Trasparenza

Trasparenza

Sostenibilità sociale, economica e ambientale

Rendiconto socialeRendiconto economicoRendiconto ambientale

Rendiconto sociale

(102-7 | 102-8) (G4-9 | G4-10)

In questo capitolo del Bilancio di sostenibilità vengono presentati gli indicatori definiti dalle linee guida GRI-Standards per tre aspetti: sociale, economico e ambientale. Tra gli indicatori previsti dal modello di riferimento sono stati scelti e calcolati quelli più significativi per la Fondazione e per il tipo di attività che svolge.

Un aspetto centrale del rendiconto sociale della Casa della carità è quello legato ai lavoratori. Come già indicato nel capitolo dedicato alla Fondazione, nel corso del 2019, hanno lavorato per la Fondazione un totale di 110 persone, con diverse tipologie di contratti e per periodi diversi. Tra queste, si contano 90 dipendenti, 16 consulenti e 4 collaboratori.

Due persone seguite dal progetto Proviamociassieme – Foto: Marco Garofalo

Dipendenti

(102-41 | 401-1 | 401-2) (G4-11 | G4-LA1 | G4-LA2)

Tutti gli indicatori relativi ai dipendenti (ad eccezione di 404-1, 404-2, 405-1) sono calcolati sulla base del numero di dipendenti assunti dalla Fondazione al 31 dicembre 2019. Negli ultimi tre anni, il numero dei dipendenti della Casa della carità ha mostrato una lieve, ma costante crescita, confermata anche nel 2019.

Tabella 33 - Personale dipendente al 31 dicembre

  201920182017
CommercioIndeterminato quadro133
CommercioIndeterminato impiegato333
CommercioDirigente111
GiornalistiIndeterminato111
UNEBAIndeterminato quadro777
UNEBAIndeterminato impiegato353436
UNEBAIndeterminato operaio201717
UNEBADeterminato impiegato1197
UNEBADeterminato operaio453
TOTALE838078

Poiché tra i dipendenti considerati ci sono sia lavoratori con un contratto full time sia lavoratori con diverse forme di contratti part time, è utile calcolare anche un indicatore come il Full time equivalent. Il Full time equivalent, (FTE o Equivalente a tempo pieno), riparametra l’impiego di dipendenti part time a quello dei dipendenti a tempo pieno consentendo di misurare in maniera univoca il numero dei dipendenti e di indicare lo sforzo erogato dalla Fondazione. Arrotondando il dato per eccesso, gli 83 dipendenti della Casa della carità equivalgono a 65 Full time equivalent, ciò significa che sono diverse le persone che hanno dei contratti part time, soprattutto per quanto il settore delle pulizie della struttura.

Come mostra la tabella seguente, il rapporto tra numero dei dipendenti e FTE è sostanzialmente costante, un dato che conferma quanto le variazioni del numero dei dipendenti siano legate ad aggiustamenti minori che non cambiano l’impianto complessivo dell’organizzazione del lavoro.

Tabella 34 - Full Time Equivalent (FTE)

Dato201920182017
Dipendenti838078
FTE - Full Time Equivalent656461

Il 49,4% dei dipendenti della Fondazione è composto da persone di genere femminile, il 20,5% da cittadini stranieri e il 63% da persone tra i 30 e i 50 anni. I primi due dati sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente (erano rispettivamente il 50 e 20 per cento), mentre il terzo è cresciuto. Per contro, è diminuita rispetto al 2018 la quota di dipendenti con meno di 30 anni e con più di 50.

La Fondazione applica tre contratti collettivi nazionali di lavoro: Commercio Distribuzione e Servizi, Lavoro giornalistico e UNEBA. Quest’ultimo, il più utilizzato, è il contratto collettivo nazionale di riferimento per i settori socioassistenziale, sociosanitario ed educativo.

Numero totale e tasso di assunzione, turnover del personale

Confrontando i dati 2019 e 2018, non emergono cambiamenti particolarmente significativi, ma soltanto aggiustamenti di minore entità.

La percentuale di contratti a tempo indeterminato sul totale si conferma superiore all’80 per cento per il quarto anno consecutivo. In quanto a benefit, non sono previste differenze tra contratti a tempo indeterminato e determinato.

Il tasso di turnover è calcolato senza differenziare tra contratti a tempo indeterminato e determinato e si ottiene grazie a questa formula:

TO = (dipendenti il cui contratto è iniziato nell’anno + dipendenti il cui contratto è cessato nell’anno) / organico medio

Il tasso di turnover è calcolato tenendo conto dei Full Time Equivalent poiché questo indicatore, riparametrando l’impiego di dipendenti part time a quello dei dipendenti a tempo pieno, consente di misurare in maniera univoca il numero dei dipendenti e di indicare lo sforzo erogato dalla Fondazione.

Tabella 35 - Turnover (%)

 201920182017
Turnover uomini7,9
14,911,6
Turnover donne12,38,615,2
Turnover complessivo101213,2

Il tasso di turnover 2019 si attesta su livelli simili a quelli dell’anno precedente, facendo registrare un ulteriore leggero calo, ma confermandosi ampiamente dentro dei livelli fisiologici per un’organizzazione delle dimensioni della Casa della carità.

Rientro al lavoro al termine del congedo parentale di maternità/paternità

(401-3) (G4-LA3)

Nel 2019, come nel 2018, 2017 e 2016, il diritto al congedo parentale è stato usufruito da tutte le persone che ne hanno fatto richiesta. Il tasso di rientro al lavoro ed il reintegro nelle proprie mansioni è stato pari al 100%.

Periodo minimo di preavviso a fronte di modifiche organizzative

(402-1) (G4-LA4)

Qualora si dovesse manifestare la necessità di modifiche operative oppure di cambiamenti organizzativi, questi vengono concordati di volta in volta dalla direzione generale con i responsabili delle aree organizzative e con i lavoratori interessati. Non sono, pertanto, previsti periodi minimi di preavviso.

Un volontario con un’ospite – Foto: Marco Garofalo

Numero e percentuale di lavoratori Rappresentanti per la Salute e Sicurezza

(403-4) (G4-LA5)

È presente un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza che, come da normativa vigente, è stato eletto dall’assemblea dei lavoratori e partecipa all’attività formativa prevista secondo le scadenze date dall’Accordo Stato Regioni e ai sensi del D. Lgs 81/08.

Tasso infortuni, malattie professionali, giornate perse

(403-9 | 403-10) (G4-LA6 | G4-LA7)

Complessivamente, l’esposizione al rischio di infortunio o malattia è molto modesta. Le attività svolte dai dipendenti della Fondazione, a eccezione di quelle amministrative, sono considerate a rischio per le sole lavoratrici in stato di gravidanza.

Tabella 36 - Infortuni, malattie, maternità e paternità (%)

 201920182017
Tasso infortuni uomini*00,020,02
Tasso infortuni donne*0,200
Malattia uomini**2,81,321,66
Malattia donne**1,11,791,26
Paternità0,20,160,02
Maternità6,64,453,85

**Nel calcolo del tasso, si considerano anche gli infortuni in itinere, cioè che avviene durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro.
**Si tratta di patologie non riconducibili a malattie professionali

Volontari

All’interno della Casa della carità, i volontari ricoprono un ruolo strutturale e vitale. Nel 2019, sono 103 i cittadini che si sono impegnati come volontari alla Casa della carità, di cui 66 donne e 37 uomini. Nel corso dell’anno, 19 nuovi volontari hanno iniziato a prestare servizio alla Casa della carità. I dati sono in linea con quelli dell’anno precedente. Sono cresciute le donne ed è aumentato lievemente anche il numero dei nuovi volontari.

Nel corso dell’anno, i volontari hanno garantito alla Fondazione almeno 9.711 ore di volontariato, con un impegno maggiore al servizio docce e guardaroba, al centro d’ascolto, alle attività di manutenzione della sede, al corso di italiano e alla custodia sociale. Complessivamente, il dato è cresciuto rispetto al 2018, quando era stato di 8.819 ore. Dal 2016, viene calcolata una valorizzazione economica dell’impegno dei volontari della Casa della carità. Sulla base dei costi del personale dipendente della Fondazione, è stato calcolato un costo medio orario di 15,94 € che, moltiplicato per il numero complessivo di ore di volontariato, porta a una valorizzazione economica annuale pari a 154.793,34 €.

Un ospite e una volontaria a pranzo in mensa – Foto: Marco Garofalo

Formazione

(404-1 | 404-2) (G4-LA9 | G4-LA10)

La Casa della carità propone ai suoi lavoratori e volontari diversi percorsi di formazione. L’obiettivo è dotare tutti coloro che operano a vari livelli all’interno della Fondazione di appositi strumenti per svolgere al meglio le proprie mansioni, ma anche fornire stimoli continui di riflessione culturale.

In particolare, nel 2019, è stato proposto un percorso di formazione rivolto a dirigenti e coordinatori, sul nuovo modello organizzativo introdotto nel 2018.

La supervisione mensile pensata per le équipe di lavoro delle aree operative e dei progetti rientra a pieno titolo nei percorsi formativi.

Tabella 37 - Formazione (Ore)

 201920182017
Per dirigenti e coordinatori2412-
Supervisioni delle equipe con attenzione formativa84144155
Per volontari81012
Per l'equipe di Casa Francesco12010
TOTALE128194242

Composizione degli organi direttivi per genere, età, qualifica

(405-1) (G4-LA12)

Per quanto riguarda gli indicatori relativi alla governance, vengono prese in considerazione le figure presenti all’interno dell’organigramma riportato nel capitolo dedicato alla Fondazione, ovvero: Presidenza e Consiglio di Amministrazione, Revisori dei conti, Direzione generale, Comitato di direzione, presidenti Associazione Amici Casa della carità e Associazione Volontari Casa della carità. In totale, si tratta di 16 persone.

La governance della Fondazione è perfettamente bilanciata tra uomini e donne, è composta in maggioranza da persone sopra i 50 anni di età e più della metà dei suoi membri non percepisce retribuzione, dal momento che, per statuto, il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e i Revisori dei conti non percepiscono emolumenti e svolgono quindi la loro attività a titolo gratuito. Tutti i dati sono confermati rispetto al 2018, dal momento che non ci sono stati cambiamenti all’interno della governance.

 

Livelli di retribuzione aziendale

(405-2) (G4-LA13)

La retribuzione media annua aziendale è superiore del 15,88% rispetto ai minimi salariali previsti dai Contratti collettivi nazionale di lavoro di riferimento. Nel caso delle donne il rapporto tra la retribuzione media annua aziendale e i minimi salariali del Ccnl è superiore del 18,32%. Nel caso degli uomini, il rapporto tra la retribuzione media annua aziendale e i minimi salariali del Ccnl è superiore del 13,33%. Il rapporto tra la retribuzione annua lorda percepita in media dalle lavoratrici donne e quella degli uomini, per le categorie per cui è possibile fare confronto (e cioè Ccnl Commercio e Uneba), è pari al 97,72% per i quadri e 104,52% per gli impiegati e 139,78% per gli operai. Tale rapporto è stato ottenuto dividendo la somma totale del Reddito annuo lordo (Ral) percepito dalle donne per il Ral percepito dagli uomini per ogni categoria.

Una bambina ospite della Tillanzia gioca con un pupazzo – Foto: Marco Garofalo

Rendiconto economico

(102-45) (G4-17)

Per consultare il Bilancio consolidato della Fondazione, clicca qui.

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2019, che rappresenta il consolidato delle attività istituzionali svolte dalla Fondazione e di quelle svolte dal ramo Onlus che opera al suo interno, registra un avanzo di gestione di 17.955 €. Per il sesto anno consecutivo, il risultato è positivo e il trend di crescita confermato.

Gratuità

Premessa indispensabile al rendiconto economico della Fondazione è il concetto di gratuità. Gratuità non vuol dire che alcune attività sono gratuite e altre no: tutte le attività della Casa della carità sono totalmente gratuite per le persone in difficoltà che ne usufruiscono.

Quello che cambia è la modalità di sostegno delle attività della Fondazione. Alcune attività sono finanziate da fondi pubblici provenienti da progetti, convenzioni o accreditamenti. Altre, invece, sono portate avanti grazie alle donazioni dei cittadini o ai contributi di enti. In questo caso, si tratta di interventi realizzati in maniera gratuita, che rappresentano più della metà delle iniziative della Casa della carità e che, senza i donatori, non sarebbero possibili.

Nel 2019, il 53,9% delle attività della Casa della carità è stato realizzato in maniera gratuita, consentendo alla Fondazione di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di agire di fronte alle emergenze sociali della città e di sperimentare soluzioni innovative di ospitalità.

Al punto ristoro della Casa – Foto: Marco Garofalo

Attività finanziate con fondi pubblici

(NGO 08) (G4-PR3)

La Casa della carità può ricevere finanziamenti dalle istituzioni secondo tre diverse modalità: attraverso progetti, convenzioni e accreditamenti. Nel primo caso, il progetto viene presentato dalla Fondazione all’ente pubblico e, qualora venga finanziato, contiene già tutti i dettagli del rapporto con l’ente pubblico stesso. Nel secondo caso, la Casa della carità firma con l’ente pubblico un contratto, i cui contenuti riprendono il capitolato della gara d’appalto vinta. Gli accreditamenti, infine, hanno dei documenti di riferimento validi per tutti gli organismi accreditati, dei quali anche la Fondazione segue le indicazioni. Solo in tre casi (La Tillanzia, Casa Nido e Casa Francesco) l’accreditamento prevede una Carta dei servizi, che la Casa della carità ha stilato.

Bilancio consolidato

Consulta il Bilancio consolidato della Fondazione

Le indicazioni che emergono dal bilancio consolidato della Fondazione confermano i risultati positivi raggiunti nei cinque anni precedenti. Il 2019, ancor più del 2018, ha portato a un ulteriore consolidamento della sostenibilità gestionale della Casa della carità e alla graduale ricostituzione del suo patrimonio netto. Un risultato positivo che è stato raggiunto nonostante la mancanza del contributo istituzionale di 100.000 € che il Comune di Milano aveva garantito negli anni precedenti. A compensare questo mancato introito, che ha portato a una diminuzione dei proventi e ricavi da attività tipiche di 130.000 € rispetto all’anno precedente, sono tutte le altre voci del bilancio.

A contribuire in maniera decisiva è stata la raccolta fondi, analizzata nel dettaglio nel paragrafo ad essa dedicato, che ha garantito 227.000 € in più rispetto al 2018, grazie a risultati positivi da parte di tutte le sue attività, a un importante lascito e alla donazione di un appartamento. Importante anche la sostanziale conferma dei proventi da contratti con il Comune di Milano, grazie all’avvio di nuove attività che hanno compensato la chiusura nel primo quadrimestre del Centro di accoglienza temporanea. Positivo anche il rendimento del portafoglio titoli, che ha garantito 160.000 €.

I costi complessivi sono cresciuti perché sono cresciute le attività della Fondazione. I costi del personale, invece, si sono mantenuti sostanzialmente sul livello degli anni precedenti e, quindi, per la prima volta, la loro incidenza scende al di sotto del 50% dei costi complessivi (47,6% nel 2019, 50,2% nel 2018). Inoltre, il rapporto tra il costo del personale e i ricavi da convenzioni scende sotto il 100% ( 90,8% a fronte di 280% nel 2013) e anche, per questo dato, si tratta di una prima volta. Entrambi i dati indicano una maggiore sostenibilità economica della Fondazione.

Nel corso dell’anno, infine, la Casa della carità ha effettuato accantonamenti per 145.000 €. Di questi, 85.000 € verranno utilizzati per nuove attività da sviluppare principalmente nel 2020 (Fondo progetti futuri), 33.000 € per il premio produzione 2019 da erogare nel 2020, 15.000 € per rischi su crediti (a garanzia di future possibili insolvenze) e 10.500 € per l’applicazione del rinnovo contratto UNEBA, i cui effetti si avranno fino al 2021.

L’andamento economico e finanziario della Fondazione, che ha portato agli esiti fino ad ora descritti, è stato monitorato durante l’anno grazie a tre strumenti. Da un lato, si è esercitato un costante controllo del conto economico attraverso la predisposizione del budget annuale e delle trimestrali. Dall’altro, si è utilizzato il cruscotto di direzione, uno strumento interno che consente il monitoraggio dei costi e dei ricavi per ciascuna attività, indicando quelle sostenute tramite contributi pubblici, contributi di enti privati e donazioni dei cittadini.

Valore aggiunto

Un bambino ospite della Tillanzia – Foto: Marco Garofalo

Valore aggiunto

(201-1) (G4-EC1)

Il valore della produzione, nel 2019, è aumentato del 2,4% rispetto all’anno precedente perché sono cresciute le attività della Fondazione. La principale differenza con i dati del 2018 è la voce riguardante i componenti accessori e straordinari, dettata soprattutto dal netto miglioramento del portafoglio titoli rispetto all’anno precedente.

Analizzando la distribuzione del Valore della produzione, va sottolineato che è per più del 40% composto da donazioni di privati a favore della Casa della carità. Si tratta di un dato importante perché significa che enti e, soprattutto, cittadini sostengono la Fondazione in maniera decisiva. Il dato è in crescita: nel 2017, rappresentava il 36,7% del Valore della produzione.

Scendendo a un livello ulteriore di dettaglio, la voce Proventi e ricavi da attività tipiche rivela  quanto la Fondazione sia ormai inserita all’interno del sistema di welfare pubblico. Contributi e contratti con le diverse istituzioni dello Stato Italiano (tra le quali spicca il Comune di Milano), pesano per il 63,8% del totale. Infine, risulta molto rilevante anche l’apporto degli enti privati, come fondazioni e aziende.

Per quanto riguarda la raccolta fondi, che è già stata analizzata nel capitolo dedicato alla Fondazione, la voce più significativa sono i fondi raccolti dai donatori con cui la Fondazione è in contatto diretto (donazioni). Per quanto inferiore, anche la raccolta fondi tramite l’invio di richieste cartacee per posta a un pubblico più ampio (donazioni mailing) costituisce una voce significativa e in crescita, pari al 35,8%. I dati sono sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente.

Analizzando la ridistribuzione del valore aggiunto, emerge che il dato relativo al valore aggiunto globale conferma il trend di crescita degli anni precedenti. Crescono due voci, in particolare. La prima è la remunerazione della pubblica amministrazione, per via delle maggiori imposte dettate dal miglior rendimento del portafoglio titoli. La seconda è la remunerazione dell’azienda: nel 2019, la Casa della carità ha effettuato accantonamenti per 145.000 € mentre nel 2018 non ve ne erano stati; anzi, erano stati usati accantonamenti fatti negli anni precedenti.

Trattamenti pensionistici e assistenza sanitaria integrativa

(201-3) (G4-EC3)

Tutti i dipendenti hanno scelto di lasciare il Trattamento di fine rapporto in azienda, ad eccezione di un dipendente e del dirigente, il cui contratto prevede l’utilizzo del TFR come forma di finanziamento per la previdenza complementare. Tutti i dipendenti godono di forme di assistenza sanitaria integrativa, in base a quanto previsto dai rispettivi contratti collettivi nazionali di lavoro.

Premi di risultato

(201-3) (G4-EC3)

Nel 2019, in seguito a un accordo sindacale, la Fondazione ha erogato a tutti i suoi dipendenti i premi di risultato relativi all’anno 2018. La somma complessiva è stata di circa 25.200 € lordi, pari a un premio di risultato annuale forfettario di 400 € per un dipendente a tempo pieno. L’erogazione del premio è avvenuta in due tranche, ad aprile e agosto. 

Nel 2019, inoltre, è iniziata una sperimentazione di strumenti di welfare aziendale: su richiesta del lavoratore, una parte del premio (a cominciare da una quota minima del 45%) è stata erogata sotto forma di buoni pasto per la mensa della Fondazione in via Brambilla 10.

In mensa – Foto: Marco Garofalo

Trattamento economico nuovi assunti

(202-1) (G4-EC5)

I nuovi assunti nel corso del 2019 sono stati inquadrati nei livelli contrattuali previsti per il tipo di funzione, con la retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento. In un solo caso, un lavoratore neo assunto ha avuto un superminimo (+9,25% rispetto alla retribuzione prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento).  Non vi sono differenze di genere.

Contributi statali

(201-4) (G4-EC4)

La Fondazione ha i benefici fiscali garantiti a tutti gli enti non commerciali. Inoltre, per il ramo Onlus, beneficia degli sgravi previsti dalla normativa vigente per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Nel 2019, secondo quanto previsto dalla legge 205/2017, la Fondazione ha beneficiato degli sgravi contributivi per l’assunzione a tempo indeterminato o la stabilizzazione di contratti a termine di giovani under 35. Si è trattato di un dipendente per un totale di sgravi contributivi di circa 2.500 €.

Rapporto tra governance e comunità locale

(202-2) (G4-EC6)

Il rapporto tra governance della Casa della carità e comunità locale, che si calcola tenendo conto della sede della Fondazione nel Comune di Milano e delle località di residenza dei componenti della governance (composta da 16 persone e già identificata nel paragrafo del rendiconto sociale), si conferma molto forte: il 75% dei componenti risiede tra il Comune e la Città Metropolitana di Milano. 

Catena di fornitura

(102-9) (G4-12)

La catena di fornitura della Casa della carità è ampia e variegata, ma le forniture più rilevanti dal punto di vista economico sono un numero ridotto. In particolare, riguardano l’acquisto di servizi di ristorazione destinati a ospiti, lavoratori e volontari della Fondazione, servizi per la raccolta fondi e attività di manutenzione degli immobili e delle strutture che la Casa della carità possiede o gestisce. 

Rapporto tra fornitori e comunità locale

(204-1) (G4-EC9)

La catena di fornitura della Casa della carità è ampia e variegata, ma le forniture più rilevanti dal punto di vista economico sono un numero ridotto. In particolare, riguardano l’acquisto di servizi di ristorazione destinati a ospiti, lavoratori e volontari della Fondazione, servizi per la raccolta fondi e attività di manutenzione degli immobili e delle strutture che la Casa della carità possiede o gestisce. 

Con quasi il 60% dei fornitori collocati nel Comune di Milano e un ulteriore 13% nella Città Metropolitana, la Fondazione conferma il suo già stretto rapporto con la comunità locale, generando positive ricadute economiche sul territorio nel quale opera. Il dato 2019 è in linea con quelli degli anni precedenti. 

Criteri di valutazione dei fornitori

(414-1)

La Fondazione è dotata di una procedura per valutare i propri fornitori, avviata nel 2016. A ciascun fornitore viene somministrato un questionario, compilato dal legale rappresentante dell’ente al quale vengono allegati alcuni documenti, tra cui la copia dell’Iscrizione Registro imprese C.C.I.A.A., del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) e della polizza assicurativa. Vengono inoltre richieste informazioni sulla struttura organizzativa dell’impresa, sulle modalità di pagamento, sul Modello di organizzazione, gestione e controllo (D.Lgs. 231/2001) e sui sistemi di gestione aziendali per la qualità (UNI EN ISO 9001), per la sostenibilità ambientale (UNI EN ISO 14001) e per la sicurezza (OHSAS 18001). Infine, tra le caratteristiche che vengono prese in considerazione per redigere la valutazione del fornitore, puntualità, flessibilità e prezzo vengono prese in maggiore considerazione, dato il tipo di attività che svolge la Fondazione, spesso legate a urgenze ed emergenze.

Profilo di rischio del portafoglio

Il profilo di rischio della Casa della carità, secondo il quale vengono gestiti i titoli che compongono il patrimonio della Fondazione, è approvato dal Consiglio di Amministrazione. È un documento all’interno del quale sono stabiliti i criteri, di natura finanziaria ed etica, secondo i quali la Casa della carità effettua i suoi investimenti. Si sottolinea, in particolare, tra i limiti di responsabilità sociale, l’attenzione rivolta agli emittenti di titolo azionari e obbligazionari compresi nell’universo investibile fornito da Etica Sgr.

Rendiconto ambientale

A partire dal Bilancio di sostenibilità 2014, la Casa della carità ha iniziato un’attività di monitoraggio del suo impatto ambientale, che è proseguita anche negli anni successivi.

Consumi

(302-1 | 302-2 | 302-3) (G4-EN3 | G4-EN4 | G4-EN5)

Il principale fattore che incide sui consumi della Fondazione è il servizio docce. Il consumo d’acqua e metano è aumentato a causa di un maggior numero di prestazioni erogate nel corso dell’anno.

Per il Bilancio di sostenibilità, si è scelto di realizzare una versione digitale del documento, per evitare consumi di carta.

Descrizione e prestazione della flotta aziendale

(302-3 | 302-3) (G4-EN5 | G4-EN30)

La flotta aziendale della Casa della carità, a disposizione di operatori e volontari secondo determinate procedure, è composta da:

  • Fiat Doblò (7 posti – immatricolazione: 2014)
  • Fiat Ducato (camper, 4 posti – immatricolazione: 2000)
  • Ford Transit (furgone cassonato, 3 posti – immatricolazione: 2010)
  • Volkswagen Golf (5 posti – immatricolazione: 2012)
  • Peugeot Vogue (motociclo 50 cc, 1 posto – immatricolazione: 2012)
  • Volkswagen Transporter (9 posti- immatricolazione: 2003)
  • Volkswagen Transporter Combi (9 posti – immatricolazione: 2014)

Rifiuti

(306-2) (G4-EN23)

Il conteggio dei rifiuti prodotti è basato sul sistema utilizzato per la raccolta: sacco trasparente neutro per rifiuti generici, sacco giallo per plastica e metallo, cassonetto per vetro, cassonetto per carta e cartone, cassonetto per rifiuti organici/umido domestico.

Nel 2019, la Fondazione, ha ridotto la produzione di tutti i tipi di rifiuti. Il risultato è dettato dal minor numero di persone ospitate rispetto all’anno precedente. Fanno eccezione carta e cartone: la maggior quantità di questo tipo di rifiuti è dettata da una miglior raccolta differenziata. I rifiuti speciali come toner e farmaci vengono smaltiti tramite un fornitore specializzato che li ritira presso la sede della Fondazione.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

English version

Resta in contatto

Visita il sito della Casa della carità, consulta la pagina Contatti oppure seguici sui social.