Dietro i numeri, i volti

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Intervista con Maurizio Azzollini, direttore generale della Casa della carità

Il direttore generale della Casa della carità, Maurizio Azzollini, presenta il Bilancio di sostenibilità della Fondazione. Settembre, l’inizio dell’anno scolastico, delle stagioni culturali è sempre un buon periodo per guardare indietro a quanto fatto e ripartire cercando di fare sempre meglio.

Lo scorso anno la Casa della carità ha aiutato 4.609 persone in difficoltà, grazie a un bilancio di oltre 4.700.000 euro sostenuto da 19.322 donatori. Cosa c’è dietro questi freddi numeri?

Ci sono i volti delle persone che, in tanti modi, fanno funzionare il sistema della Casa della carità. Sono i donatori, i volontari, gli operatori e, soprattutto, le persone in difficoltà, i nostri ospiti. Dietro le fredde cifre, ci sono le relazioni tra queste persone. Siamo una Casa proprio per questo, perché mettiamo al centro le relazioni. 

Il titolo del Bilancio di sostenibilità è “Una Casa aperta. Sempre. A tutti”. Perché l’avete scelto?

Perché pensiamo che rappresenti bene l’incarico che ci ha dato il Cardinal Martini, fondatore della nostra Casa: accogliere tutte le persone in difficoltà, senza alcun distinguo, e, dalla relazione con loro, costruire buone prassi che servono a tutti, all’intera cittadinanza. La nostra, quindi, è una Casa aperta anche perché in dialogo con la città. 

È questo il modo in cui fa cultura la Casa della carità?

Esattamente: parlare a tutti partendo dai più sprovveduti, come li chiamava il Cardinal Martini, è il nostro obiettivo. Cerchiamo di farlo ogni giorno, ad ogni livello. Dai convegni internazionali del centro studi SOUQ nelle università al lavoro della Biblioteca del Confine con le scuole del territorio.  

Si tratta di idee difficili da sostenere oggi?

Forse si, perché il clima di chiusura, a volte, si fa pesante. Però voglio essere ottimista e pensare che le migliaia di donatori che ci sostengono, dai pensionati che donano pochi euro alle grandi organizzazioni,  lo fanno perché condividono le nostre convinzioni: farsi carico dei problemi dei più fragili significa fare il bene della collettività, aumentando coesione sociale, sicurezza e benessere. 

A proposito di donatori, quanto è importante che il Bilancio di sostenibilità sia asseverato?

Molto. Dal 2016, il nostro Bilancio di sostenibilità viene asseverato: ciò significa che un ente esterno alla Fondazione, il Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico (CISE), analizza le procedure di redazione, svolte secondo le linee guida internazionali GRI Standards, e verifica la qualità e l’attendibilità delle informazioni. Si tratta di un impegno importante: siamo una Casa aperta anche perché trasparente!

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Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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