Accoglienza

Accoglienza

Relazione e cura per l’inclusione

Attività ospitalità residenziale Attività diurne Attività sul territorio

Nel 2019, con le sue attività sociali, la Casa della carità ha aiutato complessivamente 6.608 persone: 3.284 uomini, 1.238 donne e 303 minori. Sono anziani, mamme con bambini, persone senza dimora, migranti, rifugiati, famiglie senza casa, persone con problemi di salute mentale e abitanti delle periferie. Sono persone fragili, escluse, sole, che hanno storie difficili e che devono affrontare più problemi allo stesso tempo. Sono persone che faticano a trovare sostegno in strutture d’altro tipo e che, invece, alla Casa della carità hanno trovato un luogo accogliente e famigliare.

Per la Casa della carità, le persone in difficoltà non sono destinatari di buone azioni, ma protagonisti con cui creare relazioni e condivisione. L’obiettivo degli interventi sociali della Fondazione è accompagnare le persone con cui lavora verso diritti, autonomia e cittadinanza, partendo dai loro bisogni e dalle loro risorse.  Per questo gli operatori mettono in campo competenze educative, sociali, mediche e psichiatriche, giuridiche e relazionali. Alle persone che ospita la Casa propone progetti personalizzati e flessibili, senza mai sostituirsi a loro, ma tenendo conto della storia e del vissuto di ognuno.

Un’anziana del quartiere con un’operatrice della Fondazione – Foto: Marco Garofalo

Nel corso dell’anno, la Casa della carità ha ospitato 552 persone; ha garantito 61.421 pasti, 9.674 docce,  2.785 visite mediche e psichiatriche; ha fatto colloqui con 1.630 persone al centro d’ascolto e con 770 allo sportello legale; ha seguito 1.071 persone nelle periferie di Milano e 31 anziani del quartiere.

Le attività sociali della Casa della carità si svolgono sul tutto il territorio della città di Milano. Nella sua sede di via Francesco Brambilla 10, tra i quartieri Crescenzago e Adriano, alla periferia orientale del capoluogo lombardo, si tengono gran parte delle attività di ospitalità residenziale e diurne. Altri interventi coinvolgono il resto del territorio della città metropolitana, in contesti marginali e complessi, dove sono attive strutture di ospitalità e sono avviati progetti in collaborazione con le istituzioni, con altri enti del terzo settore e con alcune realtà della società civile.

[Le modalità di calcolo del dato relativo alle persone aiutate dalla Fondazione sono state riviste nel 2018. Pertanto, il dato non è stato messo a confronto con quelli degli anni precedenti.]

Le attività di ospitalità residenziale

L’ospitalità residenziale rappresenta la parte più rilevante delle attività sociali della Casa della carità. Si svolge nella sede di via Brambilla, che conta 126 posti, in una rete di 55 appartamenti gestiti dalla Fondazione e in altri spazi di ospitalità promossi e gestiti sul territorio cittadino.

Tra le iniziative della Casa della carità ci sono alcuni interventi specifici pensati per l’ospitalità di mamme con bambini, di famiglie in situazioni di disagio abitativo, di famiglie rom in difficoltà, di giovani migranti minorenni soli o neomaggiorenni. Un’attenzione particolare, infine, è riservata alle persone con problemi di salute mentale, per le quali la Fondazione ha avviato, insieme alle istituzioni, progetti per promuovere degli standard di cura adeguati e un’offerta di servizi integrata.

Complessivamente, nel 2019 le attività di ospitalità residenziale della Casa della carità hanno coinvolto 552 persone in difficoltà, di cui 181 uomini, 152 donne e 218 minori.

Indicatori

Per le attività di ospitalità residenziale che vengono svolte all’interno della sede della Casa della carità, e che quindi rappresentano la parte più costante e strutturale del suo ampio lavoro sociale, la Fondazione ha individuato degli specifici indicatori di performance. Sono stati creati grazie a un lavoro di gruppo che ha coinvolto professionalità diverse, interne ed esterne alla Casa della carità, e sono stati calcolati a partire dal Bilancio di sostenibilità 2014. Sono dei valori qualitativi che vanno ad affiancarsi ai dati quantitativi relativi a ciascuna attività, già presenti in ogni precedente edizione del Bilancio sociale, rappresentando un ulteriore elemento di analisi dell’operato della Fondazione e un’importante occasione di confronto del suo evolversi anno per anno. Gli indicatori individuati sono stati chiamati Tasso di turn over e Indice di stanzialità.

Il Tasso di turn over (TO) viene calcolato dividendo la somma delle persone entrate e uscite dall’ospitalità nel corso dell’anno per il numero totale delle persone ospitate nel corso del medesimo anno.

TO = (ospiti entrati + ospiti usciti) / ospiti

Questo indicatore misura il “ricambio” delle persone che vengono ospitate in ciascuna delle diverse attività: maggiore è il valore TO e maggiore è il numero di persone che, nel corso dell’anno, sono uscite dai percorsi di ospitalità lasciando che altre persone in difficoltà prendessero il loro posto. Le persone in difficoltà ospitate dalla Casa della carità possono concludere la loro permanenza in via Brambilla in diversi modi, positivi o negativi, a seconda di come procedono i loro percorsi di autonomia e cittadinanza: affittando una casa (e, in alcuni casi, acquistandola), spostandosi in uno degli appartamenti gestiti dalla Fondazione, oppure andando in un’altra struttura di accoglienza più adatta alle esigenze della persona.

L’Indice di stanzialità (IS) si calcola considerando tutte le persone ospitate nel corso di un anno (cioè sia quelle presenti al 31 dicembre, sia quelle uscite dall’ospitalità prima di quella data) ed è il rapporto tra il numero totale delle persone ospitate per più di un anno e il numero totale di persone ospitate per meno di un anno.

IS = [(o. dimessi al 31.12 con permanenza > 1 anno) + (o. presenti al 31.12 da > 1 anno)] / [(o. dimessi 2017 con permanenza < 1 anno) + (o. presenti al 31.12 da < 1 anno)]

Questo indicatore, a differenza del precedente, non misura solo quanto fatto nell’anno preso in esame, ma anche nei precedenti: infatti, maggiore è il valore IS e maggiore è la durata dell’ospitalità media all’interno di una specificità attività.

A questi due indicatori ne va aggiunto un terzo, quello relativo ai giorni di ospitalità. Ogni giorno trascorso da una persona all’interno dei progetti di ospitalità residenziale della Fondazione ha valore uno. È un indicatore quantitativo che va a completare i dati relativi ai posti a disposizione e al numero di persone ospitate di ciascuna attività, rivelando così il livello di impegno della stessa attività nel corso dell’anno. Laddove disponibili, i valori relativi ai tre indicatori si trovano nel paragrafo dedicato a ciascuna attività di ospitalità residenziale.

In mensa – Foto: Marco Garofalo

Ospitalità gratuita

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2004 | Posti: 59 (41 per uomini e 18 per donne) | Persone ospitate: 91 (58 uomini e 33 donne) | Nuove ospitalità: : 41 | Dimissioni: 46 | Convenzioni: nessuna

La Casa della carità ospita uomini e donne in difficoltà in forma gratuita, vale a dire senza convenzioni con le istituzioni, ma solamente grazie ai contributi di enti privati e alle donazioni dei cittadini. Questa modalità consente di affrontare in modo più flessibile ed efficace la complessità dei problemi degli ospiti. Le persone sono seguite con progetti personalizzati di accompagnamento all’autonomia da un’équipe allargata formata dagli operatori che lavorano a stretto contatto con gli ospiti, ma anche da medici, psichiatri, assistenti sociali ed esperti di orientamento al lavoro che forniscono il loro supporto quando necessario.

Tabella 7 - Indicatori di performance Ospitalità gratuita

 201920182017
Tasso turnover0,960,760,83
Indice di stanzialità0,901,691,08
Giorni di ospitalità18.87220.93121.476

Ospitalità persone vulnerabili

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2013 | Posti: 14 | Persone ospitate: 16 (12 uomini e 4 donne) | Nuove ospitalità: 4 | Dimissioni: 6 | Convenzioni: Comune di Milano, ATI: Cooperativa Comunità Progetto Onlus, Cooperativa Farsi Prossimo Onlus

La Casa della carità attua un progetto di accoglienza specifico per cittadini vulnerabili realizzato in convenzione con il Comune di Milano. Si tratta di soggetti con malattie organiche, disabilità fisiche o patologie psichiatriche molto complesse. Il progetto, nato nel 2013 per richiedenti asilo e rifugiati, nel 2018 è stato allargato a tutti i cittadini che vivono in queste condizioni.

Il lavoro con queste persone mira a realizzare interventi sanitari e di cura, ma anche, per i cittadini stranieri, al riconoscimento dei diritti di cittadinanza attraverso la regolarizzazione dei documenti. Laddove possibile, si agisce anche sul piano formativo e di inserimento lavorativo.

Per favorire un sistema integrato di interventi a favore di questi soggetti particolarmente fragili, la Casa della carità lavora in rete con altri soggetti pubblici o del privato sociale come il Centro di consultazione etnopsichiatrica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda, la Questura di Milano e il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano. Per portare avanti il progetto la Fondazione ha costituito un’Associazione Temporanea di Impresa con Cooperativa Comunità Progetto Onlus e Cooperativa Farsi Prossimo Onlus, anch’esse impegnate in questo tipo di ospitalità.

Tabella 8 - Indicatori di performance Ospitalità persone vulnerabili

 201920182017
Tasso turnover0,630,550,85
Indice di stanzialità2,2020,66
Giorni di ospitalità3.7094.3293.938

Ospitalità Siproimi dm (ex Sprar)

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla, 10
Inizio del servizio: 2014 (allora Sprar dm)| Posti: 8 (6 per uomini e 2 per donne)
Persone ospitate: 12 (9 uomini e 3 donne) | Nuove ospitalità: 6 | Dimissioni: 6
Convenzioni: Comune di Milano (Servizio centrale Siproimi)

La Casa della carità realizza un progetto di accoglienza rivolto a rifugiati e richiedenti asilo con problemi di salute mentale. L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano nell’ambito del SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati del Ministero dell’Interno (ex SPRAR). Le persone ospitate provengono da altri centri non specializzati o da ricoveri in strutture ospedaliere. Vengono seguite sul piano sanitario e del riconoscimento dei diritti di cittadinanza. Gli operatori del progetto, tra cui medici, psichiatri e avvocati, lavorano in collaborazione con il Centro di consultazione etnopsichiatrica dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda.

Tabella 9 - Indicatori di performance Ospitalità Siproimi dm

 201920182017
Tasso turnover10,550,75
Indice di stanzialità0,713,51
Giorni di ospitalità2.2872.4832.249

La Tillanzia

(NGO 08) (G4-PR3)

Sede: : Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue, Cimiano, Milano
Inizio del servizio: 2017 | Posti: 40 | Persone ospitate: 67 (36 donne e 31 minori) | Nuove ospitalità: 44 | Dimissioni: 29 | Convenzioni: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano,  SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati – Comune di Milano (Ente capofila Consorzio Farsi Prossimo), Accreditamento dell’Unità di offerta sperimentale comunità genitore-bambino – Comune di Milano.

La Tillanzia, nata nel 2017 grazie alla collaborazione con la Congregazione Suore del Preziosissimo Sangue, accoglie donne in condizione di precarietà socio-economica rimaste senza casa o provenienti da altre comunità o centri di accoglienza e che hanno con sé uno o più figli minori.

Una mamma col suo bambino in una delle stanze della Tillanzia – Foto: Marco Garofalo

La comunità ha sede nel quartiere di Cimiano, alla periferia nord-est di Milano ed è inserita all’interno di un’ampia struttura che ospita anche gli istituti scolastici gestiti dalle Suore del Preziosissimo Sangue. La comunità è collocata in un’ala di uno degli edifici, da tempo non utilizzata e ristrutturata proprio per realizzare il progetto di accoglienza. Al suo interno vi sono sia posti di ospitalità gratuita sia posti convenzionati per persone con bisogni specifici, come quelle accolte all’interno del SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati.

Tabella 10 - Indicatori di performance La Tillanzia

 201920182017
Tasso di turnover1,091,21-
Giorni di ospitalità0,344.920-
Indice di stanzialità13.0564.920-

Gli indicatori sono stati calcolati solo per il 2018 perché la comunità è stata inaugurata nel 2017. Il progetto è dotato di una Carta dei servizi, in quanto il Comune di Milano lo ha inserito nelle unità d’offerta sperimentali regionali per l’accoglienza genitore-bambino. Si tratta di uno strumento del quale, per lo stesso motivo, sono provviste anche Casa Francesco e Casa Nido.

Casa Francesco

(NGO 08) (G4-PR3)

Sede: via Ucelli di Nemi
Inizio del servizio: 2015 | Posti: 7 | Persone ospitate: 10  | 
Nuove ospitalità: 5 | Dimissioni: 3 | Convenzioni: Comune di Milano,  SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati  | Partner: Fondazione Banca Popolare di Lodi, Amici di Francesco ONLUS, CeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà, Cooperativa Sociale La Cordata, Cooperativa Sociale Tuttinsieme.

La Casa della carità si fa carico del fenomeno dei minori stranieri che arrivano da soli in Italia (cosiddetti “non accompagnati”) ospitandoli all’interno di un progetto sperimentale di ospitalità, Casa Francesco. Gli spazi di questo progetto consistono in due appartamenti dove i giovani ospiti sono seguiti 24 ore su 24. I ragazzi arrivano su segnalazione del Pronto intervento minori del Comune di Milano.

Due i percorsi di lavoro sociale: il primo è dedicato ai giovani appena arrivati in Italia e prevede regolarizzazione dei documenti, iscrizione a scuola e corsi di italiano. Il secondo riguarda i minori arrivati dopo essere stati già ospiti di altri centri in Italia. Loro vengono seguiti nella realizzazione di alcune forme di autonomia, tra cui la ricerca di un lavoro.

In entrambi i casi, gli operatori lavorano per far sì che i giovani ospiti possano sviluppare una rete sociale sul territorio, promuovendo attività ricreative e sportive esterne alla comunità e momenti di incontro e conoscenza con il resto della collettività. L’obiettivo è far nascere relazioni che possano aiutare gli ospiti a conquistare autonomia e cittadinanza.

Tabella 11 - Indicatori di performance Casa Francesco

 201920182017
Tasso di turnover0,80,90,85
Indice di stanzialità111,5
Giorni di ospitalità2.4182.0182.473

Il progetto è dotato di una Carta dei servizi, in quanto il Comune di Milano lo ha inserito nelle unità d’offerta sperimentali regionali. Si tratta di uno strumento del quale, per lo stesso motivo, sono provviste anche La Tillanzia e Casa Nido.

Ospitalità in residenzialità sociale temporanea

A partire dal 2015, la Casa della carità è uno degli enti gestori dei posti letto inseriti all’interno del servizio di Residenzialità Sociale Temporanea del Comune di Milano. La Fondazione ha inserito 35 posti in diversi suoi spazi di accoglienza all’interno del sistema di accreditamento: vengono utilizzati quando viene fatta richiesta dal Comune e, in accordo con i servizi competenti, viene deciso se la persona proposta è adatta per essere ospitata in quel contesto, con un progetto di accompagnamento sociale. Nel 2019, secondo queste modalità, sono state ospitate 44 persone negli spazi della sede di via Brambilla, della Tillanzia, e degli appartamenti di housing sociale della Fondazione.

Dal marzo del 2019, inoltre, la Fondazione, in ATI con la cooperativa sociale Tuttinsieme e il CeAS, gestisce 41 posti letto del servizio di Residenzialità Sociale Temporanea del Comune di Milano all’interno di nove strutture messe a disposizione dal Comune stesso. Nel 2019, secondo queste modalità, la Casa della carità ha ospitato 11 persone in 4 appartamenti.

Un’ospite della Casa della carità nella sua stanza – Foto: Marco Garofalo

Housing sociale

Sede: 55 appartamenti su tutto il territorio di Milano
Convenzioni e progetti: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano; FareCentro, in collaborazione con iBVA; Condominio solidale, in ATS con Consorzio SIR; Fra NOI, in ATS con Consorzio Farsi Prossimo.

La Casa della carità gestisce 55 alloggi nella città di Milano, che compongono la sua rete di housing sociale. L’ospitalità negli appartamenti è transitoria ed è finalizzata a una successiva e completa autonomia.

Le abitazioni sono immobili di proprietà della Casa (2), presi in affitto (2), concessi in comodato d’uso gratuito (2), oppure assegnati dal Comune di Milano dopo essere stati confiscati alla criminalità organizzata (7). Nove appartamenti fanno parte del progetto Abitare solidale realizzato con l’Istituto Beata Vergine Addolorata (iBVA) di Milano e 15 sono di proprietà Aler. La Casa della carità, inoltre, gestisce 18 appartamenti di proprietà della Città Metropolitana di Milano in uno stabile del quartiere di Ponte Lambro, 16 dei quali rientrano all’interno del progetto Condominio solidale, di cui è capofila Consorzio SIR.

Anche nel 2019, alcuni degli appartamenti sono stati utilizzati per progetti di ospitalità in residenzialità sociale temporanea, in convenzione col Comune di Milano

Tabella 12 - Housing sociale

 201920182017
Appartamenti555656
Persone ospitate197206205
Giorni di ospitalità62.80364.31663.057
L’accoglienza alla parrocchia di Bruzzano – Foto: Marco Garofalo

Comunità so-stare

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2005 | Posti: 10 | Persone ospitate: 11 (8 uomini e 3 donne) |
Nuove ospitalità: 6 | Dimissioni: 2 | Persone seguite sul territorio (So-stare diffuso): 9 | Convenzioni: Residenzialità sociale temporanea – Comune di Milano (1 posto)

La Casa della carità ospita So-stare, una comunità sperimentale di residenzialità leggera. In essa vengono accolte persone che hanno bisogno di accudimento fisico, cura mentale, aiuto all’inclusione sociale e accompagnamento ai servizi pubblici del territorio, con una particolare attenzione alla salute mentale. La comunità è gestita come una vera e propria casa dove, in un ambiente familiare, gli ospiti contribuiscono alle attività quotidiane sotto la supervisione degli operatori e con il sostegno dei volontari. Successivo al periodo in comunità è il progetto chiamato So-stare diffuso. Gli ospiti che hanno lasciato So-stare continuano a essere seguiti con colloqui, visite domiciliari, accompagnamenti medici, legali e burocratici.

Tabella 13 - Indicatori di performance Comunità so-stare

 201920182017
Tasso di turnover0,730,901,00
Indice di stanzialità0,830,670,87
Giorni di ospitalità2.5042.2162.540
Operatori e volontari preparano il pranzo nella cucina di So-stare – Foto: Marco Garofalo

Casa Nido

(NGO 08 | 417-2) (G4-PR3 | G4-PR4)

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2006 | Posti: 5 | Persone ospitate: 8 (1 uomo, 2 donne, 5 minori)  |
Nuove ospitalità: 2 | Dimissioni: 3 |Nuclei famigliari seguiti sul territorio: 3 | Convenzioni: Comune di Milano 

La Casa della carità mette a disposizione due mini appartamenti per il progetto Casa Nido, che ospita nuclei di mamme con bambini in condizione di precarietà socio-economica o provenienti da comunità e centri di accoglienza. Gli alloggi offrono un contesto abitativo di tipo famigliare dove le operatrici aiutano le mamme a sviluppare proprie risorse e capacità professionali con un affiancamento educativo e un sostegno alla genitorialità. I nuclei famigliari vengono seguiti anche dopo l’uscita dal progetto.

Il progetto è in larga parte convenzionato con il Comune di Milano ed è accreditato come appartamenti per l’autonomia con la Regione Lombardia. Secondo quanto richiesto dalla Regione, Casa Nido si è dotata di una Carta di servizi. Si tratta di uno strumento del quale, per lo stesso motivo, sono provviste anche La Tillanzia e Casa Francesco. Casa Nido, inoltre, sempre grazie all’accreditamento con la Regione, misura il grado di benessere delle persone accolte attraverso un apposito questionario. Il questionario è il GHQ – General Health Questionnaire e viene somministrato all’ingresso e all’uscita dell’ospitalità.

Tabella 14 - Indicatori di performance Casa Nido

 201920182017
Tasso di turnover0,630,910,12
Indice di stanzialità0,60,83-
Giorni di ospitalità1.8612.1692.804

Centro di accoglienza temporanea

Sede: Centro di accoglienza temporanea, via Sacile
Inizio del servizio: 2014 | Posti: 150 | Persone ospitate: 99  |
Nuove ospitalità: – | Dimissioni: 99| Convenzioni: Comune di Milano, ATI con Fondazione Somaschi

Nel 2019, il Centro di accoglienza temporanea (Cat), aperto nel 2014 con il precedente nome di Cento di emergenza sociale, è stato chiuso dal Comune di Milano. La struttura accoglieva famiglie rimaste senza casa a seguito di tentativi di occupazioni o perché sgomberate da insediamenti irregolari. I nuclei venivano ospitati temporaneamente per realizzare progetti di reinserimento sociale e autonomia abitativa.

A partire dalla decisione di chiusura presa dall’amministrazione, nei primi mesi dell’anno, la Casa della carità ha lavorato insieme ai servizi sociali e alle famiglie ancora ospitate al Cat per trovare nuovi soluzioni abitative. A fine marzo, il centro è stato definitivamente chiuso e i nuclei ricollocati in altri centri del Comune di Milano.

Il centro era stato pensato per evitare che le famiglie in emergenza abitativa venissero divise, proponendo loro progetti di ospitalità differenti per gli uomini e le donne con i bambini, come avveniva in passato. Una volta chiuso il Cat di via Sacile questa funzione è stata spostata dal Comune di Milano presso un’altra struttura di accoglienza, situata in via Novara e gestita da altre organizzazioni, tra cui il CeAS.

Tabella 15 - Centro di Accoglienza Temporanea

 201920182017
Persone ospitate99211267
Uomini174058
Donne216078
Minori60111131
Nuclei famigliari206973
Operatori a colloquio con un ospite – Foto: Marco Garofalo

Centro di autonomia abitativa

Sede: Casa della carità, via Francesco Brambilla 10
Inizio del servizio: 2015 | Posti: 60 (in 13 unità abitative) | Persone ospitate: 77  |
Nuove ospitalità: 41 | Dimissioni: 29 | Convenzioni: Comune di Milano, ATI conCeAS – Centro Ambrosiano di Solidarietà

La Casa della Carità, ospita all’interno della propria sede un Centro di autonomia abitativa (Caa). Il Centro è convenzionato con il Comune di Milano attraverso un’Associazione Temporanea di Impresa (ATI) composta dalla Fondazione e dal Centro Ambrosiano di Solidarietà (CeAS).

Il Centro di autonomia abitativa accoglie nuclei famigliari in condizione di emergenza abitativa e povertà economica. Il lavoro sociale prevede la realizzazione di progetti finalizzati all’autonomia e all’acquisizione dei diritti di cittadinanza. Viene posta particolare attenzione alla scolarizzazione dei minori, all’accesso ai servizi sanitari pubblici e alla ricerca lavorativa e abitativa. Il Centro comprende alcune strutture prefabbricate situate in via Brambilla, all’interno della Casa della carità, e in via Marotta all’interno del CeAS.

Tabella 17 - Centro di Autonomia Abitativa

 201920182017
Persone ospitate777574
Uomini162019
Donne171719
Bambini443836
Nuclei famigliari171817
L’accoglienza delle fasce più deboli della popolazione rom

La Casa della carità, fin dalla sua apertura nel 2004, ha lavorato nelle favelas della città di Milano. Grazie alla presenza in questi luoghi, si è impegnata in percorsi di accompagnamento e autonomia delle fasce più deboli della popolazione rom. Nel corso della sua storia, la Fondazione ha ospitato famiglie sgomberate da insediamenti informali, ha promosso progetti specifici per donne e minori, ha aperto dei presidi sociali nei campi regolari e ha seguito la chiusura del campo comunale di via Triboniano, a Milano. Oggi, lavora con numerose famiglie rom ospitate all’interno del Centro di autonomia abitativa e in diversi appartamenti

Accanto a questo intervento sociale quotidiano, la Casa della carità ha promosso anche iniziative culturali e politiche sul tema, come la prima indagine quantitativa nazionale sulla condizione di rom e sinti in Italia, presentata nel giugno 2012 o come il progetto europeo ROMA Civil Monitor.

Un insediamento irregolare ai margini di Milano – Foto: Donatella De Vito

Nel 2019, la Fondazione ha organizzato il convegno di due giorni, intitolato Rom e sinti in Italia? Sail pe! – Costruire percorsi sociali, culturali e di cittadinanza con rom e sinti è possibile e ha partecipato al progetto Interventi pilota per la creazione di tavoli e network di stakeholder coinvolti a diverso titolo con le comunità Rom Sinti e Caminanti, al fine di favorire la partecipazione dei Rom alla vita sociale, politica, economica e civica. Il progetto, che ha preso il via a gennaio, è finanziato dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, ha per capofila NOVA – Consorzio nazionale per l’innovazione sociale e coinvolge anche Associazione 21 Luglio e Fondazione Romanì Italia. Le attività coinvolgono otto città metropolitane, tra le quali Milano, per la quale la Fondazione è l’ente responsabile.

Le attività diurne

La Casa della carità è uno spazio di ospitalità residenziale. Ma è anche un luogo dove, ogni giorno, tante persone in difficoltà trovano una risposta ai loro bisogni, a cominciare da quello di ascolto e relazione. La Fondazione, promuove diverse attività diurne che si rivolgono a persone con storie e necessità differenti, che convivono nella sede di via Brambilla 10, ma anche fuori da essa.

Nel 2019, le attività diurne della Casa della carità hanno garantito ascolto, cura e sostegno a 5.185 persone in difficoltà. Queste attività hanno come destinatari principali le persone che non sono ospitate dalla Fondazione: anziani soli, persone senza dimora, detenuti ed ex detenuti, richiedenti asilo, rifugiati e migranti, intere famiglie in gravi difficoltà. Molto spesso, si tratta di persone che arrivano alla Casa della carità tramite il Centro d’ascolto e che, poi, usufruiscono di più servizi. L’obiettivo è dare una risposta il più possibile ampia e integrata ai bisogni di chi si rivolge alla Fondazione, cercando al tempo stesso di orientare chi è in difficoltà verso i servizi del welfare pubblico dei quali ha diritto.

Nel 2019, la Casa della carità è stata tra i beneficiari dell’8×1000 dell’Arcidiocesi di Milano, i cui fondi hanno sostenuto alcune delle attività diurne destinate a persone con problemi di salute mentale. In particolare, il centro d’ascolto, il servizio docce e guardaroba e lo sportello di tutela legale.

Le modalità di calcolo del dato relativo alle persone aiutate dalle attività diurne della Fondazione  sono state riviste nel 2018. Pertanto, il dato non è stato messo a confronto con quelli degli anni precedenti.]

Volontari al servizio guardaroba – Foto: Marco Garofalo

Centro d’ascolto

Il centro d’ascolto è lo spazio attraverso il quale le persone in difficoltà si rivolgono alla Casa della carità. È aperto ogni mattina e vi si può accedere spontaneamente oppure su invio dei servizi territoriali. Il servizio è gestito da volontari specificatamente formati e coordinato da un assistente sociale. Le persone che arrivano al centro d’ascolto hanno la possibilità di raccontare la propria storia e i propri bisogni nel corso di un colloquio. Dopodiché gli operatori e i volontari che lo gestiscono provano a dare una risposta alle necessità emerse, orientando la persona verso i servizi offerti dalla Casa della carità oppure da altre realtà, pubbliche e private, presenti sul territorio milanese.

Tabella 18 - Centro d'ascolto

 201920182017
Persone ascoltate1.6301.4661.538
Uomini1.2391.1291.298
Donne391337240
Richieste di lavoro252194356
Richieste di ospitalità851540420
Richieste di consulenza legale6751031.250

Docce e guardaroba

Docce e guardaroba sono i servizi di accoglienza minima che la Casa della carità offre a tutte le persone in difficoltà che non sono ospiti della Fondazione perché la possibilità di lavarsi e cambiarsi garantisce dignità. Il servizio, gestito da volontari e operatori, è aperto tre volte a settimana. Le persone che vi accedono possono riposare in un angolo ristoro dove bere una bevanda calda e fare merenda e possono usufruire del Centro d’ascolto, degli ambulatori e dello sportello di tutela legale della Fondazione.

Tabella 19 - Docce e guardaroba

 201920182017
Persone che hanno usufruito delle docce1.3051.3691.171
Uomini1.2331.2821.116
Donne728755
Nuove persone718816809
Docce erogate9.6748.7305.460
Un ospite e una volontaria al guardaroba della Casa – Foto: Marco Garofalo

Sportello di tutela legale

La Casa della carità fornisce consulenza giuridica gratuita con uno Sportello di tutela legale ai propri ospiti e a persone in difficoltà passate dal centro di ascolto. Lo Sportello è uno strumento per affermare i diritti di cittadinanza delle persone più fragili e tratta problematiche complesse che richiedono anche approfondimenti, collaborazioni con altri enti e accompagnamenti nelle sedi della pubblica amministrazione.

Tabella 20 - Sportello di tutela legale

 201920182017
Persone seguite770713578
Nuove persone41019997
Un momento dello sportello di tutela legale – Foto: Marco Garofalo

ResidenzaMI

Nel 2019, sono partite le attività di ResidenzaMI, un progetto del Comune di Milano gestito dalla Casa della carità, in ATI con Caritas Ambrosiana e Cooperativa Farsi Prossimo. Obiettivo dell’intervento è garantire il diritto alla residenza delle persone senza dimora, un tema su cui la Fondazione è impegnata da anni.

Dal mese di febbraio, in quattro municipi della città di Milano (4, 5, 6 e 8) è iniziata, in via sperimentale, l’attività di quattro sportelli dove gli homeless possono fissare la residenza anagrafica o “residenza fittizia”. Fissando la residenza anagrafica presso una sede del Comune, chi vive in strada o non ha la possibilità di indicare un domicilio può richiedere documenti come la carta di identità o la tessera sanitaria e godere di alcuni diritti fondamentali: dalla salute all’istruzione, dal lavoro al voto.

Agli sportelli si sono rivolte complessivamente 1.982 persone, delle quali 347 hanno già ottenuto la residenza. Altre 1.067 persone, al 31 dicembre 2019, erano in attesa di avere una risposta alla loro domanda da parte del Comune di Milano.

Ambulatori

La salute è uno dei primi aspetti di una persona di cui la Casa della carità si prende cura. Dal punto di vista pratico, ma anche culturale.

Il servizio degli ambulatori comprende l’assistenza medica e psichiatrica e il supporto di consulenze specialistiche. Si rivolge soprattutto agli ospiti della Fondazione, ma è aperto a tutte le persone con cui la Casa della carità entra in contatto. L’ambulatorio medico è gestito da medici e infermieri reperibili a turno. Altri specialisti come pediatri, ginecologi e infettivologi sono disponibili per consulenze e visite straordinarie. Gran parte dei farmaci utilizzati è donazione del Banco Farmaceutico.

Tabella 21 - Ambulatori

 201920182017
Persone seguite540524516
Visite mediche2.17021502.020
Visite psichiatriche615603594
Sedute di psicoterapia484515490
Orientamento ai servizi310285300

L’ambulatorio per la salute mentale si prende cura di persone che, per un difficile accesso ai servizi, non hanno soluzioni alternative, partendo dal presupposto che il disagio psichiatrico sia una questione di salute mentale che riguarda tutti e non una malattia da stigmatizzare. Il lavoro di cura è svolto in stretta collaborazione con i servizi territoriali, in particolare con il Servizio di Etnopsichiatria dell’Ospedale Niguarda e con il Centro Psico Sociale di zona, in via Asiago, che fa riferimento alla Fondazione IRCSS Ca’ Granda Policlinico.

All’ambulatorio medico – Foto: Marco Garofalo

Sportello di inserimento lavorativo

La Casa della carità si adopera per trovare un’occupazione agli ospiti attraverso uno Sportello di inserimento lavorativo. Nel 2019, le attività dello sportello sono state portate avanti dal gruppo di Milano della onlus VISES (Volontari Iniziative Sviluppo Economico e Sociale).

I volontari hanno supportato le persone che si sono rivolte allo sportello nella ricerca del lavoro attraverso la redazione dei CV, l’indirizzamento a corsi di formazione o tirocini proposti da agenzie del lavoro, aziende o da servizi regionali e l’affiancamento in brevi momenti di formazione personalizzati per accedere alle offerte di lavoro in rete.

Vises ha inoltre iniziato una positiva collaborazione con l’agenzia per il lavoro Randstad, che ha messo a disposizione le competenze di alcuni suoi dipendenti per definire le migliori modalità di stesura dei CV e ha offerto alcuni posti per dei corsi di formazione alle persone della Fondazione, sia in aula sia da remoto.

Complessivamente, nel 2019, lo sportello di inserimento lavorativo ha seguito 25 persone, avviato 9 contratti di lavoro e tre tirocini formativi, nell’ambito del progetto PUOI per titolari di protezione internazionale e umanitaria.

Progetti ET, SmART e ARTWORK UEPE

A gennaio 2019, si è concluso il progetto ET. Percorsi di inclusione per minori e giovani adulti sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria, realizzato da un’ATI con capofila A&I Onlus e altri otto partner, tra cui la nostra Fondazione.

In questo contesto, gli operatori di Casa della carità hanno sostenuto la fase post-penale di reinserimento ed integrazione sul territorio di 8 giovani adulti sottoposti alla misura della messa alla prova. Le attività di reinserimento previste sono state la ricerca di soluzioni abitative, l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento legale, realizzate in stretta collaborazione con Comunità Nuova Onlus, Cooperativa La Strada e Fondazione Enaip.

A settembre 2019, inoltre, è partito il progetto Sm.A.R.T. –  Servizio Minori Ambito Rete Territoriale, che ha proseguito quanto fatto dal precedente ET. I dati dei due progetti sono pertanto uniti.

Tabella 22 - Progetti ET e SMART

 2019 - SMART2018 - ET
Persone prese in carico38
Invii a dispositivi pubblici regionali (dote lavoro)01
Borse lavoro avviate04
Contratti avviati04

A fine 2019, inoltre, è partito il progetto ART WORK UEPE, cui partecipa anche la Casa della carità per promuovere il re-inserimento socio-lavorativo di detenuti, in misura alternativa alla detenzione, in carico a Uepe Milano (l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna), con particolare attenzione alle fragilità legate alla dipendenza o all’esperienza migratoria.

L’intervento si inserisce all’interno del solco tracciato in precedenza da altri progetti simili, come A.R.I.A, MaMi, TRIO e N.E.T. Work UEPE cui la Casa della carità ha già preso parte, maturando esperienza e sviluppando competenze nel campo specifico dell’inserimento lavorativo delle persone in uscita dal carcere.

Lavori di pubblica utilità (LPU)

Il lavoro di pubblica utilità (Lpu) è una sanzione penale che può sostituire la pena o sospenderla (nel caso della messa alla prova) e che consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato. La Casa della carità ha scelto di essere uno di questi perché crede in un’idea di pena che non sia solo punitiva, ma formativa e riparativa.

Per questo, dal 2011, la Fondazione ha firmato una convenzione con il Tribunale di Milano per lo svolgimento di Lpu relativi ai reati di guida in stato di ebbrezza e guida sotto effetto di stupefacenti. Inoltre, dal 2018, la Casa della carità ha introdotto la possibilità di svolgere presso la Fondazione anche l’istituto della Messa alla prova per adulti per il reato di guida in stato di ebbrezza, tramite appositi programmi di trattamento.

Tabella 23 - LPU Sostituzione pena

 201920182017
Segnalazioni ricevute355060
Progetti avviati172231
Ore di lavoro svolte2.1492.3632.393

Tabella 24 - LPU messa alla prova (sospensione della pena)

 20192018
Segnalazioni ricevute6040
Progetti avviati1715
Ore di lavoro svolte1.3181.044

CasAnziani

Fin dai primi anni di attività della Fondazione, un gruppo di anziani viene accolto due volte alla settimana alla Casa della carità, per una giornata di condivisione e sostegno. Gli anziani soli, principalmente residenti sul territorio del Municipio 2 del Comune di Milano, hanno l’occasione di stare insieme, pranzare e fare attività coinvolgenti. Gli operatori organizzano giornate dedicate a cinema e musica e uscite sul territorio, offrono un supporto per le pratiche burocratiche o le visite mediche e promuovono numerosi appuntamenti ricreativi e di socializzazione. Cruciale è anche la relazione con i familiari degli anziani, curata dagli operatori con particolare attenzione.

Nel 2019, il servizio ha funzionato per 106 giornate, tra le quali 8 occasioni speciali come domeniche e festività (Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto).

Tabella 25 - CasAnziani

 201920182017
Persone prese in carico314240
Uomini91213
Donne223027
Età media848385
Giornate insieme106101107
Domeniche e festività8719
Due anziani del quartiere alla Casa – Foto: Marco Garofalo

Casa Elena

La Casa della carità, con il progetto chiamato Casa Elena, sostiene adulti in difficoltà nel loro percorso di uscita dall’esclusione sociale attraverso una riabilitazione diurna, che prevede ascolto, accompagnamento, momenti conviviali e laboratori di arteterapia, grafica e sartoria. Alle attività di Casa Elena partecipano sia ospiti della Fondazione sia persone esterne.

Nel 2019, è proseguita la proficua collaborazione con il servizio docce e guardaroba iniziata l’anno precedente. Un aspetto caratteristico del progetto sono le uscite sul territorio, organizzate due volte a settimana. Si tratta di momenti ricreativi e culturali, decisi insieme alle persone che frequentano il centro diurno: cinema, bowling, visite a musei e mostre.

Tabella 26 - Casa Elena

 20920182017
Persone seguite604040
Uomini402318
Donne201722
Al lavoro con Casa Elena – Foto: Marco Garofalo

Corso di italiano

Tramite il corso di italiano, gli ospiti stranieri della Fondazione hanno la possibilità di conseguire una conoscenza di base della nostra lingua, precondizione fondamentale per ogni progetto di autonomia e inclusione sociale, e di avere informazioni utili sulla vita in Italia. Il corso di italiano è tenuto da un gruppo di volontari specializzati e le lezioni avvengono in maniera personalizzata: ogni volontario segue un gruppo di due-tre ospiti mentre, in alcuni casi, si tratta di lezioni individuali. I volontari, accanto all’insegnamento, organizzano anche dei momenti conviviali per gli alunni del corso e per tutti gli ospiti.

Tabella 27 - Corso di italiano

 20920182017
Volontari7714
Studenti131938
Ore di corso annuali565627731

Sostegno scolastico

Le attività di sostegno scolastico promosse dalla Casa della carità nel 2019 si sono svolte in tre modalità. La prima riguarda i minori delle famiglie ospitate dalla Fondazione. In questo caso, l’obiettivo è favorire l’inclusione sociale di questi minori attraverso l’inserimento scolastico e il successo formativo. L’attività consiste in una vera e propria presa in carico dell’istruzione e della formazione del minore, a partire dal supporto per l’iscrizione scolastica, fino ad arrivare alla mediazione con le istituzioni scolastiche, con cui gli operatori sono in stretto e costante contatto, e all’organizzazione di attività di doposcuola con l’aiuto di un gruppo di volontari. Vengono messi in campo, inoltre, interventi che mirano a sostenere i genitori nel loro ruolo educativo e nel superamento delle difficoltà che possono incontrare nel loro percorso di inclusione sociale.

Tra i minori seguiti, molti sono bambini rom e, infatti, la Fondazione, nel 2019, ha partecipato al Progetto nazionale per l’inclusione e l’integrazione dei bambini rom, sinti e caminanti (rsc), promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel quadro delle azioni del PON Inclusion” 2014-2020 e realizzato in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministero della salute e l’Istituto degli Innocenti.

Studiando – Foto: Marco Garofalo 2018

Il secondo tipo di intervento è stato, invece, realizzato nell’ambito del progetto P.a.r.i. promosso dalla Fondazione Somaschi in collaborazione con il Comune di Milano e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Le attività del progetto cui partecipa la Fondazione coinvolgono gli alunni, i genitori e il corpo docente delle scuole di via Bottego e via San Mamete, appartenenti all’Istituto Comprensivo Statale G.B. Perasso di Milano. Si tratta di due scuole situate nelle vicinanze della sede della Fondazione e caratterizzate da una forte presenza di alunni stranieri o di origine straniera. Il lavoro nelle scuole, finalizzato a promuovere una scuola più inclusiva e a combattere la dispersione scolastica, è rivolto non solo ai bambini di origine Rom Sinti e Caminanti ma a tutti i bambini presenti nella classe di progetto, agli insegnanti, ai genitori con l’idea che una scuola inclusiva sia una scuola accogliente e migliore per tutti. Le attività previste dal progetto sono: la formazione per insegnanti, le attività con la metodologia cooperativa realizzata dagli insegnanti e dagli operatori, i laboratori learning by doing a cura di esperti e operatori e la rigenerazione degli spazi attraverso l’attivazione FabLab. 

La terza modalità è rivolta agli ospiti adulti della Fondazione che stanno seguendo dei percorsi scolastici: vi è un gruppo di volontari che li segue, sostenendoli con i compiti, lo studio e la preparazione degli esami. Pur trattandosi di numeri limitati, si tratta di un’attività importante perché permette agli ospiti di avere un maggiore successo scolastico e di creare relazioni importanti con i volontari che li seguono.

Le attività sul territorio

(413-1) (G4-SO1)

La Casa della carità è presente sul territorio di Milano con numerose attività che, pur tenendo come punto di riferimento la sede di via Brambilla, si articolano in altre zone della città.

Sono progetti che prevedono una presenza stabile oppure itinerante degli operatori della Fondazione e che molto spesso sono portati avanti in collaborazione con altri enti del terzo settore. Ad accomunarli sono una componente di innovazione e sperimentazione e l’obiettivo di offrire risposte nuove e più efficaci ai bisogni in evoluzione delle fasce più vulnerabili della cittadinanza.

Salute! – Foto: Marco Garofalo

Nel 2019, le attività sul territorio della Casa della carità hanno coinvolto 1.071 persone, che in modi diversi hanno trovato un sostegno grazie all’operato della Fondazione, dai servizi di custodia sociale alle attività di musicoterapia, dall’assistenza psichica al sostegno alle famiglie. 

Progetto scegliere insieme la strada di casa

Zona di intervento: Municipio 2 di Milano | Inizio del servizio: 2015
Convenzioni: Comune di Milano, in ATI con Comin cooperativa sociale di solidarietà, C.R.M. cooperativa sociale, Fondazione Arché

Gli enti del terzo settore che partecipano al progetto Scegliere insieme la strada di casa, in collaborazione con i Servizi sociali del Comune di Milano, offrono una serie di servizi alla domiciliarità sui territorio dei Municipi 2 e 9 della città: interventi educativi per bambini, ragazzi e famiglie, interventi socio-assistenziali rivolti in particolare ad anziani e disabili, interventi di aiuto familiare e custodia sociale.

Di questi due ultimi aspetti si occupa la Casa della carità, nel Municipio 2 dove ha sede la Fondazione. Compito dei custodi sociali è quello di monitorare le condizioni degli abitanti delle case popolari, ponendo particolare attenzione alla sofferenza urbana, fornendo sostegno a quei cittadini che vivono in condizioni di disagio: anziani, disabili, famiglie in difficoltà. Oltre a seguirne la quotidianità, si cerca di creare momenti di socialità, sia all’interno del condominio che fuori, per esempio attraverso l’organizzazione di uscite in città.

Gli operatori di Scegliere insieme la strada di casa con gli abitanti degli alloggi popolari – Foto: Marco Garofalo

Finalità del servizio di custodia è anche quello di creare e consolidare le reti sociali. Attraverso la verifica del bisogno, in collaborazione con i servizi territoriali e i partner, vengono stilati dei progetti di intervento e si decide come rispondere al bisogno. Laddove è possibile si cerca di mettere in moto la rete familiare, e se questa non c’è ci si attiva per creare una rete di volontari, associazioni della zona, comitati di inquilini, che possano fornire sostegno a chi vive in condizioni di disagio e fragilità.

Tra i compiti dei custodi sociali, c’è anche la risposta a emergenze e urgenze laddove manca la rete familiare, fornendo per esempio interventi di accompagnamento, piccole commissioni, disbrigo di pratiche, acquisto di generi di prima necessità, organizzazione dell’assistenza domiciliare. I cittadini, inoltre, spesso non conoscono i servizi o li usano in modo errato; per questo il servizio di custodia ha anche l’obiettivo, di favorire l’informazione, l’orientamento e l’accompagnamento dei cittadini e delle loro famiglie alle risorse e ai servizi territoriali.

Rientra nel progetto anche l’attività di assistenza familiare condivisa, lanciata nel 2016: più abitanti degli stessi caseggiati popolari condividono servizi come baby sitter, colf e, in particolare, assistenti agli anziani.

 

Il progetto, iniziato nel 2015, è stato rinnovato tramite bando nel 2018.

Tabella 28 - Progetto Scegliere insieme la strada di casa

Dato201920182017
Persone seguite620547458
Uomini230202150
Donne390345308
Persone seguite con più di 60 anni430403347
Interventi a domicilio26.54025.44622.741
Interventi di socializzazione1.1381.088946

Progetto per la cura del disagio psichico a crescenzago

Zona di intervento: via Padova – quartiere Crescenzago | Inizio del servizio: 2014
Convenzioni: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico | Partner: Centro Psico Sociale 10 (CPS via Asiago)

La Casa della carità realizza un progetto per la cura del disagio psichico delle persone che vivono nel quartiere di Crescenzago e afferiscono al Centro psicosociale (CPS) 10 di via Asiago. L’iniziativa è in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico. L’obiettivo è migliorare le condizioni di vita delle persone seguite dal CPS rendendole il più possibile autonomi nel prendersi cura della propria salute mentale. Inoltre, vengono proposte attività di coinvolgimento in luoghi di socializzazione, la partecipazione a spettacoli ed eventi artistici e laboratori di musicoterapia e terapeutica artistica.

Tabella 29 - Progetto per la cura del disagio psichico a crescenzago

Dato201920182017
Persone seguite8610072
Uomini426245
Donne443827
Nuove persone454311
Interventi alla Casa della carità (gruppi di musicoterapia e di terapeutica artistica)979970853
Interventi a domicilio586636797
Interventi sul territorio532599
Giorni di ospitalità in Casa della carità730730668
Una persona senza dimora arriva alla Casa – Foto: Marco Garofalo

Progetto Diogene

Zona di intervento: Milano | Inizio del servizio: 2004
Convenzioni: Regione Lombardia | Convenzioni: ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST di Monza Ospedale San Gerardo, Caritas Ambrosiana, Cooperativa Novo Millennio

Diogene è un progetto sperimentale che si rivolge a persone senza dimora con patologie psichiatriche conclamate. Attraverso le uscite serali, gli operatori del progetto, educatori e psichiatri, vengono a contatto con gli homeless con l’obiettivo di ridurre la loro sofferenza psichica. Cercano di stabilire una relazione ai fini dell’accompagnamento alla presa in carico da parte dei servizi territoriali preposti. Il progetto, inoltre, propone percorsi di autonomia e inclusione sociale attraverso l’accoglienza di queste persone alla Casa della carità.

Diogene è un progetto sperimentale finanziato dalla Regione Lombardia ed è attuato in collaborazione con ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST di Monza Ospedale (San Gerardo), Caritas Ambrosiana, Novo Millennio Società Cooperativa Sociale ONLUS.

Tabella 30 - Progetto Diogene

 201920182017
Persone seguite totali545360
Uomini373429
Donne171931
Persone seguite in strada252832
Persone seguite in Casa della carità101113
Persone seguite In ambulatorio di etnopsichiatria181415
Uscite degli operatori119118125

Unità mobile “Strade nuove”

Zona di intervento: Milano| Inizio del servizio: 2018
Convenzioni: Comune di Milano | Partner: Associazione Volontari Francescani

Nel 2019, la Casa della carità ha sostenuto le attività dell’unità mobile “Strade nuove” promossa dall’Associazione Volontari Francescani. L’unità mobile, con il supporto di un camper messo a disposizione dalla Fondazione, organizza uscite quattro volte a settimana su tutto il territorio di Milano, con i volontari organizzati in turni che coprono porzioni diverse delle città.

L’unità mobile lavora in favore delle persone senza dimora, garantendo loro cibo e bevande, vestiti, coperte, prodotti per l’igiene personale, ma soprattutto ascolto e vicinanza.

Nel 2019, l’unità mobile ha coinvolto 35 volontari, per circa 200 uscite e più di 3.200 ore di volontariato. In media, nel corso di ogni turno, sono state incontrate circa 30 persone senza dimora.

L’unità mobile al lavoro – Foto: Marco Garofalo

Progetto Proviamociassieme

Zona di intervento: quartiere Molise Calvairate (Milano) | Inizio del servizio: 2004
Convenzioni: ASST Fatebenefratelli Sacco, Dipartimento Salute Mentale, Comune di Milano

La Casa della carità opera nel quartiere Molise-Calvairate di Milano, storicamente segnato da problemi sociali per la forte presenza di persone con problemi di disagio psichico, con il progetto Proviamociassieme. L’intervento è promosso dal Comune di Milano ed è in convenzione con il Dipartimento di salute mentale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco.

Gli operatori seguono le persone nella loro vita quotidiana con l’obiettivo di migliorare le loro condizioni di vita e renderle più indipendenti e inserite nella vita sociale del quartiere. Le azioni messe in campo, oltre che di carattere assistenziale e riabilitativo, prevedono il sostegno all’abitare attraverso lavori di bonifica, manutenzione e abbellimento delle abitazioni, il consolidamento di gruppi di auto-aiuto e momenti di autogestione, il contrasto alla cronicizzazione della malattia.

La base operativa del progetto è il centro di viale Molise 5, che è un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, capace di intercettare sempre più situazioni di fragilità, spesso non note o non in carico ai servizi pubblici e fornire un orientamento e avvicinamento ai servizi.

Tabella 31 - Progetto Proviamociassieme

Dato201920182017
Persone seguite119116123
Uomini seguiti655364
Donne seguite546359
Nuove persone141217
All’ingresso del centro di viale Molise 5 – Foto: Marco Garofalo

Progetto Primi passi

Zona di intervento: Municipio 2 del Comune di Milano| Inizio del servizio: 2017
Convenzioni: ATS con Comune di Milano (capofila), Comin cooperativa sociale di solidarietà, Associazione Amici del Parco Trotter, Progetto Integrazione, Cooperativa sociale Tempo per l’Infanzia, Associazione culturale Villa Pallavicini

Il progetto Primi passi. Polo sperimentale per la prima Infanzia ha l’obiettivo di contrastare la povertà educativa nel Municipio 2 della città di Milano, rivolgendosi alle famiglie con figli da 0 a 6 anni che vivono situazioni di disagio.

La Fondazione, nel 2019, ha lavorato per l’inclusione sociale di famiglie straniere con figli, presenti da poco in Italia, garantendo loro supporto psico-sociale, medico e legale. Inoltre, la Biblioteca del Confine ha promosso delle attività con i bambini dell’asilo nido comunale e della scuola dell’infanzia comunale, situate entrambe in via San Mamete, accanto alla Casa della carità. Obiettivo dell’intervento è stato stimolare le competenze di lettura, comprensione e produzione linguistica scritta dei bambini, coinvolgendo famiglie ed educatrici. 

Tabella 32 - Progetto Primi passi

Dato20192018
Minori coinvolti2144
Genitori coinvolti8579
Totale persone coinvolte
106123

Capofila di Primi Passi è il Comune di Milano, con partner ATS, oltre alla Fondazione, Comin Cooperativa Sociale di Solidarietà, Amici del Parco Trotter, Progetto Integrazione, Tempo per l’Infanzia e Villa Pallavicini. Il monitoraggio delle azioni e della costruzione di strumenti è affidato a Codici Ricerche; mentre la valutazione d’impatto verrà effettuata dall’Università Cattolica. Il progetto sostenuto dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile ed è stato selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD e nata proprio per attuare i programmi del fondo.

Una carezza – Foto: Marco Garofalo

Progetto Due mani in più

Dal 2017, la Casa della carità partecipa al progetto Due mani in più di Coop Lombardia, che prevede la consegna della spesa a domicilio a persone anziane, disabili o in situazioni di non autosufficienza. Due volte a settimana, un ospite della Casa della carità si occupa di ritirare la spesa dal supermercato di via Palmanova, a Milano, e, aiutato da un volontario, di consegnarla ad alcuni anziani dei quartieri Crescenzago, Cimiano, via Palmanova e via Padova. In questo modo, il servizio agli anziani della zona è diventato anche una piccola occasione di inserimento lavorativo.

Chi siamo

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

Casa della carità

La Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani” accoglie persone fragili e promuove cultura, partendo dalle storie di chi incontra ogni giorno. A volere questo doppio impegno è stato il suo fondatore, il Cardinale Carlo Maria Martini che, nel 2002, ha scelto don Virginio Colmegna come presidente.

Nel 2019, con 4.915.994 di euro, la Fondazione ha aiutato 6.808 persone e promosso 163 iniziative culturali grazie a 22.569 donatori, 103 volontari e 110 tra dipendenti e collaboratori.

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