Metodologia

Metodologia

Come e perché fare un Bilancio di sostenibilità

Periodo e perimetro del bilancioCoinvolgimento degli stakeholderMatrici di materialitàAsseverazione del bilancio

(102-50 | 102-51 | 102-52 | 102-53 | 102-54) (G4-28 | G4-29 | G4-30 | G4-31 | G4-32)

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Il Bilancio di sostenibilità 2019 della Casa della carità si inserisce all’interno di un progetto pluriennale iniziato con il Bilancio di sostenibilità 2014. Obiettivo del percorso è comunicare in maniera efficace le attività e i risultati della Fondazione a tutti i suoi stakeholder. 

L’edizione 2019 è stata realizzata attraverso un processo che ha coinvolto l’intera Fondazione, seguendo i principi per il reporting di sostenibilità della Global Reporting Initiative (GRI) nella modalità core e, laddove applicabili, in funzione delle relative specifiche per il settore delle organizzazioni non governative (G4 Sector NGO). 

A questo link è disponibile una tabella con l’elenco degli indicatori previsti dai GRI Standards, le corrispondenti sezioni del documento nel quale sono rendicontati e gli indicatori della precedente versione GRI-G4, seguendo la quale sono state redatte le edizioni del Bilancio di sostenibilità. 

Il percorso pluriennale di lavoro per il Bilancio di sostenibilità è stato deciso dal Consiglio di amministrazione della Fondazione, che ha approvato il testo della presente versione nel corso della riunione del XYZ.

A differenza delle edizioni 2016, 2017 e 2018, questo Bilancio di sostenibilità non è stato asseverato. Si tratta di una scelta temporanea dettata dalla pandemia e dalle condizioni straordinarie in cui questo documento è stato realizzato nel corso del 2020 e per le quali,  rispetto alle edizioni precedenti, ci sono stati alcuni cambiamenti, spiegati nei paragrafi successivi. 

Sempre a causa della pandemia, la Casa della carità si è trovata costretta a posticipare il lavoro di sperimentazione per la valutazione dell’impatto sociale in programma nel primo semestre del 2020. Le attività sono ripartite nell’ottobre del 2020 e i primi risultati verranno rendicontati nel corso dell’anno prossimo.

Periodo e perimetro del bilancio

(102-46 | 103-1 | 102-48 | 102-49) (G4-18 | G4-20 | G4-21 | G4-22 | G4-23)

Il presente bilancio si riferisce a dati e prestazioni avvenute nel corso dell’anno solare 2019; tuttavia, per garantire nel tempo il rispetto del principio di comparabilità dei dati e delle informazioni in esso riportati, ove possibile, sono stati rendicontati i dati relativi anche agli anni 2017 e 2018.

Il perimetro del bilancio comprende le attività della Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” (d’ora in poi, chiamata semplicemente “Casa della carità” o “Fondazione”), che opera sul territorio della Città Metropolitana di Milano, e quelle di altre realtà a essa vicine. Per definire il livello di inclusione di queste ultime, sapendo che per realtà si intende un organismo, struttura o singola organizzazione legalmente riconosciuta anche in assenza di identità giuridica, sono stati presi in considerazione i seguenti aspetti:

  • il livello di controllo/influenza sulla realtà considerata, in termini giuridici e finanziari;
  • il livello di controllo/influenza sulle attività gestionali e organizzative della realtà considerata;
  • il grado e la significatività dell’impatto ambientale, economico e sociale prodotto dalla realtà sulla Fondazione.

Più in dettaglio, per cercare di capire quale livello di vicinanza abbia un’entità con la Casa della carità si è deciso di definire tre livelli di ingresso, qui sotto riportati.

  • Entità controllate – entità sulle quali la Casa della carità esercita controllo diretto, ovvero il potere di determinare le politiche finanziarie e gestionali e di recepire il beneficio economico; ad esempio viene considerata entità controllata giuridicamente e/o finanziariamente quella sulla quale la Casa della carità detiene potere di voto superiore al 50%.
  • Entità con influenza significativa – entità sulle quali la Casa della carità partecipa alla determinazione delle politiche finanziarie/gestionali ma senza averne il controllo; ad esempio società controllate tra il 20% ed il 50%.
  • Entità con influenza – entità non controllate e senza influenza significativa da parte della Casa della carità, ma in presenza di una o più delle le seguenti caratteristiche:
    • sono associate a sfide importanti per la Casa della carità;
    • influenzano i dati sulle performance della Casa della carità;
    • sono significative per il contributo alla soluzione dei dilemmi sulla sostenibilità.

Per facilitare e per oggettivare la decisione finale di inclusione è stato applicato il seguente albero delle decisioni.

Albero delle decisioni

In particolare, sono state prese in considerazione quattro realtà con i seguenti risultati:

  • Associazione Volontari Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione;
  • Associazione Amici Casa della carità: informazioni sulla collaborazione con la Fondazione;
  • Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS): informazioni sulla collaborazione con la Fondazione;
  • Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA): rendiconto non necessario.

Nel 2019, il perimetro del bilancio si è ampliato anche al Centro Ambrosiano di Solidarietà. La storica collaborazione tra la Fondazione e il CeAS, negli ultimi anni, si è andata ulteriormente intensificando e stringendo, grazie a strategie e attività comuni. Pertanto, da questa edizione, il Bilancio di sostenibilità conterrà anche delle informazioni sulla collaborazione tra CeAS e Casa della carità.

Dal 2014 ad oggi, non sono cambiati gli obiettivi della pubblicazione e, laddove si sono aggiunte nuove informazioni e ulteriori indicatori, lo si è fatto con l’obiettivo di avere una maggiore chiarezza e completezza.

Coinvolgimento degli stakeholder

(G4-19 | G4-25 | G4-26 | G4-27 | G4-37)

La Casa della carità è al centro di una fitta rete di contatti e collaborazioni. La mappatura e la selezione degli stakeholder sono state improntate alla scelta di criteri efficaci per poter ridurre la complessità delle relazioni e dei rapporti di interesse. Si è trattato di un processo che è partito da una prima semplificazione della struttura in due macro categorie che riguardano le due principali attività della Casa della carità, ovvero, l’Accoglienza e l’Accademia. Queste due entità della Fondazione, pur nelle proprie differenze strutturali, portano avanti una serie di progetti in stretta collaborazione, una peculiarità che si riflette nella presenza di numerosi stakeholder comuni. Fatta questa prima importante distinzione, si è passati alla suddivisione dettagliata delle attività e dei progetti in essere e, per quanto riguarda gli stakeholder, alla definizione delle principali tipologie di portatori di interesse.

Mappatura per gruppi degli stakeholder della Fondazione

Il lavoro di coinvolgimento degli stakeholder, che era stato pianificato nel primo quadrimestre del 2020, è stato particolarmente influenzato dalle conseguenze della pandemia.

Stakeholder interni

Le attività di coinvolgimento degli stakeholder rivolte agli ospiti, alle persone seguite dalle attività diurne e sul territorio sono state realizzate solo in minima parte. In un momento di particolare difficoltà, si è deciso che sarebbe stato inopportuno, oltre che poco utile, effettuare questionari e focus group e si è scelto quindi di rimandarli all’anno successivo. Anche il questionario per lavoratori e volontari ha risentito della situazione: è stato spedito nel mese di marzo e molte delle attività pensate per aumentare il numero di risposte rispetto all’anno precedente non sono state possibili. Il numero di risposte ottenute, quindi, è stato talmente limitato da non essere considerato rappresentativo.

Stakeholder esterni

Per stakeholder esterni della Casa della carità si intendono tutti gli enti e tutte le persone che sono alla base del lavoro quotidiano della Fondazione, quali enti religiosi, istituzioni amministrative, aziende, enti di istruzione o formazione, organizzazioni no profit e della società civile, organizzazioni sindacali, istituzioni sanitarie, istituzioni giudiziarie e media.

Le conseguenze della pandemia non hanno consentito di proseguire il lavoro di coinvolgimento che era stato iniziato nel 2018 e che avrebbe dovuto sostituire il precedente.

A seguire, vengono quindi presentate le attività di coinvolgimento realizzate nel 2016, che hanno portato alle matrici di materialità usate anche per questa edizione del Bilancio di sostenibilità.

Il lavoro di coinvolgimento degli stakeholder realizzato nel 2016 si è articolato in tre fasi. Al fine di identificare in maniera globale ed uniforme i vari stakeholder è stata definita la mappatura dei portatori di interesse suddivisi in otto categorie: Enti di istruzione e formazione, Organizzazioni no profit, Istituzioni, Enti religiosi, Enti di formazione ed istruzione, Aziende, Organizzazioni sindacali e Cittadini. È stato quindi elaborato il modello di stakeholder engagement che ha permesso di definire il numero minimo di stakeholder da coinvolgere. Per ogni gruppo si è risposto a 3 domande (metodo del RIR) relative a Responsabilità (della Casa della carità nei confronti degli stakeholder), Influenza (dello stakeholder sulla Casa della carità) e Rilevanza della relazione tra i due. La risultante è una classifica finale che rappresenta l’Intensità di relazione (da A maggiore a G minore, cui va aggiunta la possibilità che il metodo non sia applicabile a quel gruppo di stakeholder perché non sufficientemente numerosi). Per le varie categorie di stakeholder sono state applicate percentuali di riduzione (indicate nella sottostante tabella) in funzione della classifica: i valori sono in forma decrescente, cioè all’abbassarsi della Intensità di relazione, passando cioè da A a G, diminuisce la percentuale di stakeholder da coinvolgere.

Tabella 39 - Percentuali di riduzione della numerosità degli stakeholder

 ABCDEFG
Percentuale755535251585

Infine sono stati applicati dei coefficienti correttivi (CC) in funzione della numerosità (n°) effettiva del campione, cioè:

  • se n° <5; CC = 1
  • se n° >5 e <30; CC= 0,5
  • se n° >30; CC = 0,25

Sono quindi stati individuati dei temi di interesse ed è stato realizzato un questionario per ciascun gruppo di stakeholder. Alla luce della metodologia sopra esposta e dell’applicazione dei coefficienti di riduzione, sono state individuate le quantità di stakeholder da coinvolgere effettivamente con il questionario. Nella tabella seguente sono riportati il numero di stakeholder da coinvolgere (dopo aver applicato il metodo del RIR ed i CC); a fianco è riportato anche il numero di stakeholder che realmente si sono fatti coinvolgere rispondendo al questionario nel corso del 2016.

Tabella 40 - Numero di stakeholder da coinvolgere e coinvolti

 Numero stakeholder da coinvolgereNumero stakeholder coinvolti
Istituzioni religiose93
Istituzioni amministrative e giudiziarie166
Enti di formazione ed istruzione93
Enti no profit97
Aziende124
Organizzazioni sindacali20
Istituzioni sanitarie127
Cittadini34890

Infine, le risposte raccolte sono la base dalla quale si è partiti per costruire la matrice di materialità, ottenuta incrociando ciò che è di interesse per gli stakeholder esterni con ciò che è di interesse per gli stakeholder interni. Questo strumento, realizzato nel 2016 e considerato valido anche per il 2017 dal momento che gli stakeholder della Fondazione sono cambiati in maniera minima, ha costituito il punto di partenza per la stesura di questa edizione del Bilancio di sostenibilità, con l’intento di approfondire maggiormente ciò che gli stakeholder della Casa della carità considerano più importante.

Matrici di materialità

(102-47 | 102-42 | 102-43 | 102-44) (G4-19, G4-25, G4-26, G4-27)

La Matrice di materialità ha lo scopo di rappresentare argomenti e aspetti dell’attività della Casa della carità (o ad essa correlati) che influenzano in modo sostanziale le valutazioni e le decisioni degli stakeholder. I temi sono collocati nella matrice su una scala e ordinati in base all’importanza che rivestono per la Casa della carità e per gli stakeholder stessi. La Fondazione ha deciso di realizzare Matrici di materialità differenti per gruppi differenti di stakeholder. La metodologia di costruzione di queste Matrici di materialità è stata tratta e adattata da The Materiality Report Aligning Strategy, Performance and Reporting – AccountAbility and LRQA (November 2006).

QUADRANTI DI MATERIALITÀ

Gli stakeholder mappati sono stati coinvolti direttamente chiedendo loro quanto sentono importanti dei temi legati alle attività della Fondazione, esprimendo una valutazione quantitativa su una scala graduata; alle medesime domande ha risposto anche la struttura della Casa della carità; ne è nata così una matrice che incrocia l’importanza dei temi per entrambe le parti. Nell’analisi della materialità, valutata per ogni categoria di stakeholder, sono stati posizionati i valori medi delle risposte ottenute dallo stakeholder e dagli operatori della Casa della carità in un grafico a dispersione. Al fine di intercettare gli elementi “materiali” verranno prese in considerazione solo le prime 3  combinazioni di risposte che ricadono nei quadranti con le coppie di valori più elevati, ovvero che ricadono, in sequenza decrescente, nei quadranti identificati dai seguenti numeri/colori: 1 = verde; 2 = celeste; 3 = rosso.

Enti di istruzione e formazione

I temi da considerare saranno:

  • Tirocini e stage all’interno della Casa della carità
  • Interventi di sensibilizzazione nelle scuole
  • Interventi di avvicinamento alla lettura nelle scuole e nella biblioteca della Casa della carità sui temi della Casa della carità

Organizzazioni no profit

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Costo economico delle attività realizzate
  • Dialogo interculturale promosso dalla Casa della carità.

Istituzioni

I temi da considerare saranno:

  • Intensità/frequenza comunicativa della Casa della carità sui temi dell’esclusione sociale e migrazione
  • In quale misura i progetti e le attività sono sostenuti da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni
  • Costo economico delle attività realizzate

Enti religiosi

I temi da considerare saranno:

  • Dialogo interreligioso promosso dalla Casa della carità
  • Costo economico delle attività realizzate
  • In che misura i progetti e le attività sono sostenute da donazioni di privati e da contributi di enti e istituzioni

Istituzione sanitarie

I temi da considerare saranno:

  • Approccio multidisciplinare ai diversi bisogni della persona
  • I risultati della ricerca scientifica sull’accesso/utilizzo dei servizi sanitari
  • Interventi di prevenzione in ambito sanitario (es. educazione alla salute, MTS …)

Aziende

I temi da considerare saranno:

  • Rendiconto ambientale, ovvero i principali aspetti legati al rispetto dell’ambiente
  • Rendiconto sociale ovvero i principali aspetti della performance relativa alle pratiche di resp. sociale
  • Coprogettazione finalizzata alla responsabilità sociale d’impresa.

Cittadini

Per questa categoria si prendono in considerazione i primi 3 temi emersi dal questionario, senza incrocio con i valori espressi dalla Casa della carità:

  1. i costi, le fonti e le modalità di finanziamento delle attività della Casa della carità
  2. le opportunità di fare volontariato
  3. le riflessioni di don Virginio Colmegna sulla spiritualità.

Per completezza, vengono riportati anche gli altri temi presenti nel questionario, che però non verranno presi in considerazione:

  • la descrizione degli eventi aperti al pubblico organizzati dalla Casa della carità
  • la spiegazione delle modalità di aiuto per le persone in difficoltà
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’accoglienza e all’avviamento verso l’autonomia di persone in condizioni di disagio sociale
  • le attività e i progetti della Casa della carità relativi all’ambito culturale (es. seminari, ricerche, pubblicazioni, convegni)
  • le riflessioni della Casa della carità sui temi di attualità.

Asseverazione del bilancio

(102-56) (G4-33)

Dal 2016, la Fondazione affida l’’asseverazione del Bilancio di sostenibilità 2018 a CISE – Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico. CISE è un’azienda Speciale della Camera di Commercio della Romagna che supporta imprese e organizzazioni “in un’ottica di sviluppo intelligente, sostenibile, inclusivo, secondo modalità di collaborazione aperta e di rete”, con competenza ed esperienza nel campo dell’asseverazione di report sociali.

Quest’anno, Casa della carità ha scelto di non asseverare il Bilancio di sostenibilità poiché non è stato possibile, a causa della pandemia, realizzare tutte le attività che avrebbero consentito alla Fondazione di affrontare l’asseverazione in maniera adeguata, in particolar modo per quanto riguarda il coinvolgimento stakeholder.

Si tratta, però, di una scelta straordinaria e temporanea, dal momento che la Casa della carità crede fortemente nel valore del processo di asseverazione e nei benefici che porta a livello di organizzazione e trasparenza.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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