Metodologia: come e perché fare un Bilancio di sostenibilità

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Periodo e perimetro del bilancioCoinvolgimento degli stakeholderMatrici di materialitàAsseverazione del bilancio

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Il Bilancio di sostenibilità 2017 della Casa della carità si inserisce all’interno di un progetto pluriennale iniziato con il Bilancio di sostenibilità 2014 e proseguito con le edizioni 2015 e 2016. Quest’ultima è stata la prima a essere asseverata.  Obiettivo del percorso è comunicare in maniera efficace le attività e i risultati della Fondazione a tutti i suoi stakeholder.

Tutti i quattro documenti sono stati realizzati attraverso un processo che ha coinvolto l’intera Fondazione, seguendo le Linee guida per il reporting di sostenibilità della Global Reporting Initiative (GRI) nella versione più aggiornata GRI-G4, e in funzione del relativo supplemento per il settore delle organizzazioni non governative (G4 Sector disclosures – NGO). Il livello di aderenza allo standard GRI-G4, scelto dalla Fondazione per la redazione del presente documento, è “in accordance – Core”. A questo link è disponibile una tabella con l’elenco degli indicatori previsti dallo standard GRI-G4 e le corrispondenti sezioni del documento nel quale sono rendicontati. Il percorso pluriennale di lavoro per il Bilancio di sostenibilità è stato deciso dal Consiglio di amministrazione della Fondazione, che ha approvato il testo della presente versione nel corso della riunione del 21 giugno 2018.

Periodo e perimetro del bilancio

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Il presente bilancio si riferisce a dati e prestazioni avvenute nel corso dell’anno solare 2017; tuttavia, per garantire nel tempo il rispetto del principio di comparabilità dei dati e delle informazioni in esso riportati, ove possibile, sono stati rendicontati dati relativi anche agli anni 2015 e 2016. Il perimetro del bilancio comprende le attività della Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” (d’ora in poi, chiamata semplicemente “Casa della carità” o “Fondazione”), che opera sul territorio della Città Metropolitana di Milano, e quelle di altre realtà a essa vicine. Per definire il livello di inclusione di queste ultime, sapendo che per realtà si intende un organismo, struttura o singola organizzazione legalmente riconosciuta anche in assenza identità giuridica, sono stati presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • il livello di controllo/influenza sulla realtà considerata, in termini giuridici e finanziari;
  • il livello di controllo/influenza sulle attività gestionali e organizzative della realtà considerata;
  • il grado e la significatività dell’impatto ambientale, economico e sociale prodotto dalla realtà sulla Fondazione.

Più in dettaglio, per cercare di capire quale livello di vicinanza abbia una entità con la Casa della carità si è deciso di definire tre livelli di ingresso, qui sotto riportati.

  • Entità controllate – entità sulle quali la Casa della carità esercita controllo diretto, ovvero il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali e di recepire il beneficio economico; ad esempio viene considerata entità controllata giuridicamente e/o finanziariamente quella sulla quale la Casa della carità detiene potere di voto superiore al 50%.
  • Entità con influenza significativa – entità sulle quali la Casa della carità partecipa alla determinazione delle politiche finanziarie/gestionali ma senza averne il controllo; ad esempio società controllate tra il 20% ed il 50%.
  • Entità con influenza – entità non controllate e senza influenza significativa da parte della Casa della carità, ma in presenza di una o più delle le seguenti caratteristiche
    • sono associate a sfide importanti per la Casa della carità;
    • influenzano i dati sulle performance della Casa della carità;
    • sono significative per il contributo alla soluzione dei dilemmi sulla sostenibilità.

Per facilitare e per oggettivare la decisione finale di inclusione è stato applicato il seguente albero delle decisioni.

ALBERO DELLE DECISIONI

In particolare, sono state prese in considerazione cinque realtà con i seguenti risultati:

  • Associazione Volontari Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione (leggi).
  • Associazione Amici Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione (leggi).
  • Associazione Articolo 21: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione (leggi).
  • Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA): rendiconto non necessario.
  • Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS): rendiconto non necessario.

Dal 2014 al 2017, il perimetro del bilancio è rimasto il medesimo. Allo stesso modo, non sono cambiati gli obiettivi della pubblicazione e, laddove si sono aggiunte nuove informazioni e ulteriori indicatori, lo si è fatto con l’obiettivo di avere una maggiore chiarezza e completezza.

Coinvolgimento degli stakeholder

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La Casa della carità è al centro di una fitta rete di contatti e collaborazioni. La mappatura e la selezione degli stakeholder, attività cominciate nel 2014 e proseguite negli anni seguenti, sono state improntate alla scelta di criteri efficaci per poter ridurre la complessità delle relazioni e dei rapporti di interesse. Si è trattato di un processo che è partito da una prima semplificazione della struttura in due macro categorie che riguardano le due principali attività della Casa della carità, ovvero, l’Accoglienza e l’Accademia. Queste due entità della Fondazione, pur nelle proprie differenze strutturali, portano avanti una serie di progetti in stretta collaborazione, una peculiarità che si riflette nella presenza di numerosi stakeholder comuni. Fatta questa prima importante distinzione, a cominciare dal lavoro preparatorio del Bilancio di sostenibilità 2014, si è passati alla suddivisione dettagliata delle attività e dei progetti in essere e, per quanto riguarda gli stakeholder, alla definizione delle principali tipologie di portatori di interesse.

MAPPATURA PER GRUPPI DEGLI STAKEHOLDER DELLA FONDAZIONE

Stakeholder interni

In una struttura come la Casa della carità i primi stakeholder sono i beneficiari della Casa: le persone ospiti della Fondazione, quelle che usufruiscono dei suoi servizi o che sono seguite all’interno dei suoi progetti, le loro famiglie e i Lavoratori di pubblica utilità (Lpu). A questi vanno aggiunti i lavoratori e i volontari della Casa della carità quindi i donatori, privati e aziende.

Coinvolgere stakeholder come le persone che la Fondazione ospita o aiuta è un processo complesso. La Casa della carità ha avviato da anni un percorso di studio e sperimentazione per misurarne il benessere. In particolare, la Fondazione ha provato a somministrare ai suoi ospiti un questionario per misurarne il benessere e in particolare la salute mentale (GHQ – General Health Questionnaire), con l’idea di sottoporre le domande alle persone ospitate all’inizio e alla fine del loro periodo alla Casa della carità. Nel 2017, il questionario è stato somministrato a 16 ospiti all’inizio dell’ospitalità presso la Casa della carità. Maggiori difficoltà, invece, si sono riscontrare nel fare la stessa procedura alle persone accolte una volta che hanno lasciato la Fondazione. Le difficoltà linguistiche dei cittadini stranieri, le importanti fragilità di alcuni ospiti con problemi psichici o le dimissioni non programmate hanno fatto sì che, nel corso dell’anno, non sia stata effettuata nessuna rilevazione in uscita. Per il 2018, si stanno pensando nuove strategie per affrontare questa criticità, raccogliendo un numero minimo di dati anche in uscita ed evitando di sovraccaricare il lavoro degli operatori.

Per quanto riguarda, invece, lavoratori e volontari, la misurazione del loro benessere e della loro soddisfazione si è intrecciata alle attività di formazione e programmazione previste nel corso dell’anno. All’interno di un percorso in quattro incontri, tutte le equipe di lavoro della Fondazione hanno avuto la possibilità di confrontarsi sugli aspetti positivi e negativi del loro operato.

MATRICE SWOT

In particolare, tutti i componenti dei 19 gruppi di lavoro omogenei che hanno seguito il percorso, hanno compilato individualmente e collegialmente una matrice SWOT. Sono state così individuati, a livello interno, punti di forza e debolezza e, a livello esterno, opportunità e minacce. Quindi, è stato avviato un dialogo per cercare le modalità più efficaci per sfruttare al meglio punti di forza e opportunità e, per contro, lavorare sui punti di debolezza e sulla riduzione delle minacce. Il percorso, iniziato nel mese di ottobre, si concluderà nel 2018 con l’obiettivo ultimo di fornire alla governance della Fondazione una serie di indicazioni dal basso utili non solo per pianificare le attività future della Casa della carità, ma anche per migliorare il benessere e la soddisfazione di lavoratori e operatori.

Stakeholder esterni

Per stakeholder esterni della Casa della carità, invece, si intendono tutti gli enti e tutte le persone che sono alla base del lavoro quotidiano della Fondazione, quali, istituzioni pubbliche amministrative, giudiziarie e sanitarie, istituzioni religiose, aziende  e realtà no profit, enti di istruzione e di formazione, organizzazioni sindacali. Si tratta di stakeholder coinvolti nei percorsi di accoglienza delle persone seguite dalla Fondazione, figure che in diversi modi rispondono ai bisogni di queste ultime: l’assistente sociale, l’avvocato, il medico, il datore di lavoro, il sacerdote, il pastore o l’imam, i docenti, gli impiegati dei Centri di assistenza fiscale e così via… Il lavoro per la stesura del Bilancio di sostenibilità ha portato la Fondazione, a partire dal 2014, a svolgere un ampio lavoro di coinvolgimento degli stakeholder esterni, che si è articolato in tre fasi. Al fine di identificare in maniera globale ed uniforme i vari stakeholder è stata definita la mappatura dei portatori di interesse suddivisi in otto categorie: Enti di istruzione e formazione, Organizzazioni no profit, Istituzioni, Enti religiosi, Enti di formazione ed istruzione, Aziende, Organizzazioni sindacali e Cittadini. È stato quindi elaborato il modello di stakeholder engagement che ha permesso di definire il numero minimo di stakeholder da coinvolgere. Per ogni gruppo si è risposto a 3 domande (metodo del RIR) relative a Responsabilità (della Casa della carità nei confronti degli stakeholder), Influenza (dello stakeholder sulla Casa della carità) e Rilevanza della relazione tra i due. La risultante è una classifica finale che rappresenta l’Intensità di relazione (da A maggiore a G minore, cui va aggiunta la possibilità che il metodo non sia applicabile a quel gruppo di stakeholder perché non sufficientemente numerosi). Per le varie categorie di stakeholder sono state applicate % di riduzione (indicate nella sottostante tabella) in funzione della classifica: i valori sono in forma decrescente, cioè all’abbassarsi della Intensità di relazione, passando cioè da A a G, diminuisce la percentuale di stakeholder da coinvolgere.

TABELLA 53 – PERCENTUALI DI RIDUZIONE DELLA NUMEROSITÀ DEGLI STAKEHOLDER

 ABCDEFG
Percentuale755535251585

Infine sono stati applicati dei coefficienti correttivi (CC) in funzione della numerosità (n°) effettiva del campione, cioè:

  • se n° <5; CC = 1
  • se n° >5 e <30; CC= 0,5
  • se n° >30; CC = 0,25

Sono quindi stati individuati dei temi di interesse ed è stato realizzato un questionario per ciascun gruppo di stakeholder. Alla luce della metodologia sopra esposta e dell’applicazione dei coefficienti di riduzione, sono state individuate le quantità di stakeholder da coinvolgere effettivamente con il questionario. Nella tabella seguente sono riportati il numero di stakeholder da coinvolgere (dopo aver applicato il metodo del RIR ed i CC); a fianco è riportato anche il numero di stakeholder che realmente si sono fatti coinvolgere rispondendo al questionario nel corso del 2016.

TABELLA 54 - NUMERO STAKEHOLDER DA COINVOLGERE E COINVOLTI

   
Numero stakeholder da coinvolgereNumero stakeholder coinvolti
Istituzioni religiose93
Istituzioni amministrative e giudiziarie166
Enti di formazione ed istruzione93
Enti no profit97
Aziende124
Organizzazioni sindacali20
Istituzioni sanitarie127
Cittadini34890

Infine, le risposte raccolte sono la base dalla quale si è partiti per costruire la matrice di materialità, ottenuta incrociando ciò che è di interesse per gli stakeholder esterni con ciò che è di interesse per gli stakeholder interni. Questo strumento, realizzato nel 2016 e considerato valido anche per il 2017 dal momento che gli stakeholder della Fondazione sono cambiati in maniera minima, ha costituito il punto di partenza per la stesura di questa edizione del Bilancio di sostenibilità, con l’intento di approfondire maggiormente ciò che gli stakeholder della Casa della carità considerano più importante.

Matrici di materialità

G4-19 | G4-25 | G4-26 | G4-27

La Matrice di Materialità ha lo scopo di rappresentare argomenti e aspetti dell’attività della Casa della carità (o ad essa correlati) che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder. I temi sono collocati nella matrice su una scala e ordinati in base all’importanza che rivestono per la Casa della carità e per gli stakeholder stessi. La Fondazione ha deciso di realizzare Matrici di materialità differenti per gruppi differenti di stakeholder. La metodologia di costruzione di queste Matrici di materialità è stata tratta e adattata da The Materiality Report Aligning Strategy, Performance and Reporting – AccountAbility and LRQA (November 2006).

QUADRANTI DI MATERIALITÀ

Gli stakeholder mappati sono stati coinvolti direttamente chiedendo loro quanto sentono importanti dei temi legati alle attività della Fondazione, esprimendo una valutazione quantitativa su una scala graduata; alle medesime domande ha risposto anche la struttura della Casa della carità; ne è nata così una matrice che incrocia l’importanza dei temi per entrambe le parti. Nell’analisi della materialità, valutata per ogni categoria di stakeholder, sono stati posizionati i valori medi delle risposte ottenute dallo stakeholder e dagli operatori della Casa della carità in un grafico a dispersione. Al fine di intercettare gli elementi “materiali” verranno presi in considerazione solo le prime 3  combinazioni di risposte che ricadono nei quadranti con le coppie di valori più elevati, ovvero che ricadono, in sequenza decrescente, nei quadranti identificati dai seguenti numeri/colori: 1 =verde 2 = celeste 3 = rosso

Enti di istruzione e formazione

I temi da considerare saranno:

  • Tirocini e stage all’interno della Casa della carità
  • Interventi di sensibilizzazione nelle scuole
  • Interventi di avvicinamento alla lettura nelle scuole e nella biblioteca della Casa della carità sui temi della Casa della carità

Organizzazioni no profit

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Costo economico delle attività realizzate
  • Dialogo interculturale promosso dalla Casa della carità.

Istituzioni

I temi da considerare saranno:

  • Intensità/frequenza comunicativa della Casa della carità sui temi dell’esclusione sociale e migrazione
  • In quale misura i progetti e le attività sono sostenuti da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni
  • Costo economico delle attività realizzate

Enti religiosi

I temi da considerare saranno:

  • Dialogo interreligioso promosso dalla Casa della carità
  • Costo economico delle attività realizzate
  • In che misura i progetti e le attività sono sostenute da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni

Istituzione sanitarie

I temi da considerare saranno:

  • Approccio multidisciplinare ai diversi bisogni della persona
  • I risultati della ricerca scientifica sull’accesso/utilizzo dei servizi sanitari
  • Interventi di prevenzione in ambito sanitario (es. educazione alla salute, MTS …)

Aziende

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Rendiconto sociale ovvero i principali aspetti della performance relativa alle pratiche di resp. sociale
  • Coprogettazione finalizzata alla responsabilità sociale d’impresa.

Cittadini

Per questa categoria si prendono in considerazione i primi 3 temi emersi dal questionario, senza incrocio con i valori espressi dalla Casa della carità:

  1. i costi, le fonti e le modalità di finanziamento delle attività della Casa della carità
  2. le opportunità di fare volontariato
  3. le riflessioni di don Virginio Colmegna sulla spiritualità.

Per completezza, vengono riportati anche gli altri temi presenti nel questionario, che però non verranno presi in considerazione:

  • la descrizione degli eventi aperti al pubblico organizzati dalla Casa della carità
  • la spiegazione delle modalità di aiuto per le persone in difficoltà
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’accoglienza e all’avviamento verso l’autonomia di persone in condizioni di disagio sociale
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’ambito culturale (es. seminari, ricerche, pubblicazioni, convegni)
  • le riflessioni della Casa della carità sui temi di attualità.

Asseverazione del bilancio

G4-33

L’asseverazione del Bilancio di sostenibilità 2017 è stata affidata dalla Casa della carità a CISE – Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico. CISE è un’azienda Speciale della Camera di Commercio della Romagna che supporta imprese e organizzazioni “in un’ottica di sviluppo intelligente, sostenibile, inclusivo, secondo modalità di collaborazione aperta e di rete”, con competenza ed esperienza nel campo dell’asseverazione di report sociali. Dopo che CISE ha asseverato per la prima volta il Bilancio di sostenibilità della Casa della carità nel 2017, la Fondazione ha confermato la sua scelta perché ha valutato molto positivamente la forte esperienza di CISE nel settore no profit e il lavoro svolto per l’edizione precedente.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

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