Trasparenza

Trasparenza: sociale,
economica e ambientale

Una Casa aperta è trasparente: spiega cosa fa, come e grazie a chi, rendiconta i risultati raggiunti, riconsegna il suo impegno alla comunità nella quale opera ogni giorno.

Rendiconto socialeRendiconto economicoRendiconto ambientale

Rendiconto sociale

(102-7 | 102-8) (G4-9 | G4-10)

In questo capitolo del Bilancio di sostenibilità vengono presentati gli indicatori definiti dalle linee guida GRI-Standards per tre aspetti: sociale, economico e ambientale. Tra gli indicatori previsti dal modello di riferimento sono stati scelti e calcolati quelli più significativi per la Fondazione e per il tipo di attività che svolge.

Un aspetto centrale del rendiconto sociale della Casa della carità è quello legato ai lavoratori. Come già indicato nel capitolo dedicato alla Fondazione, nel corso del 2018, hanno lavorato per la Fondazione un totale di 126 persone, con diverse tipologie di contratti e per periodi diversi. Tra queste, si contano 91 dipendenti, 19 consulenti e 16 collaboratori.

Due persone seguite dal progetto Proviamociassieme – Foto: Marco Garofalo

Dipendenti

(102-41 | 401-1 | 401-2) (G4-11 | G4-LA1 | G4-LA2)

Tutti gli indicatori relativi ai dipendenti (ad eccezione di 404-1, 404-2, 405-1) sono calcolati sulla base del numero di dipendenti assunti dalla Fondazione al 31 dicembre 2018. Osservando questa fotografia nel corso del tempo si può osservare come, dopo una decisa crescita registrata tra 2014 e 2015 (quando i dipendenti sono passati da 52 a 76), il dato si è poi consolidato e confermato negli anni successivi, con degli aggiustamenti legati all’andamento delle attività.

Tabella 34 - Personale dipendente al 31 dicembre

  201820172016
CommercioIndeterminato quadro111
CommercioIndeterminato impiegato333
CommercioDirigente333
GiornalistiIndeterminato111
UNEBAIndeterminato quadro775
UNEBAIndeterminato impiegato343638
UNEBAIndeterminato operaio171717
UNEBADeterminato impiegato9710
UNEBADeterminato operaio535
TOTALE807883

Poiché tra i dipendenti considerati ci sono sia lavoratori con un contratto full time sia lavoratori con diverse forme di contratti part time, è utile calcolare anche un indicatore come il Full time equivalent. Il Full time equivalent, (FTE o Equivalente a tempo pieno), riparametra l’impiego di dipendenti part time a quello dei dipendenti a tempo pieno consentendo di misurare in maniera univoca il numero dei dipendenti e di indicare lo sforzo erogato dalla Fondazione. Arrotondando il dato per eccesso, gli 80 dipendenti della Casa della carità equivalgono a 64 Full time equivalent. Nel 2017, questo dato, a fronte di 78 dipendenti era pari a 61 Full time equivalent e, nel 2016 a fronte di 83 dipendenti, era pari a 63 Full time equivalent. Si tratta di un rapporto sostanzialmente costante che conferma quanto le variazioni del numero dei dipendenti siano legate ad aggiustamenti minori che non cambiano l’impianto complessivo dell’organizzazione del lavoro.

Il 57,9% dei dipendenti della Fondazione è composto da donne, il 20% da cittadini stranieri e il 58% da persone tra i 30 e i 50 anni. Rispetto all’anno precedente, i primi due dati sono in crescita, mentre il terzo è in calo: nel 2018, al contrario, sono cresciuti i dipendenti  sopra i 50 anni e sotto i 30 anni. Questi ultimi, in particolare, a fronte di nuove assunzioni, sono cresciuti di circa il 40%.

  
  

La Fondazione applica tre Contratti collettivi nazionali di lavoro: Commercio Distribuzione e Servizi, Lavoro giornalistico e UNEBA. Quest’ultimo, il più utilizzato, è il contratto collettivo nazionale di riferimento per i settori socioassistenziale, sociosanitario ed educativo.

Numero totale e tasso di assunzione, turnover del personale

Confrontando i dati 2018 e 2017, non emergono cambiamenti particolarmente significativi, ma soltanto aggiustamenti di minore entità.

Da sottolineare, invece, è la percentuale di contratti a tempo indeterminato sul totale: il dato, pur registrando un calo rispetto al 2017, si è confermato sopra l’80 per cento per il terzo anno consecutivo.

In quanto a benefit, non sono previste differenze tra contratti a tempo indeterminato e determinato.

Il tasso di turnover è calcolato senza differenziare tra contratti a tempo indeterminato e determinato e si ottiene grazie a questa formula:

TO = (dipendenti il cui contratto è iniziato nell’anno + dipendenti il cui contratto è cessato nell’anno) / organico medio

Il tasso di turnover è calcolato tenendo conto dei Full Time Equivalent poiché questo indicatore, riparametrando l’impiego di dipendenti part time a quello dei dipendenti a tempo pieno, consente di misurare in maniera univoca il numero dei dipendenti e di indicare lo sforzo erogato dalla Fondazione.

Tabella 35 – Turnover (%)

Tabella 35 - Turnover (%)

 201820172016
Turnover uomini14,9311,613,69
Turnover donne8,6115,29,13
Turnover complessivo12,0213,2911,52

Il tasso di turnover 2018 si attesta su livelli simili a quelli dell’anno precedente, facendo registrare un leggero calo, ma confermandosi ampiamente dentro dei livelli fisiologici per un’organizzazione delle dimensioni della Casa della carità.

Rientro al lavoro al termine del congedo parentale di maternità/paternità

(401-3) (G4-LA3)

Nel 2018, come nel 2017 e nel 2016 il diritto al congedo parentale è stato usufruito da tutte le persone che ne hanno fatto richiesta. Il tasso di rientro al lavoro ed il reintegro nelle proprie mansioni è stato pari al 100%.

Periodo minimo di preavviso a fronte di modifiche organizzative

(402-1) (G4-LA4)

Qualora si dovesse manifestare la necessità di modifiche operative oppure di cambiamenti organizzativi, questi vengono concordati di volta in volta dalla direzione generale con i responsabili delle aree organizzative e con i lavoratori interessati. Non sono, pertanto, previsti periodi minimi di preavviso.

Un volontario con un’ospite – Foto: Marco Garofalo

Numero e percentuale di lavoratori Rappresentanti per la Salute e Sicurezza

(403-4) (G4-LA5)

È presente un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che, come da normativa vigente, è stato eletto dall’assemblea dei lavoratori e partecipa all’attività formativa prevista secondo le scadenze date dall’Accordo Stato Regioni e ai sensi del D. Lgs 81/08.

Tasso infortuni, malattie professionali, giornate perse

(403-9 | 403-10) (G4-LA6 | G4-LA7)

Complessivamente, l’esposizione al rischio di infortunio o malattia è molto modesta. Le attività svolte dai dipendenti della Fondazione, a eccezione di quelle amministrative, sono considerate a rischio per le sole lavoratrici in stato di gravidanza.

Tabella 36 - Infortuni, malattie, maternità e paternità (%)

 201820172016
Tasso infortuni uomini*0,020,021,67
Tasso infortuni donne*000
Malattia uomini**1,321,661,38
Malattia donne**1,791,261,56
Paternità0,160,020,07
Maternità4,453,859,8

**Nel calcolo del tasso, si considerano anche gli infortuni in itinere, cioè che avviene durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.
**Si tratta di patologie non riconducibili a malattie professionali

Volontari

All’interno della Casa della carità, i volontari ricoprono un ruolo strutturale e vitale. Nel 2018, sono 103 i cittadini che si sono impegnati come volontari alla Casa della carità, di cui 62 donne e 41 uomini. Nel corso dell’anno, 17 nuovi volontari hanno iniziato a prestare servizio alla Casa della carità.

Nel corso dell’anno, i volontari hanno garantito alla Fondazione almeno 8.819 ore di volontariato, con un impegno maggiore al servizio docce e guardaroba, al centro d’ascolto, al corso di italiano, alle attività di custodia sociale e di ospitalità residenziale. Dal 2016, viene calcolata una valorizzazione economica dell’impegno dei volontari della Casa della carità. Sulla base dei costi del personale dipendente della Fondazione, è stato calcolato un costo medio orario di 15,94 € che, moltiplicato per il numero complessivo di ore di volontariato porta a una valorizzazione economica annuale pari a 140.574,86 €.

Un’ospite e una volontaria a pranzo in mensa – Foto: Marco Garofalo

Formazione

(404-1 | 404-2) (G4-LA9 | G4-LA10)

La Casa della carità propone ai suoi lavoratori e volontari diversi percorsi di formazione. L’obiettivo è dotare tutti coloro che operano a vari livelli all’interno della Fondazione di appositi strumenti per svolgere al meglio le proprie mansioni, ma anche fornire stimoli continui di riflessione culturale.

In particolare, nel 2018, è proseguito il percorso formativo intitolato “Co-progettarsi” che, l’anno precedente, aveva coinvolto tutti i dipendenti e i collaboratori della Fondazione. Nel corso dell’anno il percorso è continuato focalizzandosi sui due organismi introdotti dal nuovo organigramma: il Comitato di direzione e l’equipe della Casa (visibili nella tabella sottostante rispettivamente alle voci “Per dirigenti” e “Per dirigenti e coordinatori”).

La supervisione mensile pensata per le équipe di lavoro delle aree operative e dei progetti rientra a pieno titolo nei percorsi formativi.

Tabella 36 - Formazione (Ore)

 20182017 2016
Per dirigenti8--
Per dirigenti e coordinatori12-7,5
Per tutti123710
Per nuovi operatori8418
Supervisioni delle equipe con attenzione formativa144155138
Per volontari101218
Per volontari e volontari Articolo 2102412
Formazione specialistica sulla relazione di cura per 8 operatori010-
TOTALE186218203,5

Composizione degli organi direttivi per genere, età, qualifica

(405-1) (G4-LA12)

Per quanto riguarda gli indicatori relativi alla governance, vengono prese in considerazione le figure presenti all’interno dell’organigramma riportato nel capitolo dedicato alla Fondazione, ovvero: Presidenza e Consiglio di Amministrazione, Revisori dei conti, Direzione generale, Comitato di direzione, presidenti Associazione Amici Casa della carità e Associazione Volontari Casa della carità. In totale, si tratta di 16 persone.

La governance della Fondazione è perfettamente bilanciata tra uomini e donne, è composta in maggioranza da persone sopra i 50 anni di età e più della metà dei suoi membri non percepisce retribuzione, dal momento che, per statuto, il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e i Revisori dei conti non percepiscono emolumenti e svolgono quindi la loro attività a titolo gratuito.

Livelli di retribuzione aziendale

(405-2) (G4-LA13)

La retribuzione media annua aziendale è superiore del 16,61% rispetto ai minimi salariali previsti dai Contratti collettivi nazionale di lavoro di riferimento. Nel caso delle donne il rapporto tra la retribuzione media annua aziendale e i minimi salariali del Ccnl è superiore del 20,48%. Nel caso degli uomini, il rapporto tra la retribuzione media annua aziendale e i minimi salariali del Ccnl è superiore del 12,56%.

Il rapporto tra la retribuzione annua lorda percepita in media dalle lavoratrici donne e quella degli uomini, per le categorie per cui è possibile fare confronto (e cioè Ccnl Commercio e Uneba), è pari al 97,78% per i quadri e 124,37% per gli impiegati e 123,55% per gli operai. Tale rapporto è stato ottenuto dividendo la somma totale del Reddito annuo lordo (Ral) percepito dalle donne per il Ral percepito dagli uomini per ogni categoria.

Una bambina ospite della Tillanzia gioca con un pupazzo – Foto: Marco Garofalo

Rendiconto economico

(102-45) (G4-17)

Per consultare il Bilancio consolidato della Fondazione, clicca qui

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2018, che rappresenta il consolidato delle attività istituzionali svolte dalla Fondazione e di quelle svolte dal ramo Onlus che opera al suo interno, registra un avanzo di gestione di 282 €.

Gratuità

Premessa indispensabile al rendiconto economico della Fondazione è il concetto di gratuità. Gratuità non vuol dire che alcune attività sono gratuite e altre no: tutte le attività della Casa della carità sono totalmente gratuite per le persone in difficoltà che ne usufruiscono.

Quello che cambia è la modalità di sostegno delle attività della Fondazione. Alcune attività sono finanziate da fondi pubblici provenienti da progetti, convenzioni o accreditamenti. Altre, invece, sono portate avanti grazie alle donazioni dei cittadini o ai contributi di enti. In questo caso, si tratta di interventi realizzati in maniera gratuita, che rappresentano più della metà delle iniziative della Casa della carità e che, senza i donatori, non sarebbero possibili.

Nel 2018, il 51,5% delle attività della Casa della carità è stato realizzato in maniera gratuita, consentendo alla Fondazione di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di agire di fronte alle emergenze sociali della città e di sperimentare soluzioni innovative di ospitalità.

Al punto ristoro della Casa – Foto: Marco Garofalo

Attività finanziate con fondi pubblici

(NGO 08) (G4-PR3)

La Casa della carità può ricevere finanziamenti dalle istituzioni secondo tre diverse modalità: attraverso progetti, convenzioni e accreditamenti. Nel primo caso, il progetto viene presentato dalla Fondazione all’ente pubblico e, qualora venga finanziato, contiene già tutti i dettagli del rapporto con l’ente pubblico stesso. Nel secondo caso, la Casa della carità firma con l’ente pubblico un contratto, i cui contenuti riprendono il capitolato della gara d’appalto vinta. Gli accreditamenti, infine, hanno dei documenti di riferimento validi per tutti gli organismi accreditati, dei quali anche la Fondazione segue le indicazioni. Solo in tre casi (La Tillanzia, Casa Nido e Casa Francesco) l’accreditamento prevede una Carta dei servizi, che la Casa della carità ha stilato.

Bilancio consolidato

Consulta il Bilancio consolidato della Fondazione

Le indicazioni che emergono dal bilancio consolidato della Fondazione confermano i risultati positivi raggiunti nei quattro anni precedenti. Dopo che, nel 2016, si è chiuso con successo il piano triennale iniziato nel 2014, anche il 2018, come l’anno precedente, ha portato a un ulteriore consolidamento della sostenibilità gestionale della Casa della carità e alla graduale ricostituzione del suo patrimonio netto.

Dal momento che la semestrale aveva evidenziato una situazione di criticità per il venir meno di alcuni finanziamenti pubblici, si è trattato di un risultato non scontato, raggiunto grazie a una manovra correttiva messa in atto con successo nella seconda metà dell’anno. A guidarla sono state cinque linee di azione, le stesse che hanno consentito di raggiungere i positivi risultati degli ultimi cinque anni.

Il mantenimento dell’equilibrio tra risorse disponibili e attività realizzate. La crescita delle attività, con l’avvio di nuove e la rimodulazione di altre, ha portato a un conseguente aumento dei costi del personale (+3,7%), compensato da una crescita sia delle entrate per convenzioni, progetti e accreditamenti con gli enti pubblici sia delle donazioni (vedi punto seguente). Un altro dato rilevante è il rapporto tra costo del personale e entrate per convenzioni, progetti e accreditamenti con gli enti pubblici. Nel 2018 è stato del 111%, dato più basso dal 2013, quando era a 280%. Ciò significa che l’aumento del personale degli ultimi anni è stato portato avanti su basi sostenibili.

La ricerca del massimo di risorse attraverso la raccolta fondi. Nel 2018 la raccolta fondi ha confermato i trend positivi emersi negli anni precedenti. Il dato complessivo delle donazioni ha avuto un incremento del 18% rispetto all’anno precedente: sono stati raccolti 1.818.129 €.

L’incremento di convenzioni, progetti e accreditamenti, mantenendo un equilibrio fra attività remunerate e gratuità. Nel 2018, il 51,5% delle attività della Casa della carità è stato realizzato in maniera gratuita. Questo dato è pari a 2.098.230 € e rappresenta i costi per le attività della Fondazione che non sono coperte da fondi pubblici provenienti da progetti, convenzioni o accreditamenti. Confrontando questo valore con quelli degli anni precedenti (2.032.760,14 € nel 2017, 2.113.079,94 € nel 2016 e 1.857.301,20 € nel 2015), il trend è positivo e la gratuità si conferma una caratteristica peculiare della Casa della carità.

La costante attenzione all’efficienza e all’efficacia.

La razionalizzazione dei costi delle risorse umane. Si è proseguito il percorso per modulare al meglio l’utilizzo del personale in funzione delle attività e dell’equilibrio economico.

Alcuni contributi si sono rivelati fondamentali per i risultati conseguiti dal bilancio economico 2018 della Casa della carità. Si sottolineano innanzitutto i contributi dei due garanti della  Fondazione:

  • 8 per mille Chiesa Cattolica – Arcidiocesi di Milano: 100.000 €
  • Comune di Milano: 97.000 €

Di grande importanza si sono rivelati anche i contributi di enti privati e aziende, tra i quali:

  • Fondazione Cariplo: 400.000 €
  • Fondazione Vodafone (Tillanzia): 75.000 €
  • Fondazione Cariplo (CON-Lieto-FINE): 51.000 €
  • Banca Popolare di Milano – Banco BPM: 30.000 €
  • Fondazione Franca e Alberto Riva: 20.000 €
  • Amici di Francesco Onlus: 16.510 €
  • SIA Spa: 14.000 €
  • Nelke Srl: 10.000 €
  • Fondazione De Agostini: 10.000 €

Nel 2018, la Fondazione ha utilizzato accantonamenti per 70.500 €. In particolare, sono stati utilizzati 22.000 € del Fondo progetti finalizzati, con una particolare attenzione al tema del lavoro, e 14.100 € del Fondo ristrutturazione e manutenzione fabbricati, per  interventi di adeguamento impianti. Entrambi i fondi risultano quindi interamente utilizzati. Inoltre, il Fondo impegni futuri, è stato utilizzato per 34.400 € per le spese relative alla contrattazione di secondo livello sulla produttività per il 2016 e per il 2017. I rimanenti 30.600 € verranno utilizzati nel 2019 per far fronte alle medesime spese per l’anno 2018.

L’andamento economico e finanziario della Fondazione, che ha portato agli esiti fino ad ora descritti, è stato monitorato durante l’anno grazie a tre strumenti. Da un lato, si è esercitato un costante controllo del conto economico attraverso la predisposizione del budget annuale e delle trimestrali. Dall’altro, si è utilizzato il cruscotto di direzione, uno strumento interno che consente il monitoraggio dei costi e dei ricavi per ciascuna attività, indicando quelle sostenute tramite contributi pubblici, contributi di enti privati e donazioni dei cittadini.

Un bambino ospite della Tillanzia – Foto: Marco Garofalo

Valore aggiunto

(201-1) (G4-EC1)

Il valore della produzione, nel 2018, è aumentato del 9,5% rispetto all’anno precedente per la crescita sia delle attività della Fondazione sia dell’importo complessivo delle donazioni. Contestualmente, sono leggermente cresciuti i costi intermedi di produzione (+1,1%) e, in maniera più marcata, il Valore aggiunto caratteristico lordo, il Valore aggiunto globale lordo e il Valore aggiunto globale netto (rispettivamente +15,2%, +14,1% e +15,8%). Il 2018 ha quindi confermato il trend di crescita della Casa della carità emerso negli anni precedenti, all’interno del quale il 2016 si è rivelato essere un anno straordinario.

Analizzando la distribuzione del Valore della produzione, va sottolineato che è per quasi il 40% composto da donazioni di privati a favore della Casa della carità. Si tratta di un dato importante perché significa che enti e, soprattutto, cittadini sostengono la Fondazione in maniera decisiva. Il dato è in crescita rispetto al 2017, quando rappresentava il 36,7% del Valore della produzione.

Scendendo a un livello ulteriore di dettaglio, la voce Proventi e ricavi da attività tipiche rivela  quanto la Fondazione sia ormai inserita all’interno del sistema di welfare pubblico. Contributi e contratti con le diverse istituzioni dello Stato Italiano (tra le quali spicca il Comune di Milano), pesano per il 64,8% del totale, in leggero calo rispetto al 2017 (68,4%). A questa diminuzione hanno contribuito due fattori opposti: minori fondi da parte del Ministero dell’Interno e più collaborazione con il Comune di Milano. Infine, risulta molto rilevante anche l’apporto degli enti privati, come fondazioni e aziende.

Per quanto riguarda la raccolta fondi, che è già stata analizzata nel capitolo dedicato alla Fondazione, la voce più significativa sono i fondi raccolti dai donatori con cui la Fondazione è in contatto diretto. Per quanto inferiore, anche la raccolta fondi tramite l’invio di richieste cartacee per posta a un pubblico più ampio (piano di mailing) costituisce una voce significativa e in crescita, pari al 37,7%. I dati sono sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente.

Analizzando la ridistribuzione del valore aggiunto, emerge che il dato relativo al valore aggiunto globale ha un trend di crescita. Il dato negativo della remunerazione dell’azienda si spiega, invece, nel 2018 così come nel 2017, con l’utilizzo degli accantonamenti fatti nel 2016.

Il dato sulla remunerazione del personale è in crescita per due fattori: l’aumento del personale, innanzitutto, ma anche la fine di alcuni sgravi fiscali. Come già evidenziato, inoltre, il maggiore costo del personale è bilanciato da un aumento attività sostenute da fondi pubblici, con convenzioni, progetti e accreditamenti.

Il dato sui costi intermedi di produzione è leggermente cresciuto e si conferma uno degli indicatori che mostra quanto la Fondazione crei valore sul territorio milanese, dal quale proviene la maggior parte degli acquisti e dei materiali di consumo e dei servizi.

Trattamenti pensionistici e assistenza sanitaria integrativa

(201-3) (G4-EC3)

Tutti i dipendenti hanno scelto di lasciare il Trattamento di fine rapporto in azienda, ad eccezione di un dipendente e del dirigente, il cui contratto prevede l’utilizzo del TFR come forma di finanziamento per la previdenza complementare. Tutti i dipendenti godono di forme di assistenza sanitaria  integrativa, in base a quanto previsto dai rispettivi contratti collettivi nazionali di lavoro.

Premi di risultato

(201-3) (G4-EC3)

Nel 2018, in seguito a un accordo sindacale, la Fondazione ha erogato a tutti i suoi dipendenti i premi di risultato relativi agli anni 2016 e 2017. La somma complessiva è stata di circa 27.000 € lordi, pari a un premio di risultato annuale forfettario di 235 € per un dipendente a tempo pieno. Inoltre, nel corso dell’anno, si è definito il pagamento del premio di risultato 2018, che verrà erogato ancora in maniera forfettaria nel 2019. Contestualmente, la Fondazione sta lavorando per definire degli indicatori di risultato condivisi per il futuro.

In mensa – Foto: Marco Garofalo

Trattamento economico nuovi assunti

(202-1) (G4-EC5)

I nuovi assunti nel corso del 2018 sono stati inquadrati nei livelli contrattuali previsti per il tipo di funzione, con la retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento. Non vi sono differenze di genere.

Contributi statali

(201-4) (G4-EC4)

La Fondazione ha i benefici fiscali garantiti a tutti gli enti non commerciali. Inoltre, per il ramo Onlus, beneficia degli sgravi previsti dalla normativa vigente per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Nel 2018, la Casa della carità ha beneficiato, secondo quanto previsto dalla legge 190/2014, dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro relativi alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Complessivamente, si è trattato di 13 dipendenti per un totale di sgravi contributivi di circa 43.500 €. La Fondazione, inoltre, ha beneficiato, secondo quanto previsto dalla legge 205/2017, degli sgravi contributivi per l’assunzione a tempo indeterminato o la stabilizzazione di contratti a termine di giovani under 35. Si è trattato di un dipendente per un totale di sgravi contributivi di circa 1.500 €.

Rapporto tra governance e comunità locale

(202-2) (G4-EC6)

Il rapporto tra governance della Casa della carità e comunità locale, che si calcola tenendo conto della sede della Fondazione nel Comune di Milano e delle località di residenza dei componenti della governance (composta da 16 persone e già identificata nel paragrafo del rendiconto sociale), si conferma molto forte.

Catena di fornitura

(102-9) (G4-12)

La catena di fornitura della Casa della carità è ampia e variegata, ma le forniture più rilevanti dal punto di vista economico sono un numero ridotto. In particolare, riguardano l’acquisto di servizi di ristorazione destinati a ospiti, lavoratori e volontari della Fondazione, servizi per la raccolta fondi e attività di manutenzione degli immobili e delle strutture che la Casa della carità possiede o gestisce.

Rapporto tra fornitori e comunità locale

(204-1) (G4-EC9)

Con il 55% dei fornitori collocati nel Comune di Milano e un ulteriore 16% nella Città Metropolitana, la Fondazione conferma il suo già stretto rapporto con la comunità locale, generando positive ricadute economiche sul territorio nel quale opera. Il dato 2018 è in linea con quelli dei due anni precedenti.

Criteri di valutazione dei fornitori

(414-1)

La Fondazione è dotata di una procedura per valutare i propri fornitori, avviata nel 2016. A ciascun fornitore viene somministrato un questionario, compilato dal legale rappresentante dell’ente al quale vengono allegati alcuni documenti, tra cui la copia dell’Iscrizione Registro imprese C.C.I.A.A., del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e della polizza assicurativa. Vengono inoltre richieste informazioni sulla struttura organizzativa dell’impresa, sulle modalità di pagamento, sul Modello di organizzazione, gestione e controllo (D.Lgs. 231/2001) e sui sistemi di gestione aziendali per la qualità (UNI EN ISO 9001), per la sostenibilità ambientale (UNI EN ISO 14001) e per la sicurezza (OHSAS 18001). Infine, tra le caratteristiche che vengono prese in considerazione per redigere la valutazione del fornitore, puntualità, flessibilità e prezzo vengono prese in maggiore considerazione, dato il tipo di attività che svolge la Fondazione, spesso legate a urgenze ed emergenze.

Profilo di rischio del portafoglio

Il profilo di rischio della Casa della carità, secondo il quale vengono gestiti i titoli che compongono il patrimonio della Fondazione, è approvato dal Consiglio di Amministrazione. È un documento all’interno del quale sono stabiliti i criteri, di natura finanziaria ed etica, secondo i quali la Casa della carità effettua i suoi investimenti. Si sottolinea, in particolare, tra i limiti di responsabilità sociale, l’attenzione rivolta agli emittenti di titolo azionari e obbligazionari compresi nell’universo investibile fornito da Etica Sgr.

Rendiconto ambientale

A partire dal Bilancio di sostenibilità 2014, la Casa della carità ha iniziato un’attività di monitoraggio del suo impatto ambientale, che è proseguita anche negli anni successivi.

Consumi

(302-1 | 302-2 | 302-3) (G4-EN3 | G4-EN4 | G4-EN5)

Il principale fattore che incide sui consumi della Fondazione è il servizio docce. Il consumo d’acqua è aumentato a causa di un maggior numero di prestazioni erogate. Quello di metano è, invece, diminuito per effetto di alcune migliorie tecniche effettuate a fine 2017 che hanno garantito una maggiore efficienza e hanno quindi contenuto i consumi anche a fronte di un numero maggiore di prestazioni.

Tabella 37 - Conversione consumi metano sede via Brambilla

 201820172016
Consumi di metano in metri cubi (m³)73.37685.54472.030
Consumi di metano in Joule (J)724.954.880845.174.720711.656.400
Consumi di metano per metro quadrato (J/m²)157.134,18227.357,633154.038,17

Per la conversione da m³ a J relativa ai consumi di metano, è stato considerat un valore di 8500 Kcal/m³.

Nel corso del 2018 sono state sostituiti alcuni dei punti luce della sede della Fondazione, installando luci a LED. Il percorso per portare tutta la sede ad avere questo tipo di illuminazione più efficiente ed economica ha quindi superato il 20% del totale, registrando però un rallentamento dovuto a ragioni economiche.

Per il Bilancio di sostenibilità, si è scelto di realizzare una versione digitale del documento, per evitare consumi di carta. Per quanto riguarda la sintesi del bilancio, invece, è stata stampata in un numero limitato di copie, utilizzando carta certificata FSC.

Descrizione e prestazione della flotta aziendale

(302-3 | 302-3) (G4-EN5 | G4-EN30)

La flotta aziendale della Casa della carità, a disposizione di operatori e volontari secondo determinate procedure, è composta da:

  • Fiat Doblò (7 posti – immatricolazione: 2014)
  • Fiat Ducato (camper, 4 posti – immatricolazione: 2000)
  • Ford Transit (furgone cassonato, 3 posti – immatricolazione: 2010)
  • Volkswagen Golf (5 posti – immatricolazione: 2012)
  • Peugeot Vogue (motociclo 50 cc, 1 posto – immatricolazione: 2012)
  • Volkswagen Transporter (9 posti- immatricolazione: 2003)
  • Volkswagen Transporter Combi (9 posti – immatricolazione: 2014)

Nel 2018 sono cresciuti sia i chilometri percorsi sia i consumi di carburante della flotta aziendale: nel corso dell’anno infatti è iniziata l’attività dell’Unità mobile che, per le sue uscite sul territorio di MIlano, utilizza il camper della Fondazione.

Rifiuti

(306-2) (G4-EN23)

Il conteggio dei rifiuti prodotti è basato sul sistema utilizzato per la raccolta: sacco trasparente neutro per rifiuti generici, sacco giallo per plastica e metallo, cassonetto per vetro, cassonetto per carta e cartone, cassonetto per rifiuti organici/umido domestico.

Nel 2018, la Fondazione, ha ridotto la produzione di tutti i tipi di rifiuti. Il risultato è dettato dal minor numero di persone ospitate rispetto all’anno precedente.

I rifiuti speciali come toner e farmaci vengono smaltiti tramite un fornitore specializzato che li ritira presso la sede della Fondazione. Dal 2017, è iniziato un conteggio anche per questo tipo di rifiuti.

Obiettivo della Fondazione per il 2019 è migliorare ulteriormente i risultati legati alla raccolta differenziata dei rifiuti. In tal senso, alcuni interventi sono già stati realizzati (nuovi contenitori per gli uffici) e si stanno valutando collaborazioni con realtà esterne per organizzare momenti di formazione e introdurre nuove modalità operative.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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