Fondazione

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L’accoglienza si fa cultura

(102-1, 102-3, 102-4, 102-5, 102-45) (G4-3, G4-5, G4-6, G4-7, G4-17)
ValoriStoriaOrganizzazioneStakeholderComunicazione e Raccolta Fondi

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è un’organizzazione che ha sede nel quartiere periferico di Crescenzago e che il suo fondatore, l’allora arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini, ha voluto come luogo di accoglienza delle persone escluse e, allo stesso tempo, come laboratorio culturale a partire dalle storie di chi ogni giorno frequenta la Casa.

Le due aree di intervento della Fondazione sono l’Accoglienza e l’Accademia.

L’Accoglienza organizza attività di ospitalità, di servizio e di sostegno a favore di chi è in difficoltà. L’Accademia promuove iniziative culturali rivolte all’intera cittadinanza.

Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna, sacerdote con una lunga esperienza al fianco dei più poveri, scelto dal cardinal Martini per guidare la Casa della carità fin dalla costituzione della Fondazione.

A sinistra, don Colmegna con il Cardinal Martini, in visita alla Casa della carità nel 2005

Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”
Sede legale e operativa: via Francesco Brambilla, 8/10 – 20128 – Milano
Anno di costituzione: 2002 | Anno di inizio attività: 2004
Codice fiscale: 97316770151| Partita IVA: 08241220964

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” è una fondazione di religione e di culto. Al suo interno opera un ramo Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale).

La Fondazione è iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Milano, (numero d’ordine 393 della pagina 648 del volume 2°), all’anagrafe unica delle Onlus (protocollo n. 0933) e alla prima sezione del Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati (art. 54 DPR 18 ottobre 2004 n. 334 – numero di iscrizione A/915/2014/MI).

La Fondazione opera sul territorio della città di Milano e della Regione Lombardia.

Vision e mission

(102-16) (G4-56)

La Casa della carità crede nella dignità e unicità di ogni persona, nel valore dell’ascolto, nell’importanza della relazione. L’impegno della Fondazione è per una società che promuove i diritti di tutti i cittadini e contrasta la politica dello scarto, che danneggia le persone e il pianeta. Un impegno che si concretizza accogliendo quelli che il suo fondatore, il Cardinal Carlo Maria Martini, ha definito “gli ultimi degli ultimi”.

Le persone accolte dalla Fondazione, per le loro storie e le loro fragilità, sono cittadini che faticano a trovare una collocazione in strutture d’altro tipo. Alla Casa della carità trovano una sistemazione non solo accogliente, ma capace di rispondere ai loro bisogni. Tutto ciò nella convinzione che lavorare per l’inclusione sociale di chi è escluso porti benefici a tutta la società, creando benessere, sicurezza e coesione sociale.

Lo stile della Casa della carità è laico, inclusivo e basato sul dialogo. Le radici di questa impostazione affondano nel Vangelo e nel dettato della lettera pastorale Farsi Prossimo, scritta dal cardinal Martini nel 1985 ed esplicitamente richiamata nello statuto della Fondazione. Nel rispetto del mandato del cardinal Martini, la Fondazione alterna interventi in convenzione con le istituzioni a interventi in gratuità, da sempre un tratto qualificante del suo agire, completamente finanziati dai contributi di enti e dalle donazioni dei cittadini.

Due abitanti delle case popolari seguiti dal progetto Scegliere insieme la strada di casa – Foto: Marco Garofalo

Grazie alle azioni in convenzione, sostenute da fondi pubblici, la Casa della carità si inserisce nel sistema di welfare cittadino con l’idea di dare una valenza pubblica al suo operato, da sempre inteso come servizio all’intera città. Grazie alle azioni in gratuità, la Fondazione è in grado di rispondere alle domande di accoglienza più complesse, di reagire in modo rapido ed efficace di fronte alle diverse emergenze metropolitane e di sperimentare nuove soluzioni, per poi restituirle alle istituzioni perché vengano rese strutturali all’interno proprio del sistema di welfare.

Un’altra intuizione che il cardinale Martini ha lasciato in dote alla Fondazione è la convinzione che dalla conoscenza, dall’ascolto e dalla relazione con le fasce più fragili della popolazione nascano idee importanti per tutta la cittadinanza, proposte utili alla collettività, riflessioni capaci di interloquire con l’intera società. Coltivando questa preziosa indicazione, la Casa della carità si occupa di accoglienza e di cultura fin dalla sua nascita nel 2004, quando hanno preso il via le attività sociali ed è stato ospite della Fondazione per un convegno il sociologo Zygmunt Bauman: da allora, attraverso l’Accoglienza e l’Accademia, le attività della Fondazione procedono lungo percorsi che si intrecciano, si contaminano e si arricchiscono a vicenda.

Donatori

Dal punto di vista dei proventi, la Casa della carità vive grazie a due fonti principali: da un lato, le convenzioni e i progetti con le istituzioni; dall’altro, i contributi di enti e le donazioni dei cittadini. Tutte le attività sociali e culturali non coperte da finanziamenti pubblici sono possibili grazie al contributo dei donatori. Nel 2019, hanno sostenuto la Casa della carità 22.569 donatori. Grazie anche a loro, la Fondazione ha potuto aiutare 6.808 persone in difficoltà.

Volontari

All’interno della Casa della carità, i volontari ricoprono un ruolo strutturale e vitale. A seconda delle disponibilità e delle inclinazioni di ciascuno, sono coinvolti in un ampio spettro di attività, con ruoli e responsabilità differenti. Il loro impegno è coordinato dall’Associazione Volontari Casa della carità, alla quale sono tutti regolarmente iscritti. Nel 2019, sono 103 i cittadini che si sono impegnati come volontari alla Casa della carità, di cui 66 donne e 37 uomini. Nel corso dell’anno, 19 nuovi volontari hanno iniziato a prestare servizio alla Casa della carità.

Dipendenti e collaboratori

(102-7) (G4-9)

I lavoratori della Casa della carità, con il loro eterogeneo patrimonio di competenze e professionalità, rappresentano una delle principali risorse della Fondazione. Complessivamente, nel corso di tutto il 2019, le attività della Casa della carità sono state realizzate grazie al lavoro di 110 persone, di cui 54 uomini e 56 donne. Tra questi, si contano 90 dipendenti, 69 dei quali con un contratto a tempo indeterminato. I consulenti (partita IVA) sono stati invece 16, mentre i collaboratori 4 (Co.co.co e Collaborazioni occasionali).

Storia

2019

(102-10) (G4-13)

Il 2019 è stato per la Casa della carità un anno di consolidamento, segnato da elementi di crescita in ambito, operativo, organizzativo ed economico.

Per quanto riguarda l’Accoglienza, i due principali cambiamenti sono stati l’entrata a pieno regime del progetto Residenza-mi e la chiusura del Centro di Accoglienza Temporanea di via Sacile. In entrambi i casi, si è trattato di momenti importanti per lunghi percorsi che la Fondazione ha lanciato e seguito nel corso degli anni. Nel primo caso, per la residenza anagrafica delle persone senza dimora, che garantisce loro un’importante serie di diritti; nel secondo caso per l’ospitalità dei nuclei familiari in emergenza abitativa, che continuerà in altre forme. Nel corso dell’anno, inoltre, si è andata consolidando la collaborazione con il Comune di Milano, che ha intrapreso una riorganizzazione dei suoi servizi territoriali.

Un volontario dell’unità mobile Strade nuove con una persona senza dimora – Foto: Marco Garofalo

Un altro tema che ha segnato il 2019 della Casa della carità è stato l’inclusione sociale delle famiglie rom in difficoltà, con cui la Fondazione lavora da oltre quindici anni. Nel corso dell’anno è partito il progetto nazionale Piano di Azione Locale sostenuto dall’Unar – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e, nel mese di settembre, è stato promosso un convegno di due giorni, intitolato Rom e sinti in Italia? Sail pe! – Costruire percorsi sociali, culturali e di cittadinanza con rom e sinti è possibile.

Sail pe è stato una delle tante iniziative culturali intraprese nel corso di un anno in cui è emerso con forza anche il tema dell’ecologia integrale. A luglio, la Fondazione ha organizzato, infatti, la sua prima Settimana Ecovirtuosa, ispirata dall’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. Sempre sul fronte culturale, sono stati momenti importanti anche il ciclo di incontri Con uno sguardo umano, organizzato insieme alla Casa della cultura, il convegno del SOUQ – Centro Studi Sofferenza Urbana intitolato “frica, alle radici dell’immigrazione e la prima edizione del SOUQ Film Festival ospitata dal cinema Anteo.

Due occasioni di riflessione sono state anche la presentazione del Bilancio di sostenibilità 2018 della Casa della carità, avvenuta alla presenza dell’economista Stefano Zamagni e l’anniversario della Fondazione, che ha ospitato un incontro con la clarissa cappuccina suor Chiara Francesca Lacchini e il sociologo Mauro Magatti. Per quanto riguarda il rapporto col territorio, invece, sono proseguite le attività della Biblioteca del Confine con le scuole della zona Crescenzago-Adriano.

Infine, internamente, il 2019 ha visto un consolidamento della nuova organizzazione entrata in vigore l’anno precedente, grazie a un percorso di formazione ad hoc e a un crescente perfezionamento dei ruoli dei responsabili.

Organizzazione

(102-18, 102-19, 102-22, 102-23, 102-24) (G4-34, G4-35, G4-38, G4-39, G4-40)

I garanti della Fondazione Casa della carità sono il Sindaco e l’Arcivescovo di Milano. Si tratta di una precisa scelta del Cardinal Martini, presa per sottolineare il coinvolgimento delle autorità civili e religiose della città nell’operato della Casa della carità e il fatto che la Fondazione sia al servizio dell’intera collettività milanese. Ai garanti compete la nomina del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, entrambi organismi di durata quinquennale, rieleggibili.

Il Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri che, secondo lo Statuto della Fondazione, vengono scelti per la loro esperienza in ambito sociale e amministrativo. Il Consiglio di amministrazione cura la programmazione e l’attuazione delle iniziative della Fondazione, approva il bilancio nelle forma preventiva e consuntiva, delibera gli atti di straordinaria amministrazione. Nel 2019, il Consiglio di amministrazione si è riunito nove volte.

Il Consiglio di amministrazione entrato in carica ad inizio 2018 è composto da:

  • don Virginio Colmegna, presidente, designato dall’Arcivescovo di Milano (nella foto, sotto)
  • Giuseppe Maria Paolo Garofano, consigliere, designato dal Vicario Episcopale della città di Milano;
  • Gianfranco Crevani, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana;
  • Luca Luigi Arnoldo Formenton Macola, consigliere, designato dal Sindaco di Milano;
  • Massimo Minelli, consigliere, designato dalla Caritas Ambrosiana.

Il Presidente della Casa della carità ne è il legale rappresentante e ha ampi poteri per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione della Fondazione, che, grazie alla facoltà di delega, viene gestita insieme al Direttore generale secondo quanto deciso dal Consiglio di amministrazione. Per atti di amministrazione straordinaria, invece, il Consiglio di amministrazione deve chiedere l’autorizzazione alle autorità ecclesiastiche in base alle norme del diritto canonico.

Don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione – Foto di Ugo Zamborlini

Il Collegio dei revisori è composto da tre persone e ha il compito di garantire la correttezza della gestione amministrativa della Fondazione, controllare la contabilità e l’esattezza del bilancio e presentare la relazione annuale ai garanti. Dal 2018, il Collegio dei revisori è composto da:

  • Costanza Bonelli, designata dall’Arcivescovo di Milano;
  • Silvia Buono, designata dal Sindaco di Milano;
  • Andrea Manzoni, designato dal Sindaco di Milano.

I componenti del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori non hanno diritto ad alcun compenso per l’attività svolta. Il compito di convocare il Consiglio di amministrazione spetta al Presidente.

Struttura organizzativa

(102-20, 102-30, 102-31) (G4-36, G4-46, G4-47)

Nel 2019, il modello organizzativo “ad arcipelago” approvato l’anno precedente è stato confermato e consolidato. 

L’immagine dell’arcipelago raffigura le numerose ed eterogenee attività della Casa della carità: tante isole, autonome le une dalle altre, ma strettamente connesse tra loro. A mettere in comunicazione queste isole sono le equipe, dei gruppi di lavoro periodici e tematici, che si occupano delle attività stesse, dei processi organizzativi e del metodo di lavoro.

Organigramma

L’adozione di un nuovo modello organizzativo nel 2018 ha portato anche all’adozione di un nuovo organigramma che, nel 2019, è stato confermato e ha subito modifiche minime. 

L’organigramma organizza le attività sociali della Fondazione in tre settori: Sociale e Innovazione, Accoglienza e Ospitalità, Salute. I tre settori, i cui responsabili riferiscono direttamente al Direttore generale, sono a loro volta suddivisi in sette aree operative, ciascuna con il proprio responsabile: Sociale, Penale, Innovazione, Accoglienza, Housing, Emergenza e Salute. Ciascun’area operativa è suddivisa in unità operative, gestite dai coordinatori dei singoli servizi.

Per quanto riguarda le attività culturali, invece, l’Accademia della carità, che risponde direttamente al Presidente della Fondazione, coordina le campagne, le attività della Biblioteca del Confine, artistiche e di spiritualità mentre il SOUQ si occupa delle attività del centro studi e di formazione.

In questo organigramma, il Direttore generale svolge un ruolo di collegamento fondamentale tra il livello di decisione politica e quello di gestione tecnica della Fondazione. Inoltre, pianifica, gestisce e controlla lo sviluppo e lo svolgimento delle attività, coordinando i responsabili di settori, aree e unità. Il Direttore generale sovrintende le procedure di verifica della qualità, è responsabile della gestione del personale, del piano operativo e della definizione del budget da sottoporre al Consiglio di amministrazione e della relativa gestione.

ORGANIGRAMMA AL 31 DICEMBRE 2019

Clicca qui per visualizzare la versione pdf dell’organigramma

Il Presidente e il Direttore generale svolgono le loro attività in collaborazione con la Presidenza dell’Associazione Amici Casa della carità, la Presidenza dell’Associazione Volontari Casa della carità e con il Comitato di direzione.

Il Comitato di direzione è un’equipe di lavoro che si ritrova settimanalmente ed è composta dal Presidente, dal Direttore generale, dai responsabili dei settori, della formazione e degli uffici Comunicazione e fundraising. L’equipe della Casa, invece, si ritrova mensilmente e coinvolge tutti i responsabili delle aree e tutti i coordinatori delle unità operative. Le equipe di unità, infine, sono organizzate in maniera differente a seconda delle necessità dei servizi e hanno tutte dei momenti di supervisione esterna.

Modello di organizzazione, gestione e controllo

(102-25, 102-16, 102-17, 205-1, 205-2) (G4-41, G4-56, G4-57, G4-58, G4-SO3, G4-SO4)

Dal 2016, la Casa della carità si è adeguata alle indicazioni contenute nel decreto legislativo 231/2001: da allora, la Fondazione è dotata di un Modello di organizzazione, gestione e controllo composto da Modello Organizzativo, Codice Etico (disponibile a questo link) e Regolamento dell’Organismo di vigilanza. I componenti dell’Organismo di vigilanza sono Mariangela Torrente, Laura De Carlo e Niccolò Abriani, in carica dal 2018. A loro disposizione, il Consiglio di amministrazione ha stanziato un budget annuale di 5.000 €, che è stato gestito in totale autonomia. I membri dell’organismo svolgono la loro attività a titolo gratuito. 

Per segnalare all’Organismo di vigilanza violazioni o presunte violazioni del Modello organizzativo e del Codice etico, è attivo un indirizzo email al quale i dipendenti possono scrivere: odv@casadellacarita.org. Le segnalazioni vengono raccolte e conservate per un periodo di dieci anni in un apposito archivio digitale e cartaceo, al quale hanno accesso solo i membri dell’Organismo di vigilanza. Ai segnalanti viene assicurata la riservatezza dell’identità, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Fondazione o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede. 

Certificazioni

(102-11, 102-12) (G4-14, G4-15)

La Fondazione è dotata di certificazione ISO 9001, lo standard di riferimento a livello internazionale per il sistema di gestione della qualità. La conformità della Fondazione ai nuovi standard ISO 9001:2015 è stata certificata nel 2019 da SQS, organizzazione leader nel settore della valutazione e certificazione per i sistemi di qualità e management, il cui certificato è valido a livello internazionale tramite la rete di partner IQNet. 

Per quanto riguarda, invece, il principio di precauzione, sancito dalla Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo, non risulta applicabile alle attività svolte dalla Fondazione.

Una mamma accolta alla Tillanzia con il suo bambino – Foto: Marco Garofalo

Stakeholder

(102-6, 102-12, 102-13, 102-40) (G4-8, G4-15, G4-16, G4-24)

I primi stakeholder della Casa della carità sono i suoi ospiti e le persone in difficoltà con cui ogni giorno lavora. Poi, si contano donatori, volontari e lavoratori. Quindi, vi è un’ampia rete di realtà, pubbliche e private, con le quali la Fondazione collabora per la realizzazione delle sue attività.

Le prime sono l’Associazione Amici Casa della carità e l’Associazione Volontari Casa della carità. Il rapporto della Casa della carità con queste due associazioni è tanto stretto e sinergico che rientrano nel perimetro del Bilancio di sostenibilità e quindi verranno presentate nei paragrafi successivi. Da quest’anno, anche il Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS) rientra nel perimetro del Bilancio di sostenibilità, dal momento che la Fondazione ha con questa realtà una storica partnership strategica che riguarda diverse attività sociali. 

Altre collaborazioni importanti per la Casa della carità a livello sociale sono quelle con l’Associazione ONLUS SON, “Speranza Oltre Noi” che promuove un progetto di abitare solidale per persone con disabilità, con l’iBVA – Istituto Beata Vergine Addolorata, con cui viene realizzato un progetto condiviso di ospitalità residenziale per famiglie, con la cooperativa sociale New Ideas of Welfare, alla quale è affidata la gestione del punto ristoro interno della sede e con l’Associazione Volontari Francescani per l’unità mobile. 

A livello nazionale, è proseguito l’impegno con le altre realtà promotrici della campagna Ero straniero – L’Umanità che fa bene iniziata nel 2017 e con quelle che si sono aggiunte per la campagna Io Accolgo. Sempre in ambito culturale, la Casa della carità ha proseguito la collaborazione con la neonata Associazione Laudato Si, che ha l’obiettivo di promuovere i valori dell’omonima enciclica di Papa Francesco. Inoltre, si sono rivelate di particolare importanza nel 2019 le partnership con Banca Etica ed Etica Sgr che hanno sostenuto la Settimana Ecovirtuosa, con la Casa della cultura, con cui è stato promosso il ciclo di incontri Con uno sguardo umano e con la rivista Africa, partner di molteplici eventi. 

Grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione fa parte del SIPROIMI, il Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati che è promosso dal Ministero dell’Interno e che ha sostituito lo SPRAR.

La Casa della carità aderisce a Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e a fio.PSD la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora. In particolare, Vita Casavola, operatrice della Fondazione e responsabile del progetto Diogene, ha fatto parte, fino a maggio 2019, del Consiglio direttivo di fio.PSD mentre Donatella De Vito, responsabile area Emergenze della Fondazione, è nel gruppo di lavoro dedicato all’Europa e partecipa, a nome di fio.PSD, al gruppo di lavoro europeo dedicato all’immigrazione di FEANTSA – European Federation of National Organisations Working with the Homeless.

La Fondazione è tra i promotori di Reti della carità, un percorso nazionale che riunisce decine di realtà impegnate nella lotta alla povertà ed è tra gli enti fondatori dell’associazione Avvocati per Niente, attiva in ambito giuridico, e della Fondazione Triulza.

La Casa della carità è un membro della Campagna Salute Mentale, che riunisce numerose realtà lombarde impegnate nell’ambito della psichiatria, e del coordinamento lombardo della campagna Mettiamoci in Gioco che, a livello nazionale, contrasta il gioco d’azzardo patologico. Dal 2017, inoltre, la Fondazione è parte del Forum Terzo Settore Milano.

Associazione Amici Casa della carità

Il 2019 dell’associazione Amici Casa della carità è stato un anno molto importante e di svolta. Da un punto di vista organizzativo, l’associazione ha intrapreso e concluso il percorso di trasformazione statutaria in ODV (Organizzazione di volontariato) secondo i dettami della Riforma del Terzo settore. Dal punto di vista delle attività, il 2019 è stato l’anno della forte presenza e riconoscibilità nel territorio in cui Amici Casa della carità opera, tra Crescenzago, via Padova e Quartiere Adriano.

L’associazione ha infatti proposto al quartiere numerose iniziative culturali, anche di eccellenza. Il 30 marzo è stata allestita una conferenza di altissimo livello sull’artista Guercino grazie all’amichevole collaborazione del professor Massimo Pulini. L’8 aprile è stata organizzata una serata musicale che ha visto esibirsi un’artista di fama internazionale, Rana Shieh.

Il 14 e 15 aprile l’associazione è stata in prima linea per l’iniziativa “Fuorisalone a Crescenzago”. Era la prima volta che la manifestazione legata al Salone del mobile e del design arrivava in quartiere. È stato uno sforzo fatto in partnership con l’Associazione Culturale Casa Berra, il Corpo musicale di Crescenzago e la stessa Fondazione Casa della carità per un week end di installazioni, opere d’arte, concerti, performance teatrali.

A maggio, due occasioni musicali: il 4, il concerto «Tra arte e musica a Crescenzago», in Casa Berra, proposto con MiTo Onlus nell’ambito della rassegna Classicaperta; il 24, l’ormai tradizionale appuntamento, nell’Abbazia di Santa Maria Rossa in Crescenzago, con l’orchestra e il coro del liceo musicale “Tenca” grazie al maestro Raffaele Bertolini.

Sempre in tema musicale, il 9 ottobre l’associazione ha proposto, nell’auditorium della Casa della carità, “Dieci Viaggio Veloci”, un intenso concerto-spettacolo sulle suggestioni migratorie. Un’altra interessante attività rivolta al quartiere sono stati i workshop di acquerello tenuti, con l’associazione Casa Berra, in due week end di inizio e fine estate (22-23 giugno e 21-22 settembre). 

Ma Amici Casa della carità ha organizzato anche eventi rivolti a tutta la città. Il 16 gennaio ha promosso, presso l’università Cattolica di Milano, il convegno «Oltre la cultura dello “scarto”. La responsabilità di reagire», con don Virginio Colmegna, presidente Fondazione Casa della carità, Livia Pomodoro, presidente Milan Center For Food Law And Policy, Fabio Folgheraiter, docente dell’Università Cattolica, Giuliano Pisapia, avvocato e già sindaco di Milano. 

Il 20 marzo ha poi allestito, presso il Centro San Fedele, la presentazione del libro «Una vocazione controcorrente. Dialogo sulla spiritualità e sulla dignità degli ultimi», iniziativa editoriale che ha coinvolto il presidente della Fondazione Casa della carità, don Virginio Colmegna, insieme a uno dei soci dell’associazione, il ricercatore e sociologo Enrico Finzi oltre alla suora clarissa cappuccina Chiara Francesca Lacchini. Sono intervenuti padre Giacomo Costa, direttore di Aggiornamenti sociali, Marco Garzonio presidente della Fondazione Ambrosianeum e Anna Maffei, pastora della Chiesa cristiana evangelica battista di Milano.

Il 29 giugno l’Associazione Amici Casa della carità ha voluto celebrare i 50 anni di sacerdozio di don Virginio Colmegna. Non è stato un semplice festeggiamento di una ricorrenza simbolica, ma l’opportunità di ricordare quanto fatto insieme, soprattutto in questi ultimi 15 anni di cammino condiviso. Con la Parrocchia Gesù a Nazareth del quartiere Adriano e alle associazioni del territorio che hanno voluto questo momento si sono tenuti prima una Messa e poi un concerto-spettacolo con l’esibizione di vari artisti. 

Sul fronte sociale, l’associazione ha concentrato il suo impegno su due iniziative in particolare: una di quartiere e l’altra di respiro nazionale. La prima è il Patto di collaborazione del quartiere Adriano, firmato da Amici Casa della carità con il Comune di Milano e altre realtà, e relativo all’utilizzo del “Real Giardino”, uno spazio verde di via Brambilla. Il secondo è il progetto “Gelateria Sociale” realizzato a Napoli, di cui Amici Casa della carità è stato tra i principali promotori. Il 27 settembre è stato inaugurato il laboratorio di creazione di gelato artigianale “Cremeria Capodimonte”, dove tenere corsi di formazione per giovani e donne del quartiere e laboratori didattici per le scuole.

Infine, anche per tutto il 2019 l’Associazione ha portato nelle scuole il progetto “Pentole e pirati”, laboratori di educazione alimentare per i bambini delle primarie.

www.amicicasadellacarita.org

Reti della carità

Come ogni anno, Reti della carità approccia un tema, che poi viene affrontato da diversi punti di vista nei vari incontri periodici e itineranti che caratterizzano questo insieme nazionale, non costituito, fatto di realtà di ispirazione cristiana, e non solo, cui aderiscono anche singole persone, accomunate dall’esperienza tangibile e quotidiana della carità.

Nel 2019 è stato condotto un importante lavoro di riflessione sul tema: «Società, cultura e politica al tempo della paura». Il primo incontro si è svolto proprio a Milano in Casa della carità, lunedì 14 gennaio; titolo: «Individualismo, chiusure e paure: il bisogno culturale di reagire», ospiti: monsignor Franco Agnesi, vescovo ausiliare di Milano e Vicario generale dell’arcidiocesi di Milano, e padre Fabrizio Valletti, gesuita, fondatore Centro Hurtado Napoli (quartiere Scampia).

Il secondo incontro ha avuto luogo a Bologna, lunedì 25 marzo, e ha approfondito la questione dal punto di vista dei giovani; titolo: “Il mondo giovanile: le sue fragilità, le esperienze di partecipazione alla vita sociale e politica”; ospiti: Amelia Frascaroli, consigliere comunale di Bologna, e Fulvio Massarelli, che segue da vicino esperienze di alcuni centri sociali giovanili impegnati da anni su tematiche di fragilità giovanili e di impegno  sociale nella città.

Per il terzo incontro ritrovo a Pian di Scò (Arezzo) per “Il ruolo della donna nella società e in politica”; ospiti: Maria Teresa Abignente, medico ed esponente della Fraternità di Romena, Stefania Saccardi, avvocato e assessore a Sanità e Sport della Regione Toscana.

Lunedì 14 ottobre, a Milano, si è poi tenuto il IV° convegno nazionale Reti della carità: “Per una nuova stagione di impegno sociale e politico”, cui hanno partecipato il vescovo ausiliare di Milano, monsignor Paolo Martinelli, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, il presidente della Fondazione CON IL SUD, Carlo Borgomeo, la presidente del movimento Donne per la Chiesa, Paola Lazzarini, e i docenti universitari Roberto Mancini (Università di Macerata) ed Elena Cabiati (Università Cattolica Milano).

L’ultimo incontro, di carattere più spirituale, si è infine svolto a Venezia l’11 novembre. Titolo: “Incarnare il Vangelo in una nuova politica”. Ospite, don Giorgio Scatto, priore del Monastero di Marango di Caorle.

Nel 2019, Reti della carità ha anche prodotto alcuni documenti: “Prossime elezioni e futuro dell’Europa” (23 maggio), “Società e politica al tempo della paura: il bisogno culturale di reagire” e “Vincere la paura con un “soprassalto di partecipazione cordiale” (15 ottobre), “Un nuovo protagonismo femminile per la vita sociale, politica ed ecclesiale” (30 ottobre), “Incarnare il Vangelo in una nuova politica” (18 novembre).

www.retidellacarita.org

Volontari Casa della carità

Tutti i volontari della Casa della carità sono soci dell’Associazione Volontari Casa della carità, che svolge un ruolo fondamentale di selezione, coordinamento, motivazione e coinvolgimento dei cittadini che scelgono di dedicare gratuitamente del loro tempo alla Fondazione. In collaborazione con gli operatori della Fondazione, l’Associazione si occupa di accogliere i nuovi volontari, introducendoli nella realtà della Casa della carità, spiegandone la mission e le attività, concordando insieme a loro le modalità di impegno e, infine, inserendoli nel progetto o servizio più adatto o più bisognoso di supporto.

La presenza dei volontari è ampia e variegata, con ruoli e responsabilità differenti: il loro apporto è molto rilevante per il funzionamento della Casa della carità, sia a livello pratico che di riflessione, in qualità di cittadini attivi. La presidenza dell’Associazione è inserita stabilmente nel sistema organizzativo della Fondazione, in un confronto costante con i dirigenti e gli operatori. L’Associazione, inoltre, si occupa della formazione dei volontari. 

Nel 2019, l’Associazione ha visto crescere significativamente la presenza di volontari al servizio Docce e guardaroba, per rispondere alle crescenti domande delle persone che ne usufruiscono. I volontari si sono occupati sia del funzionamento del servizio sia delle attività culturali ad esso collegate. Nel corso dell’anno, inoltre, si è consolidato il Gruppo Giovani, nato nel 2018 e composto da una dozzina di volontari di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che hanno iniziato a promuovere alcune attività ludico-ricreative (cineforum, uscite, giochi in scatola) per gli ospiti della Casa con la supervisione dei responsabili delle attività di ospitalità residenziale.
Nel 2019, infine, è nata Kher, la newsletter dell’Associazione Volontari Casa della carità, redatta dagli stessi volontari e inviata a volontari e lavoratori della Fondazione.

CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà

La collaborazione tra Casa della carità e Centro Ambrosiano di Solidarietà prosegue da anni, nel nome di valori e modalità di intervento comuni. Nel corso degli ultimi anni, la partnership è diventata sempre più stretta e strutturale, con alcune figure che compaiono nell’organigramma di entrambe le organizzazioni, con diverse iniziative svolte in modo congiunto o coordinato e con la ricerca di strategie e interventi comuni, anche nel monitoraggio dei bandi di progetto. 

In particolare, nel 2019, Casa della carità e CeAS hanno gestito insieme il Centro di Autonomia Abitativa convenzionato con il Comune di Milano, hanno partecipato insieme al progetto per minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni Work in progress: transizioni per la cittadinanza, di cui è capofila lo stesso CeAS e hanno collaborato nell’ambito della salute mentale. Alla Tillanzia, inoltre, la Casa della carità ha messo a disposizione alcuni posti letto per delle donne segnalate dal CeAS.

www.centroambrosianodisolidarieta.org

Comunicazione e raccolta fondi

(NGO08 | NGO10) (G4-NGO08 | G4-NGO10)

La Casa della carità, fin dai suoi primi anni di attività, ha avuto una particolare attenzione per la comunicazione, intesa in un senso ampio del termine: comunicazione istituzionale, rapporti con i media, relazioni con gli stakeholder e attività di raccolta fondi.

La comunicazione e il fundraising della Fondazione sono fortemente in sintonia con i valori e la mission e mette sempre al primo posto le persone ospiti, prestando grande attenzione al rispetto per le loro storie. Gli obiettivi vengono raggiunti tramite strategie e tecniche che tengano conto delle istanze etiche e sociali della Casa della carità.

n momento dei laboratori di terapia artistica – Foto: Marco Garofalo

Comunicazione istituzionale

A partire dalla sua esperienza sociale quotidiana, la Casa della carità propone riflessioni all’interno del dibattito pubblico locale e nazionale, prendendo spesso posizione per voce del suo presidente don Virginio Colmegna.

Inoltre, l’ufficio comunicazione della Casa della carità si impegna a dare voce alle tante persone altrimenti invisibili, anche attraverso le storie di vita di quanti sono accolti o seguiti dalla Fondazione. L’obiettivo è trasformare queste storie in momenti di riflessione politica e culturale sui bisogni della città, contribuendo così a riempire di contenuti concreti un dibattito pubblico che non sia urlato, ma costruttivo per la collettività.

Per raggiungere questi obiettivi, l’area Comunicazione e fundraising cura il sito internet della Fondazione e collabora alla gestione di quelli dei suoi partner strategici (CeAS, Associazione Amici Casa della carità e Reti della carità), cura la sua presenza sui social media (Facebook, Twitter e Instagram), segue le attività di ufficio stampa, partecipa all’organizzazione degli eventi pubblici e disegna campagne di raccolta fondi.

L’area, inoltre, in stretta collaborazione con la segreteria, segue la partecipazione ad iniziative pubbliche, la stesura di testi e le relazioni con i media del presidente della Fondazione don Virginio Colmegna.

Anche nel 2019, come negli anni precedenti, l’ufficio si è occupato di tutti gli aspetti della comunicazione del SOUQ Film Festival, compreso l’aggiornamento del sito della manifestazione (www.souqfilmfestival.org).

Tabella 1 - Sito www.casadellacarita.org

 2019
20182017
Nuove pagine create138262212
Prime visite (%)868686
Tempo medio di una visita al sito (minuti)1'54''2'23''1'48''
Pagine medie per visita2,622,462,36

Rapporti coi media

(102-11) (G4-14)

Nel 2019, l’ufficio stampa ha ricevuto 92 richieste da giornalisti per informazioni, interviste e interventi a nome della Fondazione o del suo Presidente. Nel corso dell’anno, la Casa della carità e don Virginio Colmegna sono stati menzionati dai media in 540 occasioni.

Le prese di posizioni pubbliche della Fondazione sono frutto di confronto tra Presidenza, Direzione generale, Responsabili d’area coinvolti e uffici comunicazione e fundraising. In alcuni casi di particolare importanza, gli argomenti sui quali verranno fatte delle dichiarazioni vengono discussi collegialmente nel corso delle riunioni dell’ufficio comunicazione, dell’area comunicazione e fundraising oppure insieme ai responsabili d’area.

Raccolta fondi

L’attività di raccolta fondi riveste un ruolo cruciale per la Casa della carità: grazie alle donazioni dei cittadini e ai contributi da enti, la Fondazione riesce a svolgere tutte le attività sociali e culturali non coperte da fondi pubblici provenienti da progetti, convenzioni o accreditamenti. Sono le attività in gratuità, che rappresentano il XYZ% di tutte le attività della Fondazione.

La comunicazione della Casa della carità si rivolge ai donatori con cadenza regolare, principalmente tramite lettere cartacee e digitali sulla vita quotidiana delle persone ospiti, sulle riflessioni politiche e spirituali che animano l’agire quotidiano degli operatori e sulle iniziative culturali.

Per raccogliere le storie degli ospiti e per avere aggiornamenti in merito alle diverse attività della Fondazione l’area lavora in stretta collaborazione con i servizi, i progetti e gli operatori. Presta, inoltre, grande attenzione alla privacy degli ospiti e alla loro sensibilità in fase di scrittura delle comunicazioni che vengono inviate ai donatori. La Casa della carità ha l’impegno di massima trasparenza e correttezza nei confronti dei propri stakeholder e di conseguenza anche nei confronti dei propri sostenitori, in relazione al proprio operato e adotta principi di trasparenza e correttezza nella gestione di donazioni, liberalità e contributi. Come stabilito dal Codice Etico della Fondazione, le risorse ricevute vengono utilizzate secondo criteri di efficacia, pertinenza ed efficienza. Al donatore è riconosciuta la possibilità di richiedere informazioni in merito alle modalità di utilizzo dei fondi donati e ai risultati conseguiti grazie a suddette donazioni. Inoltre la Fondazione garantisce, se richiesto, il rispetto dell’anonimato del donatore.

Prendendo in esame il bilancio consolidato 2019 della Fondazione alla voce Conto economico, si contano 4.915.994 € di proventi. Di questi, il 41,6%, 2.045.355 € provengono da donazioni individuali da parte dei 22.569 donatori attivi della Casa della carità. I fondi provenienti da donazioni hanno avuto un incremento del 12,5% rispetto al 2018, grazie allo sviluppo di campagne mirate su tutti i canali di raccolta, dalle donazioni regolari, al direct mailing, ai lasciti.

Tabella 2 - Bilancio consolidato, conto economico, proventi 2019 - versione semplificata (euro)

 201920182017
Proventi Attività Tipiche2.613.0792.774.1702.623.478
Donazioni e raccolta fondi2.045.3351.818.1291.542.824
Altri proventi73.73579.92060.662
Accantonamenti21.24070.500363.900
Proventi Finanziari162.58541518.834
TOTALE PROVENTI4.915.9944.713.1354.609.699

Donazioni da individui

Entrando nel dettaglio delle attività di raccolta fondi rivolta a persone fisiche, è possibile distinguere due diverse tipologie di donatori che ricevono aggiornamenti in merito alle attività della Fondazione. La prima è composta dai donatori entrati in contatto diretto con la Fondazione (le cui donazioni compongono il totale della voce “Donazioni” del rendiconto economico) e la seconda da donatori raggiunti tramite un fornitore esterno di mailing, Innovairre (il totale raccolto da questi donatori corrisponde alla voce “Donazioni mailing” del rendiconto economico), che dal 2013 ha il compito di promuovere le attività della Casa della carità sul territorio nazionale.

Le comunicazioni inviate a questi due gruppi di donatori raccontano la Casa della carità, offrendo loro riflessioni da parte del presidente don Virginio Colmegna e ponendo l’attenzione ogni mese su un diverso progetto e su una storia di un ospite, che viene raccolta grazie alla collaborazione con gli operatori. Le lettere sono corredate da fotografie, che documentano i diversi momenti all’interno della Fondazione e lo svolgimento dei diversi servizi.

Donazioni

Per quanto riguarda le attività di raccolta fondi rivolte ai donatori entrati in contatto diretto con la Casa della carità (voce “Donazioni” del rendiconto economico), rispetto all’anno precedente, nel 2019 l’importo raccolto dalle campagne annuali è diminuito del 7%. La flessione sembra dovuta sostanzialmente alla perdita di alcune grandi donazioni, in parte compensata dall’incremento delle donazioni regolari – di cui si dice sotto – e delle donazioni online.

Gli altri indicatori di andamento relativi a questa voce di bilancio sono al contrario ampiamente positivi: crescono il numero delle donazioni +25%, il numero di donatori, +20,5%, il numero di nuovi donatori, +45%. Questo andamento è stato determinato dall’aumento della pressione sui donatori e dalla ricerca online di nuovi donatori, tramite mail mirate e campagne sui social media.

* Sono considerati attivi i donatori che hanno effettuato almeno una donazione nell’anno preso in considerazione.

La tabella di seguito mostra la distribuzione delle donazioni superiori a 5.000 €. Le donazioni superiori a 5.000 € sono stabili in termini numerici complessivi, ma vedono un ridimensionamento delle donazioni da 10.000 a 20.000 € a favore delle altre fasce.

Tabella 3 - Grandi donazioni da privati per fasce d'importo

Donazioni per fasce di importo201920182017
Da 5.000 € a 10.000 €312322
Da 10.000 € a 20.000 €61513
Da 20.000 € a 50.000 €1085
Superiori a 50.000 €111
Totale484741

Infine, per quanto riguarda questo primo gruppo di donatori, il 2019 ha dato ulteriore slancio alla campagna Progetto Amico di famiglia, strutturata e lanciata nel 2017, per la ricerca di donatori regolari. Nel 2019, come evidenziato nella tabella sottostante, si è registrato un ulteriore aumento del numero dei donatori regolari, che sono passati dai 167 del 2018 a 214 e crescendo quindi del 28%. L’importo raccolto dalle donazioni regolari è cresciuto in misura ancora maggiore rispetto al numero di donatori, attestandosi su un +55%.

Tabella 4 - Donazioni regolari

 201920182017
Donatori regolari attivi214167109
Importo totale (€)57.18336.769,0020.083,00

Donazioni mailing

Oltre alle attività precedentemente descritte, dalla fine del 2013 è attiva una collaborazione con un fornitore esterno, Innovairre, per un piano di mailing che prevede l’invio di lettere cartacee di richiesta fondi e che ha l’obiettivo di far conoscere i progetti e le iniziative della Fondazione a un bacino sempre più ampio di persone a livello nazionale.

Nel 2019, il piano mailing ha visto un incremento del raccolto annuo (+7% rispetto al 2018).  Rimangono stabili le donazioni, mentre crescono i donatori attivi, di circa 3.000 unità, a compensazione del decremento dei nuovi donatori, 2.800 in meno rispetto al 2018.

* Sono considerati attivi i donatori che hanno effettuato almeno una donazione nell’anno preso in considerazione e nell’anno precedente.

Contributo 5 per mille

Il 5 per mille, a bilancio 2019, riguarda le scelte espresse nel 2017, ma è possibile conoscere anche l’importo totale e le scelte effettuate nell’anno finanziario 2018, che andranno a bilancio nel 2020. Data questa premessa, si osserva come siano cresciuti sia il numero delle scelte che l’importo totale del contributo.

Tabella 5 - Contributi 5 per mille

Anno finanziario201820172016
Anno di erogazione202020192018
Importo per scelte espresse (€)72.388,6862.16960.872
Importo proporzionale
per scelte generiche (€)
1.884,381.8402.009
Totale (€)74.273,0664.01062.822
Scelte1.3111.1601.122

Contributi e donazioni da enti

Nel 2019, la Casa della carità ha collaborato con alcune importanti aziende, con enti ecclesiastici, associazioni e fondazioni, i cui contributi sono dettagliati nella tabella di seguito.

Tabella 6 - Contributi e donazioni da enti (Euro)

EnteTipo di contributoImporto
Fondazione CariploDonazione400.000
Fondazione De AgostiniContributo per progetto80.000
Contributo privato autonomia famigliaDonazione55.000
Fondazione Franca e Alberto RivaDonazione32.000
UnicreditDonazione30.960
Banco BPMContributo per progetto25.000
SIA SpaContributo per progetto14.000
Associazione Amici di Francesco OnlusContributo per progetto12.500
BPLContributo per progetto5.000
EasyboxContributo per progetto5.000
Fondazione Accademia di ComunicazioneDonazione5.000
Confraternita della PentolacciaDonzione3.000


Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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