Una Casa, voluta dal Cardinal Martini,
per le persone più fragili

(102-1, 102-3, 102-4, 102-5, 102-7, 102-45) 

Le due aree di intervento della Casa della Carità sono l’Accoglienza e l’Accademia. 

Con l’Accoglienza organizza attività di ospitalità, di servizio e di sostegno a favore di chi è in difficoltà. Con l’Accademia promuove iniziative culturali rivolte all’intera cittadinanza. 

Presidente della Fondazione dal 2002 è don Virginio Colmegna, scelto dal cardinale Carlo Maria Martini.

La Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” è una Fondazione di religione e di culto. Al suo interno opera un ramo Onlus (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). La Fondazione è iscritta al Registro delle Persone Giuridiche della Prefettura di Milano, (numero d’ordine 393 della pagina 648 del volume 2°), all’anagrafe unica delle Onlus (protocollo n. 0933) e alla prima sezione del Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati (art. 54 DPR 18 ottobre 2004 n. 334 – numero di iscrizione A/915/2014/MI). La Fondazione opera sul territorio della città di Milano e della Regione Lombardia.

Dal punto di vista dei proventi, la Casa della Carità vive grazie a due fonti principali: da un lato, le convenzioni e i progetti con le istituzioni; dall’altro, i contributi di enti e le donazioni dei cittadini. Nel 2020, hanno sostenuto la Casa della Carità 20.823 donatori. Complessivamente, nel corso del 2020, le attività della Fondazione sono state realizzate grazie al lavoro di 124 persone e al contributo di 69 volontari. Grazie a donatori, volontari e donatori, la Casa della Carità, nel 2020, ha potuto aiutare, complessivamente, 5.937 persone in difficoltà

Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” 
Sede legale e operativa:
via Francesco Brambilla, 8/10 – 20128 – Milano 
Anno di costituzione: 2002 | Anno di inizio attività: 2004 
Codice fiscale:
97316770151 |Partita IVA: 08241220964

Bambini ospiti della Fondazione con i loro regali di Natale

Vision e mission

(102-16)

La Casa della Carità crede nella dignità e unicità di ogni persona, nel valore dell’ascolto, nell’importanza della relazione. Si impegna per promuovere diritti e contrastare quella che papa Francesco chiama cultura dello scarto, che danneggia le persone e l’ambiente. 

La Fondazione è convinta che prendersi cura di chi è escluso generi benessere, sicurezza e coesione sociale, per tutti. Lavora ogni giorno per accogliere chi è stato rifiutato, per rispondere alle domande di accoglienza più complesse, per affrontare le emergenze metropolitane e fare proposte concrete. Sperimenta nuove soluzioni e le consegna alle istituzioni, proponendo modelli che vengano resi strutturali nel sistema di welfare pubblico. 

Per questo, agisce sia al livello sociale sia al livello culturale. Le persone in difficoltà non sono semplici destinatari di buone azioni, ma sono protagoniste con cui creare relazioni e condivisione, con reciprocità. Lo stile della Casa della Carità è laico, inclusivo e basato sul dialogo. È ispirato dal Vangelo e dalla lettera Farsi Prossimo del cardinal Martini, richiamata nello statuto della Fondazione.


Storia

La Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” è nata nel 2002, grazie a due lasciti: l’eredità morale del Cardinal Martini e il dono nel testamento di un imprenditore, Angelo Abriani, che volle destinare il proprio patrimonio ai poveri della città di Milano. 

Nel marzo del 2004 sono iniziate le attività culturali dell’Accademia della Carità con il convegno “Fiducia e Paura nella città”, cui ha partecipato il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman. Il 24 novembre 2004 è stata inaugurata la sede di via Francesco Brambilla 10. Con l’arrivo delle prime persone ospiti, sono cominciate le attività sociali dell’Accoglienza.

Organizzazione

(102-18, 102-19, 102-22, 102-23, 102-24)

I garanti della Fondazione Casa della Carità sono il Sindaco e l’Arcivescovo di Milano. A loro compete la nomina del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori, entrambi organismi di durata quinquennale, rieleggibili.

Il Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri e, nel 2020, il Consiglio di amministrazione si è riunito 7 volte. Il Consiglio di amministrazione entrato in carica ad inizio 2018 è composto da:

  • don Virginio Colmegna, presidente, designato dall’Arcivescovo di Milano 
  • Giuseppe Maria Paolo Garofano, consigliere, designato dal Vicario Episcopale della città di Milano;
  • Gianfranco Crevani, consigliere, designato dalla Caritàs Ambrosiana;
  • Luca Luigi Arnoldo Formenton Macola, consigliere, designato dal Sindaco di Milano;
  • Massimo Minelli, consigliere, designato dalla Caritàs Ambrosiana.

Il Presidente della Casa della Carità ne è il legale rappresentante e ha ampi poteri per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione della Fondazione, che, grazie alla facoltà di delega, viene gestita insieme al Direttore generale secondo quanto deciso dal Consiglio di amministrazione. Per atti di amministrazione straordinaria, invece, il Consiglio di amministrazione deve chiedere l’autorizzazione alle autorità ecclesiastiche in base alle norme del diritto canonico.

Il Collegio dei revisori è composto da tre persone e ha il compito di garantire la correttezza della gestione amministrativa della Fondazione, controllare la contabilità e l’esattezza del bilancio e presentare la relazione annuale ai garanti. Nel 2020, il Collegio dei revisori è stato composto da:

  • Costanza Bonelli, designata dall’Arcivescovo di Milano;
  • Silvia Buono, designata dal Sindaco di Milano.

Il terzo componente, Andrea Manzoni, designato dal Sindaco di Milano, si è dimesso e la Fondazione è in attesa di una nuova nomina. 

Un volontario al guardaroba

Organigramma

Direzione generale
Maurizio Azzollini

Comitato di direzione
Laura Arduini
Fiorenzo De Molli
Tea Geromini
Matteo Pugliese
Bianca Maria Rizzo
Simona Sambati

Settore innovazione e sociale 
Tea Geromini

Settore ospitalità e accoglienza
Fiorenzo De Molli

Settore salute
Laura Arduini

Area accoglienza
Peppe Monetti

Area emergenza
Donatella De Vito

Accademia della Carità
Simona Sambati

Formazione
Silvia Landra

Comunicazione e fundraising
Bianca Maria Rizzo

Amministrazione
Matteo Pugliese
Emanuele Manzini

Facility e cura della Casa
Iole Romano

Logistica
Pietro Fiorito

Sistemi IT
Davide Vaghi

Associazione Amici
Casa della Carità

Maria Grazia Guida, presidente

Associazione Volontari Casa della Carità
Matilde Brockhaus, presidente

Modello di organizzazione, gestione e controllo

(102-25, 102-16, 102-17, 205-1, 205-2)

Dal 2016, la Casa della Carità si è adeguata alle indicazioni contenute nel decreto legislativo 231/2001: da allora, la Fondazione è dotata di un Modello di organizzazione, gestione e controllo composto da Modello Organizzativo, Codice Etico e Regolamento dell’Organismo di vigilanza. I componenti dell’Organismo di vigilanza sono Mariangela Torrente, Laura De Carlo e Niccolò Abriani, in carica dal 2018. A loro disposizione, il Consiglio di amministrazione ha stanziato un budget annuale di 5.000 €, che è stato gestito in totale autonomia. I membri dell’organismo svolgono la loro attività a titolo gratuito. Per segnalare all’Organismo di vigilanza violazioni o presunte violazioni del Modello organizzativo e del Codice etico, è attivo un indirizzo email al quale i dipendenti possono scrivere: odv@casadellaCarità.org. Le segnalazioni vengono raccolte e conservate per un periodo di dieci anni in un apposito archivio digitale e cartaceo, al quale hanno accesso solo i membri dell’Organismo di vigilanza. Ai segnalanti viene assicurata la riservatezza dell’identità, fatti salvi gli obblighi di legge e la tutela dei diritti della Fondazione o delle persone accusate erroneamente e/o in mala fede.

Certificazioni

(102-11, 102-12)

La Fondazione è da anni dotata di certificazione ISO 9001. Nel 2020, però, la certificazione è stata sospesa sia per le difficoltà organizzative legate alla pandemia sia perché è in programma un percorso di formazione per tutti i dipendenti e collaboratori della Fondazione. La formazione, inizialmente pensata per il 2020, si dovrebbe tenere nel secondo semestre del 2021 e ha come obiettivo la creazione di una nuova e più ampia procedura, partecipata da tutte le aree della Casa della Carità. 

Per quanto riguarda, invece, il principio di precauzione, sancito dalla Dichiarazione di Rio sull’ambiente e sullo sviluppo, non risulta applicabile alle attività svolte dalla Fondazione.