Accoglienza: relazione e cura per l’autonomia

Attività ospitalità residenziale Attività diurne Attività sul territorio

Le attività sociali della Casa della carità si svolgono sul territorio di Milano. Il cuore della Fondazione è la sua Casa al numero 10 di via Francesco Brambilla, tra i quartieri Crescenzago e Adriano, alla periferia orientale del capoluogo lombardo. Qui hanno sede le attività di ospitalità residenziale e le attività diurne. Altri interventi coinvolgono il resto del territorio della città metropolitana, in contesti marginali e complessi, dove sono attive strutture di ospitalità e sono avviati progetti di intervento, in collaborazione con le istituzioni, con altri enti del terzo settore e con realtà della società civile, come scuole e parrocchie.

5.553Persone aiutate 55.992Pasti

Nel 2017, l’Accoglienza della Casa della carità, attraverso le sue diverse attività, ha lavorato in favore di 5.553 persone. Il calo rispetto agli anni precedenti è legato, soprattutto, alla mancanza dei progetti estivi di ospitalità temporanea dei profughi. Nel 2017, anche a fronte dei cambiamenti del contesto nazionale e locale, la Casa della carità ha scelto di non replicare le esperienze degli anni precedenti sia perché il numero di migranti e richiedenti asilo presenti sul territorio ha smesso di crescere sia perché la Fondazione ha ritenuto necessario superare logiche e pratiche emergenziali. La Fondazione, nel corso dell’anno, ha offerto 55.992 pasti.

TABELLA 9 - ACCOGLIENZA

 201720162015
Persone aiutate5.5537.0786.123

 

 

Le attività di ospitalità residenziale

L’ospitalità residenziale rappresenta la parte più rilevante delle attività sociali della Casa della carità. Si svolge nella sede di via Brambilla, che conta 138 posti, in una rete di 56 appartamenti gestiti dalla Fondazione e in altri spazi di ospitalità promossi e gestiti sul territorio cittadino, come il nuovo progetto aperto nel 2017: la Tillanzia.

Tra le iniziative della Casa della carità ci sono alcuni interventi specifici pensati per l’ospitalità di mamme con bambini, di famiglie in situazioni di disagio abitativo, di famiglie rom in difficoltà, di giovani migranti minorenni soli o neomaggiorenni. Un’attenzione particolare, infine, è riservata alle persone con problemi di salute mentale per le quali la Fondazione ha avviato, insieme alle istituzioni, progetti per promuovere degli standard di cura adeguati e un’offerta di servizi integrata. Complessivamente, nel 2017 le attività di ospitalità residenziale della Casa della carità hanno coinvolto 716 persone in difficoltà, per un totale di 178.703 giorni di ospitalità offerti.

TABELLA 10 - ATTIVITÀ DI OSPITALITÀ RESIDENZIALE

 201720162015
Persone ospitate7161.0901.088
Giorni di ospitalità178.703169.991135.639

Rispetto all’anno precedente, il dato delle persone ospitate è in calo perché, come detto, non sono stati accolti i profughi nel corso dell’estate (469 persone nel 2016, 491 nel 2015). Ciò nonostante, le giornate di ospitalità sono comunque in crescita perché le attività di ospitalità residenziale stabili della Fondazione hanno accolto più persone e per periodi più lunghi. Su questo indicatore, l’assenza dei progetti estivi di accoglienza ha inciso in misura molto minore perché, in quanto iniziative temporanee, avevano ospiti numerosi, ma presenti per pochi giorni di ospitalità.

Un’ospite con un’operatrice – Foto: Marco Garofalo

Indicatori

Per le attività di ospitalità residenziale che vengono svolte all’interno della sede della Casa della carità, e che quindi rappresentano la parte più costante e strutturale del suo ampio lavoro sociale, la Fondazione ha individuato degli specifici indicatori di performance. Sono stati creati grazie a un lavoro di gruppo che ha coinvolto professionalità diverse, interne ed esterne alla Casa della carità, e sono stati calcolati a partire dal Bilancio di sostenibilità 2014. Sono dei valori qualitativi che vanno ad affiancarsi ai dati quantitativi relativi a ciascuna attività, già presenti in ogni precedente edizione del Bilancio sociale, rappresentando un ulteriore elemento di analisi dell’operato della Fondazione e un’importante occasione di confronto del suo evolversi anno per anno. Gli indicatori individuati sono stati chiamati Tasso di turn over e Indice di stanzialità.

Il Tasso di turn over (TO) viene calcolato dividendo la somma delle persone entrate e uscite dall’ospitalità nel corso dell’anno per il numero totale delle persone ospitate nel corso del medesimo anno.

TO = (ospiti entrati + ospiti usciti) / ospiti

Questo indicatore misura il “ricambio” delle persone che vengono ospitate in ciascuna delle diverse attività: maggiore è il valore TO e maggiore è il numero di persone che, nel corso dell’anno, sono uscite dai percorsi di ospitalità lasciando che altre persone in difficoltà prendessero il loro posto. Le persone in difficoltà ospitate dalla Casa della carità possono concludere la loro permanenza in via Brambilla in diversi modi, positivi o negativi, a seconda di come procedono i loro percorsi di autonomia e cittadinanza: affittando una casa (e, in alcuni casi, acquistandola), spostandosi in uno degli appartamenti gestiti dalla Fondazione, oppure andando in un’altra struttura di accoglienza più adatta alle esigenze della persona.

L’Indice di stanzialità (IS) si calcola considerando tutte le persone ospitate nel corso di un anno (cioè sia quelle presenti al 31 dicembre, sia quelle uscite dall’ospitalità prima di quella data) ed è il rapporto tra il numero totale delle persone ospitate per più di un anno e il numero totale di persone ospitate per meno di un anno.

IS = [(o. dimessi al 31.12 con permanenza > 1 anno) + (o. presenti al 31.12 da > 1 anno)] / [(o. dimessi 2017 con permanenza < 1 anno) + (o. presenti al 31.12 da < 1 anno)]

Questo indicatore, a differenza del precedente, non misura solo quanto fatto nell’anno preso in esame, ma anche nei precedenti: infatti, maggiore è il valore IS e maggiore è la durata dell’ospitalità media all’interno di una specificità attività.

A questi due indicatori ne va aggiunto un terzo, quello relativo ai giorni di ospitalità. Ogni giorno trascorso da una persona all’interno dei progetti di ospitalità residenziale della Fondazione ha valore uno. È un indicatore quantitativo che va a completare i dati relativi ai posti a disposizione e al numero di persone ospitate di ciascuna attività, rivelando così il livello di impegno della stessa attività nel corso dell’anno. Laddove disponibili, i valori relativi ai tre indicatori si trovano nel paragrafo dedicato a ciascuna attività di ospitalità residenziale.

La Tillanzia

Sede: Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue, Cimiano, Milano
Inizio del servizio: 2017 | Posti: 40 | Persone ospitate nel 2017: 8 (3 donne e 5 minori)
Convenzioni: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano

Grazie alla collaborazione con la Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue, nel 2017, la Casa della carità ha aperto un nuovo spazio di ospitalità, una comunità che le ha consentito di aumentare ancora il numero di persone in difficoltà che può accogliere: la Tillanzia.  Inaugurata nel settembre 2017, la comunità accoglie donne in condizione di precarietà socio-economica rimaste senza casa o provenienti da altre comunità o centri di accoglienza e che hanno con sé uno o più figli minori. Sono mamme in difficoltà, sia italiane che straniere, spesso molto giovani e con neonati da accudire in solitudine e con alle spalle storie segnate da violenza, di fuga da guerre e povertà, di tossicodipendenze o di uscita dal carcere. L’idea è riproporre anche in questo nuovo spazio quella stessa accoglienza eterogenea e variegata che viene sperimentata da oltre un decennio alla Casa della carità dove convivono persone con percorsi e vissuti diversi.

Ospiti e operatrici della Casa in uno degli spazi comuni della Tillanzia – Foto: Marco Garofalo

La Tillanzia ha sede nel quartiere di Cimiano, alla periferia nord-est di Milano ed è inserita all’interno di un’ampia struttura che ospita anche gli istituti scolastici gestiti dalle Suore del Preziosissimo Sangue. La comunità è collocata in un’ala di uno degli edifici, da tempo non utilizzata e ristrutturata proprio per realizzare il progetto di accoglienza. Per quanto riguarda la gestione, la Casa della carità coordina la presenza nella comunità dei propri operatori sociali, figure professionali con competenze educative in grado di supportare e accompagnare le mamme nel percorso di reinserimento sociale finalizzato all’autonomia. La Fondazione, inoltre, mette a disposizione consulenze di tipo legale, medico, psichiatrico e per la ricerca lavorativa, la conduzione di laboratori per le mamme.

Nella Tillanzia viene promossa la presenza di volontari che possano impegnarsi da protagonisti in diverse attività, come l’insegnamento della lingua italiana, i giochi con i bambini, il doposcuola e l’animazione diurna del luogo. La comunità vuole essere aperta al territorio e stabilire collegamenti con le realtà presenti, a partire dal decanato. L’obiettivo è diventare luogo di animazione culturale con iniziative rivolte anzitutto ai giovani. Da subito sono state attivate sinergie con vari soggetti del quartiere, dalle parrocchie alle associazioni di volontariato, dalle scuole ad altri enti sociali e culturali Infine, il motivo del nome scelto per questo nuovo spazio: la Tillanzia è una pianta capace di vivere anche senza pioggia acquisendo l’acqua dall’atmosfera attraverso rugiada, umidità o nebbia. Sa chiudersi e resistere in momenti di forte siccità, conservando attraverso le sue foglie, le limitate e residuali risorse idriche. Nonostante le avversità, diventa bella e colorata, segno di una speranza che resiste, che diffonde amore, che genera vita.

Ospitalità gratuita

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2004 | Posti: 58 (40 per uomini e 18 per donne) | Persone ospitate nel 2017: 100 (65 uomini e 35 donne) | 
Nuove ospitalità: 42 | Dimissioni: 41 | Convenzioni: nessuna

La Casa della carità ospita uomini e donne in difficoltà in forma gratuita, vale a dire senza convenzioni con le istituzioni ma solamente grazie ai contributi di enti privati e alle donazioni dei cittadini. Questa modalità consente di affrontare in modo più flessibile ed efficace la complessità dei problemi degli ospiti. Le persone sono seguite con progetti personalizzati di accompagnamento all’autonomia da due equipe: la prima è formata da operatori che lavorano a stretto contatto con gli ospiti, la seconda è composta da medici, psichiatri, assistenti sociali ed esperti di orientamento al lavoro.

TABELLA 11 - INDICATORI DI PERFORMANCE OSPITALITÀ GRATUITA

 201720162015
Tasso di turn over0,830,711,19
Indice di stanzialità1,081,380,56
Giorni di ospitalità21.47618.19616.863

Tra le persone accolte nel 2017 ci sono stati anche alcuni giovani precedentemente inseriti nel progetto per minori stranieri non accompagnati “Emergenze sostenibili”. Si tratta di ragazzi che, al compimento della maggiore età, erano ancora bisognosi di un luogo di ospitalità e di un accompagnamento, fornito dalla Casa della carità nell’ambito del progetto “Chiudiamo il cerchio”, che di “Emergenze sostenibili” è stato la continuazione. Il numero dei giorni di ospitalità è leggermente superiore al numero totale disponibile poiché, laddove possibile e necessario, sono stati utilizzati dei posti dell’ospitalità richiedenti asilo e rifugiati vulnerabili temporaneamente liberi per ospitare persone accolte all’interno dell’ospitalità gratuita.

Ospitalità richiedenti asilo e rifugiati vulnerabili

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2013 | Posti: 15 | Persone ospitate nel 2017: 20 (15 uomini e 5 donne) | 
Nuove ospitalità: 11 | Dimissioni: 6 | Convenzioni: Comune di Milano ATI: Cooperativa Comunità Progetto Onlus, Cooperativa Farsi Prossimo Onlus

La Casa della carità attua un progetto di accoglienza specifico per richiedenti asilo e rifugiati vulnerabili. Si tratta di soggetti con malattie organiche, disabilità fisiche o patologie psichiatriche molto complesse. Il progetto è realizzato in convenzione con il Comune di Milano. Il lavoro con queste persone mira a realizzare interventi sanitari e di cura e al riconoscimento dei diritti di cittadinanza attraverso la regolarizzazione dei documenti. Laddove possibile, si agisce anche sul piano formativo e di inserimento lavorativo.

Per favorire un sistema integrato di interventi a favore di questi soggetti particolarmente fragili, la Casa della carità lavora in rete con altri soggetti pubblici o del privato sociale come il Centro di consultazione etnopsichiatrica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda, la Questura di Milano e il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano. Per portare avanti il progetto la Fondazione ha creato un’Associazione Temporanea di Impresa con Cooperativa Comunità Progetto Onlus e Cooperativa Farsi Prossimo Onlus, anch’esse impegnate in questo tipo di ospitalità.

TABELLA 12 - INDICATORI DI PERFORMANCE OSPITALITÀ RICHIEDENTI ASILO E RIFUGIATI VULNERABILI

 201720162015
Tasso di turn over0,850,570,87
Indice di stanzialità0,661,831,28
Giorni di ospitalità3.9384.6486.407

Il dato relativo ai giorni di ospitalità è diminuito rispetto all’anno precedente perché le nuove ospitalità sono state numerose e sono state spesso precedute da tempi di attesa più o meno lunghi, che hanno inciso sul conteggio totale. Per questo, come spiegato nel paragrafo precedente, laddove possibile, alcuni posti rimasti liberi sono stati temporaneamente assegnati a persone accolte all’interno dell’ospitalità gratuita.

La salute mentale delle persone straniere nella città di Milano

Come nel 2016, anche nel 2017, la Casa della carità ha ricevuto dal Ministero dell’Interno un contributo per un progetto sperimentale dedicato all’ospitalità di cittadini stranieri, in larga parte richiedenti asilo, che non riescono a trovare una collocazione all’interno del tradizionale sistema di accoglienza a causa dei sintomi e della patologia psichiatrica che hanno sviluppato. La Casa ha ospitato persone multiproblematiche, con fragilità fisiche o psichiche, traumi legati all’esperienza migratoria, difficoltà a ottenere i documenti. I fondi stanziati sono andati a sostenere e consolidare la metodologia di intervento che la Fondazione ha sviluppato con ospiti di questo tipo nel corso degli anni.

Ospitalità Sprar dm

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2014 | Posti: 8 (6 per uomini e 2 per donne) | Persone ospitate nel 2017: 12 (9 uomini e 3 donne) | 
Nuove ospitalità: 5 | Dimissioni: 4 | Convenzioni: Comune di Milano(Servizio centrale SPRAR)

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La Casa della carità realizza un progetto di accoglienza rivolto esclusivamente a rifugiati e richiedenti asilo con problemi di salute mentale. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano nell’ambito dello SPRAR (Sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati) del Ministero dell’Interno. Le persone ospitate provengono da altri centri non specializzati o da ricoveri in strutture ospedaliere. Vengono seguite sul piano sanitario e del riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Gli operatori del progetto, tra cui medici, psichiatri e avvocati, lavorano in collaborazione con il Centro di consultazione etnopsichiatrica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda.

TABELLA 13 - INDICATORI DI PERFORMANCE OSPITALITÀ SPRAR DM

 201720162015
Tasso di turn over0,750,661,08
Indice di stanzialità1,000,501,00
Giorni di ospitalità2.2492.7432.532

Progetto FRA NOI

Nel 2017, la Casa della carità ha preso parte al progetto FRA NOI, che si propone di costruire una rete nazionale di accoglienza per l’autonomia dei cittadini stranieri titolari di protezione internazionale. Il progetto, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014- 2020, ha come capofila il Consorzio Farsi Prossimo, è operativo in 10 regioni e ha come destinatari 546 titolari di protezione internazionale.

FRA NOI ha tre obiettivi: creare una rete nazionale a sostegno dei percorsi di autonomia dei cittadini stranieri titolari di protezione internazionale che consenta la messa in comune di risorse e opportunità; sviluppare un sistema integrato e condiviso di monitoraggio, valutazione e follow up dei percorsi di autonomia e lo scambio tra le buone prassi; ampliare e sistematizzare delle reti con i servizi pubblici e con i privati ad oggi attivi nei singoli territori nelle diverse aree dell’integrazione favorendo il nascere di nuove sinergie. Per quanto riguarda la Fondazione, che fin dalla sua nascita ha sempre lavorato con numerosi cittadini stranieri titolari di protezione internazionale, la parte più operativa del progetto arriverà nel corso del 2018. Particolare attenzione verrà posta sui temi dell’alloggio e del lavoro, per offrire percorsi di inserimento socio economico a persone in precedenza ospitate nel circuito di accoglienza SPRAR.

Richiedenti asilo ospiti della Casa – Foto: Marco Garofalo

Casa Francesco

G4-PR3

Sede: via Ucelli di Nemi
Inizio del servizio: 2015 | Posti: 7 | Persone ospitate nel 2017: 7  | 
Nuove ospitalità: 3 | Dimissioni: 3 | Convenzioni: Comune di Milano | Partner: Fondazione Banca Popolare di Lodi e Amici di Francesco ONLUS 

La Casa della carità si fa carico del problema dei minori stranieri che arrivano da soli in Italia (cosiddetti “non accompagnati”) ospitandoli all’interno di un progetto sperimentale di ospitalità, Casa Francesco. Gli spazi di questo progetto consistono in due appartamenti dove i giovani ospiti sono seguiti 24 ore su 24. I ragazzi arrivano su segnalazione del Pronto intervento minori del Comune di Milano. Due i percorsi di lavoro sociale: il primo è dedicato ai giovani appena arrivati in Italia e prevede regolarizzazione dei documenti, iscrizione a scuola, corsi di italiano. Il secondo riguarda i minori arrivati dopo essere stati già ospiti di altri centri in Italia. Loro vengono seguiti nella realizzazione di alcune forme di autonomia, tra cui la ricerca di un lavoro.

TABELLA 14 - INDICATORI DI PERFORMANCE CASA FRANCESCO

 201720162015
Tasso di turn over0,85--
Indice di stanzialità1,50--
Giorni di ospitalità2.4732.003-

Due giovani, una volta diventati maggiorenni, hanno continuato la loro ospitalità in appartamento pur non percependo la Fondazione più contributi da parte del Comune. Il progetto è dotato di una Carta dei servizi, in quanto il Comune di Milano lo ha inserito nelle unità d’offerta sperimentali regionali. Si tratta di uno strumento del quale, per lo stesso motivo, è provvisto anche il progetto Casa Nido. Il 2017 è il primo anno per il quale sono stati calcolati tutti gli indicatori relativi a Casa Francesco poiché il progetto è iniziato a fine 2015 e, quindi, per i due anni precedenti l’unico indicatore disponibile e significativo è quello relativo ai giorni di ospitalità.

Ospitalità in residenzialità sociale temporanea

A partire dal 2015, la Casa della carità è uno degli enti gestori dei posti letto inseriti all’interno del servizio di Residenzialità Sociale Temporanea del Comune di Milano. La Fondazione ha inserito alcuni dei suoi spazi di accoglienza all’interno del sistema di accreditamento: vengono utilizzati quando viene fatta richiesta dal Comune e, in accordo con i servizi competenti, viene deciso che la persona proposta è adatta per essere ospitata in quel contesto, con un progetto di accompagnamento sociale. In particolare, nel corso del 2017, questo è avvenuto con spazi di ospitalità all’interno dell’ospitalità maschile, della comunità So-stare, di Casa Nido e degli appartamenti di housing sociale della Fondazione, come descritto nei paragrafi successivi.

Housing sociale

Sede: 56 appartamenti su tutto il territorio di Milano
Convenzioni e progetti: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano (per un totale di 34 posti); FareCentro, in collaborazione con iBVA, Condominio solidale in ATS con Consorzio SIR

La Casa della carità gestisce 56 alloggi nella città di Milano, che compongono la sua rete di housing sociale. L’ospitalità negli appartamenti è transitoria ed è finalizzata a una successiva e completa autonomia. Le abitazioni sono immobili di proprietà della Casa (2), presi in affitto (2), concessi in comodato d’uso gratuito (2), oppure assegnati dal Comune di Milano dopo essere stati confiscati alla criminalità organizzata (7). Un appartamento è stato dato in gestione alla Fondazione dal Comune di Pioltello, dove la Fondazione aveva lavorato in passato con un gruppo di famiglie rom in difficoltà. Nove appartamenti fanno parte del progetto Abitare solidale realizzato con l’Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA) di Milano e 15 sono di proprietà Aler.

La Casa della carità, inoltre, gestisce 18 appartamenti di proprietà della Città Metropolitana di Milano in uno stabile del quartiere di Ponte Lambro, 16 dei quali rientrano all’interno del progetto Condominio solidale. Scopo dell’intervento, realizzato in Associazione temporanea di scopo con il capofila Consorzio SIR, è regolarizzare le occupazioni irregolari a scopo abitativo di sedici nuclei famigliari. Sette appartamenti, per un totale di 34 posti, infine, sono inseriti all’interno del servizio di Residenzialità Sociale Temporanea del Comune di Milano.

TABELLA 15 - HOUSING SOCIALE

 201720162015
Appartamenti565136
Persone ospitate205165139
Giorni di ospitalità63.05757.32246.924

Tra le esperienze di ospitalità fatte negli appartamenti della Fondazione, due si sono rivelate particolarmente significative nel corso del 2017. La prima riguarda il progetto Ospitiamoci che la Casa della carità ha lanciato insieme all’Azione Cattolica Ambrosiana, per coinvolgere i soci dell’organizzazione in un’accoglienza diffusa, gratuita e personalizzata delle persone in difficoltà seguite dalla Fondazione. Il primo esempio di questa partnership si è concretizzato alla parrocchia di San Giorgio al Palazzo a Milano, che ha messo a disposizione un appartamento dove sono ospitate persone che, dopo un periodo alla Casa della carità, hanno ancora bisogno di una soluzione abitativa temporanea e di un accompagnamento sociale. Sei le persone accolte nel 2017.

La seconda esperienza è nata a Bruzzano, il quartiere di Milano dove la Fondazione ha realizzato nel 2015 e nel 2016 dei progetti di ospitalità gratuita e temporanea dei profughi insieme alla parrocchia della Beata Vergine Assunta. Qui i parrocchiani hanno seguito e accolto una famiglia pakistana con un figlio disabile che era arrivata in Italia nell’estate del 2016. Da allora, il nucleo di tre persone è alloggiato in un appartamento preso in affitto e seguito sia dai volontari della parrocchia che dagli operatori della Casa della carità, in maniera completamente gratuita.

Un momento dell’accoglienza dei profughi a Bruzzano nell’estate del 2016 – Foto: Marco Garofalo

Comunità so-stare

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2005 | Posti: 10 | Persone ospitate nel 2017: 15  | 
Nuove ospitalità: 7 | Dimissioni: 8 | Persone seguite sul territorio (So-stare diffuso): 9 | Convenzioni: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano (1 posto)

La Casa della carità ospita So-stare, una comunità sperimentale di residenzialità leggera. In essa vengono accolte persone che hanno bisogno di accudimento fisico, cura mentale, aiuto all’inclusione sociale e accompagnamento ai servizi pubblici del territorio, con una particolare attenzione alla salute mentale. Successivo al periodo in comunità è il progetto chiamato So-stare diffuso. Gli ospiti che hanno lasciato So-stare continuano a essere seguiti con colloqui, visite domiciliari, accompagnamenti medici, legali e burocratici.

TABELLA 16 - INDICATORI DI PERFORMANCE SO-STARE

 201720162015
Tasso di turn over110
Indice di stanzialità124
Giorni di ospitalità2.5402.6662.522

Rispetto agli anni precedenti, il Tasso di turno over di So-stare è ulteriormente cresciuto perché la comunità, nel 2017, ha accolto anche persone senza problemi di salute mentale, ma comunque bisognose di un’ospitalità raccolta e protetta. Tra queste, alcuni ospiti che erano usciti dalla Casa della carità, ma che hanno avuto bisogno di un nuovo periodo di accoglienza.

Casa Nido

G4-PR3 | G4-PR4

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2006 | Posti: 8 | Persone ospitate nel 2017: 8  | 
Nuove ospitalità: 0 | Dimissioni: 1 | Convenzioni: Comune di Milano

La Casa della carità mette a disposizione tre mini appartamenti per il progetto Casa Nido, che ospita nuclei di mamme con bambini in condizione di precarietà socio-economica o provenienti da comunità e centri di accoglienza. Gli alloggi offrono un contesto abitativo di tipo famigliare dove gli operatori aiutano le mamme a sviluppare proprie risorse e capacità professionali con un affiancamento educativo e un sostegno alla genitorialità. I nuclei famigliari vengono seguiti anche dopo l’uscita dal progetto. Il progetto è in larga parte convenzionato con il Comune di Milano ed è accreditato come appartamenti per l’autonomia con la Regione Lombardia. Secondo quanto richiesto dalla Regione, Casa Nido si è dotata di una Carta di servizi. Si tratta di uno strumento del quale, per lo stesso motivo, è provvisto anche il progetto dedicato ai minori stranieri non accompagnati.

Casa Nido, inoltre, sempre grazie all’accreditamento con la Regione, misura sistematicamente il grado di benessere delle persone accolte attraverso un apposito questionario. Il questionario è il GHQ – General Health Questionnaire e viene somministrato all’ingresso e all’uscita dell’ospitalità. Per quanto riguarda il 2017, però, non ci sono dati significativi non essendo stati nuovi ingressi ed avendo avuta una sola dimissione (di un neonato). Dall’esperienza di Casa Nido, si è scelto di ampliare la valutazione del benessere degli ospiti anche alle altre attività della Casa della carità, azione avviata al momento in maniera sperimentale e ancora da strutturare.

TABELLA 17 - OSPITALITÀ CASA NIDO

 201720162015
Persone ospitate82117
Uomini102
Donne275
Minori51410
Nuclei famigliari275
Nuclei famigliari seguiti sul territorio374

TABELLA 18 - INDICATORI DI PERFORMANCE CASA NIDO 

 201720162015
Tasso di turn over0,121,20,5
Indice di stanzialità-0,172
Giorni di ospitalità2.8042.2453.012

Casa Nido, nel 2017, ha ospitato meno persone degli anni precedenti poiché ha dovuto rivedere la capienza dei mini appartamenti in seguito a nuove indicazioni ricevute dalle istituzioni.

Centro di accoglienza temporaneo

Sede: Centro di accoglienza temporaneo, via Sacile
Inizio del servizio: 2014 | Posti: 180 (150, dal 1 ottobre 2017 ) | Persone ospitate nel 2017: 267  | 
Nuove ospitalità: 91 | Dimissioni: 129| Giorni di ospitalità: 57.030 | Convenzioni: Comune di Milano, ATI con Fondazione Somaschi

La Casa della carità gestisce il Centro di accoglienza temporaneo (Cat) del Comune di Milano in via Sacile. Qui vengono accolte famiglie rimaste senza casa a seguito di tentativi di occupazioni o perché sgomberate da insediamenti irregolari. Le famiglie vengono ospitate temporaneamente per realizzare progetti di reinserimento sociale e autonomia abitativa. A partire dal mese di ottobre 2017, nell’ambito di un ripensamento del progetto da parte del Comune di Milano, la capienza del centro è passata da 180 a 150 posti e il nome del centro stesso è stato cambiato, abbandonando il precedente Centro di emergenza sociale (Ces).

Tabella 19 - OSPITALITÀ CENTRO DI ACCOGLIENZA TEMPORANEO

 201720162015
Persone ospitate267194231
Uomini584571
Donne785574
Minori1319386
Nuclei famigliari735157

All’interno della convenzione con il Comune di Milano per la gestione del Centro di accoglienza temporaneo rientra anche l’attività di alcuni operatori che affiancano le forze dell’ordine durante gli sgomberi di occupazioni irregolari, proponendo alle persone allontanate ospitalità al Ces. Nel 2015, questa attività non era gestita dalla Fondazione e pertanto non ci sono dati disponibili. Nel 2016, i dati riguardano solo il periodo settembre – dicembre, mentre per il 2017 il periodo gennaio – settembre.

Tabella 20 - CENTRO DI ACCOGLIENZA TEMPORANEO, SGOMBERI

 201720162015
Chiamate725331-
Sgomberi607177-
Persone coinvolte1528473-
Nuclei famigliari accompagnati al Cat4119-
Un ospite del Centro di Autonomia Abitativa al lavoro – Foto: Marco Garofalo

Centro di autonomia abitativa

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2015 | Posti: 80 (in 17 unità abitative) | Persone ospitate nel 2017: 74  | 
Nuove ospitalità: 14 | Dimissioni: 16 | Giorni di ospitalità: 22.565 | Convenzioni: Comune di Milano, ATI conCeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà

La Casa della Carità, ospita all’interno della propria sede un Centro di Autonomia Abitativa (Caa). Il Centro è convenzionato con il Comune di Milano attraverso un’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) composta dalla Fondazione e dal Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS). Il Centro comprende alcune strutture prefabbricate situate in via Brambilla, all’interno della Casa della carità, e in via Marotta all’interno del CeAS. Nel CAA sono disponibili fino a 30 posti presso la Casa della carità e fino a 50 posti presso il  CeAS, all’interno di moduli abitativi prefabbricati di proprietà della Fondazione stessa. Il Centro di autonomia abitativa accoglie nuclei famigliari in condizione di difficoltà socio-economiche. Il lavoro sociale prevede la realizzazione di progetti finalizzati all’autonomia e all’acquisizione dei diritti di cittadinanza. Viene posta particolare attenzione alla scolarizzazione dei minori, all’accesso ai servizi sanitari pubblici e alla ricerca lavorativa e abitativa.

TABELLA 21 - OSPITALITÀ CENTRO DI AUTONOMIA ABITATIVA

 201720162015
Persone ospitate749538
Uomini192310
Donne19249
Minori364819
Nuclei famigliari17219

TABELLA 22 - INDICATORI DI PERFORMANCE CENTRO DI AUTONOMIA ABITATIVA

 201720162015
Tasso di turn over0,380,960,81
Indice di stanzialità1,850,778,5
Giorni di ospitalità22.56519.83810.815

Le attività diurne

La Casa della carità non è solo un luogo di ospitalità residenziale. È anche uno spazio dove, ogni giorno, tante persone in difficoltà trovano una risposta ai loro bisogni, a cominciare da quello di ascolto e relazione. La Fondazione, promuove diverse attività diurne che si rivolgono a persone con storie e necessità differenti, che convivono nella sede di via Brambilla 10 ma anche fuori da essa. Le attività diurne hanno come destinatari principali le persone che non sono accolte dalla Fondazione: anziani soli, persone senza dimora, detenuti ed ex detenuti, richiedenti asilo, rifugiati e migranti, intere famiglie in gravi difficoltà.

Una delle prime uscite dell’Unità di strada, ad inizio 2018 – Foto: Marco Garofalo

Nel 2017, la Casa della carità è stata tra i beneficiari dell’8×1000 dell’Arcidiocesi di Milano, i cui fondi hanno sostenuto alcune delle attività diurne. In particolare, il centro d’ascolto, il servizio docce e guardaroba e lo sportello di tutela legale. A partire dall’esperienza di queste attività e sempre grazie al contributo dell’8×1000, la Fondazione ha scelto di intensificare le attività rivolte alle persona senza dimora e, nel corso dell’anno, ha lavorato per l’avvio di un’unità mobile, chiamata “Strade Nuove” e dedicata al cardinale Carlo Maria Martini. Il servizio, che sarà svolto in collaborazione con l’Associazione Volontari Francescani e avrà il supporto di un camper,  prenderà il via nel 2018. Nel 2017, le attività diurne della Casa della carità hanno garantito ascolto, cura e sostegno a 4.103 persone in difficoltà.

TABELLA 23 - ATTIVITÀ DIURNE

 201720162015
Totale4.1035.2154.381

Centro d’ascolto

Il centro d’ascolto è lo spazio attraverso il quale le persone in difficoltà si rivolgono alla Casa della carità. È aperto ogni mattina e ci si può accedere spontaneamente oppure su invio dei servizi territoriali. Il servizio è gestito da volontari specificatamente formati e coordinato da un assistente sociale. Le persone che arrivano al Centro d’ascolto hanno la possibilità di raccontare la propria storia e i propri bisogni nel corso di un colloquio. Dopodiché gli operatori e i volontari che lo gestiscono provano a dare una risposta alle necessità emerse, orientando la persona verso i servizi offerti dalla Casa della carità oppure da altre realtà, pubbliche e private, presenti sul territorio milanese. L’elevato numero di colloqui e di nuove persone che ogni anno si rivolgono al servizio consente alla Casa della carità di avere un ampio sguardo sulle diverse forme di esclusione presenti a Milano.

TABELLA 24 - CENTRO D’ASCOLTO

 201720162015
Persone ascoltate1.5382.5951.991
Uomini1.2982.0451.506
Donne240550485
Italiani136196159
Stranieri1.4022.3991.832
Richieste di lavoro356307391
Richieste di ospitalità420442516
Richieste di consulenza legale1.2502081.336

Dopo un anno eccezionale, il 2016 con oltre 2.500 accessi, il dato delle persone che si sono rivolte al centro d’ascolto è diminuito considerevolmente, facendo registrare il valore più basso del triennio e tornando ad allinearsi con i numeri degli anni precedenti (2014: 1.639 persone; 2013: 1.385 persone; 2012: 1.302). Per un servizio così facilmente accessibile è difficile stabilire con certezza le cause di aumenti e diminuzioni degli accessi, tra i quali rientrano il passaparola informale, la disponibilità di altri servizi, il numero di persone potenzialmente interessate.

Volontarie al Centro d’ascolto – Foto: Marco Garofalo

Docce e guardaroba

Docce e guardaroba sono i servizi di accoglienza minima che la Casa della carità offre a tutte le persone in difficoltà che non sono ospiti della Fondazione perché la possibilità di lavarsi e cambiarsi garantisce dignità. Il servizio, gestito da volontari e operatori, è aperto tre volte a settimana. Le persone che vi accedono possono riposare in un angolo ristoro dove bere una bevanda calda e fare merenda e possono usufruire del Centro d’ascolto, degli ambulatori e dello sportello legale della Fondazione.

TABELLA 25 - DOCCE E GUARDAROBA

 201720162015
Utenti1.171755620
Prestazioni erogate5.4604.8054.128

Nel 2017, il numero delle persone che hanno usufruito del servizio è molto cresciuto, in particolare a partire dal mese di ottobre. È aumentato anche il numero di persone con problemi di dipendenza, sia da alcool sia da sostanze stupefacenti. Si è fatto fronte a queste nuove necessità con il coinvolgimento di nuovi volontari e con una maggiore formazione. Questo ha consentito anche l’organizzazione di nuove attività ludico-ricreative come la visione di alcuni cortometraggi e un torneo di biliardino, importanti per creare un clima amichevole e positivo tra operatori, volontari e persone che usufruiscono del servizio.


Le cause di questo considerevole aumento (+17% di nuovi utenti rispetto al 2016) sono difficili da individuare in maniera univoca e in pochi mesi. Sicuramente hanno contribuito i miglioramenti che la Fondazione ha apportato al servizio, con più personale dedicato, orari di apertura più lunghi, miglioramenti tecnici alle docce stesse. Per cercare di meglio comprendere le cause di questo fenomeno, la Casa della carità, verso la fine dell’anno, ha messo in campo alcune azioni volte a conoscere meglio la popolazione presente. In particolare, ha avviato un censimento dei domicili (formali e informali) delle persone che frequentano le docce: i primi risultati arriveranno e saranno analizzati nel corso del 2018.

5.460 docce 1.171persone  +17%NUOVI UTENTI

Sportello di tutela legale

La Casa della carità fornisce consulenza giuridica gratuita con uno Sportello di tutela legale ai propri ospiti e a persone in difficoltà transitate dal Centro di ascolto. Lo Sportello è uno strumento per affermare i diritti di cittadinanza delle persone più fragili e tratta problematiche complesse che richiedono anche approfondimenti, collaborazioni con altri enti e accompagnamenti nelle sedi della pubblica amministrazione.

TABELLA 26 - SPORTELLO DI TUTELA LEGALE

 201720162015
Persone seguite5781.2491.918

La diminuzione del numero di persone che si sono rivolte allo sportello è causata da due fattori, uno esterno e l’altro interno. Il primo è un cambio di procedure da parte delle istituzioni che ha portato meno cittadini stranieri ad aver bisogno del sostegno di un ente del terzo settore prima degli appuntamenti con l’ufficio stranieri della Questura di Milano. Il secondo, legato a una riorganizzazione del lavoro interna alla Fondazione, è la riduzione delle ore di apertura del servizio. Per gran parte del 2017, il servizio ha funzionato un pomeriggio a settimana, contro le due degli anni precedenti.

In coda allo sportello di tutela legale – Foto: Marco Garofalo

Ambulatori

La salute è uno dei primi aspetti di una persona di cui la Casa della carità si prende cura. Il servizio comprende l’assistenza medica e psichiatrica e il supporto di consulenze specialistiche. Si rivolge soprattutto agli ospiti della Fondazione, ma è aperto a tutte le persone con cui la Casa della carità entra in contatto. L’ambulatorio medico è gestito da medici e infermieri reperibili a turno. Altri specialisti come pediatri, ginecologi e infettivologi sono disponibili per consulenze e visite straordinarie. Gran parte dei farmaci utilizzati è donazione del Banco Farmaceutico.

L’ambulatorio per la salute mentale si prende cura di persone che, per un difficile accesso ai servizi, non hanno soluzioni alternative, partendo dal presupposto che il disagio psichiatrico sia una questione di salute mentale che riguarda tutti e non una malattia da stigmatizzare. Il lavoro di cura è svolto in stretta collaborazione con i servizi territoriali, in particolare con il Servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda e con il Centro Psico Sociale di zona, in via Asiago, che fa riferimento alla Fondazione IRCSS Ca’ Granda Policlinico.

TABELLA 27 - AMBULATORI

 201720162015
Pazienti seguiti516766695
Visite mediche2.0202.4822.350
Visite psichiatriche594573525
Sedute di psicoterapia490467450
Orientamento ai servizi300300300

Il numero dei pazienti seguiti è inferiore sia al dato 2016 sia al dato 2015 perché, in quegli anni, una componente significativa dei pazienti era composta di profughi accolti durante l’estate. Venuto meno quel progetto, nel 2017, il numero ne ha risentito.

Sportello di inserimento lavorativo

La Casa della carità si adopera per trovare un’occupazione agli ospiti attraverso uno Sportello di inserimento lavorativo. Le persone sono opportunamente valutate al fine di individuare per loro il percorso più utile. Laddove non è possibile un inserimento diretto nel mondo di lavoro si costruiscono percorsi di formazione, tirocini o borse lavoro anche attraverso opportuni strumenti messi a disposizione da servizi regionali.

TABELLA 28 - SPORTELLO DI INSERIMENTO LAVORATIVO

 201720162015
Persone prese in carico6838423
Invii a dispositivi pubblici regionali (dote lavoro)545
Invii a Celav per borse lavoro28226
Invii a Centro di formazione Fleming11414
Borse lavoro avviate17--
Contratti avviati291926

Lo Sportello di inserimento lavorativo, nel 2017, ha confermato la scelta fatta l’anno precedente di puntare su un minor numero di percorsi. Si è privilegiata la costruzione di occasioni  realmente concreti di inserimento lavorativo, che con soggetti in stato di bisogno è particolarmente difficile e laboriosa. Le risposte sono state positive con un aumento sia delle persone prese in carico sia dei contratti avviati.

Nel corso dell’anno, la Fondazione ha partecipato al progetto La salute in rete, finanziato dal Piano Emergo di Città Metropolitana e realizzato insieme a Consorzio Sir (ente capofila), Cooperativa A&I, Cooperativa Sociale Lotta contro l’Emarginazione, Cooperativa sociale Olinda, Fondazione Bertini Malgarini,Tartavela, Urasam, Comune di Milano e Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli e Sacco. Obiettivo di questa azione di sistema è l’elaborazione di un modello per l’inserimento lavorativo di persone con problemi di salute mentale.

Progetti N.E.T. Work Uepe e ET

Nel 2017, la Casa della carità ha partecipato al progetto integrato N.E.T. Work Uepe il cui obiettivo è promuovere il re-inserimento socio-lavorativo di detenuti, in misura alternativa alla detenzione, in carico a Uepe Milano (l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), con particolare attenzione alle fragilità legate alla dipendenza o all’esperienza migratoria. In particolare, gli operatori della Fondazione, da un lato, hanno preso in carico e seguito 26 persone e, dall’altro, hanno fornito informazioni utili in una delle sedi dello Sportello SPIN. Il progetto ha come capofila AFOL Sud Milano (oggi confluita in AFOL Metropolitana) ed è realizzato grazie a un’ATI di cui la Fondazione è parte insieme ad altri otto partner. L’intervento si inserisce all’interno del solco tracciato in precedenza da altri progetti simili, come A.R.I.A e MaMi, cui la Casa della carità ha già preso parte, maturando esperienza e sviluppando competenze nel campo specifico dell’inserimento lavorativo delle persone in uscita dal carcere.

La Fondazione, inoltre, ha preso parte al progetto ET. Percorsi di inclusione per minori e giovani adulti sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, realizzato da un’ATI con capofila A&I Onlus e altri otto partner. In questo contesto, gli operatori di Casa della carità hanno sostenuto la fase post-penale di reinserimento ed integrazione sul territorio di due giovani adulti sottoposti alla misura della messa alla prova. Le attività di reinserimento previste sono state la ricerca di soluzioni abitative, l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento legale.

In ambulatorio – Foto: Marco Garofalo (L’immagine è a titolo esemplificativo e non ritrae
un vero controllo medico al fine di rispettare le norme vigenti in materia di privacy e salute).

Lavori di pubblica utilità (LPU)

Il lavoro di pubblica utilità (Lpu) è una sanzione penale consistente nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.

La Casa della carità ha scelto di essere uno di questi perché crede in un’idea di pena che non sia solo punitiva, ma formativa e riparativa.

Per questo, dal 2011, la Fondazione ha firmato una convenzione con il Tribunale di Milano per lo svolgimento di Lpu relativi ai reati di guida in stato di ebbrezza e guida sotto effetto di stupefacenti.

TABELLA 29 - LAVORI DI PUBBLICA UTILITÀ

 201720162015
Segnalazioni ricevute6080130
Progetti avviati211927
Progetti conclusi292529
Ore di lavoro svolte2.3933.3063.434

Nel 2017, sempre seguendo un’idea di pena riparativa, la Casa della carità ha introdotto la possibilità di svolgere presso la Fondazione l’istituto della Messa alla prova per adulti per il reato di guida in stato di ebbrezza. Nel corso dell’anno, non sono stati avviati programmi di trattamento, ma sono state rilasciate quattro dichiarazioni di disponibilità la cui effettiva esecuzione avverrà nel 2018.

Laboratorio occupazionale anziani

Fin dai primi anni di attività della Fondazione, un gruppo di anziani viene accolto due volte alla settimana alla Casa della carità, per una giornata di condivisione e sostegno. Gli anziani soli, principalmente residenti sul territorio della Zona 2 del Comune di Milano, hanno l’occasione di stare insieme, pranzare e fare attività coinvolgenti. Non solo: gli operatori organizzano giornate dedicate, al cinema, alla musica, alla pet therapy, organizzano uscite sul territorio, offrono un supporto per le pratiche burocratiche o le visite mediche e promuovono numerosi appuntamenti ricreativi e di socializzazione. Cruciale è anche la relazione con i familiari degli anziani, curata dagli operatori con particolare attenzione.

Dal 2016, le attività con gli anziani sono inserite nel sistema dei servizi di domiciliarità del Comune di Milano per i quali la Fondazione è accreditata per il Municipio 2. Nel 2017, il servizio ha funzionato per 107 giornate, tra le quali 19 occasioni speciali come domeniche e festività  Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto), completamente a carico della Fondazione.

TABELLA 30 - LABORATORIO OCCUPAZIONALE ANZIANI

 201720162015
Persone prese in carico406361
Uomini132118
Donne274243
Età media857977

Nel 2017, il numero delle persone seguite dai servizi di domiciliarità è diminuito perché ad essere cresciuta è l’età media, sempre più alta. All’interno del gruppo, sono aumentati gli anziani non autosufficienti e quelli bisognosi di cure e aiuti particolari da parte degli operatori. Obiettivo del servizio è offrire a queste persone la possibilità di prolungare il più possibile la loro permanenza nella loro abitazione e nel loro contesto sociale, accompagnandole, laddove necessario, all’ingresso in apposite strutture residenziale.

107GIORNATE INSIEME 19DOMENICHE E FESTIVITÀ

Casa Elena

La Casa della carità, con il progetto chiamato Casa Elena, sostiene adulti in difficoltà nel loro percorso di uscita dall’esclusione sociale attraverso una riabilitazione diurna, che prevede ascolto, accompagnamento, momenti conviviali e laboratori di arte-terapia, grafica e sartoria. Nel corso dell’anno, il progetto è stato ripensato e, per questo, ha lasciato la sua storica sede nella zona di Cascina Gatti, a Sesto San Giovanni, e si è spostato alla Casa della carità, in via Brambilla 10 a Milano.

LEGGI LA STORIA: Gli effetti positivi dell’arte-terapia

847PRESENZE 251PRANZI  85ACCOMPAGNAMENTI

Inoltre, per unire l’aspetto occupazionale a quello riabilitativo, è stata creata una linea di prodotti con etichetta Black Soul Ethical Design, per promuovere la creatività dei giovani ospiti della Casa della carità che partecipano ai laboratori di grafica e sartoria. Complessivamente, nel 2017, il progetto ha contato 847 presenze, cui vanno aggiunte 251 pranzi e 54 gite e 85 accompagnamenti ai servizi. Ciò significa che, mediamente, ogni persona ha frequentato il progetto per più di venti giorni nel corso dell’anno.

TABELLA 31 - CASA ELENA

 201720162015
Persone seguite404436
Uomini181915
Donne222321
Uno degli anziani del quartiere che frequenta la Casa – Foto: Marco Garofalo

Corso di italiano

Il corso di italiano rappresenta uno dei principali servizi messi a disposizione degli ospiti della Casa della carità grazie all’impegno di un gruppo di volontari specializzati. Tramite il corso di italiano, gli ospiti della Fondazione hanno la possibilità di conseguire una conoscenza di base della nostra lingua, precondizione fondamentale per ogni progetto di autonomia e inclusione sociale.

LEGGI LA STORIA: Le feste del corso d’italiano

Le lezioni avvengono in maniera personalizzata: ogni volontario segue un gruppo di due-tre ospiti mentre, in alcuni casi, si tratta di lezioni individuali. I volontari, accanto all’insegnamento, organizzano anche dei momenti conviviali per gli alunni del corso e per tutti gli ospiti. In particolare, nel 2017, hanno organizzato delle piccole feste per le vacanze natalizie e per l’interruzione delle lezioni prima dell’estate.

TABELLA 32 - CORSO DI ITALIANO

 201720162015
Volontari141113
Studenti384134
Ore di corso annuali731885942

Sostegno scolastico

Le attività di sostegno scolastico promosse dalla Casa della carità, nel 2017, si sono svolte in due modalità. La prima riguarda  i minori delle famiglie ospitate dalla Fondazione. In questo caso, l’obiettivo è favorire l’inclusione sociale di questi minori attraverso l’inserimento scolastico e il successo formativo. L’attività consiste in una vera e propria presa in carico dell’istruzione e della formazione del minore, a partire dal supporto per l’iscrizione scolastica, fino ad arrivare alla mediazione con le istituzioni scolastiche, con cui gli operatori sono in stretto e costante contatto, e all’organizzazione di attività di doposcuola con l’aiuto di un gruppo di volontari. Vengono messi in campo, inoltre, interventi che mirano a sostenere i genitori nel loro ruolo educativo, sia e nel superamento delle difficoltà che possono incontrare nel loro percorso di inclusione sociale. Complessivamente, questa attività ha riguardato 35 minori dei 41 ospitati nella sede della Casa della carità.

Il secondo tipo di intervento è stato, invece, realizzato in collaborazione con le scuole primarie “Martiri di Gorla”, “B. Munari”, “Vittorio Bottego” e le scuole secondarie di primo grado “Trevisani-Scaetta” e  “D. Buzzati”. Si tratta di istituti situati nelle vicinanze della sede della Fondazione e caratterizzati da una forte presenza di alunni stranieri o di origine straniera all’interno dei quali sono stati scelti alcuni alunni particolarmente bisognosi di attenzione e supporto. A loro è stato proposto un percorso di sostegno scolastico presso la sede della Casa della carità: complessivamente, i minori seguiti sono stati 15.

50 MINORI SEGUITI 35OSPITI DELLA CASA

Le attività sul territorio

G4-SO1

La Casa della carità è presente sul territorio di Milano con numerose attività che, pur tenendo come punto di riferimento la sede centrale di via Brambilla, si articolano in altre zone della città. Sono progetti che prevedono una presenza stabile oppure itinerante degli operatori della Fondazione e che molto spesso sono portati avanti in collaborazione con altri enti del terzo settore. Ad accomunarli sono una componente di innovazione e sperimentazione e l’obiettivo di offrire risposte nuove e più efficaci ai bisogni in evoluzione delle fasce più vulnerabili della cittadinanza. Nel 2017, le attività sul territorio della Casa della carità hanno coinvolto 723 persone, che in modi diversi hanno trovato un sostegno grazie all’operato della Fondazione, dai servizi di custodia sociale alle attività di musicoterapia, dall’assistenza psichica allo sport per tutti.

TABELLA 33 - ATTIVITÀ SUL TERRITORIO

 201720162015
Totale734773744

Progetto scegliere insieme la strada di casa

Zona di intervento: Municipio 2 di Milano | Inizio del servizio: 2015
Convenzioni: Comune di Milano in ATI con Comin cooperativa sociale di solidarietà, C.R.M. cooperativa sociale, Fondazione Arché

Gli enti del terzo settore che partecipano al progetto Scegliere insieme la strada di casa, in collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Milano, offrono una serie di servizi alla domiciliarità nelle zone 2 e 9 della città: interventi educativi per bambini, ragazzi e famiglie, interventi socio-assistenziali rivolti in particolare ad anziani e disabili, interventi di aiuto familiare e custodia sociale. Di questi due ultimi aspetti si occupa la Casa della carità, nella zona 2 dove ha sede la Fondazione. Compito dei custodi sociali è quello di monitorare le condizioni degli abitanti delle case popolari, ponendo particolare attenzione alla sofferenza urbana, fornendo sostegno a quei cittadini che vivono in condizioni di disagio: anziani, disabili, famiglie in difficoltà. Oltre a seguirne la quotidianità, si cerca di creare momenti di socialità, sia all’interno del condominio che fuori, per esempio attraverso l’organizzazione di uscite in città.

Anziani e custodi sociali – Foto: Marco Garofalo

Finalità del servizio di custodia è anche quello di creare e consolidare le reti sociali. Attraverso la verifica del bisogno, in collaborazione con i servizi territoriali e i partner, vengono stilati dei progetti di intervento e si decide come rispondere al bisogno. Laddove è possibile si cerca di mettere in moto la rete familiare, e se questa non c’è ci si attiva per creare una rete di volontari, associazioni della zona, comitati di inquilini, che possano fornire sostegno a chi vive in condizioni di disagio e fragilità. Inoltre, due volte a settimana, alcune delle persone seguite dal progetto frequentano la sede della Casa della carità, per pranzare insieme gratuitamente e per dei momenti di socializzazione. Tra i compiti dei custodi sociali, c’è anche la risposta a emergenze e urgenze laddove manca la rete familiare, fornendo per esempio interventi di accompagnamento, piccole commissioni, disbrigo di pratiche, acquisto di generi di prima necessità, organizzazione dell’assistenza domiciliare. I cittadini, inoltre, spesso non conoscono i servizi o li usano in modo errato; per questo il servizio di custodia ha anche l’obiettivo, di favorire l’informazione, l’orientamento e l’accompagnamento dei cittadini e delle loro famiglie alle risorse e ai servizi territoriali.

TABELLA 34 - SCEGLIERE INSIEME LA STRADA DI CASA

 201720162015
Persone seguite458478453
Uomini150160143
Donne308318310
Persone con più di 60 anni347376430
Interventi a domicilio22.74117.65018.804
Interventi di socializzazione9463351.902

Nel 2017, il progetto ha potenziato notevolmente gli interventi di socializzazione, senza penalizzare gli interventi individuali a domicilio. Inoltre, dopo un periodo di sperimentazione nel 2016, nel corso dell’anno è stata lanciata anche l’attività di assistenza familiare condivisa: più abitanti degli stessi caseggiati popolari condividono servizi come baby sitter, colf e, in particolare, assistenti agli anziani. Nel corso dell’anno, infine, gli operatori del progetto hanno incontrato un numero crescente di situazioni di povertà ed esclusione anche al di fuori dei complessi di edilizia popolare nei quali operano, entrando in relazione con gli abitanti di alloggi del mercato privato.

Anziani e operatori del progetto Scegliere insieme la strada di Casa – Foto: Marco Garofalo

Progetto per la cura del disagio psichico a crescenzago

Zona di intervento: via Padova – quartiere Crescenzago | Inizio del servizio: 2014
Convenzioni: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico | Partner: Centro Psico Sociale 10 (CPS via Asiago)

La Casa della carità realizza un progetto per la cura del disagio psichico delle persone che vivono nel quartiere di Crescenzago e afferiscono al Centro psicosociale (CPS) 10 di via Asiago. L’iniziativa è in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. L’obiettivo è migliorare le condizioni di vita degli utenti del CPS rendendoli il più possibile autonomi nel prendersi cura della propria salute mentale. Inoltre, vengono proposte attività di coinvolgimento in luoghi di socializzazione, la partecipazione a spettacoli ed eventi artistici e laboratori di musicoterapia e terapeutica artistica.

853INTERVENTI 797A DOMICILIO 99SUL TERRITORIO

Nel 2017 sono stati effettuati 853 interventi (gruppi di musicoterapia e di terapeutica artistica) presso la sede della Fondazione in via Brambilla , 797 interventi presso i domicili degli utenti e 99 interventi sul territorio. La Casa della carità, inoltre, ha messo a disposizione 668 giorni di ospitalità sempre presso la sede di via Brambilla.

TABELLA 35 - PROGETTO PER LA CURA DEL DISAGIO PSICHICO A CRESCENZAGO

 201720162015
Persone seguite727289
Uomini454661
Donne272628
Nuove persone111072

Progetto Diogene

Zona di intervento: Milano | Inizio del servizio: 2004
Convenzioni: Regione Lombardia | Convenzioni: ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST di Monza Ospedale San Gerardo, Caritas Ambrosiana, Cooperativa Novo Millennio

Diogene è un progetto sperimentale che si rivolge a persone senza dimora con patologie psichiatriche conclamate. Attraverso le uscite serali, gli operatori del progetto, educatori e psichiatri, vengono a contatto con gli homeless con l’obiettivo di ridurre la loro sofferenza psichica. Cercano di stabilire una relazione ai fini dell’accompagnamento alla presa in carico da parte dei servizi territoriali preposti. Il progetto, inoltre, propone percorsi di autonomia e inclusione sociale attraverso l’accoglienza di queste persone alla Casa della carità.

600INTERVENTI IN STRADA 10PERSONE ACCOLTE

Diogene è un progetto sperimentale finanziato dalla Regione Lombardia ed è attuato in collaborazione con ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST di Monza Ospedale San Gerardo, Caritas Ambrosiana, Cooperativa Novo Millennio. Complessivamente, nel 2017, Diogene ha realizzato 600 interventi con l’unità di strada mentre, alla Casa della carità, gli interventi in favore delle 10 persone con problemi di salute mentale accolte sono stati 1.500 e 324 quelli presso l’ambulatorio di entopsichiatria.

TABELLA 36 - PROGETTO DIOGENE 

 201720162015
Persone seguite605466
Italiani392166
Stranieri21330
Uomini293445
Donne312021
Uscite degli operatori12512490

Progetto Proviamociassieme

Zona di intervento: quartiere Molise Calvairate (Milano) | Inizio del servizio: 2004
Convenzioni: ASST Fatebenefratelli Sacco, Dipartimento Salute Mentale, Comune di Milano

La Casa della carità opera nel quartiere Molise-Calvairate di Milano, storicamente segnato da problemi sociali per la forte presenza di persone con problemi di disagio psichico, con il progetto Proviamociassieme. L’intervento è promosso dal Comune di Milano ed è in convenzione con il Dipartimento di salute mentale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco.

Operatori e utenti del progetto Proviamociassieme – Foto: Marco Garofalo

Gli operatori seguono le persone nella loro vita quotidiana con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni di vita e renderle più indipendenti e inserite nella vita sociale del quartiere. Le azioni messe in campo, oltre che di carattere assistenziale e riabilitativo, prevedono il sostegno all’abitare attraverso lavori di bonifica, manutenzione e abbellimento delle abitazioni, il consolidamento di gruppi di auto-aiuto e momenti di autogestione, il contrasto alla cronicizzazione della malattia. La base operativa del progetto è il centro di viale Molise 5, che è un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, capace di intercettare sempre più situazioni di fragilità, spesso non note o non in carico ai servizi pubblici e fornire un orientamento e avvicinamento ai servizi.

TABELLA 37 - PROGETTO PROVIAMOCIASSIEME

 201720162015
Utenti seguiti123114100
Uomini646345
Donne595155
Nuovi utenti171415
Donne312021
Uscite degli operatori12512490

Inoltre, gli operatori e gli utenti del servizio sono impegnati nella produzione di un vero e proprio film, dalla sceneggiatura alla scelta dei costumi fino alla realizzazione. Il film realizzato nel 2017 si è intitolato: “IO E L’I.A. Un viaggio nella storia alla scoperta dell’umanità”.

Progetto Primi passi

Nel 2017, la Casa della carità ha lavorato per l’avvio del progetto Primi passi. Polo sperimentale per la prima Infanzia per contrastare la povertà educativa nel Municipio 2 della città di Milano. Il progetto si rivolge alle famiglie con figli da 0 a 6 anni che vivono situazioni di disagio e ha come obiettivo di raggiungere oltre 900 nuclei familiari che non accedono ai servizi dell’infanzia del Comune.

Capofila di Primi Passi è il Comune di Milano, con partner ATS, oltre alla Fondazione, COMIN, Amici del Parco Trotter, Progetto Integrazione, Tempo per l’Infanzia e Villa Pallavicini. Il monitoraggio delle azioni e della costruzione di strumenti è affidato a Codici Ricerche; mentre la valutazione d’impatto verrà effettuata dall’Università Cattolica. Il progetto sostenuto dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD nata proprio per attuare i programmi del fondo.

Progetto Due mani in più

Dal 2017, la Casa della carità partecipa al progetto Due mani in più di Coop Lombardia, che prevede la consegna della spesa a domicilio a persone anziane, disabili o in situazioni di non autosufficienza. Due volte a settimana, un giovane ospite della Casa della carità si occupa di ritirare la spesa dal supermercato di via Palmanova, a Milano, e, aiutato da un volontario, di consegnarla ad alcuni anziani dei quartieri Crescenzago, Cimiano, via Palmanova e via Padova. In questo modo, il servizio agli anziani della zona è diventato anche una piccola occasione di inserimento lavorativo che, nel corso dell’intero anno, ha garantito 1.250 consegne.

Inter club Non violenti per passione

La Casa della carità organizza la presenza degli ospiti alle partite della squadra di calcio FC Internazionale allo stadio Meazza di Milano attraverso l’Inter Club Non violenti per passione nato dall’iniziativa di operatori, volontari e ospiti. Il Club, che ha 171 soci, ha garantito oltre 250 ingressi ad alcune decine di ospiti della Fondazione, ma anche a numerosi giovani giocatori delle società sportive della zona, con cui collabora proficuamente da anni.

171SOCI 250INGRESSI ALLO STADIO

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

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La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, nata da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, dal 2004, ha accolto a Milano migliaia di persone fragili di 95 nazionalità diverse. Attraverso l’Accademia, promuove socialità e cultura partendo dalle storie di quanti incontra ogni giorno. Presidente della Fondazione è don Virginio Colmegna.

Nel 2017, con 4.587.989 di euro, la Fondazione ha aiutato 5.553 persone e promosso 231 iniziative culturali grazie a 14.631 donatori, 100 volontari e 113 lavoratori.

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