La lettera del presidente

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La lettera del presidente don Virginio Colmegna

Il Bilancio di sostenibilità, per la Casa della carità, è uno strumento per entrare in dialogo con tutte le persone che condividono con noi un cammino

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Inutile nasconderlo: pubblicare ora un Bilancio di sostenibilità che parla del 2019 suona quantomeno strano. In piena pandemia, impiegare risorse per riflettere su un anno che appare ormai così distante, non solo in termini temporali, può sembrare uno spreco. 

Alla Casa della carità, pensiamo che non sia così.

Certo, non si tratta di un’edizione come le altre, a cominciare dall’asseverazione, per la quale quest’anno non c’erano le condizioni. 

La gestione della crisi sanitaria e sociale in corso, che tutti alla Fondazione stanno affrontando con encomiabile dedizione, richiede energie enormi. Per proteggere al meglio la salute delle persone in difficoltà che accogliamo, abbiamo dovuto ripensare attività, posticipare scadenze, rifare interi calendari. 

Ma abbiamo voluto confermare l’appuntamento col Bilancio di sostenibilità perché, per noi, è qualcosa di più di un obbligo di legge. 

Internamente, è un’occasione per riflettere continuamente sul nostro operato e sul suo senso.

Esternamente, è uno strumento per comunicare con i nostri stakeholder. O, meglio, per me che amo poco gli inglesismi, è un modo per entrare in dialogo con tutte le persone che condividono con noi un cammino: i nostri donatori e i nostri volontari, innanzitutto, ma anche i membri di altre organizzazioni, gli esponenti del mondo della cultura e i rappresentanti delle istituzioni, a cominciare dai nostri garanti, l’Arcidiocesi Ambrosiana e il Comune di Milano. 

È insieme a loro che guardiamo al 2019 come a un anno di consolidamento e di crescita. Non solo. Osservandolo ora, il 2019 è stato anche un anno di semina, del quale nel 2020 abbiamo iniziato a raccogliere i frutti. 

Penso alla prima settimana Ecovirtuosa, che è stata l’inizio di una crescente attenzione per i temi ambientali, nel solco tracciato dall’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. Penso a tutto il lungo lavoro di Casa Salute, che è sfociato in Prima la comunità, l’associazione nazionale costituitasi da poco. Penso, infine, a Regaliamoci futuro, un percorso collettivo di ripensamento della nostra Fondazione che nel 2019 è iniziato e che sta giungendo a conclusione ora. 

Insieme, ci siamo confrontati per ricalibrare la nostra missione sulla base delle esperienze che abbiamo fatto e del nuovo contesto in cui ci troviamo a operare. È stato un momento importante, che ci porta a tagliare un traguardo altrettanto importante: quest’anno, infatti, ricorre il diciottesimo anno di vita della Fondazione, che il Cardinal Martini ha voluto nel 2002, prima di lasciare la Diocesi di Milano.

Siamo diventati maggiorenni. Siamo maturi, quindi, e sempre rivolti al futuro.
Grazie alla motivazione che ci donano le persone che accogliamo ogni giorno.
E
 grazie al sostegno di chi ha scelto di starci accanto. 

don Virginio Colmegna
Presidente Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”

PS: La Casa della carità non potrebbe sopravvivere senza il sostegno generoso di tutte le persone che credono in quello che facciamo. Persone che con la loro amicizia, giorno dopo giorno, ci consentono di aiutare “i più sprovveduti”, come li definì il Cardinal Martini. Per questo, mi permetto di invitarti a consultare questo link per diventare amico di questa grande famiglia, attivando una donazione regolare. Il tuo sostegno continuativo darà alle persone accolte la certezza di poter contare su di noi per avviare una vita piena di nuova speranza. Grazie sin d’ora se vorrai diventare Amico di Famiglia della Casa della carità.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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