociale e culturale di Milano. I partner del progetto sono: associazione BiblioLavoro, Caritas Ambrosiana, Fondazione Culturale San Fedele e Fondazione ISMU.

Nel 2018, il patrimonio della Biblioteca è arrivato a contare 12.636 documenti, continuando la crescita degli anni precedenti (11.875 documenti nel 2017, 11.407 nel 2016). Complessivamente, nel 2017 la Biblioteca del confine ha organizzato 63 iniziative culturali, che hanno coinvolto 1.775 persone.

 

CON-Lieto-FINE

Nel corso del 2018 si è concluso il progetto CON-Lieto-FINE, che è stato promosso dall’Associazione Amici casa della carità e finanziato da Fondazione Cariplo, e che ha visto un forte coinvolgimento della biblioteca. Grazie a questa collaborazione, avviata nel 2017, la Biblioteca ha potuto consolidare alcune attività già esistenti e realizzarne di nuove.

 

Attività con le scuole del territorio

Una delle attività principali del 2018 della Biblioteca del Confine è stata quella con le biblioteche scolastiche dell’Istituto Comprensivo Statale G.B. Perasso, le cui scuole sono situate nello stesso quartiere dove ha sede la Fondazione. La collaborazione con l’istituto è attiva da anni e, nel 2018, grazie al progetto CON-Lieto-FINE, si è intensificata consentendo agli operatori della Biblioteca di lavorare a stretto contatto col personale scolastico per migliorare il servizio offerto dalle biblioteche delle scuole ai loro alunni.

L’iniziativa, che nel 2018 ha riguardato soprattutto la scuola di via San Mamete, è cominciata con la selezione e la raccolta di testi adatti al target della scuola (per età, provenienza e interessi). È quindi proseguita con la messa a disposizione di un software per la catalogazione dei testi (il catalogo è disponibile a questo link), la formazione degli insegnanti bibliotecari e il sostegno per la gestione della circolazione dei libri e degli utenti. Infine, sono state organizzate attività di  promozione della lettura.

Nella primavera del 2019, la rinnovata biblioteca della scuola di via San Mamete è stata inaugurata nel corso di una breve cerimonia, mentre nel corso del nuovo anno le stesse attività riguarderanno, nella secondo semestre, anche la scuola di via Bottego, che fa parte dello stesso istituto comprensivo.

Studiando in Biblioteca del Confine

 

Biblioteche in rete a San Vittore

Iniziato nel 2014, il progetto Biblioteche in rete a San Vittore è proseguito anche nel 2018. L’iniziativa è rivolta ai detenuti del reparto giovani adulti della Casa circondariale San Vittore di Milano ed è portata avanti in collaborazione con il Sistema bibliotecario del Comune di Milano e con altri enti del terzo settore.

Obiettivi del progetto sono: costruire un vero e proprio sistema bibliotecario, con la revisione del patrimonio dei libri delle sette biblioteche interne a San Vittore; arricchire le biblioteche con l’arrivo costante di nuovi volumi e favorire quanto più possibile l’accesso dei detenuti ai libri; formare i detenuti bibliotecari; realizzare attività culturali in grado di dare vita a uno scambio tra il carcere e la città.

Il progetto, nel 2018, ha promosso oltre 40 iniziative, coinvolgendo centinaia di persone tra detenuti e cittadini.

 

Società di lettura

Nel 2018 la Biblioteca del Confine ha realizzato, nell’ambito della Società di lettura creata con il liceo scientifico statale Alessandro Volta di Milano, una rassegna di laboratori di lettura e scrittura che ha coinvolto alcuni ragazzi ospiti della Fondazione, alcuni studenti del Liceo Volta e i giovani detenuti della Casa circondariale San Vittore, grazie alla collaborazione con l’associazione Gruppo Carcere “Mario Cuminetti”.

Il testo sul quale si è lavorato è stato “Andrea torna a settembre” di Alessandro Gallo. Complessivamente, si sono tenuti cinque eventi, che hanno coinvolto 350 persone, tra operatori studenti, detenuti, ospiti e insegnanti. All’incontro conclusivo, ha partecipato anche l’autore del romanzo. Rispetto all’anno precedente, il numero di giovani detenuti è cresciuto e sono stati organizzati degli eventi per migliorare la restituzione del progetto anche all’interno del carcere.

Le attività della Società di lettura, nel 2018, hanno fatto parte del progetto CON-Lieto-FINE, che è stato promosso dall’Associazione Amici casa della carità e finanziato da Fondazione Cariplo.

 

Oggi leggo da protagonista

Nel 2018, la Biblioteca del Confine ha portato avanti il progetto Oggi leggo da protagonista, per l’avvicinamento alla lettura e la conoscenza delle attività della biblioteca a favore dei bambini delle scuole primarie del Istituto Comprensivo Statale G.B. Perasso di Milano. L’iniziativa, avviata ormai da diversi anni, coinvolge le scuole che hanno sede nella stessa zona di Milano in cui sorge la Casa della carità e che sono caratterizzate da un elevato numero di alunni stranieri o di origine straniera. Oggi leggo da protagonista ha coinvolto nel 2018 oltre 780 bambini, in netta crescita rispetto alle edizioni precedenti del progetto.

Alternanza scuola-lavoro

In seguito alla firma della convenzione con il liceo scientifico statale Alessandro Volta di Milano, stipulata nel 2017 grazie al lavoro della Biblioteca del Confine, sono proseguiti anche nel 2018 i percorsi di Alternanza scuola-lavoro per gli studenti delle scuole superiori, attorno alla formazione sull’attività del bibliotecario e dell’operatore socio-culturale. Gli studenti dell’istituto milanese che hanno svolto il loro percorso alla Casa della carità hanno organizzato, con il supporto degli operatori, un progetto di lettura per i bambini che hanno frequentato il centro estivo presso la scuola di via Cesalpino. Si tratta di un istituto vicino alla sede della Fondazione e questo ha contribuito a rafforzare la relazione con il territorio.  

Concentrazione in Biblioteca del Confine – Foto: Marco Garofalo

 

Presentazione di libri ed eventi

La Biblioteca del Confine, nel corso dell’anno, ha ospitato le presentazioni dei seguenti libri:

  • Il Cristiano testimone, di Marco Vergottini – 12 gennaio;
  • Non sono razzista, ma, di Luigi Manconi e Federica Resta – 28 maggio;
  • La salute sostenibile, di Marco Geddes – 17 settembre;
  • Seku non ha paura, di Paolo Di Stefano – 23 ottobre;
  • L’infanzia di un cardinale, di Maris Martini – 22 novembre;
  • Ai piedi del maestro, di Guia Sambonet e Moira Scimmi – 10 dicembre.

 

Campagne sociali

Dopo l’importante esperienza di Ero straniero – L’umanità che fa bene, la Fondazione ha partecipato a una nuova iniziativa, confermando al tempo stesso il suo impegno in quelle campagne che la vedevano già protagonista. Tra queste si segnalano la Campagna Salute Mentale e  Mettiamoci in Gioco.

La prima, che riunisce numerose realtà lombarde impegnate nell’ambito della psichiatria, si è mobilitata per denunciare e superare le criticità ed i ritardi nell’applicazione della Riforma regionale per la salute mentale del 2016. La seconda, all’interno della quale la Fondazione è parte del coordinamento lombardo, ha tenuto a Milano la terza edizione degli Stati generali per il contrasto al gioco d’azzardo, cui ha partecipato anche il presidente della Casa della carità don Virginio Colmegna.

 

Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie

Nel 2018, la Casa della carità è stata tra i promotori nazionali della campagna europea Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie. La campagna, lanciata in aprile, è un’iniziativa dei cittadini europei (ICE), uno strumento di democrazia partecipativa dell’Unione Europea con cui si invita la Commissione Europea a presentare un atto legislativo in materie di competenza Ue. Gli obiettivi di Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie sono tre: decriminalizzare la solidarietà, creare canali sicuri per i rifugiati e proteggere le vittime di abusi.

In particolare, si chiede che la Commissione UE offra un sostegno diretto a gruppi locali e associazioni che aiutano i rifugiati beneficiari di un visto d’ingresso, fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari e  garantisca procedure e norme più efficaci per difendere tutte le vittime di sfruttamento sul lavoro e delle reti criminali e tutte le persone che hanno subito violazioni dei diritti umani alle frontiere UE.

La campagna si è conclusa nel febbraio 2019 e ha raccolto in Italia oltre 65mila firme, diecimila in più di quelle previste come quota minima per il nostro Paese. Più di 140 le organizzazioni coinvolte da Welcoming Europe. Per un’Europa che accoglie che è stata promossa dalla nostra Fondazione insieme a un gruppo di associazioni ed enti diversi per storia e provenienza: Radicali Italiani, Fcei, Legambiente, Cnca, Oxfam, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, AOI, Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione e lo sviluppo, ActionAid, A Buon Diritto, Acli, Arci, Baobab Experience e CILD.

Nonostante il successo italiano, a livello europeo non è stato raggiunto il milione di firme necessario per il deposito dell’ICE presso la Commissione europea, ma alcune delle proposte, grazie a un’intensa attività di pressione dei promotori sulle istituzioni europee, sono già state prese in esame e hanno trovato una prima attuazione.

 

Ero straniero – L’umanità che fa bene

Dopo le oltre 85mila firme raccolte nel 2017, la campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene è proseguita anche nel 2018 per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare per riformare la legislazione italiana in materia di immigrazione, andando oltre la legge Bossi-Fini.

La festa per la conclusione di Ero straniero alla Casa della carità, domenica 29 ottobre 2017

Anche grazie alle iniziative messe in campo dai promotori della campagna, l’esame della proposta di legge intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, che propone propone canali d’ingresso per lavoro e nuove forme di regolarizzazione, è iniziato nell’aprile del 2019, con l’avvio della discussione presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati.

 

ROMA Civil Monitor

ROMA Civil Monitor è un progetto europeo pluriennale che coinvolge 27 stati, è coordinato dall’ateneo ungherese Central European University ed è finanziato dalla Commissione Europea (DG JUST). L’obiettivo è capire come vivono le persone rom in Europa e quanto funzionano le politiche in loro favore, a livello comunitario e nazionale. A portare  avanti il progetto, sul campo, sono oltre 100 organizzazioni della società civile in tutta Europa. La Casa della carità è l’ente capofila per l’Italia.

Nel 2018, la Fondazione ha coordinato il lavoro di monitoraggio della Strategia nazionale d’inclusione di Rom, Sinti e Caminanti, insieme a Consorzio Nova, Fondazione Romanì, Associazione 21 Luglio, Arci Solidarietà Onlus e Associazione Rom Sinti Prato. Il monitoraggio è composto da tre diverse pubblicazioni, delle quali la prima è già disponibile on line (in inglese), la seconda è in fase di chiusura e la terza verrà realizzata nel 2019.

Per la Casa della carità, che promuove percorsi di accompagnamento e autonomia delle fasce più deboli della popolazione rom a Milano e in Lombardia sin dal 2005, si è trattato di un progetto importante, che conferma il suo impegno in questo ambito dopo la partecipazione a EU Inclusive tra il 2010 e il 2012.

L’evento della ROMA Week 2019, al Parlamento UE di Bruxelles, cui Donatella De Vito, responsabile area emergenza della Casa della carità, ha partecipato per parlare di ROMA Civil Monitor in Italia

 

Eventi culturali

La Fondazione, oltre alle attività strutturali promosse dal SOUQ e dalla Biblioteca del Confine, promuove e ospita una serie di iniziative culturali, artistiche e di sensibilizzazione legate ai temi dei quali si occupa, spesso in collaborazione con altre realtà. Tutti gli eventi sono stati a ingresso libero e gratuito, aperti a tutta la cittadinanza e, in particolar modo, agli abitanti dei quartieri vicini alla sede della Casa della carità. Tra i più significativi, la proiezione nell’auditorium della Fondazione  dell’opera “Attila” di Giuseppe Verdi in occasione della prima della Scala.

L’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e, a sinistra, il Sindaco di Milano Beppe Sala alla Casa della carità per l’anniversario della Fondazione – Foto: Matteo Cogliati

Nel 2018, in particolare, vanno ricordate due iniziative organizzate in occasione dell’anniversario della Fondazione, a novembre. La prima, intitolata “La carità al tempo delle paure” e tenutasi nell’auditorium della Casa della carità, è stata un dialogo tra l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, e il Sindaco della città, Giuseppe Sala, i due garanti della Fondazione. La seconda, ospitata dal Piccolo Teatro di Milano, è stata il convegno “Dalle certezze al dubbio: percorsi di deistituzionalizzazione”, dedicato ai 40 anni della Legge Basaglia che ha portato al superamento dei manicomi. All’evento ha partecipato, tra i relatori, anche  Maria Grazia Giannichedda, presidente della Fondazione Franco e Franca Basaglia.

Altre iniziative importanti sono state quelle legate al tema delle migrazioni. A gennaio, la Fondazione è stata tra i promotori del documento “Agenda Migrazioni”, una serie di Proposte per una nuova agenda sulle migrazioni in Italia lanciato da un cartello di organizzazioni cristiane in vista delle elezioni di marzo. A luglio, l’auditorium della Casa della carità ha ospitato “Ridiamo voce all’umanità”, un momento di riflessione per le vittime della migrazione, in particolare quelle sulla rotta che porta dalle coste africane all’Europa. A settembre, infine, la Fondazione ha organizzato insieme alla rivista Africa un incontro pubblico con Aboubakar Soumahoro, sindacalista italo-ivoriano impegnato contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura.


Formazione

La Casa della carità promuove percorsi di formazione, rivolti sia al suo interno sia al suo esterno. Nel primo caso, si tratta di programmare ed effettuare gran parte della formazione dedicata ai lavoratori e ai volontari della Fondazione.

Nel secondo caso, vi sono collaborazioni esterne, come quella con l’Università degli Studi di Milano – ASST Santi Paolo e Carlo per il corso di specializzazione Medicina delle migrazioni: determinanti sociali, salute e medicina di iniziativa. Sempre nell’ambito del rapporto con l’Università degli Studi di Milano, i medici della Fondazione collaborano anche con la Facoltà di Tecnica della riabilitazione psichiatrica e con il Centro Universitario Cure palliative che è sostenuto da Fondazione LuVI Onlus e ha sede alla Cascina Brandezzata. In quest’ultimo caso, si occupano di Grave emarginazione urbana. Inoltre, la Casa della carità ospita ogni anno due specializzandi della Scuola di specializzazione di Psichiatria dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con una specifica attenzione alle tematiche sociali.

Nel corso del 2018, gli operatori della Fondazione hanno tenuto momenti di formazione per la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, la ASST di Monza,  l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano – Lodi – Monza e Brianza, per l’associazione San Marcellino Onlus di Genova, per la Associazione Rondine Cittadella della Pace Onlus di Arezzo, per la Scuola infermieristica di Lugano.

 

Percorsi di conoscenza e volontariato

La Casa della carità ospita spesso, nella sua sede, gruppi di cittadini che vogliono conoscere la Fondazione, entrare in relazione con le persone che vi abitano e mettersi a disposizione per alcune attività di volontariato. Si tratta, in alcuni casi, di giornate singole, in altri, di periodi residenziali più lunghi. In particolare, è forte la richiesta da parte di gruppi di giovani: scuole, parrocchie e oratori, scout e associazioni. Per la Fondazione, si tratta di importanti occasioni per far conoscere le proprie attività e il proprio pensiero, per dialogare con la cittadinanza, per raccogliere spunti e stimoli sulle tematiche delle quali si occupa.

Nel 2018, complessivamente, sono state ospitate dalla Casa della carità per percorsi di conoscenza e volontariato 915 persone di 45 gruppi diversi, per un totale di 92 giorni. Dopo che nel 2017 l’attività aveva subito dei cambiamenti organizzativi che avevano causato una diminuzione delle persone coinvolte, nel 2018 tutti gli indicatori sono tornati a crescere positivamente.

I volontari dell’Unità mobile – Foto: Marco Garofalo

 

Spiritualità

Accanto alle attività di accoglienza e ospitalità la Casa della carità organizza momenti di silenzio, riflessione e preghiera, che nascono dal modo di vivere e di ospitare della Fondazione. La Casa della carità è aperta a tutti, credenti e non, persone in ricerca e di religioni diverse. In questo laboratorio di fraternità e convivialità, il valore straordinario che si vive è quello della relazione con l’altro. Per questo le proposte di spiritualità della Fondazione sono aperte a tutta la cittadinanza, a cominciare da operatori, volontari e ospiti della Casa.

In particolare, due sono stati i percorsi portati avanti dalla Fondazione nel 2018. Il primo è stato il Cammino di spiritualità che ha visto la conclusione dell’edizione 2017/2018 e l’avvio di quella successiva. La seconda proposta, invece, si è intitolata Una Casa tra foresteria e monastero e ha visto la partecipazione di relatori esterni alla Fondazione, tra cui la teologa Cristina Simonelli, la biblista Rosanna Virgili, la pastora battista Anna Maffei e Teresa Abignente, dottoressa della fraternità di Romena. Tutte le relatrici sono intervenute per commentare il brano di Marta e Maria tratto dal Vangelo di Luca. All’interno delle iniziative di spiritualità rientrano anche due tipi di percorsi residenziali di conoscenza per giovani, intitolati  Nel (bel) mezzo ed E-state insieme.

 

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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