Come la Casa della Carità sta ripensando l’accoglienza delle persone più fragili

Il 2020 è stato l’anno in cui è diventata operativa Regaliamoci futuro, l’azione di riprogettazione dell’azione sociale e degli spazi della Casa della Carità, che proseguirà anche nel 2021 e nel 2022. 

Il percorso, iniziato nel 2019, si è legato a due eventi che hanno segnato l’anno: la nascita dell’associazione Prima la comunità – Insieme per il benessere di ogni persona (di cui la Fondazione è tra i promotori) e la risposta alla pandemia

Regaliamoci futuro

A 18 anni dalla nascita della Casa della Carità, Regaliamoci futuro è stata lanciata per capire come rendere attuale la mission consegnata alla Fondazione dal cardinale Carlo Maria Martini: essere un luogo di cura comunitaria per le persone escluse – “gli ultimi degli ultimi”, come diceva il Cardinale – e, partendo dall’accoglienza di queste persone, promuovere iniziative culturali di ricerca, politica e spiritualità. 

Dal 2002, la Casa della Carità è cambiata molto ed è cambiato molto anche il contesto sociale all’interno del quale opera. È diventato quindi necessario ascoltare, riflettere e modificare alcuni aspetti delle attività sociali della Fondazione, in particolar modo quelle che si svolgono nella sua sede centrale di via Brambilla. 

Nuovi percorsi operativi

L’esito finale di Regaliamoci futuro, previsto per il 2022, sarà la riorganizzazione di alcune delle attività sociali di accoglienza in quattro nuovi percorsi operativi di ospitalità, aiuto e sostegno, per offrire alle persone in difficoltà risposte sempre più personalizzate ed efficaci. Per ciascun percorso sono state costituite delle nuove équipe multidisciplinari, che andranno a sostituire le precedenti e che, dopo momenti di formazione ad hoc tenutisi nel 2020, hanno iniziato a lavorare insieme in maniera sperimentale da gennaio 2021.

Andare verso

Per andare incontro a coloro che non riescono a chiedere di essere aiutati o presentano richieste in modo debole, indiretto e frammentato. Si realizza attraverso interventi sul territorio, là dove le persone vivono o stazionano, e attività diurne di ascolto e accoglienza presso la Casa della Carità.

Cura specializzata e riabilitazione dei soggetti clinicamente più gravi e fragili

Per persone con problemi cronici di natura fisica o di salute mentale, che necessitano della presenza costante di figure professionali specializzate.

Rispondere in emergenza

Per una risposta pronta, immediata e di breve-medio termine a chi si trova in una situazione di improvvisa necessità di ospitalità e orientamento.

Percorsi sociali e autonomia abitativa

Percorsi medio-lunghi finalizzati all’autonomia, attraverso l’avviamento alla formazione e al lavoro e alla ricerca di un’abitazione.

Salute

A ispirare la riorganizzazione di Regaliamoci futuro ha contribuito l’idea di salute che la Casa della Carità promuove da sempre e, dal 2020, partecipando all’associazione Prima la comunità – Insieme per il benessere di ogni persona. Salute non è la semplice assenza di malattia, ma una condizione complessiva legata a molti fattori, i cosiddetti “determinanti sociali“ come l’abitare, la cultura, la scuola, il lavoro, il tempo libero… La conseguenza operativa di questa concezione è tenere insieme in un unico luogo diverse tipologie di intervento e andare incontro ai bisogni delle persone più fragili con un approccio multidisciplinare. 

Sono due attenzioni che la Fondazione ha sempre avuto e che in futuro verranno ulteriormente rafforzate, nell’ambito del progetto delle Case della comunità promosso da Prima la comunità. Le Case della Comunità sono un modello innovativo di presa in carico della salute, fuori dalla logica delle prestazioni e del mercato. Luoghi di prossimità e prevenzione, dove si creano alleanze tra tutti i soggetti di una comunità, dall’ente pubblico al terzo settore, dal sistema educativo a quello economico.