La lettera del presidente don Virginio Colmegna

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Una Casa aperta. Sempre. A tutti

Nel contesto attuale, accogliere non è facile. Ma è quanto mai necessario. È quello che ci ha chiesto di fare Carlo Maria Martini. È quello che abbiamo fatto nel 2018, come racconta questo Bilancio di sostenibilità.

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Aminata è un’ospite senegalese della Casa della carità. È arrivata molto giovane in Italia, è stata accolta in via Brambilla e sta compiendo un bel percorso di inclusione e autonomia: ha imparato l’italiano, studia e lavora. Una sera – mi hanno raccontato le operatrici – è rientrata in lacrime. Durante il viaggio di ritorno, in pullman, aveva ceduto il suo posto a un’anziana signora che non solo aveva rifiutato, ma l’aveva pesantemente insultata per il colore della sua pelle.

Le lacrime di Aminata sono il simbolo di quanto sia diventato difficile fare accoglienza, andare oltre le differenze, mettere “prima le persone”, con la loro dignità e i loro diritti. Nel 2018, questa frase l’abbiamo ripetuta molte volte. Ci ha accompagnato, ci ha dato coraggio, ci ha spinto a continuare, nonostante egoismo e chiusura sembrassero prevalere.

Siamo stati una Casa aperta. Sempre. A tutti.
E, per esserlo, siamo dovuti andare controcorrente.

È dura ammetterlo, ma è così. Nel contesto attuale, accogliere non è facile. Ma è quanto mai necessario. È quello che ci ha chiesto di fare Carlo Maria Martini, quando ha voluto la Fondazione. È quello che abbiamo fatto nel 2018, come racconta questo Bilancio di sostenibilità. Ed è quello che vogliamo continuare a fare in futuro.

Vogliamo essere una Casa aperta per chi è in difficoltà, chi non trova alternative, chi è costretto ad affrontare tanti problemi alla volta. Per questo le nostre porte sono aperte: per dare ospitalità a chi bussa, ma anche per uscire verso chi soffre per le strade di Milano, chi è talmente fragile da non riuscire nemmeno a chiedere aiuto.

Vogliamo essere una Casa aperta agli interrogativi, alle riflessioni, alle contaminazioni tra saperi diversi. Per questo facciamo cultura partendo dal nostro lavoro sociale: perché siamo convinti che dall’ascolto delle persone più fragili nascano idee importanti per vivere bene insieme, tutti. Non vogliamo chiuderci nell’autoreferenzialità, essere un ente che eroga solo servizi, ma conservare una carica propositiva culturale e politica, immaginando soluzioni innovative e concrete.

Vogliamo essere una Casa aperta perché trasparente, spiegando chiaramente cosa facciamo, come lo facciamo e grazie a chi, rendicontando nel dettaglio i risultati del nostro lavoro, riconsegnando il nostro impegno alla comunità nella quale operiamo ogni giorno.

Trasparenti nei numeri e nei conti, ma anche nelle idee e nei valori, perché a chi ci sostiene chiediamo un’adesione concreta, ma anche ideale a una sfida complessa: partire dalla dignità di ogni persona per costruire insieme il benessere, la convivenza, la coesione, in una sola parola, quell’amicizia civica che ci ha insegnato il cardinal Martini.

È un impegno di giustizia, che non potremmo portare avanti senza l’aiuto delle tante persone che camminano insieme a noi, a cominciare dai donatori e i volontari della Fondazione, cui va il mio più sincero ringraziamento. Insieme a loro, vogliamo continuare ad essere portatori di speranza, fiducia e coraggio. Vogliamo continuare ad accogliere. Vogliamo continuare a consolare e incoraggiare le tante Aminata che bussano alla nostra porta.

 

 

 

don Virginio Colmegna
Presidente Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”

 

PS: La Casa della carità non potrebbe sopravvivere senza il sostegno generoso di tutte le persone che credono in quello che facciamo per i poveri della città di Milano. Persone che con la loro amicizia, giorno dopo giorno, aiutano “i più sprovveduti”, come li definì il Cardinal Martini, a riprendere una vita autonoma. Per questo, mi permetto di invitarti a consultare questo link per diventare amico di questa grande famiglia, attivando una donazione regolare. Il tuo sostegno continuativo darà alle persone accolte la certezza di poter contare su di noi per avviare una vita piena di nuova speranza. Grazie sin d’ora se vorrai diventare Amico di Famiglia della Casa della carità.

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Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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