Metodologia

Metodologia: come e perché fare un Bilancio di sostenibilità

Il Bilancio di sostenibilità è per la Casa della carità uno strumento di rendicontazione, un modo per essere aperti all’esterno, comunicando con tutti i diversi stakeholder della Fondazione.

Periodo e perimetro del bilancioCoinvolgimento degli stakeholderMatrici di materialitàAsseverazione del bilancio

(102-50 | 102-51 | 102-52 | 102-53 | 102-54) (G4-28 | G4-29 | G4-30 | G4-31 | G4-32)

Consulta l’indice dei contenuti GRI

Il Bilancio di sostenibilità 2018 della Casa della carità si inserisce all’interno di un progetto pluriennale iniziato con il Bilancio di sostenibilità 2014 e proseguito con le edizioni 2015,  2016 e 2017. Dal 2016, il Bilancio di sostenibilità è asseverato. Obiettivo del percorso è comunicare in maniera efficace le attività e i risultati della Fondazione a tutti i suoi stakeholder. L’edizione 2018 è stata realizzata attraverso un processo che ha coinvolto l’intera Fondazione, seguendo i principi per il reporting di sostenibilità della Global Reporting Initiative (GRI) nella modalità core e, laddove applicabili, in funzione delle relative specifiche per il settore delle organizzazioni non governative (G4 Sector s NGO).

A questo link è disponibile una tabella con l’elenco degli indicatori previsti dai GRI Standards, le corrispondenti sezioni del documento nel quale sono rendicontati e gli indicatori della precedente versione GRI-G4, seguendo la quale sono state redatte le precedenti edizioni del Bilancio di sostenibilità. Il percorso pluriennale di lavoro per il Bilancio di sostenibilità è stato deciso dal Consiglio di amministrazione della Fondazione, che ha approvato il testo della presente versione nel corso della riunione del 27 maggio 2019.

Periodo e perimetro del bilancio

(102-46 | 103-1 | 102-48 | 102-49) (G4-18 | G4-20 | G4-21 | G4-22 | G4-23)

Il presente bilancio si riferisce a dati e prestazioni avvenute nel corso dell’anno solare 2018; tuttavia, per garantire nel tempo il rispetto del principio di comparabilità dei dati e delle informazioni in esso riportati, ove possibile, sono stati rendicontati dati relativi anche agli anni 2016 e 2017. In alcuni casi, i dati sono relativi al solo 2018 perché riguardano nuovi indicatori oppure indicatori rivisti rispetto a quelli usati nelle precedenti edizioni. In altri casi, sono stati aggiunti i dati relativi agli anni 2015 e 2014 per fornire un quadro ancora più completo.

Il perimetro del bilancio comprende le attività della Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” (d’ora in poi, chiamata semplicemente “Casa della carità” o “Fondazione”), che opera sul territorio della Città Metropolitana di Milano, e quelle di altre realtà a essa vicine. Per definire il livello di inclusione di queste ultime, sapendo che per realtà si intende un organismo, struttura o singola organizzazione legalmente riconosciuta anche in assenza di identità giuridica, sono stati presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • il livello di controllo/influenza sulla realtà considerata, in termini giuridici e finanziari;
  • il livello di controllo/influenza sulle attività gestionali e organizzative della realtà considerata;
  • il grado e la significatività dell’impatto ambientale, economico e sociale prodotto dalla realtà sulla Fondazione.

Più in dettaglio, per cercare di capire quale livello di vicinanza abbia una entità con la Casa della carità si è deciso di definire tre livelli di ingresso, qui sotto riportati.

  • Entità controllate – entità sulle quali la Casa della carità esercita controllo diretto, ovvero il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali e di recepire il beneficio economico; ad esempio viene considerata entità controllata giuridicamente e/o finanziariamente quella sulla quale la Casa della carità detiene potere di voto superiore al 50%.
  • Entità con influenza significativa – entità sulle quali la Casa della carità partecipa alla determinazione delle politiche finanziarie/gestionali ma senza averne il controllo; ad esempio società controllate tra il 20% ed il 50%.
  • Entità con influenza – entità non controllate e senza influenza significativa da parte della Casa della carità, ma in presenza di una o più delle le seguenti caratteristiche
    • sono associate a sfide importanti per la Casa della carità;
    • influenzano i dati sulle performance della Casa della carità;
    • sono significative per il contributo alla soluzione dei dilemmi sulla sostenibilità.

Per facilitare e per oggettivare la decisione finale di inclusione è stato applicato il seguente albero delle decisioni.

Albero delle decisioni

In particolare, sono state prese in considerazione quattro realtà con i seguenti risultati:

  • Associazione Volontari Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione (leggi).
  • Associazione Amici Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione (leggi).
  • Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA): rendiconto non necessario.
  • Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS): rendiconto non necessario.

Dal 2014 al 2018, il perimetro del bilancio è rimasto il medesimo. Allo stesso modo, non sono cambiati gli obiettivi della pubblicazione e, laddove si sono aggiunte nuove informazioni e ulteriori indicatori, lo si è fatto con l’obiettivo di avere una maggiore chiarezza e completezza.

Coinvolgimento degli stakeholder

(G4-19 | G4-25 | G4-26 | G4-27 | G4-37)

La Casa della carità è al centro di una fitta rete di contatti e collaborazioni. La mappatura e la selezione degli stakeholder sono state improntate alla scelta di criteri efficaci per poter ridurre la complessità delle relazioni e dei rapporti di interesse. Si è trattato di un processo che è partito da una prima semplificazione della struttura in due macro categorie che riguardano le due principali attività della Casa della carità, ovvero, l’Accoglienza e l’Accademia. Queste due entità della Fondazione, pur nelle proprie differenze strutturali, portano avanti una serie di progetti in stretta collaborazione, una peculiarità che si riflette nella presenza di numerosi stakeholder comuni. Fatta questa prima importante distinzione si è passati alla suddivisione dettagliata delle attività e dei progetti in essere e, per quanto riguarda gli stakeholder, alla definizione delle principali tipologie di portatori di interesse.

Mappatura per gruppi degli stakeholder della Fondazione

Stakeholder interni

In una struttura come la Casa della carità i primi stakeholder sono i beneficiari della Casa: le persone ospiti della Fondazione, quelle che usufruiscono dei suoi servizi o che sono seguite all’interno dei suoi progetti, le loro famiglie e i Lavoratori di pubblica utilità (Lpu). A questi vanno aggiunti i lavoratori e i volontari della Casa della carità quindi i donatori, privati e aziende. Il lavoro di preparazione del Bilancio di sostenibilità 2018 si è concentrato, in particolar modo, sugli stakeholder interni, seguendo tre direttrici. In tutti e tre i casi, si è trattato di nuove attività, in alcuni casi sperimentali.

Ospiti

La prima attività di coinvolgimento degli stakeholder interni ha riguardato gli ospiti della Casa della carità, e cioè quelle persone che vengono ospitate dai servizi di ospitalità residenziale della Fondazione. Ascoltare gli ospiti è fondamentale per capire meglio i loro bisogni e, quindi, migliorare le attività e la pianificazione strategica. Dopo un confronto con gli operatori che si occupano direttamente di questa attività, si è scelto di utilizzare la tecnica del focus group, perché lascia liberi gli ospiti di esprimersi nel modo più spontaneo possibile e, grazie al confronto tra i partecipanti, consente una migliore comprensione delle opinioni sui temi in discussione. La scelta è ricaduta su questo strumento anche a causa delle difficoltà incontrate in passato nel somministrare dei questionari scritti agli ospiti.

Obiettivo del focus group è stato comprendere il livello di benessere delle persone ospitate dalla Fondazione, con una particolare attenzione su otto temi: cibo, spazi di ospitalità, relazione con operatori e volontari, salute, attività, momenti di festa, spiritualità e prospettive future. Al focus group, che è durato circa due ore, hanno partecipato 10 ospiti, eterogenei per età, genere, nazionalità e periodo di permanenza alla Casa della carità, tutti con le minime competenze linguistiche necessarie per partecipare alla discussione. L’incontro è iniziato con la presentazione di ciascun partecipante, cui è stato chiedo di indicare sul planisfero il proprio paese di origine. Quindi, il confronto vero e proprio è stato introdotto da otto immagini, una per ciascuna area tematica, poste al centro del tavolo per facilitare la comprensione di tutti. Qui di seguito riportiamo una sintesi dei punti emersi per ciascun tema. Per tutela della privacy, gli ospiti verranno identificati con le lettere U per gli uomini e D per le donne e con un numero.

CIBO
Il giudizio sul cibo della mensa è nel complesso positivo, sia sulla quantità sia sulla varietà dei piatti. Viene riscontrata disponibilità ad andare incontro alle esigenze di tutti, anche da parte del personale percepito come meno qualificato. Emerge la necessità di poter usare gli spazi della cucina in maniera autonoma e con orari più flessibili di quelli attuali.
D1: “Mi manca la possibilità non tanto di cucinare ma di fare una tisana un tè, ma capisco che la cucina sia stata chiusa perchè eravamo noi a lasciare sporco”.

SPAZI DI OSPITALITÀ
Complessivamente sono descritti come abbastanza comodi e puliti. Gli aspetti negativi sono legati soprattutto alla capienza delle stanze per gli uomini (in ciascuna stanza vi sono tre letti a castello per un totale di sei posti letto) e alle dimensioni degli armadi, considerati troppo piccoli per tenere in ordine i vestiti.
D1: “C’è chi tutti i giorni fa le pulizie per noi e questo è da apprezzare. Gli orari per spegnere le luci danno il tempo del riposo e quiete”.
U1. “Si va in giro [con i vestiti] tutti stropicciati”
D2: “Le camere sono luoghi preziosi”.
U2: “Sei persone respirano la stessa aria, non è buono”.

RELAZIONE CON OPERATORI E VOLONTARI
I partecipanti concordano nel dire che, come ospiti, vengono accompagnati nel risolvere i loro problemi e che, al bisogno, c’è sempre un operatore o un volontario con cui parlare. Si riscontrano anche alcune lamentele sugli orari degli operatori.
U1: “Si viene seguiti bene”.
U2:  “Ci sarebbe bisogno degli educatori anche di notte”.

SALUTE
Complessivamente, i medici della Fondazione vengono descritti come presenti e disponibili. Qualcuno suggerisce orari di presenza più ampi, anche nel fine settimana.
D1: “Quando sono venuta qui non stavo bene. Ora meglio! Perchè quando ci sono le visite mi accompagnano e ho imparato a prendere le medicine”.

ATTIVITÀ
Gli ospiti dimostrano buona conoscenza delle attività ricreative organizzate dai volontari, mostrando di apprezzarle. Tutti sono al corrente anche del corso di italiano. Al contrario, emerge la necessità, a volte, di avere spazi personali e la criticità di spiegare meglio agli ospiti quali attività culturali avvengono alla Casa.
D2: “Ci sono tante attività. Casomai manca lo spazio per stare da soli in silenzio”

SPIRITUALITÀ
Praticamente tutti i partecipanti concordano nel dire che, alla Fondazione, c’è spazio per la preghiera di ciascuno. Tra chi è religioso, nessuno sostiene di aver mai trovato difficoltà nei modi, luoghi e tempi per pregare.
U1: “Ci si rispetta”.

MOMENTI DI FESTA
Su questo tema, i partecipanti non si sono espressi in maniera netta. Alcuni sostengono che si potrebbero organizzare più momenti di festa.

PROSPETTIVE FUTURE
Il futuro è legato soprattutto al tema del lavoro e, a questo proposito, la maggioranza concorda nel dire che gli ospiti sono seguiti nella ricerca lavoro, a cominciare da momenti di formazione e tirocini, ciascuno secondo le sue capacità.
D2: “C’è la domanda su cosa vorresti fare… perchè uno non pensa a stare qui sempre, anche se stai bene e sei protetto, pensi in prospettiva”
U1: “Avere uno spazio dove vivere stabile mi ha permesso di fare qualcosa e ora ho un lavoretto”.

In conclusione, si è trattato di una prima esperienza sperimentale, ma positiva che, in futuro, ci si propone di replicare e ampliare, coinvolgendo anche ospiti di altri servizi.

Accanto a questa attività specifica di coinvolgimento degli stakeholder interni, viene  sottolineata, infine, l’esistenza di alcuni momenti di riunione tra operatori e ospiti delle attività di ospitalità residenziale. Si tratta di incontri che si svolgono periodicamente e che hanno tra i loro obiettivi l’ascolto dei bisogni delle persone accolte dalla Fondazione.

Persone seguite dalle attività diurne e sul territorio

La seconda attività di coinvolgimento degli stakeholder interni ha riguardato le persone in difficoltà che usufruiscono dei servizi diurni della Fondazione. Anche in questo caso, grazie al confronto con gli operatori, si sono individuati tre servizi dai quali cominciare a misurare la soddisfazione delle persone coinvolte e si è scelta la modalità più adatta per farlo. La scelta è caduta sul servizio di docce e guardaroba, sul laboratorio occupazionale anziani e sul progetto Scegliere insieme la strada di casa, limitatamente a quelle persone che frequentano la sede della Fondazione una volta alla settimana. Lo strumento utilizzato è stata una un sondaggio con dei simboli, per superare le difficoltà linguistiche di molti dei partecipanti.

Per ciascun servizio, sono stati effettuati due sondaggi anonimi, in due momenti diversi dell’anno, che hanno ottenuto complessivamente 405 risposte. Fatte queste necessarie premesse, l’80,2% delle persone interpellate si è detto soddisfatto dei servizi offerti dalla Casa della carità, avendo scelto il simbolo verde della faccina sorridente. Il 16,5% ha scelto il simbolo giallo con la faccina neutra (qui il dato è interpretabile sia in maniera positiva che negativa) e il 3,2% si è detto insoddisfatto, avendo scelto il simbolo rosso con la faccina arrabbiata.

Andando ad analizzare il dettaglio dei servizi selezionati, si è detto soddisfatto il 100% delle persone seguite dal progetto Scegliere insieme la strada di casa, il 78,3% delle persone che hanno usufruito del servizio docce e guardaroba e il 62,8% degli anziani che hanno partecipato al laboratorio occupazionale.

In conclusione, anche in questo caso, si è trattato di una sperimentazione, della quale sono sicuramente evidenti i limiti, ma che rappresenta un primo passo. L’obiettivo, per il 2019, è innanzitutto capire come migliorare l’iniziativa e, poi, valutare se estenderla ad altre attività della Fondazione.

Lavoratori e volontari

La terza attività si è rivolta ai lavoratori e ai volontari della Fondazione. È stato elaborato un questionario in due parti: la prima dedicata alla valutazione del Bilancio di sostenibilità 2017, la seconda alla descrizione dell’anno 2018. Il questionario è stato diffuso attraverso la mail aziendale a 87 lavoratori e 103 volontari della Fondazione. Complessivamente, è stato compilato da 35 persone. Anche in quest’ultimo caso, si è trattato di una novità che ha ottenuto risposte qualitativamente molto positive, ma quantitativamente insufficienti. Per questo, sarà necessario pensare a modalità di coinvolgimento di lavoratori e volontari più efficaci per la prossima edizione del Bilancio di sostenibilità.

Per quanto riguarda i risultati quantitativi del questionario, sono due i dati da sottolineare. Potendo scegliere all’interno di una scala da 1 a 5, la media delle risposte alla domanda “La parte del Bilancio di sostenibilità 2017 dedicata alle attività delle quali ti occupi le descrive bene, a tuo parere?” è stata 4,2 e la media delle risposte alla domanda “Il Bilancio di sostenibilità 2017 descrive bene la Casa della carità, a tuo parere?” è stata 4,4. Le risposte alla domanda “Se dovessi descrivere il tuo 2018 in tre parole, quali sceglieresti?” sono state invece visualizzate nel grafico riportato qui sotto.

Stakeholder esterni

Per stakeholder esterni della Casa della carità si intendono tutti gli enti e tutte le persone che sono alla base del lavoro quotidiano della Fondazione, quali, enti religiosi, istituzioni amministrative, aziende, enti di istruzione o formazione, organizzazioni no profit e della società civile, organizzazioni sindacali, istituzioni sanitarie, istituzioni giudiziarie e media. Nei confronti di questi stakeholder, nel 2018, l’impegno è stato duplice. Da un lato, si è iniziato un nuovo lavoro di coinvolgimento, con l’obiettivo, nelle prossime edizioni, di sostituire quello precedente. Dall’altro, si sono utilizzate le matrici di materialità realizzate nel 2016 perché ritenute ancora valide.

Grazie alle informazioni fornite dai responsabili di area e di servizio della Fondazione, gli stakeholder sono stati contati, suddivisi in nove macrocategorie (Enti religiosi, Istituzioni amministrative, Aziende, Enti di istruzione o formazione, Organizzazioni no profit e della società civile, Organizzazioni sindacali, Istituzioni sanitarie, Istituzioni giudiziarie, Media) e, per ciascuna macrocategoria, sono stati indicati i più rilevanti. Ad esclusione dei mass media, una categoria di stakeholder peculiare, il cui coinvolgimento segue dinamiche differenti ed è curato direttamente dall’ufficio stampa della Fondazione, questo è il risultato della nuova mappatura:

Tabella 38 - Numerosità stakeholder esterni

CategoriaNumerosità
Istituzioni giudiziarie15
Organizzazioni sindacali17
Istituzioni sanitarie38
Istituzioni amministrative40
Enti di istruzione o formazione51
Aziende57
Enti religiosi74
Organizzazioni no profit e della società civile246
Totale538

Si è scelto quindi di cambiare modalità di coinvolgimento degli stakeholder esterni, passando dal questionario utilizzato in passato a dei focus group, per privilegiare l’aspetto qualitativo delle risposte rispetto a quello quantitativo. Sulla base dei dati raccolti  è stata effettuata una selezione dei rappresentanti degli stakeholder più rilevanti da invitare a due focus group, che si sono svolti il 15 e il 16 aprile 2019 e sono stati coordinati da Eugenia Montagnini e da Mariadomenica Cifarelli (Excursus).

I due focus group hanno visto la presenza complessiva di 16 persone per un totale di 15 organizzazioni che a diverso titolo incrociano l’operato della Fondazione; la maggior parte di esse collabora con la Casa della carità in modo stabile e da tempo (almeno 5 anni), avendo così sviluppato sia una conoscenza puntuale sia una visione complessiva della Fondazione.

Ai focus group hanno partecipato rappresentanti dei seguenti enti: Associazione Gruppo Carcere Mario Cuminetti, ATS Milano, CAMST, Caritas Ambrosiana, Comune di Milano – Assessorato alle politiche sociali, Cooperativa Comin, Cooperativa Liberi Muratori, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Fondazione Vodafone Italia, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Liceo Scientifico Statale A. Volta, Opera San Francesco, Ronda della carità e della solidarietà, Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni (USSM) di Milano, Università degli studi di Milano Bicocca.

Utilizzando come stimolo proprio il Bilancio di sostenibilità 2017 (nella sua versione sintetica) sono stati indagati, con le persone intervistate, alcuni aspetti cruciali: gli elementi caratterizzanti e di valore dell’attività della Fondazione e quelli ritenuti, invece, critici, sui quali la Casa della carità  deve investire maggiormente e lavorare nel proprio futuro. È stato dedicato anche un tempo al Bilancio di sostenibilità, inteso come strumento di comunicazione.

Fra i punti di forza della Fondazione, quello riconosciuto dai più è la capacità di “andare verso”: gli operatori della Casa della carità operano sui territori, cercano le persone più fragili senza aspettare che queste bussino alla porta della Fondazione (diversamente da altri enti/servizi). Altro aspetto caratterizzante della Fondazione è la coerenza tra quanto raccontato di sé e quanto effettivamente realizzato: chi incrocia la Casa della carità per lavoro o per supportarne finanziariamente le attività ritiene che tutto ciò sia un tratto qualificante. Infine, il valore che la Fondazione ripone nelle attività culturali rende i suoi servizi e i suoi progetti ancor più efficaci.

Per quanto riguarda le criticità, quella maggiormente riconosciuta dagli intervistati riguardano il lavorare costantemente in emergenza, spesso per un numero insufficiente di operatori e perché le persone fragili da supportare sono in costante aumento. Per quanto riguarda il Bilancio di sostenibilità viene apprezzato il lavoro di qualità e vengono suggerite, per le prossime edizioni, una comunicazione più capillare e una diffusione più ampia dei risultati annualmente raggiunti. Secondo gli intervistati, infatti, il Bilancio di sostenibilità dovrebbe raggiungere non solo gli stakeholder finora individuati, ma un numero più ampio di persone per far conoscere le buone pratiche della Casa della carità e i temi sui quali quotidianamente è chiamata a intervenire.

Le risposte ottenute durante i focus group saranno il punto di partenza per la creazione di una nuova matrice di materialità per la stesura del Bilancio di sostenibilità 2019 della Fondazione. Per quanto riguarda, invece, questa edizione del Bilancio di sostenibilità, si sono utilizzati ancora i risultati del precedente stakeholder engagement, ritenuti ancora validi e qui di seguito riportati.

Il lavoro di coinvolgimento degli stakeholder realizzato nel 2016 si è articolato in tre fasi. Al fine di identificare in maniera globale ed uniforme i vari stakeholder è stata definita la mappatura dei portatori di interesse suddivisi in otto categorie: Enti di istruzione e formazione, Organizzazioni no profit, Istituzioni, Enti religiosi, Enti di formazione ed istruzione, Aziende, Organizzazioni sindacali e Cittadini. È stato quindi elaborato il modello di stakeholder engagement che ha permesso di definire il numero minimo di stakeholder da coinvolgere. Per ogni gruppo si è risposto a 3 domande (metodo del RIR) relative a Responsabilità (della Casa della carità nei confronti degli stakeholder), Influenza (dello stakeholder sulla Casa della carità) e Rilevanza della relazione tra i due. La risultante è una classifica finale che rappresenta l’Intensità di relazione (da A maggiore a G minore, cui va aggiunta la possibilità che il metodo non sia applicabile a quel gruppo di stakeholder perché non sufficientemente numerosi). Per le varie categorie di stakeholder sono state applicate % di riduzione (indicate nella sottostante tabella) in funzione della classifica: i valori sono in forma decrescente, cioè all’abbassarsi della Intensità di relazione, passando cioè da A a G, diminuisce la percentuale di stakeholder da coinvolgere.

Tabella 39 - Percentuali di riduzione della numerosità degli stakeholder

 ABCDEFG
Percentuale755535251585

Infine sono stati applicati dei coefficienti correttivi (CC) in funzione della numerosità (n°) effettiva del campione, cioè:

  • se n° <5; CC = 1
  • se n° >5 e <30; CC= 0,5
  • se n° >30; CC = 0,25

Sono quindi stati individuati dei temi di interesse ed è stato realizzato un questionario per ciascun gruppo di stakeholder. Alla luce della metodologia sopra esposta e dell’applicazione dei coefficienti di riduzione, sono state individuate le quantità di stakeholder da coinvolgere effettivamente con il questionario. Nella tabella seguente sono riportati il numero di stakeholder da coinvolgere (dopo aver applicato il metodo del RIR ed i CC); a fianco è riportato anche il numero di stakeholder che realmente si sono fatti coinvolgere rispondendo al questionario nel corso del 2016.

Tabella 40 - Numero di stakeholder da coinvolgere e coinvolti

 Numero stakeholder da coinvolgereNumero stakeholder coinvolti
Istituzioni religiose93
Istituzioni amministrative e giudiziarie166
Enti di formazione ed istruzione93
Enti no profit97
Aziende124
Organizzazioni sindacali20
Istituzioni sanitarie127
Cittadini34890

Infine, le risposte raccolte sono la base dalla quale si è partiti per costruire la matrice di materialità, ottenuta incrociando ciò che è di interesse per gli stakeholder esterni con ciò che è di interesse per gli stakeholder interni. Questo strumento, realizzato nel 2016 e considerato valido anche per il 2017 dal momento che gli stakeholder della Fondazione sono cambiati in maniera minima, ha costituito il punto di partenza per la stesura di questa edizione del Bilancio di sostenibilità, con l’intento di approfondire maggiormente ciò che gli stakeholder della Casa della carità considerano più importante.

Matrici di materialità

(102-47 | 102-42 | 102-43 | 102-44) (G4-19, G4-25, G4-26, G4-27)

La Matrice di Materialità ha lo scopo di rappresentare argomenti e aspetti dell’attività della Casa della carità (o ad essa correlati) che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder. I temi sono collocati nella matrice su una scala e ordinati in base all’importanza che rivestono per la Casa della carità e per gli stakeholder stessi. La Fondazione ha deciso di realizzare Matrici di materialità differenti per gruppi differenti di stakeholder. La metodologia di costruzione di queste Matrici di materialità è stata tratta e adattata da The Materiality Report Aligning Strategy, Performance and Reporting – AccountAbility and LRQA (November 2006).

QUADRANTI DI MATERIALITÀ

Gli stakeholder mappati sono stati coinvolti direttamente chiedendo loro quanto sentono importanti dei temi legati alle attività della Fondazione, esprimendo una valutazione quantitativa su una scala graduata; alle medesime domande ha risposto anche la struttura della Casa della carità; ne è nata così una matrice che incrocia l’importanza dei temi per entrambe le parti. Nell’analisi della materialità, valutata per ogni categoria di stakeholder, sono stati posizionati i valori medi delle risposte ottenute dallo stakeholder e dagli operatori della Casa della carità in un grafico a dispersione. Al fine di intercettare gli elementi “materiali” verranno presi in considerazione solo le prime 3  combinazioni di risposte che ricadono nei quadranti con le coppie di valori più elevati, ovvero che ricadono, in sequenza decrescente, nei quadranti identificati dai seguenti numeri/colori: 1 =verde 2 = celeste 3 = rosso

Enti di istruzione e formazione

I temi da considerare saranno:

  • Tirocini e stage all’interno della Casa della carità
  • Interventi di sensibilizzazione nelle scuole
  • Interventi di avvicinamento alla lettura nelle scuole e nella biblioteca della Casa della carità sui temi della Casa della carità

Organizzazioni no profit

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Costo economico delle attività realizzate
  • Dialogo interculturale promosso dalla Casa della carità.

Istituzioni

I temi da considerare saranno:

  • Intensità/frequenza comunicativa della Casa della carità sui temi dell’esclusione sociale e migrazione
  • In quale misura i progetti e le attività sono sostenuti da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni
  • Costo economico delle attività realizzate

Enti religiosi

I temi da considerare saranno:

  • Dialogo interreligioso promosso dalla Casa della carità
  • Costo economico delle attività realizzate
  • In che misura i progetti e le attività sono sostenute da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni

Istituzione sanitarie

I temi da considerare saranno:

  • Approccio multidisciplinare ai diversi bisogni della persona
  • I risultati della ricerca scientifica sull’accesso/utilizzo dei servizi sanitari
  • Interventi di prevenzione in ambito sanitario (es. educazione alla salute, MTS …)

Aziende

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Rendiconto sociale ovvero i principali aspetti della performance relativa alle pratiche di resp. sociale
  • Coprogettazione finalizzata alla responsabilità sociale d’impresa.

Cittadini

Per questa categoria si prendono in considerazione i primi 3 temi emersi dal questionario, senza incrocio con i valori espressi dalla Casa della carità:

  1. i costi, le fonti e le modalità di finanziamento delle attività della Casa della carità
  2. le opportunità di fare volontariato
  3. le riflessioni di don Virginio Colmegna sulla spiritualità.

Per completezza, vengono riportati anche gli altri temi presenti nel questionario, che però non verranno presi in considerazione:

  • la descrizione degli eventi aperti al pubblico organizzati dalla Casa della carità
  • la spiegazione delle modalità di aiuto per le persone in difficoltà
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’accoglienza e all’avviamento verso l’autonomia di persone in condizioni di disagio sociale
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’ambito culturale (es. seminari, ricerche, pubblicazioni, convegni)
  • le riflessioni della Casa della carità sui temi di attualità.

Asseverazione del bilancio

(102-56) (G4-33)

L’asseverazione del Bilancio di sostenibilità 2018 è stata affidata dalla Casa della carità a CISE – Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico. CISE è un’azienda Speciale della Camera di Commercio della Romagna che supporta imprese e organizzazioni “in un’ottica di sviluppo intelligente, sostenibile, inclusivo, secondo modalità di collaborazione aperta e di rete”, con competenza ed esperienza nel campo dell’asseverazione di report sociali.

Dopo che CISE ha asseverato il Bilancio di sostenibilità della Casa della carità nel 2016 e nel 2017, la Fondazione ha confermato la sua scelta perché ha valutato molto positivamente la forte esperienza di CISE nel settore no profit e il lavoro svolto per l’edizione precedente.

Per leggere la lettera di asseverazione, clicca qui.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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Nel 2018, con 4.713.135 di euro, la Fondazione ha aiutato 4.609 persone e promosso 164 iniziative culturali grazie a 19.322 donatori, 103 volontari e 126 tra dipendenti e collaboratori.

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