Fondazione: una Casa, tante Persone

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ValoriStoriaOrganizzazioneStakeholderComunicazione e Raccolta Fondi

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è un’organizzazione che ha sede nel quartiere periferico di Crescenzago e che il suo fondatore, l’allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, ha voluto come luogo di accoglienza e di cura delle persone più fragili e disagiate e, allo stesso tempo, come laboratorio capace di promuovere cultura e socialità proprio a partire dalle storie e dal vissuto dei tanti che ogni giorno frequentano la Casa.

Le due aree di intervento della Fondazione sono, quindi, l’Accoglienza e l’Accademia. Nell’Accoglienza sono comprese le numerose attività di ospitalità, di servizio e di sostegno a favore di chi è in difficoltà. Nell’Accademia sono riunite le diverse attività e iniziative culturali rivolte all’intera cittadinanza.

Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna, sacerdote con una lunga esperienza di lavoro e intervento al fianco dei più poveri nell’area metropolitana milanese, scelto dal cardinal Martini per guidare la Casa della carità fin dalla sua costituzione.

A destra, don Colmegna con il Cardinal Martini, in visita alla Casa della carità nel 2005

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è una fondazione di religione e di culto. Al suo interno opera un ramo Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) dedicato alle sole attività sociali dell’Accoglienza.

La Fondazione è iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Milano, (numero d’ordine 393 della pagina 648 del volume 2°), all’anagrafe unica delle Onlus (protocollo n. 0933) e alla prima sezione del Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati (art. 54 DPR 18 ottobre 2004 n. 334 – numero di iscrizione A/915/2014/MI).

La Fondazione opera sul territorio della città di Milano e della Regione Lombardia.

Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”
Sede legale e operativa: via Francesco Brambilla, 8/10 – 20128 – Milano
Anno di costituzione: 2002 | Anno di inizio attività: 2004
Codice fiscale: 97316770151| Partita IVA: 08241220964

Valori

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La Casa della carità crede nella dignità e unicità di ogni persona, nel valore dell’ascolto, nell’importanza della relazione. L’impegno della Fondazione è per una società che promuove i diritti di tutti i cittadini e contrasta la politica dello scarto, che danneggia le singole persone e l’intero pianeta.

Le persone accolte dalla Fondazione, per le loro storie e le loro fragilità, sono cittadini che faticano a trovare una collocazione in strutture d’altro tipo. Nella Casa della carità, invece, trovano una sistemazione non solo accogliente ma soprattutto capace di rispondere ai loro bisogni.

A tutti i suoi ospiti la Casa propone progetti personalizzati e flessibili di accompagnamento e in questo percorso, senza mai sostituirsi a loro ma tenendo conto della storia e del vissuto di ognuno, mette in campo competenze educative, sociali, mediche e psichiatriche, giuridiche e relazionali, con l’obiettivo di ridare autonomia a chi è temporaneamente accolto e promuovere il suo rientro attivo nella società. Tutto ciò nella convinzione che l’attenzione ai bisogni delle persone più fragili ed escluse significa produrre benessere ed inclusione, coesione e sicurezza per tutta la società.

Il progetto Proviamociassieme – Foto: Marco Garofalo

Lo stile della Casa della carità è laico, inclusivo e basato sul dialogo. Le radici di questa impostazione affondano nel Vangelo e nel dettato della lettera pastorale Farsi Prossimo, scritta dal cardinal Martini nel 1985 ed esplicitamente richiamata nello statuto della Fondazione.

Nel rispetto del mandato del cardinal Martini, la Fondazione alterna interventi in convenzione con le istituzioni a interventi in gratuità, da sempre un tratto qualificante del suo agire, completamente finanziati dai contributi di enti privati e dalle donazioni dei cittadini.

Grazie alle azioni in convenzione, sostenute da fondi pubblici, la Casa della carità si inserisce nel sistema di welfare cittadino con l’idea di dare una valenza pubblica al suo operato, da sempre inteso come servizio all’intera città. Grazie alle azioni in gratuità, la Fondazione è in grado di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di reagire in modo rapido ed efficace di fronte alle diverse emergenze metropolitane e di sperimentare nuove soluzioni, per poi restituirle alle istituzioni perché vengano rese strutturali all’interno proprio del sistema di welfare.

Un’altra intuizione che il cardinale Martini ha lasciato in dote alla Fondazione è la convinzione che dalla conoscenza, dall’ascolto e dalla relazione con le fasce più fragili della popolazione nascano idee importanti per tutta la cittadinanza, proposte utili alla collettività, riflessioni capaci di interloquire con l’intera società.

Coltivando questa preziosa indicazione, la Casa della carità si occupa di accoglienza e di cultura fin dalla sua nascita nel 2004, quando hanno preso il via le attività sociali ed è stato ospite della Fondazione per un convegno il sociologo Zygmunt Bauman: da allora, attraverso l’Accoglienza e l’Accademia, le attività della Fondazione procedono lungo percorsi che si intrecciano, si contaminano e si arricchiscono a vicenda.

Donatori

Dal punto di vista dei proventi, la Casa della carità vive grazie a due fonti principali: da un lato, le convenzioni e i progetti con le istituzioni; dall’altro, i contributi di enti e le donazioni dei cittadini. Tutte le attività sociali e culturali non coperte da finanziamenti pubblici, come i servizi di docce e guardaroba, l’ospitalità di persone con storie complesse,  i corsi di italiano per adulti e l’accompagnamento scolastico per i bambini,  solo per fare alcuni esempi, sono possibili grazie al contributo dei donatori. Nel 2017, hanno sostenuto la Casa della carità 14.631 donatori. Grazie anche a loro, la Fondazione ha potuto aiutare 5.553 persone in gravi difficoltà e lanciare nuovi progetti di accoglienza per chi nessuno accoglie.

Una famiglia ospite della Casa – Foto: Marco Garofalo

Volontari

All’interno della Casa della carità, i volontari ricoprono un ruolo strutturale e vitale. A seconda delle disponibilità e delle inclinazioni di ciascuno, sono coinvolti in un ampio spettro di attività, con ruoli e responsabilità differenti. Il loro impegno è coordinato dall’Associazione Volontari Casa della carità, alla quale sono tutti regolarmente iscritti. Nel 2017, sono 100 i cittadini che si sono impegnati come volontari alla Casa della carità, di cui 51 donne e 49 uomini. Nel corso dell’anno, 25 nuovi volontari hanno iniziato a prestare servizio alla Casa della carità.

14.631Donatori 100Volontari 113Lavoratori

Lavoratori

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I lavoratori della Casa della carità sono animati da passione e dedizione e, con il loro eterogeneo patrimonio di competenze e professionalità, rappresentano una delle principali risorse della Fondazione. Complessivamente, nel corso di tutto il 2017, le attività della Casa della carità sono state realizzate grazie al lavoro di 113 persone, di cui 58 uomini e 55 donne. Tra questi, si contano 91 dipendenti, 68 dei quali con un contratto a tempo indeterminato. I consulenti sono stati invece 13, mentre i collaboratori 9.

TABELLA 1 - LAVORATORI

 201720162015
Dipendenti - UNEBA828676
Dipendenti - Commercio777
Dipendenti - Giornalisti211
Co. co. co.3512
Collaborazioni occasionali656
Prestazioni occasionali accessorie044
Partite IVA131314
Totale113121120

Storia

2017

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Per la Casa della carità, il 2017 è stato un anno all’insegna della continuità e della crescita, un anno di transizione e riflessione, un anno segnato da numerose conferme, ma anche da alcune importanti novità.

Il 2017 è stato il primo anno dopo la conclusione del piano strutturale triennale lanciato nel 2014 e ha confermato le indicazioni positive in materia di sostenibilità economica già emerse in precedenza.

Per il quarto anno consecutivo, la Fondazione ha chiuso il bilancio economico con numeri in crescita e con un leggero utile, a fronte di un incremento dei posti di ospitalità e di un netto aumento delle iniziative culturali.

Per quanto riguarda le attività sociali, sono stati confermati tutti i progetti avviati nel corso dell’anno precedente e sono state rinnovate le collaborazioni della Fondazione, soprattutto quella strategica con il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS). Non solo: dopo un lungo lavoro preparatorio, a settembre è stato inaugurato un nuovo spazio di ospitalità residenziale, chiamato La Tillanzia, che consente alla Casa della carità di avere a disposizione 40 posti letto aggiuntivi dedicati a donne e bambini. Si tratta di un progetto in cui la Fondazione ha investito molto, per replicare in una nuova struttura il suo stile di accoglienza incentrato sulla relazione, per lavorare sul e con il territorio nel quale opera e, dal momento che la nuova comunità ha sede all’interno di un edificio scolastico, per dare una forte dimensione educativa alla sua azione sociale in favore delle fasce più fragili della popolazione.

Don Colmegna, al centro, riceve l’Ambrogino d’oro dal Sindaco Sala, a destra.

Sul fronte culturale, è cresciuto sia il numero delle iniziative dell’Accademia sia il pubblico coinvolto che, superando quota 6.000 persone, è quasi raddoppiato rispetto al 2016. A determinare questo incremento è stata, in particolare, la campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene, di cui la Fondazione è stata uno dei promotori a livello nazionale. La campagna, nata dall’esperienza concreta della Casa della carità coi migranti, è riuscita a raccogliere oltre 85.000 firme in favore di una legge di iniziativa popolare per modificare l’attuale norma italiana sui flussi migratori. Ed è stata, per la Fondazione, un’esperienza nuova e ricca di spunti di riflessione importanti culminata nella consegna dell’Ambrogino d’oro del Comune di Milano al presidente don Virginio Colmegna.

Lungo tutto il corso dell’anno è proseguito il confronto sul futuro della Casa della carità, iniziato nel 2016. ln particolare, il percorso ha seguito due direzioni. La prima è stata un lavoro sul nuovo organigramma della Fondazione, che si è intrecciato con la formazione di lavoratori e volontari. La seconda ha riguardato nello specifico le attività culturali della Casa della carità e l’assetto dell’Accademia. L’idea di fondo è stata cogliere internamente l’opportunità esterna dettata dalla progressiva entrata in vigore della Riforma del Terzo settore. In entrambi i casi, i risultati del percorso verranno sottoposti al nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione, che è stato nominato ne mese di gennaio 2018.

 


Organizzazione

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I garanti della Fondazione Casa della carità sono il Sindaco e l’Arcivescovo di Milano. Si tratta di una precisa scelta del Cardinal Martini, presa per sottolineare il coinvolgimento delle autorità civili e religiose della città nell’operato della Casa della carità e il fatto che la Fondazione sia al servizio dell’intera collettività milanese. Ai garanti compete la nomina del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, entrambi organismi di durata quinquennale, rieleggibili.

Il Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri che, secondo lo Statuto della Fondazione, vengono scelti per la loro esperienza in ambito sociale e amministrativo. Il Consiglio di amministrazione cura la programmazione e l’attuazione delle iniziative della Fondazione, approva il bilancio nelle forma preventiva e consuntiva, delibera gli atti di straordinaria amministrazione. Nel 2017, il il Consiglio di amministrazione si è riunito 6 volte.

Il Consiglio di amministrazione entrato in carica nel 2012 è composto da:

  • don Virginio Colmegna, presidente, designato dall’Arcivescovo di Milano
  • Costanza Bonelli, consigliera, designata dal Vicario Episcopale della città di Milano (da maggio 2014)
  • Gianfranco Crevani, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana;
  • Laura De Rui, consigliera, designata dal Sindaco di Milano;
  • Giuseppe Maria Paolo Garofano, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana.

Il Presidente della Casa della carità ne è il legale rappresentante e ha ampi poteri per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione della Fondazione, che, grazie alla facoltà di delega, viene gestita insieme al Direttore secondo quanto deciso dal Consiglio di amministrazione. Per atti di amministrazione straordinaria, invece, il Consiglio di amministrazione deve chiedere l’autorizzazione alle autorità ecclesiastiche in base alle norme del diritto canonico.

Il Collegio dei revisori è composto da tre persone e ha il compito di garantire la correttezza della gestione amministrativa della Fondazione, controllare la contabilità e l’esattezza del bilancio e presentare la relazione annuale ai garanti. Dal 2012, il Collegio dei revisori è composto da:

  • diacono Alvaro Cappellini, designato dalla Curia arcivescovile della Diocesi di Milano;
  • Fulvio Enrico Moneta Caglio de Suvich, designato dal Sindaco di Milano;
  • Barbara Premoli, designata dal Sindaco di Milano.

I componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori non hanno diritto ad alcun compenso per l’attività svolta. Il compito di convocare il Consiglio di amministrazione spetta al Presidente.

Nel mese di gennaio 2018, l’Arcidiocesi di Milano ha comunicato i nomi dei componenti del nuovo Consiglio di amministrazione e del nuovo Collegio dei revisori.

In particolare, accanto a don Virginio Colmegna, confermato presidente, il Consiglio di amministrazione sarà composto da Gianfranco Crevani (su designazione della Fondazione Caritas Ambrosiana), Luca Luigi Arnoldo Formenton Macola (su designazione del Sindaco di Milano),  Giuseppe Maria Paolo Garofano (su designazione del Vicario episcopale della città di Milano) e Massimo Minelli (su designazione della Fondazione Caritas Ambrosiana). I revisori dei conti saranno Costanza Bonelli (designata dall’Arcivescovo di Milano), Silvia Buono e Andrea Manzoni (entrambi designati dal Sindaco di Milano).

In mensa – Foto: Marco Garofalo

Struttura organizzativa

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Nel 2017, il sistema organizzativo della Fondazione, approvato nel 2015 e aggiornato nel 2016, è stato confermato nel suo impianto. A oggi, quindi, accanto agli organismi politici e di gestione indicati dallo Statuto (il Presidente, il Consiglio di amministrazione e il Collegio dei revisori), il sistema organizzativo della Fondazione si articola su più livelli, come indicato nell’organigramma.

ORGANIGRAMMA AL 31 DICEMBRE 2017

Nel sistema organizzativo della Casa della carità, tre sono i ruoli direttivi. Il Direttore generale svolge un ruolo di collegamento fondamentale tra il livello di decisione politica e quello di gestione tecnica della Fondazione. Inoltre, pianifica, gestisce e controlla lo sviluppo e lo svolgimento delle attività, coordinando i responsabili delle aree operative e delle unità organizzative. Il Direttore generale sovrintende le procedure di verifica della qualità, è responsabile della gestione del personale, del piano operativo e della definizione del budget da sottoporre al Consiglio di amministrazione e della relativa gestione.

Il Direttore per le strategie culturali ha il compito, in sintonia con il Presidente e il Direttore generale, di individuare e definire le strategie culturali della Casa della carità. Coordina inoltre le attività culturali della Fondazione, predispone e attua il piano di formazione interna per operatori e volontari. Il Direttore dell’ospitalità e dell’accoglienza coordina le attività delle rispettive aree oltre a quelle dell’area Emergenze, in sintonia con il Direttore generale e in stretta collaborazione con i responsabili delle aree operative di riferimento.

All’interno di questo quadro, la Presidenza opera a stretto contatto con una macro area della quale fanno parte la Direzione generale, la Direzione per le strategie culturali, la Segreteria di direzione, gli uffici Comunicazione, Fundraising, Progetti e convenzioni. Le attività della Presidenza e dell’intera macro area sono svolte in collaborazione con la Presidenza dell’Associazione Amici Casa della carità e dell’Associazione Volontari Casa della carità. Inoltre, la Direzione generale lavora direttamente con la responsabile dei progetti e delle convenzioni mentre coordina le attività dell’amministrazione, del controllo di gestione, delle risorse umane e della gestione dei sistemi informatici e tecnologici.

Infine, per quanto riguarda le otto aree operative, sono guidate da altrettanti responsabili, che hanno il compito di monitorare gli obiettivi e promuovere delle innovazioni basate sulle competenze acquisite.

Due di questi nel 2017 hanno lasciato il loro incarico e sono stati per questo, temporaneamente sostituiti dal Direttore generale che, da luglio, ha assunto anche l’incarico ad interim di Responsabile della Comunicazione.

Ciascun area operativa è a sua volta suddivisa in unità operative, gestite dai coordinatori dei singoli servizi. I responsabili delle aree operative, per buona parte dell’anno, si sono ritrovati settimanalmente per una riunione con il Presidente, il Direttore generale, il Direttore delle strategie culturali, il Direttore dell’ospitalità e dell’accoglienza, ai presidenti delle associazioni Amici Casa della carità e Volontari Casa della carità, ai responsabili di progetti e convenzioni, della Comunicazione e del Fundraising. La riunione è stata nel corso dell’anno sostituita dal Comitato di direzione, un organo sperimentale con un numero di componenti più ristretto.

Questo cambiamento si è inserito in un più ampio percorso interno di lavoro e sperimentazione in vista dell’approvazione di un nuovo organigramma, che consenta alla Fondazione di affrontare le sfide che la Riforma del terzo settore pone. In quest’ottica, va letto anche il progetto di riorganizzazione delle attività culturali della Casa della carità che, nel 2017, ha preso il via e che porterà ai primi risultati nei primi mesi del 2018.

Modello di organizzazione, gestione e controllo

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Dal 2016, la Casa della carità si è adeguata alle indicazioni contenute nel decreto legislativo 231/2001: da allora, la Fondazione è dotata di un Modello di organizzazione, gestione e controllo composto da Modello Organizzativo, Codice Etico (disponibile a questo link) e Regolamento dell’Organismo di vigilanza.

Nel 2017, sono continuate le azioni informative rivolte ai lavoratori e ai volontari della Fondazione per presentare loro il nuovo modello, disponibile sulla rete intranet della Fondazione e, su richiesta, in versione cartacea. Inoltre, i tre componenti dell’Organismo di vigilanza, Giorgio Faravelli, Mariangela Torrente e Luigi Mapelli hanno proseguito le attività iniziate l’anno precedente. A loro disposizione, il Consiglio di amministrazione ha stanziato un budget annuale di 5.000 €, che è stato gestito in totale autonomia. I membri dell’organismo, invece, svolgono la loro attività a titolo gratuito.

Per segnalare all’Organismo di vigilanza violazioni o presunte violazioni del Modello organizzativo e del Codice etico, è attivo un indirizzo mail al quale i dipendenti possono scrivere: [email protected]. Le segnalazioni vengono raccolte e conservate per un periodo di dieci anni in un apposito archivio digitale e cartaceo, al quale hanno accesso solo i membri dell’Organismo di vigilanza. Ai segnalanti viene assicurata la riservatezza dell’identità, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Fondazione o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede.

L’Organismo di vigilanza verrà rinnovato nel 2018, con l’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione.

Un ospite nella sua stanza – Foto: Marco Garofalo

Certificazioni

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La Fondazione è dotata di certificazione ISO 9001, lo standard di riferimento a livello internazionale per il sistema di gestione della qualità. La conformità della Fondazione ai nuovi standard ISO 9001:2015 è stata certificata nel 2017 da SQS, organizzazione leader di valutazione e certificazione per i sistemi di qualità e management, il cui certificato è valido a livello internazionale tramite la rete di partner IQNet.

Per quanto riguarda, invece, il principio di precauzione, sancito dalla Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo, non risulta applicabile alle attività svolte dalla Fondazione.

Stakeholder

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I primi stakeholder della Casa della carità sono i suoi ospiti e le persone in difficoltà con cui ogni giorno lavora. Poi, si contano donatori, volontari e lavoratori. Quindi, vi è un’ampia rete di realtà, pubbliche e private, con le quali la Fondazione collabora per la realizzazione delle sue attività.

Le prime sono l’Associazione Amici Casa della carità, l’Associazione Volontari Casa della carità e l’Associazione Articolo 21. Il rapporto della Casa della carità con queste tre associazioni è tanto stretto e sinergico che rientrano esse stesse nel perimetro del Bilancio di sostenibilità e quindi verranno presentate in seguito. La Fondazione, inoltre, ha una partnership strategica con il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS). Un’altra collaborazione strategica consolidata è quella con l’iBVA – Istituto Beata Vergine Addolorata, con cui porta avanti un progetto di ospitalità residenziale per famiglie. Dal 2013, grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione fa parte dello SPRAR, il Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati promosso dal Ministero dell’Interno.

La Casa della carità aderisce a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, a fio.PSD la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora. In particolare, Vita Casavola, operatrice della Fondazione e responsabile del progetto Diogene, fa parte del Consiglio direttivo di fio.PSD mentre Donatella De Vito, responsabile area Emergenze della Fondazione, è nel gruppo di lavoro dedicato all’Europa e partecipa, a nome di fio.PSD, al gruppo di lavoro europeo dedicato all’immigrazione di FEANTSA European Federation of National Organisations Working with the Homeless. La Fondazione è tra i promotori di Reti della carità, un percorso nazionale che riunisce decine di realtà impegnate nella lotta alla povertà ed è tra gli enti fondatori dell’associazione Avvocati per Niente, attiva in ambito giuridico, e della Fondazione Triulza.

La Casa della carità è un membro della Campagna Salute Mentale, che riunisce numerose realtà lombarde impegnate nell’ambito della psichiatria, e del coordinato lombardo della campagna Mettiamoci in Gioco che, a livello nazionale, contrasta il gioco d’azzardo patologico. Nel 2017, inoltre, la Fondazione è entrata a far parte del Forum Terzo Settore Milano. A partire dal mese di aprile, la Casa della carità ha collaborato con gli altri promotori nazionali della campagna Ero straniero – L’umanità che fa bene:  ACLI, ARCI, ASGI, A Buon Diritto, Centro Astalli, CILD, CNCA e Radicali Italiani.

Qui di seguito è possibile consultare l’elenco delle principali realtà con cui la Fondazione ha avuto relazioni e collaborazioni nel 2017, suddivise in otto macro categorie: enti con cui la Casa della carità ha stabilito delle Associazioni Temporanee di Impresa (ATI) o delle Associazioni Temporanee di Scopo (ATS), enti sanitari, istituzioni ed enti pubblici, società partecipate del Comune di Milano, enti sanitari, enti culturali, scuole ed enti di formazione, organizzazioni sindacali, enti religiosi e organizzazioni della società civile.

Associazione Amici Casa della carità

L’associazione Amici Casa della carità sostiene le attività della Casa della carità promuovendo progetti di inclusione sociale e iniziative culturali di sensibilizzazione sui temi del disagio e della marginalità. Incoraggia, inoltre, percorsi di multiculturalità e realizza progetti di integrazione e coesione sociale ed è particolarmente attiva nel quartiere di Crescenzago, periferia nord-est di Milano, con progetti rivolti alla popolazione anziana e ai bambini. Tra le iniziative più importanti realizzate nel 2017:
Islam di carta, Islam di carne, un ciclo di quattro incontri per conoscere, capire e dialogare con il mondo arabo-musulmano;
– la presentazione dei libri Gaia di nome (di Laura Romano e Roberto Pozzetti, Edizioni Il Ciliegio, 2016); Il Coraggio delle farfalle (di Christiane Casazza, Vertigo);
– il calendario Colori Metropolitani dedicato al quartiere via Padova-Crescenzago;
– l’incontro Anziani: alimentazione e salute;
– l’avvio del progetto CON-Lieto-FINE, che prevede attività a favore di bambini delle scuole dell’infanzia e primarie del quartiere Adriano-Crescenzago, gli adolescenti stranieri, i minori non accompagnati coinvolti in azioni di alfabetizzazione, gli anziani italiani del territorio in prevalenza soli e in condizioni di disagio.
– l’affiancamento alla Casa della carità su iniziative come la campagna Ero Straniero. L’umanità che fa bene; l’incontro Accoglienza: i territori raccolgono la sfida; i concerti di ClassicAperta in collaborazione con Associazione per MiTo onlus, l’impulso alle attività del network nazionale Reti della carità;
– l’avvio del progetto Abitiamo il futuro promosso dall’associazione SON Speranza oltre noi;
– la realizzazione del progetto Tuteliamoci, che prevede percorsi di supporto alla cura di pazienti stranieri con patologie oncologiche;
– la realizzazione del progetto Pentole e pirati, in collaborazione con l’azienda CAMST, per promuovere una sana e corretta alimentazione tra i bambini delle scuole;
– la realizzazione del progetto Dire, mangiare, progettare, che prevede l’organizzazione di un percorso per la re-invenzione e l’innovazione degli arredi, accessori o utensili che quotidianamente popolano l’ambiente delle mense scolastiche.

www.amicicasadellacarita.org

Reti della carità

Reti della carità è un network nazionale di realtà e associazioni, cui aderiscono anche singole persone, attive sul fronte della lotta alla povertà e dell’inclusione sociale, nato nel 2013 su impulso della Fondazione Casa della carità e dell’associazione Amici Casa della carità, con l’obiettivo di sollecitare il libero confronto tra diverse espressioni del mondo cattolico e laico. Reti della carità riunisce periodicamente i propri aderenti con incontri itineranti che ospitano il confronto delle diverse testimonianze oltre a promuovere il dibattito su temi come politica, cultura, conoscenza di altre religioni, teologia, realtà attuale della Chiesa. Il network condivide documenti, progetti, prese di posizione, riflessioni, proposte, competenze, idee e buone pratiche e li mette a disposizione del dibattito pubblico.

Reti della carità è dotato di un modello organizzativo orizzontale, senza gerarchie né organi dirigenti o cariche sociali. Il network non è un movimento strutturato con responsabili o leader, ma una libera aggregazione senza particolari procedure di ammissione. Nel 2017, Reti della carità ha realizzato il 2° convegno nazionale sul tema Perché accogliere, come accogliere (Roma, 16 ottobre 2017) cui hanno partecipato, tra gli altri, monsignor Corrado Lorefice (arcivescovo di Palermo), Francesco Savino (vescovo di Cassano allo Ionio), Marco Impagliazzo (presidente Comunità Sant’Egidio). Inoltre, nel 2017, sono stati organizzati i seguenti incontri:
Sud e fragilità: giovani, donne, migranti (Napoli, 30 gennaio 2017);
Immigrazione, accoglienza e diritti (Montevarchi (AR), 27 marzo 2017);
Migrazioni: persone e politiche (Milano, 22 maggio 2017);
– partecipazione a Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione (Venezia, 4 ottobre)

www.retidellacarita.org

Volontari Casa della carità

Tutti i volontari della Casa della carità sono soci dell’Associazione Volontari Casa della carità, che svolge un ruolo fondamentale di selezione, coordinamento, motivazione e coinvolgimento dei cittadini che scelgono di dedicare gratuitamente del loro tempo alla Fondazione. In collaborazione con gli operatori della Fondazione, l’Associazione si occupa di accogliere i nuovi volontari, introducendoli nella realtà della Casa della carità, spiegandone la mission e le attività, concordando insieme a loro le modalità di impegno e, infine, inserendoli nel progetto o servizio più adatto o più bisognoso di supporto.

La presenza dei volontari è ampia e variegata, con ruoli e responsabilità differenti: il loro apporto è molto rilevante per il funzionamento della Casa della carità, sia a livello pratico che di riflessione, in qualità di cittadini attivi. La presidenza dell’Associazione è inserita stabilmente nel sistema organizzativo della Fondazione, in un confronto costante con i dirigenti e gli operatori. L’Associazione, inoltre, si occupa della formazione continua dei volontari. Anche nel 2017, parte del percorso formativo è stato svolto insieme ai volontari dell’Associazione Articolo 21 (vedi paragrafo successivo).

Associazione Articolo 21

L’Associazione Articolo 21 è stata fondata all’interno del carcere di Bollate da un gruppo di detenuti, che aveva precedentemente fatto delle esperienze estemporanee di volontariato. L’intento era rendere rendere visibile il loro desiderio di riparare (simbolicamente) il danno arrecato alla società con il loro reati attraverso delle azioni di volontariato in favore delle fasce deboli, ma anche conoscere più direttamente il mondo delle persone in grave difficoltà. Il nome dell’Associazione, nata dopo un incontro alla Casa della carità, trae origine dall’articolo numero 21 dell’ordinamento penitenziario che garantisce la possibilità di uscire temporaneamente dal carcere per svolgere attività lavorative e di volontariato.

Nel gennaio 2013, i membri dell’Associazione hanno iniziato a svolgere attività di volontariato alla Casa della carità, che già collaborava con la casa di reclusione di Bollate, quindi la loro azione si è estesa anche a favore di altre realtà. Questa scelta della Fondazione si inserisce all’interno di un più ampio impegno sul tema del carcere ed è stata presa anche perché in linea con una concezione della pena riparativa e non solo riabilitativa. I volontari dell’Associazione forniscono un prezioso supporto agli operatori della Casa della carità e agli altri volontari in diverse attività. La Fondazione, inoltre, attraverso l’Accademia, si è occupata della formazione sin dall’inizio del progetto e coinvolgendo anche i volontari dell’Associazione Volontari Casa della carità.

Nel 2017, la collaborazione tra la Casa della carità e l’Associazione Articolo 21, ha vissuto tre momenti diversi: da gennaio ad aprile hanno svolto volontariato presso la Fondazione una trentina di soci dell’associazione, quindi le attività sono state sospese fino a fine maggio per problemi interni alla casa di reclusione, infine, la collaborazione è ripresa per tornare a coinvolgere una decina di detenuti.

Comunicazione e raccolta fondi

G4-NGO08 – G4-NGO10

La Casa della carità, fin dai suoi primi anni di attività, ha avuto una particolare attenzione per la comunicazione, intesa in un senso ampio del termine: comunicazione pubblica, rapporti con i media, relazioni con gli stakeholder e attività di raccolta fondi. Esistono quindi un ufficio dedicato alla comunicazione e uno alla raccolta fondi, che operano a stretto contatto tra loro e in maniera trasversale tra le attività sociali e culturali della Fondazione.

Entrambi gli uffici veicolano messaggi fortemente in sintonia con i valori della Fondazione, mettendo sempre al primo posto le persone con cui essa lavora e il rispetto per le loro storie. Inoltre, prestano una forte attenzione ai contenuti, ai linguaggi e alle immagini degli strumenti che utilizzano per raggiungere i loro rispettivi obiettivi, elaborando strategie e tecniche che tengano conto delle istanze etiche e sociali della Casa della carità. Comunicazione e fundraising sono due ambiti necessari al buon funzionamento della Fondazione, ma sono anche gli strumenti con i quale la Casa della carità partecipa al dibattito pubblico e sensibilizza la cittadinanza.

Comunicazione

A partire dalla sua esperienza sociale quotidiana, la Casa della carità propone riflessioni all’interno del dibattito pubblico locale e nazionale, prendendo spesso posizione per voce del suo presidente don Virginio Colmegna. In parallelo a una tradizionale attività di comunicazione esterna, l’ufficio comunicazione della Casa della carità si impegna a dare voce alle tante persone altrimenti invisibili, anche attraverso le storie di vita di quanti sono accolti o seguiti dalla Fondazione. L’obiettivo è trasformare queste storie in momenti di riflessione politica e culturale sui bisogni della città, contribuendo così a riempire di contenuti concreti un dibattito pubblico che non sia urlato, ma costruttivo per la collettività.

Per raggiungere questi obiettivi, l’ufficio comunicazione cura il sito internet della Fondazione e collabora alla gestione di quelli dei suoi partner strategici (CeAS, Associazione Amici Casa della carità e Reti della carità), cura la sua presenza sui social media (Facebook, Twitter, Linkedin, Instagram, YouTube, Flickr e SoundCloud), segue le attività di ufficio stampa, partecipa all’organizzazione degli eventi pubblici e collabora strettamente con l’ufficio Fundraising per le campagne di raccolta fondi. L’ufficio comunicazione, inoltre, in stretta collaborazione con la segreteria, segue la partecipazione ad iniziative pubbliche, la stesura di testi e le relazioni con i media del presidente della Fondazione don Virginio Colmegna.

Anche nel 2017, come negli anni precedenti, l’ufficio si è occupato di tutti gli aspetti della comunicazione del SOUQ Film Festival, compreso l’aggiornamento del sito della manifestazione (www.souqfilmfestival.org ).

TABELLA 2 - IL SITO WWW.CASADELLACARITA.ORG

 casadellacarita.orgerostraniero.casadellacarita.org2017*20162015
Nuove pagine create20111212157214
Visite totali56.56920.87677.44550.51059.329
Prime visite87,50%84,50%86,00%70,6%71,10%
Utenti totali42.03315.58557.61836.44543.160
Pagine visitate146.88544.448191.333144.567167.609
Tempo medio di una visita al sito1'53''1'43''1'48''2'18''2'40''
Pagine medie per visita2,602,132,362,862,83
* I dati relativi al 2017 sono la somma (o la media, a seconda degli indicatori) dei dati relativi al sito www.casadellacarita.org e al sito tematico erostraniero.casadellacarita.org

 

TABELLA 3 - SOCIAL MEDIA (dati al 31/12)

 20172016
Facebook - fans3.2422.413
Twitter - follower2.3221.876
Instagram - follower305228
Youtube - minuti guardati15.41217.040

Ero straniero – L’umanità che fa bene

Una delle principali iniziative culturali del 2017 è stata la campagna “Ero Straniero”, di cui la Fondazione è stata uno dei promotori nazionali. In questo contesto, l’ufficio comunicazione della Casa ha avuto un ruolo di primo piano: ha curato l’ufficio stampa dell’iniziativa insieme agli altri partner, ha creato e aggiornato un sito tematico dedicato (erostraniero.casadellacarita.org) e ha contribuito all’ideazione e alla realizzazione degli eventi pubblici collegati alla campagna.

Il momento di lancio della campagna Ero straniero – Foto: Matteo Cogliati

Si è trattato di uno sforzo inedito e considerevole, che ha dato risultati positivi, essendo state raccolte oltre 85mila firme, quasi il doppio delle necessarie, a sostegno di una proposta legislativa di iniziativa popolare per cambiare la legge sull’immigrazione. Inoltre, la partecipazione alla campagna ha dato maggior visibilità alla Casa della carità e alle sue attività, come confermato dai dati relativi alle visite sul sito della Fondazione e ai rapporti con i media, entrambi in netta crescita.

Rapporti coi media

G4-14

Nel 2017, l’ufficio stampa ha ricevuto 105 richieste da giornalisti italiani e stranieri per informazioni, interviste e interventi a nome della Fondazione o del suo presidente. Nel corso dell’anno, la Casa della carità e don Virginio Colmegna sono stati menzionati dai media in 527 occasioni. La crescita di quest’ultimo dato è principalmente collegata all’impegno della Fondazione nella campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene” (147 uscite stampa) e ad una maggiore proattività dell’ufficio, che ha incrementato anche il numero di comunicati stampa inviati.

Le prese di posizioni pubbliche della Fondazione sono frutto di confronto tra Presidenza, Direzione generale, Responsabili d’area coinvolti e ufficio comunicazione. In alcuni casi di particolare importanza, gli argomenti sui quali verranno fatte delle dichiarazioni vengono discussi collegialmente nel corso delle riunioni dell’ufficio comunicazione, dell’ufficio comunicazione e fundraising oppure insieme ai responsabili d’area.

Raccolta fondi

L’attività di raccolta fondi riveste un ruolo cruciale per la Casa della carità: grazie alle donazioni dei cittadini e ai contributi da privati, la Fondazione riesce a svolgere tutte le attività sociali e culturali non finanziate da enti pubblici, per una percentuale del 50,4% del bilancio complessivo. La comunicazione della Casa della carità passa, quindi, anche attraverso le relazioni con i donatori, che ricevono con cadenza regolare comunicazione cartacee e digitali sulle iniziative culturali e la vita quotidiana delle persone ospiti alla Casa della carità e sulle riflessioni politiche e spirituali che animano l’agire quotidiano degli operatori.

L’ufficio raccolta fondi lavora in stretta collaborazione con i servizi, i progetti e gli operatori, per raccogliere le storie degli ospiti e per avere aggiornamenti in merito alle diverse attività della Fondazione. Presta inoltre grande attenzione alla privacy degli ospiti e alla loro sensibilità in fase di scrittura delle comunicazioni che vengono inviate ai donatori. La Casa della carità ha l’impegno di massima trasparenza e correttezza nei confronti del donatore o sostenitore in relazione al proprio operato e adotta principi di trasparenza e correttezza nella gestione di donazioni, liberalità e contributi. Come stabilito dal Codice Etico  della Fondazione, le risorse ricevute vengono utilizzate secondo criteri di efficacia, pertinenza ed efficienza. Al donatore è riconosciuta la possibilità di richiedere informazioni in merito alle modalità di utilizzo dei fondi donati ed ai risultati conseguiti grazie a suddette donazioni. Inoltre la Fondazione garantisce, se richiesto, il rispetto dell’anonimato del donatore.

Prendendo in esame il bilancio consolidato 2017 della Fondazione alla voce Conto economico, si contano € 4.609.699,81 di proventi. Di questi, €1.542.824,87 provengono da donazioni individuali da parte dei 14.631 donatori attivi della Casa della carità. I fondi provenienti da donazioni hanno avuto un decremento del 40% rispetto al 2016, a causa della mancanza di due donazioni straordinarie del 2016, per un importo totale di €915.000, che in quanto tali non sono state rinnovate.

TABELLA 4 - BILANCIO CONSOLIDATO, CONTO ECONOMICO, PROVENTI  - VERSIONE SEMPLIFICATA (EURO)

 201720162015
Proventi Attività Tipiche2.623.478,002.524.541,212.202.081,33
Donazioni e raccolta fondi1.542.824,872.575.312,461.654.567,57
Altri proventi60.662,4243.846,71105.319,23
Accantonamenti363.900,00100.000,00180.000,00
Proventi  Finanziari18.834,5279.477,76105.645,90
TOTALE  PROVENTI4.609.699,815.323.178,144.247.614,03

I contributi e le donazioni da enti sono dettagliate nella tabella di seguito.

TABELLA 5 - CONTRIBUTI E DONAZIONI DA ENTI (EURO)

 Tipo di sostegnoImporto
Fondazione CariploContributo400.000,00 €
Comune di MilanoContributo per progetto100.000,00 €
UnicreditContributo per progetto20.000,00 €
Banca Popolare di LodiContributo per progetto19.000,00 €
Fondazione Amici di Francesco OnlusContributo per progetto17.000,00 €
SIA SpaContributo per progetto14.000,00 €
Unione SamaritanaDonazione10.000,00 €
Associazione Gennaro e Lia De StefanoDonazione6.000,00 €
Parrocchia S.ta Maria MaddalenaDonazione5.000,00 €
Monastero Santa ChiaraDonazione5.000,00 €
Associazione Accademia di ComunicazioneDonazione5.000,00 €

Nel 2017 l’ufficio Fundraising della Fondazione Casa della carità si presenta sempre più strutturato ed è costante la collaborazione con l’ufficio Comunicazione, il Consiglio di Amministrazione, la Presidenza e la Direzione generale.

Entrando nel dettaglio delle attività di raccolta fondi rivolta a persone fisiche, esclusi i lasciti, è possibile distinguere due diverse tipologie di donatori che ricevono aggiornamenti in merito alle attività della Fondazione. La prima è composta dai donatori entrati in contatto diretto con la Fondazione (le cui donazioni compongono il totale della voce “Donazioni” del rendiconto economico) e la seconda da donatori gestiti tramite un fornitore esterno di mailing, Innovairre (il totale raccolto da questi donatori corrisponde alla voce “Donazioni mailing” del rendiconto economico), che dal 2013 ha il compito di promuovere le attività della Fondazione sul territorio nazionale. Le comunicazioni inviate alle due diverse tipologie di donatori raccontano la Casa della carità, offrendo loro riflessioni da parte di don Virginio e ponendo l’attenzione ogni mese su un diverso progetto e su una storia di un ospite, che viene raccolta grazie alla collaborazione con gli operatori. In alcuni casi, le lettere sono corredate da contributi di tipo fotografico, che documentano i diversi momenti all’interno della Fondazione e lo svolgimento dei diversi servizi.

Donazioni

Per quanto riguarda le attività di raccolta fondi per i donatori entrati in contatto diretto con la Casa della carità, il 2017 è stato l’anno di avvio di nuovi progetti, in particolare di quelli relativi alle donazioni regolare e alla strutturazione delle campagne relative alla raccolta fondi annuale, utilizzando mezzi di comunicazione cartacei.

Rispetto all’anno precedente, l’importo raccolto dalle campagne annuali è rimasto stabile: se infatti, si sottrae al totale del 2016 l’importo delle donazioni straordinarie (1.845.355,85 € – 915.000 € = 930.395,85 €) il risultato ottenuto è molto simile a quello del 2017 (925.337,75  €). Inoltre, è cresciuto in modo significativo il numero dei donatori attivi (+20%), il numero delle donazioni (+39%) e il numero di nuovi donatori (+ 20%).

TABELLA 8 - DONAZIONI

 20172016
Importo raccolto925.337,75 €1.845.355,85 €
Donazioni2.2471.752
Donatori attivi *1.3601.132
Nuovi donatori567471
* Sono considerati attivi i donatori che hanno effettuato almeno una donazione negli ultimi 12 mesi.

TABELLA 6 - DONAZIONI DA PRIVATI PER FASCE D’IMPORTO 2017

FASCE DI IMPORTONUMERO DONAZIONI
Donazioni di importo maggiore di 50.0001
Donazioni di importo da 20.000 € a 50.0005
Donazioni di importo da 10.000 € a 20.00013
Donazioni di importo da 5.000 € a 10.00022
Totale Grandi donazioni41
La tabella mostra la distribuzione delle donazioni superiori a 5.000 €.

Donazioni mailing

Con l’obiettivo di far conoscere i progetti e le iniziative della Fondazione a un bacino sempre più ampio di persone a livello nazionale, oltre alle attività precedentemente descritte, dalla fine del 2013 è attiva una collaborazione con un fornitore esterno, Innovairre, per un piano di mailing che prevede l’invio di lettere cartacee di richiesta fondi. Nel 2017, il piano mailing ha visto una flessione del raccolto annuo (-13,85% rispetto al 2016), del numero di donazioni (-8,2%) e una diminuzione del numero di donatori attivi (- 12,63%). La redemption complessiva – ovvero il numero di risposte per pezzi inviati –  invece ha registrato un incremento (da 4,9% nel 2016 a 5,2% nel 2017), segno di una crescente fidelizzazione nei confronti della Casa della carità.

Dal punto di vista culturale, sulla base di dati nazionali e specifici della Casa della carità, è possibile ipotizzare un’influenza negativa del contesto politico-mediatico sul tema dei migranti e dei soccorsi nel Mediterraneo, che ha comportato una presa di distanza di alcuni donatori dalla causa della Casa della carità. Dal punto di vista tecnico, il decremento sugli indicatori di cui sopra è imputabile anche a un’attività di acquisizione di nuovi contatti del 2017 inferiore del 47% rispetto all’anno precedente.

TABELLA 7 - DONAZIONI MAILING

 201720162015
Importo raccolto597.000 €693.000 €713.000 €
donazioni22.718,0024.761,0031.526,00
nuovi donatori1.981,002.987,0011.441,00
donatori attivi13.271,0015.190,0020.735,00

Rapporti con le aziende e gli enti privati

Nel 2017, la Casa della carità ha collaborato con alcune importanti aziende nazionali e multinazionali, con tre istituti bancari e con altri enti come parrocchie, associazioni e fondazioni. In particolare, hanno contribuito con erogazioni liberali: Fondazione Cariplo, Fondazione Banca Popolare di Lodi e Unicredit S.p.A.; SIA Spa; Associazione Amici di Francesco, Unione Samaritana ONLUS, Associazione Gennaro e Lia De Stefano, Parrocchia Santa Maria Maddalena, Monastero Santa Chiara e Fondazione Accademia di Comunicazione. Infine, il Pastificio Rana S.p.A. ha effettuato una donazione in natura mensile di pasta fresca.

Contributo 5 per mille

Il 5 per mille, a bilancio 2017, riguarda le scelte espresse nel 2015; è possibile conoscere anche l’importo totale e le scelte effettuate nell’anno finanziario 2016, che andranno a bilancio nel 2018. Data questa premessa, si può affermare che il trend dell’importo totale raccolto ha subito una leggera flessione, mentre rimane costante il numero delle scelte.

TABELLA 8 - CONTRIBUTI 5 PER MILLE

Anno finanziario2016201520142013
Anno di erogazione2018201720162015
Importo per scelte espresse60.872,69 €67.412,21 €57.666,74 €40.621,65 €
Importo proporzionale
per scelte generiche
2.009,68 €2.067,40 €1.841,55 €1.266,04 €
Totale62.822,37 €69.479,61 €59.008,29 €41.887,69 €
Scelte1.1221.1251.019844

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

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