Cultura

Accademia della carità

Azione sociale e riflessione culturale, insieme

SOUQ – Centro Studi Sofferenza UrbanaBiblioteca del ConfineCampagne SocialiEventi culturaliConoscenza e volontariatoSpiritualità

L’Accademia della carità riunisce le attività culturali della Casa della carità, che si rivolgono a tutta la cittadinanza e che nascono dalla necessità di studiare e rendere patrimonio comune le esperienze maturate nell’intervento sociale quotidiano. Un’attenzione particolare viene riservata al tema della formazione, a cominciare da quella per operatori e volontari della Fondazione. All’interno dell’Accademia operano il SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana e la Biblioteca del Confine, soggetti che, a loro volta, sono fulcro di reti di realtà culturali e sociali diverse, che concorrono a vario titolo a organizzare, promuovere e sostenere le molte iniziative della Casa della carità.

SALUTE

La salute non è l’assenza di malattia, ma un concetto molto più ampio di benessere fisico, psichico, affettivo, relazionale e spirituale. È un bene comune, da costruire come comunità, sui territori, nella vita quotidiana e non solo nei momenti di malattia o acuzie. Quest’idea di salute, che implica l’inclusione sociale, la giustizia e l’accesso ai diritti, è l’idea di salute che sta alla base di ogni intervento sociale della Fondazione. La salute così intesa, quindi, non è materia solo per aziende ospedaliere e sanitarie, ma riguarda anche le istituzioni locali, gli enti del terzo settore e, più in generale, tutti i membri della comunità, che possono favorire la creazione di legami di fiducia e condivisione, positivi per i pazienti e per i cittadini più fragili. Per raggiungere questo obiettivo, per tutto l’anno, sono proseguiti i lavori del progetto Casa Salute, iniziato nel 2014 dalla Casa della carità insieme alla Fondazione Santa Clelia Barbieri, con il lancio dell’omonimo manifesto.

IMMIGRAZIONE

L’immigrazione è un fenomeno strutturale da affrontare unendo umanità e legalità, rispetto dei diritti e attenzione alle fasce deboli. La Casa della carità, che nella sua storia ha contato ospiti di 95 nazionalità differenti, lo sperimenta da anni, accogliendo numerosi cittadini stranieri. L’immigrazione, quindi, non è un’emergenza. Al contrario, se ben governata, può essere una risorsa per le nostre comunità. Perché lo sia davvero, sono urgenti innanzitutto canali sicuri e legali di ingresso in Italia e in Europa. Poi, è necessario puntare su accoglienza di qualità, lavoro e inclusione, non criminalizzando la solidarietà nei confronti dei migranti.

Sorrisi – Foto: Marco Garofalo

ROM, SINTI E CAMINANTI

Nel suo lavoro sociale nelle periferie di Milano, la Casa della carità ha incontrato e accolto molti membri della comunità rom, sinti e camminanti. Al contrario di quanto si pensi comunemente, la maggioranza delle persone appartenenti a questa minoranza non è nomade, ma stanziale e abita in case, ha un lavoro e manda i figli a scuola. A causa di pregiudizi radicati e scelte politiche sbagliate, però, una rilevante minoranza dei rom  vive ancora in insediamenti segregati, in difficili condizioni, senza diritti e accesso ai servizi minimi. La Fondazione lavora con queste persone, accompagnandole in percorsi di inclusione e cittadinanza, che anni di esperienza hanno dimostrato essere possibili.

Contestualmente, la Casa della carità è impegnata anche in attività culturali che mirano a sostenere le sue azioni sociali, promuovendo una maggiore conoscenza delle comunità rom e facendo pressioni sulle istituzioni affinché agiscano in loro favore. In tal senso, nel 2019, due sono stati i momenti importanti. Il primo è stato l’avvio del progetto nazionale PAL – Piani Azione Locale, cui la Fondazione partecipa al fine di favorire la partecipazione dei Rom alla vita sociale, politica, economica e civica. Il secondo è stato il convegno “Rom e sinti in Italia? Sail pe! – Costruire percorsi sociali, culturali e di cittadinanza con rom e sinti è possibile”, che si è tenuto in settembre alla Casa della carità, per due giorni e con partecipanti da tutta Italia ed Europa.

TERRITORIO

Il bisogno di relazioni è molto forte nelle città contemporanee. E, molto spesso, lo è ancora di più nelle periferie urbane. Per rispondervi, la cultura è uno strumento importante perché crea occasioni di incontro, stimola il confronto e genera socialità. Per questo, la Casa della carità, fin dalla sua nascita, si è impegnata per organizzare delle attività culturali per il territorio sul quale si trova, con una particolare attenzione per i bambini e gli anziani. Nel corso del 2019, in particolar modo grazie alla collaborazione con l’Associazione Amici Casa della carità, sono stati organizzati concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e momenti di sensibilizzazione rivolti innanzitutto agli abitanti dei quartieri Crescenzago e Adriano, tutti a ingresso gratuito. Inoltre, la Biblioteca del Confine ha portato avanti un prezioso lavoro con le scuole del territorio, con progetti di promozione della lettura e una particolare attenzione ai temi della multiculturalità.

Incontri – Foto: Marco Garofalo

ECOLOGIA INTEGRALE

Il concetto di ecologia integrale è al centro dell’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco. L’idea è che la difesa e la custodia dell’ambiente non siano separate dalla cura per la condizione umana e dalla lotta contro l’ingiustizia e le diseguaglianze. È un messaggio forte, rivolto a credenti e non credenti, sul quale la Casa della carità ha riflettuto molto, ponendolo alla base del suo operato culturale. L’Enciclica considera il vivente, il modo in cui la vita si riproduce e si rigenera, la fonte normativa delle regole che dovrebbero presiedere anche ai rapporti degli esseri umani tra loro e con l’ambiente. In questo contesto, lo scarto è la manifestazione principale e più evidente di un’economia di tipo lineare. Un paradigma che non si applica solo alle cose, ma anche al vivente in genere e all’essere umano in particolare. La condizione dei poveri, degli esclusi, degli esseri umani sfruttati finché servono, finché sono produttivi o alimentano il consumo, per poi essere messi ai margini del consorzio umano, è la manifestazione, nel sociale, di un paradigma devastante che investe tutti i rapporti degli esseri umani tra di loro e con la Terra. Perciò è necessaria una conversione ecologica, che porti all’adozione di un sistema economico circolare. Il tema dell’ecologia integrale è stato al centro della Settimana Ecovirtuosa organizzata dalla Casa della carità nel mese di luglio e intitolata “Da scarti a risorse”.

SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana

La Casa della carità promuove attività di ricerca scientifica attraverso il SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana. In queste azioni sono coinvolti gli operatori della Casa con l’obiettivo di legare le attività sociali e culturali della Fondazione, in un processo di continua ricerca. In particolare, il SOUQ si occupa dei fenomeni relativi alla sofferenza urbana, vale a dire dei problemi sociali presenti nelle metropoli del mondo: emarginazione, esclusione, povertà, discriminazioni e migrazioni. Nel 2019, il SOUQ ha organizzato il seminario “Parole perdute da ritrovare”, dedicato a tre grandi temi: ambiente e clima, lavoro, giustizia e cura.

Convegno “Africa, alle radici dell’immigrazione”

Nel 2019, si è tenuto il convegno internazionale che il SOUQ organizza con cadenza biennale. L’edizione 2019, promossa insieme al Centro Orientamento Studi Africani e alla rivista Africa, e ospitata dall’università IULM di Milano, si è tenuta il 14 marzo e ha avuto come titolo “Africa, alle radici dell’immigrazione”. Nel corso dell’iniziativa, hanno tenuto due lectio magistralis Adama Dieng, sottosegretario alle Nazioni Unite e Consigliere del Segretario Generale sul genocidio e lo scrittore senegalese Boubacar Diop. Il convegno è stato preceduto da tre incontri preparatori, che hanno coinvolto in particolar modo operatori e volontari della Casa della carità.

Pubblicazioni

Nel 2019 sono stati pubblicati il diciannovesimo e il ventesimo numero della rivista on line del centro studi. È stato inoltre dato alle stampe, edito da Il Saggiatore, l’annuario SOUQ 2019 intitolato “Istituzioni e conflitti” a cura di Simona Sambati e Benedetto Saraceno. Tutti i numeri della rivista on line sono disponibili, gratuitamente, sul sito www.souqonline.it

SOUQ Film Festival – 8^ edizione

A novembre 2019 si è tenuta l’ottava edizione del SOUQ Film Festival, la rassegna cinematografica di cortometraggi promossa in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano. Per la prima volta, il festival è stato ospitato dall’Anteo Palazzo del Cinema.

Amelia Nanni, vincitrice del premio della giuria, con la giurata Eva Schwarzwald

All’iniziativa hanno partecipato 24 cortometraggi di dieci paesi diversi e due lungometraggi fuori concorso. Ad aggiudicarsi il premio della giuria è stato “Fireflies”, di Amelia Nanni. Questa la motivazione: “Con una regia sicura che rivela la grande abilità e padronanza nell’uso del medium cinematografico, e una fotografia molto curata, la regista affronta il tema dell’immigrazione e dell’integrazione con delicatezza e profondità. Il suo lavoro con i giovani attori restituisce in modo naturale allo spettatore l’immaginario e le emozioni di bambini costretti ad affrontare situazioni superiori alle loro stesse forze”. A essere premiato dal pubblico in sala è stato invece “Baradar“, di Beppe Tufarulo, sul viaggio di due fratelli afgani.

Biblioteca del confine “Carlo Maria Martini”

La Casa della carità ospita la Biblioteca del Confine, dal 2012 intitolata a Carlo Maria Martini e punto di riferimento per ospiti, operatori e volontari della Fondazione, ma anche per gli abitanti del quartiere. Gli operatori della biblioteca promuovono attività di prestito, consultazione e documentazione, ma organizzano anche progetti ed eventi culturali per tutte le fasce d’età, con un’attenzione specifica per i cittadini più giovani e più fragili. La Biblioteca del Confine fa parte di Bibliorete, un catalogo condiviso di documenti e volumi con altre biblioteche che operano nell’area sociale e culturale di Milano. I partner del progetto sono: associazione BiblioLavoro, Caritas Ambrosiana, Fondazione Culturale San Fedele e Fondazione ISMU.

Nel 2019, la biblioteca ha continuato il lavoro iniziato con le scuole del territorio, in particolare, con quella dell’istituto di via San Mamete, per la costruzione di una vera e propria biblioteca scolastica. È proseguito anche l’impegno nel progetto “Biblioteche in rete a San Vittore”, che con altri partner promuove la lettura tra i detenuti e realizza attività culturali in grado di dare vita a uno scambio tra il carcere e la città.

La Biblioteca del Confine, inoltre, ha avviato nuove collaborazioni pensate per raggiungere nuove persone, tra cui i bambini tra gli zero e i sei anni e gli anziani. In entrambi i casi, le azioni sono iniziate nel 2020 e rientreranno quindi nella prossima edizione del Bilancio di sostenibilità. Infine, la Biblioteca del Confine ha lavorato insieme al SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana, in occasione del convegno “Africa, alle radici dell’immigrazione” e della Settimana Ecovirtuosa.

Nel 2019, il patrimonio della Biblioteca è arrivato a contare 12.339 documenti. Complessivamente, nel 2019 la Biblioteca del confine ha organizzato 72 iniziative culturali, che hanno coinvolto 834 persone.

Società di lettura

Nel 2019 la Biblioteca del Confine ha realizzato, nell’ambito della Società di lettura creata con il liceo scientifico statale Alessandro Volta di Milano, una rassegna di laboratori di lettura e scrittura che ha coinvolto alcuni ragazzi ospiti della Fondazione, alcuni studenti del Liceo Volta e i giovani detenuti della Casa circondariale San Vittore, grazie alla collaborazione con l’associazione Gruppo Carcere “Mario Cuminetti”. Per la prima volta, hanno preso parte all’iniziativa anche gli studenti del Liceo Classico Statale “Giovanni Berchet” di Milano. Il testo sul quale si è lavorato è stato “La misura di tutto” di Camilla Ronzullo. Complessivamente, si sono tenuti cinque eventi, che hanno coinvolto 350 persone, tra operatori studenti, detenuti, ospiti e insegnanti.

Oggi leggo da protagonista

Nel 2019, la Biblioteca del Confine ha portato avanti il progetto Oggi leggo da protagonista, per l’avvicinamento alla lettura e la conoscenza delle attività della biblioteca a favore dei bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo Statale G.B. Perasso di Milano. L’iniziativa, avviata ormai da diversi anni, coinvolge le scuole che hanno sede nella stessa zona di Milano in cui sorge la Casa della carità e che sono caratterizzate da un elevato numero di alunni stranieri o di origine straniera. A causa di finanziamenti inferiori rispetto agli anni precedenti, il progetto, nel 2019, ha ridotto alcune attività e coinvolto un numero inferiore di bambini.

Concentrazione in Biblioteca del Confine – Foto: Marco Garofalo

Campagne sociali

Nel 2019, è proseguito l’impegno della Casa della carità all’interno della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, che chiede una riforma della legge sull’immigrazione in Italia. Ad essa, si sono aggiunte anche la conclusione dell’iniziativa europea “Welcoming Europe” e il lancio della campagna #IoAccolgo. In questo ambito, è importante sottolineare come la Casa della carità abbia organizzato e ospitato un incontro con dei rappresentanti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, a Milano per ricerche sul tema dei cosiddetti “Decreti sicurezza”, approvati dal Governo italiano nel 2018.

La Fondazione, inoltre, ha confermato il suo impegno nelle campagne che la vedevano già protagonista. Tra queste si segnalano la Campagna Salute Mentale e  Mettiamoci in Gioco. La prima, che riunisce numerose realtà lombarde impegnate nell’ambito della psichiatria, si è mobilitata per denunciare e superare le criticità ed i ritardi nell’applicazione della Riforma regionale per la salute mentale del 2016. La seconda, all’interno della quale la Fondazione è parte del coordinamento lombardo, ha tenuto a Milano la terza edizione degli Stati generali per il contrasto al gioco d’azzardo, cui ha partecipato anche il presidente della Casa della carità don Virginio Colmegna.

Eventi culturali

La Fondazione, oltre alle attività strutturali promosse dal SOUQ e dalla Biblioteca del Confine, promuove e ospita una serie di iniziative culturali, artistiche e di sensibilizzazione legate ai temi dei quali si occupa, spesso in collaborazione con altre realtà. Tutti gli eventi sono stati a ingresso libero e gratuito, aperti a tutta la cittadinanza e, in particolar modo, agli abitanti dei quartieri vicini alla sede della Casa della carità.

Tra i più significativi, ci sono: il ciclo di sette incontri “Con uno sguardo umano – Fermare la disumanizzazione, fare insieme il futuro”, realizzato insieme alla Casa della Cultura; la presentazione del Bilancio di sostenibilità 2018 della Casa della carità, avvenuta alla presenza dell’economista Stefano Zamagni; l’anniversario della Fondazione, declinato in due momenti, uno spettacolo per i bambini del quartiere e una riflessione con la clarissa cappuccina suor Chiara Francesca Lacchini e il sociologo Mauro Magatti. La Fondazione inoltre ha collaborato all’organizzazione del forum “Un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale” dell’associazione Laudato Si’, tenutosi a gennaio a Palazzo Reale.

Percorsi di conoscenza e volontariato

La Casa della carità ospita spesso, nella sua sede, gruppi di cittadini che vogliono conoscere la Fondazione, entrare in relazione con le persone che vi abitano e mettersi a disposizione per alcune attività di volontariato. Si tratta, in alcuni casi, di giornate singole, in altri, di periodi residenziali più lunghi. In particolare, è forte la richiesta da parte di gruppi di giovani: scuole, parrocchie e oratori, scout e associazioni. Per la Fondazione, si tratta di importanti occasioni per far conoscere le proprie attività e il proprio pensiero, per dialogare con la cittadinanza, per raccogliere spunti e stimoli sulle tematiche delle quali si occupa.

I volontari dell’Unità mobile – Foto: Marco Garofalo

Nel 2019, complessivamente, sono state ospitate dalla Casa della carità per percorsi di conoscenza e volontariato 911 persone di 50 gruppi diversi, per un totale di 99 giorni un dato in linea con quello dell’anno precedente.

Spiritualità

Accanto alle attività di accoglienza e ospitalità la Casa della carità organizza momenti di silenzio, riflessione e preghiera, che nascono dal modo di vivere e di ospitare della Fondazione. La Casa della carità è aperta a tutti, credenti e non, persone in ricerca e di religioni diverse. In questo laboratorio di fraternità e convivialità, il valore straordinario che si vive è quello della relazione con l’altro. Per questo le proposte di spiritualità della Fondazione sono aperte a tutta la cittadinanza, a cominciare da operatori, volontari e ospiti della Casa. Tra queste, ricordiamo il Cammino di spiritualità, un percorso annuale, che è stato riproposto anche nel 2019.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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